Autore: revnet

  • Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    “L’augurio che rivolgo ai volontari europei ed extra europei  che hanno scelto i nostri centri di accoglienza è di potere arricchire il loro bagaglio di conoscenze e di relazioni umane”. Con queste parole il presidente della Fondazione San Giovanni Battista Renato Meli ha salutato il gruppo di volontari provenienti da 4 nazionalità diverse che saranno impegnati per tre settimane in due centri SPRAR gestiti dalla Fondazione.
    “Siete sempre i benvenuti – conferma Meli – e lo siete non solo nelle parole ma nei fatti. Crediamo con fermezza che costruire reti, abbattere le distanze sia un valore impagabile per chi opera nel settore sociale e dell’accoglienza ai migranti. Credo sia un bene che alcune cittadini europei ed extra europei possano avere modo di osservare da vicino il nostro modello di integrazione”.
    Ed è proprio questo desiderio di conoscenza che ha spinto i 4 ragazzi a donare il proprio tempo ed il proprio talento in questa operazione di volontariato coordinata dalla rete CVX dei Gesuiti.
    “Questo – spiega Eleonora Milazzo, coordinatrice del gruppo e volontaria – è il quarto anno che proponiamo l’esperienza di vivere a fianco dei rifugiati in provincia di Ragusa. Sono essi stessi i primi testimoni e promotori del progetto di volontariato pensato dalla Cvx. Credo che il nostro aiuto possa essere non tanto quello operativo nelle tre settimane di impegno, quanto quello di raccontare ad altri e in luoghi differenti il senso di questa nostra avventura. Portiamo a casa una nuova consapevolezza che condividiamo con i familiari, gli amici e con tante altre persone”.
    Maria Mihalikova viene dalla Slovacchia; Francisca Santos dal Portogallo; John Mayer dagli Stati Uniti. “Ci accomuna – spiegano – l’interesse a toccare con mano un fenomeno del quale sentiamo spesso parlare dai media”.
    “Al termine di questo percorso – conclude chiara Facello, referente per la Fondazione San Giovanni – vorremmo programmare momenti di incontro e di scambio sia a livello locale che internazionale”.

  • Concerti per organo a Sant’Agata

    Concerti per organo a Sant’Agata

    La Fondazione San Giovanni Battista promuove una serie di appuntamenti con la musica sacra per organo. Gli appuntamenti si terranno all’interno della chiesa di Sant’Agata al Giardino ibleo e vedranno protagonista il maestro Titì Appiano.

    Queste le date in cui sarà possibile assistere gratuitamente ai concerti.

    22 e 29 luglio;

    15 agosto

    9 e 16 settembre.

    I concerti avranno inizio alle ore 19.

  • Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Avere il mondo tra le dita e lasciarlo risuonare. Far sì che quei suoni, quelle parole diventino arte, speranza, sorriso e realtà. La piazza di Ragusa Ibla è colma di persone giunte da ogni parte della Sicilia e da alcune regioni di Italia. Tutti presenti per celebrare nel segno della creatività la Giornata internazionale del Rifugiato. Un progetto curato a Ragusa dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Caritas, Migrantes, Servizio Centrale SPRAR e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

