Categoria: News & Eventi

  • Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Proseguono le attività del progetto con gli eventi a cura del Collettivo Ocra

    Per quattro venerdì consecutivi i laboratori d’arte animeranno il centro storico di Ragusa, proponendo ai giovani dai 14 ai 18 anni un percorso di esplorazione creativa dedicato alla lettura e alla reinterpretazione degli spazi urbani.

    Dal 21 novembre al 12 dicembre, dalle ore 17.00 alle 19.00, il Collettivo Ocra guiderà i partecipanti in attività di Urban Art pensate per stimolare un nuovo modo di osservare il quartiere, valorizzandone dettagli, identità e potenziali trasformazioni.

    Questa proposta si inserisce nel più ampio programma “Aspettando Zero to Hero”, promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista per sostenere la rinascita della comunità giovanile del centro storico attraverso linguaggi artistici diversi. Il progetto coinvolge realtà culturali radicate nel territorio e promuove un approccio educativo basato sulla partecipazione, sull’espressione creativa e sulla cura degli spazi comuni.

    I laboratori di Urban Art rappresentano una delle tappe centrali di questo percorso, poiché consentono ai giovani di sperimentare modalità artistiche che dialogano direttamente con il tessuto urbano, incoraggiando la costruzione di una relazione più profonda con i luoghi della quotidianità.

    Gli incontri offriranno ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con tecniche e strumenti dell’arte urbana, di lavorare in piccoli gruppi e di elaborare interventi che riflettano le loro visioni sulla città. L’obiettivo è favorire un processo di consapevolezza e responsabilità condivisa, in cui l’arte diventa occasione per comprendere il valore del contesto urbano e immaginare nuove forme di utilizzo, socialità e cura degli spazi pubblici.

    La partecipazione ai laboratori è gratuita e prevede un numero limitato di posti, così da garantire un ambiente di lavoro attento e qualificato. Le iscrizioni possono essere effettuate via e-mail all’indirizzo progettazione@fsgb.it o tramite WhatsApp al numero 328 917 9556.

  • “Aspettando Zero to Hero”

    “Aspettando Zero to Hero”

    Nel centro storico di Ragusa i giovani protagonisti del presente e costruttori del proprio futuro

    Il progetto, dal titolo “Aspettando Zero to Hero”, nasce con l’obiettivo di avviare un ampio processo di rinascita della comunità giovanile del centro storico di Ragusa attraverso la cultura, l’arte e la partecipazione. L’iniziativa punta a coinvolgere ragazze e ragazzi in attività artistiche, musicali e teatrali che favoriscano la socializzazione, la creatività e il senso di appartenenza, trasformando gli spazi urbani in luoghi di incontro e di espressione condivisa.

    “Aspettando Zero to Hero” si propone di offrire ai giovani non solo momenti di formazione e svago, ma vere e proprie occasioni di protagonismo, in cui poter costruire insieme nuove narrazioni di comunità. Il progetto si sviluppa grazie alla collaborazione con tre realtà culturali radicate nel territorio: L’Argent, impegnata nella sezione musicale, il Collettivo Ocra, che curerà i laboratori artistici, e Santa Briganti, responsabile delle attività teatrali.

    Il primo appuntamento è fissato per sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 con il laboratorio teatrale condotto dal regista Orazio Condorelli e promosso in collaborazione con Santa Briganti. L’iniziativa, rivolta ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, si terrà presso il Teatro della Parrocchia San Giuseppe Artigiano e offrirà un’esperienza immersiva di espressione creativa e di cura collettiva attraverso il linguaggio del teatro. (La partecipazione è gratuita, con iscrizioni aperte via mail a progettazione@fsgb.it o via WhatsApp al numero 334 8634230).

    “La Fondazione San Giovanni Battista intende proseguire un percorso educativo e comunitario che pone al centro i giovani e il valore dell’educazione. L’intento delle nostre azioni, del nostro impegno, vuol porre l’attenzione sul valore dell’educazione come bene comune, in grado di far crescere ragazzi e ragazze nella pienezza delle loro potenzialità e dei loro diritti e unire, in un’unica trama di inclusione, generazioni, territori e mondi diversi”, dichiara il presidente Renato Meli.

