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  • Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Si è conclusa il 3 luglio a Ragusa la Giornata Mondiale del Rifugiato, un momento intenso di incontro, arte e comunità.

    Nei giorni 17, 18 e 19 giugno, grazie al laboratorio artistico partecipato Tutti a Tavola a cura del Collettivo Ocra ETS, i partecipanti dei progetti “Famiglia Amica”, “Vivere la vita”, “Accoglienza Casmenea” hanno dato vita a forme di arte con la voglia di stare insieme attorno a un tavolo: Stampa conviviale, dove stoviglie, forme e simboli hanno preso vita su stoffa, creando una splendida tovaglia collettiva.

    Ricamo collettivo, in cui tante mani hanno intrecciato fili e storie diverse, costruendo un’unica grande opera fatta di piccoli pezzi di vita. Giorno 3 luglio , la grande tovaglia creata insieme è diventata protagonista della Cena di comunità, un momento di vera convivialità, dove persone provenienti da luoghi e culture diverse si sono sedute fianco a fianco per condividere piatti, sorrisi e racconti.

    La serata si è conclusa con un momento musicale, a cura degli Omissis, che ha accompagnato la bellezza che nasce dall’incontro e la contaminazione tra le diversità.

    “Grazie – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – a tutti coloro che hanno partecipato, contribuito e condiviso questi giorni speciali. Abbiamo costruito insieme non solo una tovaglia, ma un pezzo di comunità più unita e consapevole”.

  • Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    “Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa”. Questo il tema dell’incontro che si è tenuto ieri all’auditorium “Carlo Pace” di Comiso. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione San Giovanni di Ragusa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ha avuto come relatore Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”.
    “Le migrazioni – ha ricordato in apertura Renato Meli, presidente della Fondazione – rappresentano uno dei fenomeni più complessi e significativi del nostro tempo, coinvolgendo aspetti umanitari, sociali, economici e culturali. È un tema che ci interroga ogni giorno. Basti pensare al calo demografico che vive l’Italia e che neanche le immigrazioni consentono di recuperare. Il tasso di produttività in calo nel nostro Paese pretende la presenza di mano d’opera che solo gli stranieri possono e vogliono offrire. Solo in provincia di Ragusa le emigrazioni sono pari ad oltre quattro mila persone che sono andate all’estero. In Italia sono quasi un milione le persone, per lo più giovani e preparate, che hanno abbandonato in pochi anni questo Paese. Per questo è importante affrontare il fenomeno della Migrazione con serietà e con sguardo aperto”.
    Mimmo Muolo, attento osservatore della società e grande esperto della dottrina sociale della Chiesa ha ricordato come nel Vangelo, ci sono diverse fonti che parlano di accoglienza allo straniero.
    “Un esempio importante – spiega – si trova nel Vangelo di Matteo dove Gesù dice: “Ero forestiero e mi avete ospitato”. Questo passo sottolinea l’importanza di accogliere gli stranieri, evidenziando il valore della compassione e dell’ospitalità”.
    L’imprescindibile punto di partenza evangelico è, appunto, un primo passo verso una riflessione molto approfondita.
    “Al centro della visione della Chiesa sulle migrazioni c’è la dignità intrinseca di ogni essere umano, creato a immagine di Dio. La Dottrina sociale della Chiesa sottolinea che i migranti devono essere trattati con rispetto e considerazione, riconoscendo i loro diritti fondamentali, come il diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza e a condizioni di vita dignitose. La Chiesa invita le comunità e chi opera in politica a garantire protezione e assistenza a chi è costretto a lasciare la propria terra evitando inutili schieramenti o prese di posizione ideologiche”.
    L’accoglienza, dunque, non rappresenta solo un atto di carità, ma è un dovere morale che riflette l’amore cristiano e la fraternità universale.
    “Le istituzioni pubbliche e le comunità locali – prosegue Muolo – devono creare condizioni favorevoli all’integrazione e nel promuovere politiche migratorie giuste e umane. È importante favorire un dialogo interculturale e combattere ogni forma di ghettizzazione, xenofobia e razzismo”.
    Per la Chiesa, le migrazioni sono anche un’opportunità di testimonianza evangelica e di riflessione etica sui fenomeni che spingono le persone a migrare.
    “La dottrina sociale della Chiesa – avverte Muolo – invita a riflettere sulle cause profonde delle migrazioni, come le ingiustizie economiche, le guerre e i cambiamenti climatici. La Chiesa sostiene un impegno globale per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile, affinché le persone possano vivere nelle proprie terre con dignità e speranza”.
    Il pensiero va all’enciclica “De rerum novarum” promulgata da Leone XIII nel 1891. “Anche se l’enciclica non tratta direttamente il tema della migrazione, il suo messaggio di solidarietà, giustizia e rispetto per la dignità umana può essere applicato anche a chi si sposta da un luogo all’altro in cerca di migliori condizioni di vita”.
    Mimmo Muolo ricorda come in tempi recentissimi la Chiesa ha affrontato direttamente il tema della migrazione in altri documenti e insegnamenti. Un esempio importante è l’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, che richiama l’importanza della fraternità e dell’accoglienza, invitando a superare le barriere e a costruire una società più giusta e solidale.
    Importanti i passaggi in cui il vaticanista di “Avvenire” sottolinea i doveri del migrante accolto in una terra straniera e la necessità di comprendere anche le percezioni distorte che l’opinione pubblica può sviluppare sul tema delle migrazioni. “Occorre – dice – che ogni migrante rispetti le leggi del paese ospitante, che operi uno sforzo autentico per integrarsi nella comunità locale. È importante che mantenga un atteggiamento di rispetto verso le persone e le culture che lo accolgono. È anche importante cercare di capire le ragioni di chi teme la presenza degli stranieri per mantenere un con loro un dialogo costruttivo e non ideologico”.