    https://www.insiemeragusa.it/2018/06/29/storie-musica-alla-giornata-internazionale-del-rifugiato/
    Due i momenti focali dell’evento:
    La presentazione del libro “Il mondo tra le dita” ha aperto la serata. “Si tratta di un progetto al quale teniamo molto – ha spiegato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – e che è riuscito a far produrre oltre cento racconti a vari ragazzi richiedenti o titolari di protezione internazionale presenti nei progetti della rete nazionale SPRAR. Una giuria ha selezionato 13 racconti che noi stessi abbiamo deciso di pubblicare inaugurando una nostra casa editrice. La presenza dei richiedenti asilo e dei migranti costituisce soprattutto un’occasione di crescita e di ricchezza per la società accogliente. È ciò che vogliamo dimostrare attraverso eventi pubblici, ma anche con il lavoro serio e coscienzioso dei nostri tanti generosissimi operatori che quotidianamente lavorano nei nostri centri”.
    Il volume è illustrato da immagini prodotte da alcuni studenti del Liceo Artistico “Ferraris” di Ragusa che hanno preso parte ad un progetto di alternanza scuola lavoro. “Siamo felicissimi – ha detto la dirigente scolastica Giovanna Piccitto – perché i nostri ragazzi hanno potuto svolgere un’esperienza formativa di alto livello entrando in relazione diretta con il mondo dei migranti”.
    La prefazione al libro ha una firma di prestigio. È stata infatti curata dal poeta e scrittore Davide Rondoni. “Questo libro – spiega – rappresenta un caso unico e prezioso. Per la prima volta non si parla di migranti ma sono essi stessi a parlare attraverso la voce delle favole e dell’arte. Credo che, al netto di ogni considerazione politica, sia il sentimento di amicizia la chiave che possa aprire le porte ad una accoglienza reciproca e costruttiva”.
    Sul palco si sono succeduti i premiati del concorso. Menzione particolare per il racconto scritto da Momo dello SPRAR di Gubbio dal titolo “L’eredità di Sabally” che ha vinto il primo premio.
    Dunque spazio alla grande musica d’autore con le note dei Radiodervish. Un ritorno in Sicilia per presentare in anteprima nazionale il nuovo cd “Il Sangre e il Sal”. Trasformare la vita in note, bussare alle porte del cuore, narrare storie vere, fiabesche ma sempre sublimate in arte.
    Il percorso disegnato da Nabil Salameh, Michele Lobaccaro e Alessandro Pipino è speziato di oriente, incrocia stili e linguaggi diversi. Dall’arabo all’italiano, passando per la lingua franca dei porti del Mediterraneo, il Sabir, che caratterizza alcune nuove composizioni del gruppo italo palestinese. Il pubblico ascolta con devota partecipazione. La voce di Nabil è essa stessa un viaggio, una vibrazione di luce. Le strutture sonore poggiano sulle solide spalle di Michele Lobacccaro, polistrumentista di pregio e sulle magie di Alessandro Pipino che alterna le proprie dita tra tastiere e fisarmonica.
    Tra classici e nuovi brani il concerto, compreso dei rituali bis, scorre come un balsamo che incanta la piazza regalando a Ragusa un momento culturale di assoluto rilievo.
    “Ringraziamo la Fondazione San Giovanni Battista – sottolinea Michele Lobaccaro a nome dei Radiodervish – non solo per averci invitato, ma soprattutto per il grande lavoro che ogni giorno svolge a favore di persone, esseri umani in cerca di una concreta speranza di futuro”.
    Il concerto e la presentazione del libro rientrano nella campagna “WithRefugees” voluta dall’Unhcr. “Siamo lieti di essere qui a Ragusa – conferma Marco Rotunno – ad assistere ad una festa perché ciò dimostra che la presenza dei rifugiati non deve e non può, a ragion veduta, rappresentare motivo di paura e discriminazione”.

     

  • Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]“Migranti e rifugiati: dalla narrazione ostile allo stile di narrazione” è il tema che farà da filo conduttore alle varie iniziative promosse da Fondazione San Giovanni Battista, Caritas Ragusa e Migrantes per celebrare ancora una volta la Giornata mondiale del Rifugiato in collaborazione con Unhcr.