    La Fondazione coordinerà l’intero percorso con il supporto di un team esperto, curando la valutazione dell’impatto educativo e sociale delle attività. “Aspettando Zero to Hero” rappresenta l’inizio di un cammino condiviso per riscoprire, attraverso l’arte e la partecipazione, il valore della comunità e il potenziale dei giovani come motore di cambiamento.

  • Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Si è conclusa il 3 luglio a Ragusa la Giornata Mondiale del Rifugiato, un momento intenso di incontro, arte e comunità.

    Nei giorni 17, 18 e 19 giugno, grazie al laboratorio artistico partecipato Tutti a Tavola a cura del Collettivo Ocra ETS, i partecipanti dei progetti “Famiglia Amica”, “Vivere la vita”, “Accoglienza Casmenea” hanno dato vita a forme di arte con la voglia di stare insieme attorno a un tavolo: Stampa conviviale, dove stoviglie, forme e simboli hanno preso vita su stoffa, creando una splendida tovaglia collettiva.

    Ricamo collettivo, in cui tante mani hanno intrecciato fili e storie diverse, costruendo un’unica grande opera fatta di piccoli pezzi di vita. Giorno 3 luglio , la grande tovaglia creata insieme è diventata protagonista della Cena di comunità, un momento di vera convivialità, dove persone provenienti da luoghi e culture diverse si sono sedute fianco a fianco per condividere piatti, sorrisi e racconti.

    La serata si è conclusa con un momento musicale, a cura degli Omissis, che ha accompagnato la bellezza che nasce dall’incontro e la contaminazione tra le diversità.

    “Grazie – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – a tutti coloro che hanno partecipato, contribuito e condiviso questi giorni speciali. Abbiamo costruito insieme non solo una tovaglia, ma un pezzo di comunità più unita e consapevole”.

  • Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    “Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa”. Questo il tema dell’incontro che si è tenuto ieri all’auditorium “Carlo Pace” di Comiso. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione San Giovanni di Ragusa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ha avuto come relatore Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”.
    “Le migrazioni – ha ricordato in apertura Renato Meli, presidente della Fondazione – rappresentano uno dei fenomeni più complessi e significativi del nostro tempo, coinvolgendo aspetti umanitari, sociali, economici e culturali. È un tema che ci interroga ogni giorno. Basti pensare al calo demografico che vive l’Italia e che neanche le immigrazioni consentono di recuperare. Il tasso di produttività in calo nel nostro Paese pretende la presenza di mano d’opera che solo gli stranieri possono e vogliono offrire. Solo in provincia di Ragusa le emigrazioni sono pari ad oltre quattro mila persone che sono andate all’estero. In Italia sono quasi un milione le persone, per lo più giovani e preparate, che hanno abbandonato in pochi anni questo Paese. Per questo è importante affrontare il fenomeno della Migrazione con serietà e con sguardo aperto”.
    Mimmo Muolo, attento osservatore della società e grande esperto della dottrina sociale della Chiesa ha ricordato come nel Vangelo, ci sono diverse fonti che parlano di accoglienza allo straniero.
    “Un esempio importante – spiega – si trova nel Vangelo di Matteo dove Gesù dice: “Ero forestiero e mi avete ospitato”. Questo passo sottolinea l’importanza di accogliere gli stranieri, evidenziando il valore della compassione e dell’ospitalità”.
    L’imprescindibile punto di partenza evangelico è, appunto, un primo passo verso una riflessione molto approfondita.
    “Al centro della visione della Chiesa sulle migrazioni c’è la dignità intrinseca di ogni essere umano, creato a immagine di Dio. La Dottrina sociale della Chiesa sottolinea che i migranti devono essere trattati con rispetto e considerazione, riconoscendo i loro diritti fondamentali, come il diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza e a condizioni di vita dignitose. La Chiesa invita le comunità e chi opera in politica a garantire protezione e assistenza a chi è costretto a lasciare la propria terra evitando inutili schieramenti o prese di posizione ideologiche”.
    L’accoglienza, dunque, non rappresenta solo un atto di carità, ma è un dovere morale che riflette l’amore cristiano e la fraternità universale.
    “Le istituzioni pubbliche e le comunità locali – prosegue Muolo – devono creare condizioni favorevoli all’integrazione e nel promuovere politiche migratorie giuste e umane. È importante favorire un dialogo interculturale e combattere ogni forma di ghettizzazione, xenofobia e razzismo”.
    Per la Chiesa, le migrazioni sono anche un’opportunità di testimonianza evangelica e di riflessione etica sui fenomeni che spingono le persone a migrare.
    “La dottrina sociale della Chiesa – avverte Muolo – invita a riflettere sulle cause profonde delle migrazioni, come le ingiustizie economiche, le guerre e i cambiamenti climatici. La Chiesa sostiene un impegno globale per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile, affinché le persone possano vivere nelle proprie terre con dignità e speranza”.
    Il pensiero va all’enciclica “De rerum novarum” promulgata da Leone XIII nel 1891. “Anche se l’enciclica non tratta direttamente il tema della migrazione, il suo messaggio di solidarietà, giustizia e rispetto per la dignità umana può essere applicato anche a chi si sposta da un luogo all’altro in cerca di migliori condizioni di vita”.
    Mimmo Muolo ricorda come in tempi recentissimi la Chiesa ha affrontato direttamente il tema della migrazione in altri documenti e insegnamenti. Un esempio importante è l’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, che richiama l’importanza della fraternità e dell’accoglienza, invitando a superare le barriere e a costruire una società più giusta e solidale.
    Importanti i passaggi in cui il vaticanista di “Avvenire” sottolinea i doveri del migrante accolto in una terra straniera e la necessità di comprendere anche le percezioni distorte che l’opinione pubblica può sviluppare sul tema delle migrazioni. “Occorre – dice – che ogni migrante rispetti le leggi del paese ospitante, che operi uno sforzo autentico per integrarsi nella comunità locale. È importante che mantenga un atteggiamento di rispetto verso le persone e le culture che lo accolgono. È anche importante cercare di capire le ragioni di chi teme la presenza degli stranieri per mantenere un con loro un dialogo costruttivo e non ideologico”.