  • Giornata mondiale del rifugiato con il giornalista Mimmo Muolo e una festa interetnica

    Giornata mondiale del rifugiato con il giornalista Mimmo Muolo e una festa interetnica

    Quasi 200.000 persone in Sicilia. Sono 33.638 in provincia di Ragusa e 6.580 nella sola città. Sono stranieri, migranti, rifugiati. “Ma – ricorda Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – sono anche vicini, colleghi, compagni di scuola. Oggi è la loro giornata. E anche la nostra. Per ricordare che nessuno sceglie dove nascere, ma tutti devono poter scegliere dove vivere liberi. La Fondazione San Giovanni Battista lavora da decenni per favorire l’inclusione dei rifugiati e lo fa con dedizione assoluta ed altrettanta assoluta aderenza al messaggio del Vangelo. Proprio perché siamo consapevoli delle difficoltà e delle problematiche sociali che possono scaturire dalla presenza di tanti stranieri, siamo anche convinti che una simile tematica non possa ridursi a schieramento ideologico o ad un dibattito sterile ma piuttosto a trovare soluzioni per la convivenza e il rispetto delle regole. La presenza di rifugiati è indice della nostra civiltà, della nostra capacità di accogliere e includere in modo da creare per tutti condizioni di vita migliore”.
    Nei prossimi giorni saranno 2 appuntamenti a sancire il senso di questa visione.
    Giorno 1 luglio alle ore 18 a Comiso, incontreremo Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire” che relazionerà sulle migrazioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.
    Giorno 3 luglio, presso il CAS di Borgo la Croce si terrà una festa interetnica con un momento di convivialità. Si mangerà insieme attorno alla tovaglia collettiva realizzata nei laboratori che si sono svolti nei giorni scorsi in 3 progetti SAI gestiti dalla Fondazione.

  • Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    La Giornata Mondiale del Rifugiato 2025 si affaccia su nuovi scenari di guerra, su un mondo che sembra avere smarrito quasi del tutto il senso dell’empatia, del dialogo e della pace. Iran, Gaza, Ucraina, Sudan ed Etiopia sono solo alcuni degli scenari di guerra che oggi infiammano il mondo. Ecco perché è urgente celebrare con forza l’appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di milioni di persone costrette a fuggire nel mondo proprio a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.
    La Fondazione San Giovanni Battista, da 25 anni in prima linea per l’accoglienza e l’inclusione dei rifugiati propone alcuni momenti di riflessione e di condivisione con l’intento di dare concretezza al #torniamoasentire che vuole essere il tema di fondo di questa giornata.
    Dal 17 al 19 giugno attiviamo “TUTTI A TAVOLA”, laboratori artistici partecipati a cura del Collettivo Ocra ETS. Gli incontri si svolgeranno presso i centri di accoglienza della Fondazione San Giovanni Battista e prevedono due pratiche artistiche per creare insieme una grande tovaglia stampata a mano con stoviglie, timbri e simboli della condivisione. Verrà anche realizzato un ricamo collettivo che, simbolicamente unisca storie diverse in un’unica opera tessile. 