    Tanti i momenti che animeranno le giornate dal 18 al 28 giugno. Le manifestazioni vivranno uno dei loro momenti più significativi, infatti, con il concerto del gruppo musicale dei Radiodervish che presenteranno a Ragusa, in anteprima nazionale, il nuovo album “Il Sangre e il Sal”.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il 27 giugno piazza Hodierna a Ragusa Ibla si colorerà così dei suoni e delle voci del gruppo italo palestinese, da vent’anni voce della multiculturalità e del dialogo. Prima del concerto verrà presentata la pubblicazione “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso letterario rivolto a tutti gli Sprar di Italia e del progetto di alternanza scuola lavoro realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista con l’Istituto “Galileo Ferraris”. La Giornata mondiale del Rifugiato è un appuntamento annuale, voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Tanti gli appuntamenti in calendario a partire dall’iniziativa “Porte aperte #WithRefugees” con gli open day che si svolgeranno nei cinque progetti Sprar gestiti dalla Fondazione da lunedì 18 a venerdì 22 giugno. Momenti di festa e condivisione per far conoscere al territorio il lavoro quotidiano dei progetti e non far dimenticare mai che dietro ogni migrante c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi sta riuscendo a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto. (Visualizza i dettagli sulla nostra pagina Facebook!)[/vc_column_text][vc_column_text]Il 28 giugno, infine, alla sala Avis di Ragusa sarà un momento dedicato al ruolo dell’informazione. Dopo i saluti del vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta e del prefetto Filippina Cocuzza, don Rosario Cavallo, direttore di Migrantes Ragusa, introdurrà le due relazioni in programma: “I mezzi di informazione di fronte ai flussi migratori” (Paolo Lambruschi, capo redattore interni del quotidiano Avvenire) e “La situazione siciliana e i nuovi scenari del Mediterraneo” (Antonella Elizabeth Basilone, coordinatrice Unhcr per la Sicilia).[/vc_column_text][vc_column_text]Le conclusioni sono affidate a Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista. L’incontro sarà moderato da Gianni Molé, segretario provinciale Assostampa Ragusa.

     

    Tutti gli eventi sono organizzati con il contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del gruppo Ergon e in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Assostampa regionale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]”Il brutto anatroccolo”, performance teatrale pensata e condotta da Michele Arezzo e Fabio Guastella in collaborazione con l’Istituto comprensivo Vann’Antò di Ragusa e la Fondazione San Giovanni Battista è andata in scena nella palestra della scuola Ecce Homo.

     

    Lo spettacolo è il frutto finale di una serie di laboratori condotti dagli artisti con alcuni studenti della Scuola primaria del plesso Ecce Homo ed i beneficiari dei progetti Sprar e Cas gestiti dalla Fondazione.

     

    Il tema della diversità, dell’accoglienza e della trasformazione sono al centro del racconto e del percorso educativo.

     

    “Siamo felici – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – di avere realizzato questo laboratorio e spettacolo teatrale in compagnia di tanti bambini. Ringraziamo l’Istituto comprensivo Vann’Antò per la disponibilità e la collaborazione e gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione di questa opera. La favola avverte con chiarezza che occorre andare oltre le apparenze. Noi cristiani sappiamo bene che il valore di ogni uomo è data dal suo essere figlio di Dio, a prescindere dalla razza, dal colore e dalle idee. E’ per noi motivo di gioia lavorare con le generazioni più giovani. E’ dalla scuola che si deve partire per testimoniare la dignità della vita”.

     

    “Ringraziamo la Fondazione – sottolinea il dirigente scolastico Rosario Pitrolo – per averci dato questa possibilità di crescita. Plaudo ad un lavoro pregevole realizzato anche grazie all’impegno delle nostre insegnanti”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Annullamento in autotutela della Manifestazione di interesse con carattere d’urgenza per l’affidamento del “Servizio di pulizia e sanificazione delle strutture della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa”

    Annullamento in autotutela della Manifestazione di interesse con carattere d’urgenza per l’affidamento del “Servizio di pulizia e sanificazione delle strutture della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa”

    Il Presidente della Fondazione San Giovanni Battista, dott. Renato Meli, nella qualità di Rappresentante legale, in considerazione della obbligatorietà del rispetto delle disposizioni di cui al D. Lgs. n. 56/2017, in autotutela annulla il bando “Manifestazione di interesse con carattere d’urgenza per l’affidamento del Servizio di pulizia e sanificazione delle strutture della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa” e relativi allegati e dispone la restituzione dei rispettivi atti di gara a ciascuna impresa partecipante.
    Della pubblicazione del nuovo avviso sarà data comunicazione nelle forme di legge.

  • Presentazione progetto musicale “Don Puglisi, prete senza scorta”

    Presentazione progetto musicale “Don Puglisi, prete senza scorta”

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]Anteprima nazionale per la presentazione del nuovo progetto musicale di don Rino Farruggio “Don Puglisi, prete senza scorta”. Il lavoro dedicato al Beato palermitano verrà presentato a Ragusa il 24 maggio nella chiesa della Badia alle ore 20:30.

     

    Sacerdote della Diocesi di Ragusa, don Rino Farruggio è un musicista e autore capace di non costringere in un genere la sua opera musicale, ma piuttosto a pensarla tra la Chiesa e la strada.

     

    Nei suoi testi adopera senza pregiudizi e inibizioni sia il linguaggio della quotidianità che quello della poetica mistica. Paroliere (e musicista) davvero raffinato, per la liturgia ha dato, come lui ama precisare, il suo apporto “da cantautore”. La sua musica e la sua testimonianza di vita e di fede lo hanno portato ad esibirsi in Polonia, Brasile, Estonia, Russia e ovviamente in Italia.

     

    L’ultimo capitolo della sua ricca produzione artistica tocca una figura di prima grandezza. Il vescovo di Ragusa, Carmelo Cuttitta, ha curato un testo di presentazione per quest’opera.

     

    “Padre Pino Puglisi, (3P) come preferiva essere chiamato, con la sua profezia ha prodotto dopo il suo martirio scintille di paternità generativa.

     

    La parola generativa può essere avvicinata a termini come genialità e generosità: Come dispiegare le nostre verle alla fantasia dello Spirito? Quali sono i nuovi valori e le metodologie innovative che possono aiutarci nel nostro compito di trasmettere il Vangelo e la presenza di Cristo?

     

    Il presbitero Pino Puglisi è stato prima di tutto un uomo che ha accolto la proposta del discepolato, ha vissuto la gioia dell’annuncio: la sua forza comunicativa e la sua passione generativa non sono un optional, ma fanno parte integrante della chiamata alla gioia. Pino Puglisi è stato un prete capace di generatività”.

     

    Il concerto, ad ingresso libero, è promosso dalla Diocesi di Ragusa in collaborazione con la Fondazione San Giovanni Battista ed il sostegno della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

     

    Locandina >>[/vc_column_text][/vc_column][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Europa e immigrazione

    Europa e immigrazione

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]“L’Unione Europea e le politiche per l’immigrazione”. Questo il tema del seminario organizzato dal Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa. Una preziosa occasione per un confronto serio e privo di pregiudizi su un argomento complesso.

     

    “Parlare di immigrazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – impone un atteggiamento privo di ipocrisia e di approcci ideologici. Dobbiamo essere seri e sinceri. Seri nell’affermare che oggi la Sicilia perde 10 mila persone, soprattutto giovani, che ogni anno emigrano in cerca di un lavoro fuori dalla nostra isola. Un trend negativo che è reso più drammatico dal calo delle nascite e dal progressivo invecchiamento della popolazione. Seri anche nel riconoscere che l’Italia ha questioni ben più urgenti da affrontare: evasione fiscale, mafie, crescente povertà, riorganizzazione del sistema scolastico e sanitario.

     

    Occorre essere sinceri nel dire che ancora oggi per alcune realtà l’immigrazione rappresenta un business che lucra sulle speranze e le povertà estreme. In tal senso plaudo al nuovo metodo di controllo attivato da pochi mesi dalle Prefetture affinché l’accoglienza straordinaria non rappresenti una scorciatoia per facili guadagni. Dobbiamo essere sinceri nel dire che il modello della rete nazionale SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo) rappresenta ad oggi la migliore risposta alle reali esigenze degli individui migranti richiedenti protezione”.