    Giorno 1 luglio, a Comiso rifletteremo con il giornalista Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”, sul tema “Una riflessione pubblica sulle migrazioni alla luce della dottrina sociale della chiesa”. 

    Il 3 luglio, infine, presso il centro CAS di contrada Borgo la Croce di Ragusa vivremo un momento di convivialità aperta a tutta la comunità. Si mangerà insieme attorno alla tovaglia collettiva realizzata nei laboratori. 

    “In occasione di questa Giornata mondiale del rifugiato, ricorda Renato Meli – presidente della Fondazione San Giovanni Battista – desidero sottolineare quanto sia fondamentale coltivare l’empatia e la capacità di ascoltare e comprendere la sofferenza e i bisogni di chi ha dovuto lasciare la propria terra. Solo attraverso il sentire del cuore possiamo provare a comprendere realmente ciò che può significare il percorso di un rifugiato. Credo peraltro sia necessario affrontare il tema delle migrazioni epurandolo da condizionamenti ideologici o di parte. Il tema delle migrazioni infatti ci riguarda nella duplice accezione, immigrazione ed emigrazione. Tutte le società evolute sono chiamate ad accogliere e includere ma anche ad interrompere il ciclo infinito della violenza e dello sfruttamento, contribuendo a costruire un mondo dove ogni uomo e ogni donna possano trovare speranza e dignità senza dover necessariamente lasciare la propria patria. Gli appuntamenti che abbiamo pensato quest’anno hanno il segno della semplicità, della riflessione e della condivisione quali traiettorie per immaginare orizzonti di pace e di vera umanità”.

    #withrefugees #torniamoasentire #gmr25

  • Eid al-Adha a “Biscari” e “Farsi prossimo”

    Eid al-Adha a “Biscari” e “Farsi prossimo”

    I nostri fratelli musulmani celebrano oggi l’Eid al-Adha, la festa in cui viene ricordato il sacrificio del profeta Abramo, una delle feste più importanti per l’Islam.

    I progetti SAI “Farsi prossimo” e “Biscari”, gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista per conto della Provincia di Ragusa, hanno festeggiato insieme questa ricorrenza.

    Musica, qualche gioco e un momento di condivisione del pranzo hanno arricchito questa giornata voluta dalle due equipe.

    “La festa di oggi – ha ricordato Renato Meli, presidente della Fondazione – ci ricorda che l’islam e il cristianesimo hanno una radice comune che affonda nei testi biblici. L’Eid al-Adha fa memoria del sacrificio di Abramo pronto a offrire il figlio al suo Dio. Per noi l’inclusione è anche questo: vivere insieme questi momenti significativi sottolineando la nostra comunanza al genere umano, al di là di tutte le differenze”.

    Alla festa hanno preso parte anche i rappresentanti della Provincia di Ragusa che hanno sottolineato la bontà del lavoro svolto dai due progetti SAI.

    “Siamo contenti di avere offerto ai nostri ragazzi questa piccola festa – spiegano dall’equipe dei progetti – perché anche attraverso questi momenti è possibile costruire percorsi di sana inclusione, di fiducia e di ascolto reciproco”.

  • Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    E’ stata presentata questa mattina la seconda edizione del corso “Qualiforma, competenze per un nuovo inizio”. Il progetto voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista e realizzato in collaborazione con il Gruppo Consulting si avvale del patrocinio del Comune di Ragusa. Destinatari di questa seconda edizione saranno 25 tra gli ospiti dei progetti di accoglienza che la Fondazione gestisce per conto dei Comuni di Ragusa e Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e della Prefettura. Obiettivo è la formazione di 25 assistenti di cucina mediterranea.
    “Dopo il successo ottenuto con la prima edizione – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è stato consequenziale ripetere questo tipo di percorso mirato a fornire ai nostri ospiti strumenti pratici per imparare un mestiere e, attraverso questo, trovare un lavoro, una abitazione degna e attuare così una piena inclusione sociale. Sottolineo che i 60 corsisti della scorsa edizione hanno tutti avuto occasioni di impiego nel settore della ristorazione, uno addirittura presso un noto ristorante con stella Michelin di Ragusa, segno che il lavoro è stato fatto bene e, soprattutto, che in questa progettualità c’era una visione reale del fabbisogno delle aziende che cercano mano d’opera qualificata. Faccio mia la felice sintesi di Ferruccio De Bortoli a proposito della questione immigrazione: “Gli imprenditori vorrebbero ancora più immigrati, salvo sostenere fuori dalla loro azienda che certo una società multietnica non è desiderabile. Le famiglie hanno bisogno di colf e badanti (che sono più del doppio dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale) salvo nutrire gli stessi timori di cui sopra”.
    “Per quest’anno – spiega Ernesto Turlà, progettista del Gruppo Consulting – avvieremo il corso di assistente di cucina mediterranea avvalendoci sempre dell’ausilio di docenti qualificati e chef stellati come Enzo Candiano e Claudio Ruta, senza dimenticare l’apporto di un maestro pasticcere come Enzo Dipasquale. Il corso sarà certificato dal Cepas e comprenderà sezioni teoriche e ore di stage in azienda. E’ una formula che abbiamo sperimentato con grande successo lo scorso anno e che, dunque, ripeteremo. Le aziende del territorio che ci hanno chiesto questo tipo di progettualità sono in aumento. Oltre trenta le realtà della ristorazione iblea che hanno sottoscritto con la Fondazione e noi un protocollo di intesa. Sfatiamo l’idea che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani; sono gli imprenditori italiani che chiedono a gran voce lavoratori ben preparati e, purtroppo, faticano a trovarne”.
    “Il Comune di Ragusa – sottolinea il sindaco Giuseppe Cassì – è convinto sostenitore di questa iniziativa di grande rilevanza sociale ed economica che mette assieme ingredienti importanti per la nostra comunità: si vuole dare ai giovani che vivono nel territorio l’opportunità di apprendere un mestiere. Si dà, al contempo, ai nostri imprenditori la possibilità di qualificare la loro offerta attraverso personale qualificato”.
    All’incontro di presentazione del progetto hanno preso parte Elvira Adamo, assessore ai Servizi sociali; Catia Pasta, assessore alla Pubblica istruzione; Giorgio Massari, assessore per lo sviluppo economico e Simone Digrandi, con delega alle politiche giovanili.
    Il progetto, che partirà la prossima settimana, avrà termine il 31 dicembre e si avvale della collaborazione di Area System e Cieffe Ragusa.

  • Mangiare con gli occhi

    Mangiare con gli occhi

    Competenze per un nuovo inizio dedica un suo modulo formativo agli assistenti di sala e mescita

    Se mangiare è un piacere, farlo seduti a una tavola ben allestita, curata e di design può diventare una vera e propria esperienza degna di essere ricordata. Lo sanno bene e lo stanno imparando sempre meglio gli allievi del corso “Assistenti di sala e mescita” del progetto formativo “Competenze per un nuovo inizio”. I ragazzi ospiti dei progetti SAI e CAS gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista sono impegnati in questi giorni al ristorante Mizzica – Pizza & Cucina di #Ragusa per acquisire capacità ricercatissime dal mondo del lavoro.

    “Quando andiamo in un ristorante – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – sappiamo bene che il gusto non è l’unico senso coinvolto. Anche l’occhio, come si usa dire, vuole la sua parte. Attraverso il corso di formazione i ragazzi comprendono che la “mise en place” è molto più che una pratica dettata dal galateo; è piuttosto una dimensione artistica della ristorazione e in quanto tale non può essere sottovalutata o trascurata. Il servizio in sala che questi nostri ragazzi andranno a fare è un vero e proprio biglietto da visita per ogni ristorante, dunque siamo consapevoli dell’importanza di questo ruolo”.

    A far visita agli studenti anche gli assessori del Comune di Ragusa Catia Pasta e Simone Digrandi che confermano la loro vicinanza a questo speciale progetto.

    Gli studenti, guidati dal professore Giorgio Comitini e assistiti dai tutor si muovono tra i tavoli, sistemano posate e tovaglioli e si preparano ad accogliere i clienti. Prima dell’apertura, però, è tempo di servire la cena proprio ai lavoratori del “Mizzica” che dovranno subito dopo impegnarsi fino a tarda sera. Ma non è finita qui, perché i titolari del locale ibleo trovano il tempo per ricambiare la cortesia e decidono di offrire ai corsisti una serata in pizzeria per concludere degnamente la lezione. “Anche questo – conclude Renato Meli – è “Competenze per un nuovo inizio”: formazione di alto livello, scambio culturale, incontro e possibilità per far nascere nuove e belle amicizie”.