     

    La Fondazione ad oggi gestisce tre centri per l’accoglienza straordinaria e 5 progetti SPRAR. “Attraverso questo impegno diamo lavoro a 66 persone qualificate e costruiamo un futuro per tanta gente. Il tema centrale da affrontare per l’integrazione, dunque, è il lavoro perché solo attraverso un impiego è possibile edificare una società che, secondo le direttive di Papa Francesco, sappia accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”.

     

    A suffragare l’intervento di Renato Meli, le testimonianze di Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”, del mediatore culturale avoriano Patrice Kinna e del senegalese Aboubakar, oggi impiegato presso una ditta di Grande distribuzione.

     

    “Il modello SPRAR – spiega Pinuccia – ci permette di essere amici di ognuno dei nostri beneficiari, di conoscerne limiti e potenzialità”.

     

    “Le politiche europee per il Mediterraneo” sono state al centro della relazione del professore Salvo Nicolosi, Struttura didattica speciale di Lingue e Letterature straniere. Una escursione sull’arretratezza e sulle criticità di una Europa poco attenta ai valori della fratellanza e troppo concentrata su quelli della finanza.

     

    L’iniziativa contava sull’appoggio, tra gli altri, della Fondazione San Giovanni Battista

     

    “L’accoglienza dei migranti a Ragusa” è stato il tema dell’intervento di Francesco Antonio Fronte, Presidente Croce Rossa Italiana – Comitato di Ragusa Onlus.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Bando – Servizio di pulizia e sanificazione

    Bando – Servizio di pulizia e sanificazione

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]Si rende noto che è online la procedura d’urgenza aperta per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione degli immobili della Fondazione San Giovanni Battista.[/vc_column_text][vc_column_text]BANDO | ALLEGATO A | ALLEGATO B | ALLEGATO C | ALLEGATO D[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Data di pubblicazione: 6 aprile 2018

    Scadenza: 20 aprile 2018[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

  • Avviato il nono corso della scuola di alta cucina Nosco

    Avviato il nono corso della scuola di alta cucina Nosco

    Impegno, semplicità, rispetto. Queste le parole che hanno avuto maggiore risonanza all’avvio del nono corso della scuola di alta cucina Nosco.

     

    Un avvio salutato dalla presenza di Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista. All’incontro hanno preso parte Enzo Scrofani, responsabile della Scuola, lo chef Giovanni Galesi, direttore didattico e il docente Salvatore Nicastro.

     

    “Trasmettere il proprio sapere, condividere la propria passione, coltivare un progetto di alta formazione – afferma Renato Meli – sono valori confacenti con il luogo che ospita la scuola di alta cucina Nosco. All’interno di una struttura che fu un convento è giusto sottolineare l’impegno concreto nel creare nuove professionalità e, dunque, nuove occasioni di lavoro. Ma è altrettanto doveroso ricordare quanto sia fondamentale il rispetto per chi lavora nel settore della ristorazione. Un rispetto che è andato via via crescendo ma che deve tradursi nella possibilità concreta di poter lavorare conciliando i tempi dell’impiego con quelli della famiglia. Se è giusto operare con passione, lo è altrettanto dedicarsi ai figli, alle persone che si amano”.

     

    “Il ruolo della ristorazione – spiega Enzo Scrofani – è cambiato. Oggi il cliente ha acquisito maggiore rispetto per chi lavora nelle sale e nelle cucine. Lo chef oggi è uomo di sapienza e cultura. Un professionista che sa quel che vuole e come ottenerlo. E’ una grande conquista per tutti avere una scuola, come la nostra, che nasce con l’intento di condividere il proprio sapere”.

     

    “Il nostro obiettivo formativo – sottolinea lo chef Galesi – è quello di formare gli allievi in modo professionale, puntando sull’impegno e sulla semplicità”.