  • Il progetto “Competenze per un nuovo inizio” ospita il sindaco di Ragusa

    Il progetto “Competenze per un nuovo inizio” ospita il sindaco di Ragusa

    In visita al progetto il sindaco Peppe Cassì e gli assessori Elvira Adamo, Catia Pasta e Simone DIgrandi

    Prosegue con successo “Competenze per un nuovo inizio”, il corso di formazione per assistenti alla ristorazione voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista e realizzato in collaborazione con FORMA Consulting.
    Renato Meli “In questi giorni i ragazzi affidati ai progetti SAI e CAS sono impegnati nei tre percorsi pensati per loro: aiuto cuoco per cucina mediterranea, aiuto pasticciere e assistente di sala. Crediamo che l’integrazione, se pensata, possa e sappia creare delle buone prassi: formazione on the job, lavoro e, dunque casa in vista di una vera Comunità. Siamo felici che oggi siano a venuti a trovarci nelle aule di Areasystem Ragusa Srl e Cieffe il nostro sindaco Peppe Cassì con gli assessori Elvira Adamo, Catia Pasta e Simone Digrandi . E’ stato un momento molto bello per tutti noi. Grazie a quanti stanno collaborando per la riuscita del progetto, in special modo ai tanti qualificatissimi docenti che stanno svolgendo delle lezioni perfette per i ragazzi stranieri”.
    Ultimate le ore di aula, i sessanta iscritti saranno presto ospiti come tirocinanti in varie aziende del territorio. “Il punto di forza di questo progetto – prosegue il presidente della Fondazione – è proprio nel riuscire a fare incontrare la formazione professionale con la reali esigenze del settore della ristorazione che chiede a gran voce persone capaci di dare una mano di aiuto in sala e in cucina”.

    L’intervista al presidente Renato Meli e al sindaco di Ragusa Peppe Cassì:

  • Competenze per un nuovo inizio

    Competenze per un nuovo inizio

    Presentato il progetto formativo che coinvolge sessanta stranieri, chef stellati e aziende del territorio

    Tre corsi di formazione per assistenti alla ristorazione per un totale di sessanta allievi. Aiuto cuoco per cucina mediterranea, aiuto pasticciere e assistente di sala sono i tre settori individuati.

    Queste le principali coordinate del progetto “Competenze per un nuovo inizio” pensato ed avviato dalla Fondazione San Giovanni Battista e dall’Associazione Forma Consulting di Ragusa. Un percorso che vedrà protagonisti, come discenti, gli stranieri presenti nei progetti gestiti dalla Fondazione e, in veste di docenti, alcuni tra i professionisti più affermati del settore. 

    “Tra le tantissime attività della fondazione c’è anche l’accoglienza e l’integrazione dei cittadini stranieri – esordisce Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa. Per una integrazione che sia degna di questo nome occorrono alcune cose essenziali: la conoscenza della nostra lingua, la formazione professionale che rende possibile trovare un buon lavoro senza essere sfruttati e, dunque, una casa in cui vivere.

    Il nostro progetto guarda in questa direzione cercando di fare incontrare la richiesta di lavoro qualificato che giunge dalle aziende con la nostra necessità di formare i ragazzi che ci sono stati affidati in accoglienza. Ragazzi che spesso rischiano di essere vittime di caporalato e lavoro nero e che noi intendiamo aiutare. La proposta della stipula di un protocollo d’intesa non solo con Forma Consulting, ma anche alle imprese che necessitano di personale qualificato potrebbe diventare una buona prassi applicabile in tutti i territori. Il risultato di questo esperimento ci dirà se abbiamo raggiunto lo scopo. Grazie a tutti coloro che consentiranno la realizzazione del progetto, anche ai miei collaboratori cui è affidato un ruolo fondamentale per la riuscita del percorso formativo. Abbiamo messo a disposizione del corso anche dei mediatori e una insegnante LIS”.

    “Per noi – aggiunge Giovanni Cascone, presidente dell’associazione Forma Consulting – è già un traguardo importante aver creato le prime condizioni per uno sviluppo del settore della ristorazione e del turismo. Siamo grati a tutti i partner per averci aiutato”.

    Ai membri del Comitato scientifico Danilo Scalone e Ernesto Turlà il compito di descrivere nello specifico i contenuti del corso che verrà avviato nei prossimi giorni. 

    “I dati – spiega Scalone – rivelano che il settore della ristorazione è in crisi perché necessità di personale sempre più qualificato. Per questo il nostro percorso intende mettere al centro la formazione al lavoro basato sulle reali esigenze delle aziende. Non a caso sono numerose le realtà economiche del nostro territorio che hanno aderito al protocollo d’intesa che è alla base di questa progettualità”.

    “Non puntiamo a creare degli chef stellati – sottolinea Turlà – ma a fornire le competenze di base che siano realmente di aiuto ai cuochi, ai pasticceri e ai responsabili di sala. Abbiamo coinvolto docenti che sono dei punti di riferimento per il settore e contiamo sul sostegno di numerose aziende che ospiteranno le lezioni in aula e, dunque, le work experience. Ogni corso, infatti, prevede una formazione frontale e un numero di ore nelle quali i ragazzi metteranno in pratica le nozioni apprese”.

    Il corso è in attesa di ricevere l’attestazione “Cepas” che effettuerà le necessarie verifiche in corso d’opera per dare la certificazione dopo aver completato l’iter di verifica e certificherà le competenze solo ai discenti che supereranno gli esami finali. “Realizzare questo progetto – avverte Mario Cugno del Cepas – rappresenta una scelta coraggiosa che alza il livello della formazione e che, senza dubbio, aiuterà questi ragazzi nella ricerca del loro nuovo lavoro in Italia”.

    Alla presentazione del corso erano presenti gli assessori del Comune di Ragusa Katia Pasta, con delega alla Pubblica istruzione, e Simone DIgrandi, con delega alle politiche giovanili. “Questo corso – spiega Katia Pasta – oltrepassa i confini dei singoli assessorati e risponde alle esigenze di una buona istruzione, alle necessità di politiche giovanili inclusive oltre che ai bisogni dei nostri Servizi sociali e dello sviluppo economico del territorio”.

    “E’ giusto – aggiunge Simone Digrandi – dare questa opportunità a persone che hanno un vissuto drammatico alle loro spalle. È ancora più giusto fare questo attraverso un progetto che guarda agli interessi delle nostre imprese”.

  • Giunge al termine il corso sulla maternità consapevole

    Giunge al termine il corso sulla maternità consapevole

    Un applauso, tanti sorrisi, scambio di foto dai telefoni cellulari e una sincera voglia di dirsi reciprocamente grazie. Così si è concluso il corso di formazione per mamme straniere realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con l’Asp Ragusa e il Consultorio Familiare.
    Gli incontri hanno visto la partecipazione delle mamme ospiti dei progetti SAI Vivere la vita e Famiglia amica del Comune di Ragusa. Momenti utili per fornire strumenti idonei alla genitorialità, ma soprattutto, un modo per incontrarsi e cercare di realizzare un momento di formazione umana.
    Supporto psicologico, momenti di ascolto, sostegno legale e informativa sui diritti e doveri dei genitori in Italia sono stati gli ingredienti dei vari incontri.
    “Siamo grati all’Azienda sanitaria – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – per questa collaborazione che nasce nel tempo e si sta concretizzando con risultati senz’altro positivi. Lo conferma il fatto che tutte le ragazze hanno partecipato agli incontri senza mai assentarsi. Con questo corso abbiamo guardato agli aspetti personali dei nostri beneficiari; a breve partirà un nuovo corso certificato per la loro qualificazione dal punto di vista professionale. Sono convinto che questa sia la strada maestra per la loro piena integrazione”.
    “Siamo felici di curarci di voi – ha concluso il presidente rivolgendosi alle ragazze – perché siamo sicuri che anche voi vi prendete cura di noi. Nel ‘dare’ riceviamo, anche tanto. Questo è ciò che muove il nostro agire quotidiano e il nostro impegno sociale. Ringrazio tutti i membri delle nostre equipe che, a vario titolo, hanno collaborato per la riuscita di questa iniziativa”.

    “Il programma del corso – spiegano Angela Distefano, responsabile del Vivere la vita e Francesca Schembari, assistente sociale del Consultorio – nasce dalla necessità di rafforzare le competenze genitoriali di queste giovani mamme. Nel corso degli incontri abbiamo avuto modo di incontrare professionisti in grado di comunicare, con semplicità, nozioni essenziali per essere genitori nel nostro contesto attuale. In quasi tutte le fasi del percorso siamo stati guidati dalla dottoressa Barbara Iacono, psicologa del Consultorio familiare”.

    “Le porte del Consultorio familiare – aggiunge il dottor Salvatore D’Amanti, responsabile della struttura ASP – sono sempre aperte. Diciamo grazie alla Fondazione per averci coinvolto e di sicuro continueremo su questa strada. Il nostro consultorio lavora molto con utenza straniera e dunque ci interessa che ci sia una seria attività di sensibilizzazione. Oggi essere genitori è molto più difficile rispetto ai tempi delle comunità patriarcali e matriarcali. Il contesto sociale manca di punti di riferimento, dunque è fondamentale che le istituzioni facciano la loro parte”.