  • Giornata mondiale del rifugiato con il giornalista Mimmo Muolo e una festa interetnica

    Giornata mondiale del rifugiato con il giornalista Mimmo Muolo e una festa interetnica

    Quasi 200.000 persone in Sicilia. Sono 33.638 in provincia di Ragusa e 6.580 nella sola città. Sono stranieri, migranti, rifugiati. “Ma – ricorda Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – sono anche vicini, colleghi, compagni di scuola. Oggi è la loro giornata. E anche la nostra. Per ricordare che nessuno sceglie dove nascere, ma tutti devono poter scegliere dove vivere liberi. La Fondazione San Giovanni Battista lavora da decenni per favorire l’inclusione dei rifugiati e lo fa con dedizione assoluta ed altrettanta assoluta aderenza al messaggio del Vangelo. Proprio perché siamo consapevoli delle difficoltà e delle problematiche sociali che possono scaturire dalla presenza di tanti stranieri, siamo anche convinti che una simile tematica non possa ridursi a schieramento ideologico o ad un dibattito sterile ma piuttosto a trovare soluzioni per la convivenza e il rispetto delle regole. La presenza di rifugiati è indice della nostra civiltà, della nostra capacità di accogliere e includere in modo da creare per tutti condizioni di vita migliore”.
    Nei prossimi giorni saranno 2 appuntamenti a sancire il senso di questa visione.
    Giorno 1 luglio alle ore 18 a Comiso, incontreremo Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire” che relazionerà sulle migrazioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.
    Giorno 3 luglio, presso il CAS di Borgo la Croce si terrà una festa interetnica con un momento di convivialità. Si mangerà insieme attorno alla tovaglia collettiva realizzata nei laboratori che si sono svolti nei giorni scorsi in 3 progetti SAI gestiti dalla Fondazione.

  • Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    La Giornata Mondiale del Rifugiato 2025 si affaccia su nuovi scenari di guerra, su un mondo che sembra avere smarrito quasi del tutto il senso dell’empatia, del dialogo e della pace. Iran, Gaza, Ucraina, Sudan ed Etiopia sono solo alcuni degli scenari di guerra che oggi infiammano il mondo. Ecco perché è urgente celebrare con forza l’appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di milioni di persone costrette a fuggire nel mondo proprio a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.
    La Fondazione San Giovanni Battista, da 25 anni in prima linea per l’accoglienza e l’inclusione dei rifugiati propone alcuni momenti di riflessione e di condivisione con l’intento di dare concretezza al #torniamoasentire che vuole essere il tema di fondo di questa giornata.
    Dal 17 al 19 giugno attiviamo “TUTTI A TAVOLA”, laboratori artistici partecipati a cura del Collettivo Ocra ETS. Gli incontri si svolgeranno presso i centri di accoglienza della Fondazione San Giovanni Battista e prevedono due pratiche artistiche per creare insieme una grande tovaglia stampata a mano con stoviglie, timbri e simboli della condivisione. Verrà anche realizzato un ricamo collettivo che, simbolicamente unisca storie diverse in un’unica opera tessile. 

    Giorno 1 luglio, a Comiso rifletteremo con il giornalista Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”, sul tema “Una riflessione pubblica sulle migrazioni alla luce della dottrina sociale della chiesa”. 

    Il 3 luglio, infine, presso il centro CAS di contrada Borgo la Croce di Ragusa vivremo un momento di convivialità aperta a tutta la comunità. Si mangerà insieme attorno alla tovaglia collettiva realizzata nei laboratori. 

    “In occasione di questa Giornata mondiale del rifugiato, ricorda Renato Meli – presidente della Fondazione San Giovanni Battista – desidero sottolineare quanto sia fondamentale coltivare l’empatia e la capacità di ascoltare e comprendere la sofferenza e i bisogni di chi ha dovuto lasciare la propria terra. Solo attraverso il sentire del cuore possiamo provare a comprendere realmente ciò che può significare il percorso di un rifugiato. Credo peraltro sia necessario affrontare il tema delle migrazioni epurandolo da condizionamenti ideologici o di parte. Il tema delle migrazioni infatti ci riguarda nella duplice accezione, immigrazione ed emigrazione. Tutte le società evolute sono chiamate ad accogliere e includere ma anche ad interrompere il ciclo infinito della violenza e dello sfruttamento, contribuendo a costruire un mondo dove ogni uomo e ogni donna possano trovare speranza e dignità senza dover necessariamente lasciare la propria patria. Gli appuntamenti che abbiamo pensato quest’anno hanno il segno della semplicità, della riflessione e della condivisione quali traiettorie per immaginare orizzonti di pace e di vera umanità”.

    #withrefugees #torniamoasentire #gmr25

  • Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Il progetto “Cento stelle per crescere e sognare” regala un nuovo Patto educativo per il Distretto socio sanitario 44. 

    “Cento stelle” è, il progetto realizzato da Oxfam, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e l’associazione L’Argent in collaborazione con gli Enti locali facenti capo al Distretto 44.  Un percorso che ha raggiunto cento giovanissimi del territorio ibleo, le loro famiglie e gli Istituti scolastici coinvolgendoli in varie azioni educative. 

    Nell’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico i protagonisti di “Cento stelle” hanno presentato e sottoscritto il Patto Educativo che sarà esteso a tutte le realtà pubbliche, del Terzo settore e delle realtà formative che ne faranno richiesta. 

    “Non nascondo una certa soddisfazione – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per il percorso e il processo avviato con il progetto Cento Stelle. Un buon risultato in termini di output è non solo il Patto Educativo che stiamo sottoscrivendo con i sindaci dei Comuni del distretto 44, ma anche la gioia espressa nei volti delle ragazze e dei ragazzi, delle insegnanti e in tutti coloro che sul campo si sono spesi oltre misura per questo traguardo”.

    La sottoscrizione del Patto viene dopo lunghi e proficui mesi di lavoro che hanno coinvolto le scuole, gli studenti e le loro famiglie.

    “Per la scuola – ricorda Meli –  abbiamo promosso approcci di apprendimento esperienziale, contestualizzato e interdisciplinare. L’incontro tra scuola e comunità ha generato nuove forme di progettualità educativa, attraverso l’attivazione di laboratori urbani, percorsi civici, attività svolte in contesti informali, ove l’apprendimento si è delineato come processo co-costruito. Per gli studenti abbiamo scelto di intervenire in un quartiere con carattere di forte esclusione e fragilità favorendo un’attivazione territoriale, che in futuro può essere replicata in altri quartieri. Quello che vogliamo, nel solco della nostra Costituzione, è rimuovere veramente gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    “Cento stelle” ha coinvolto in modo innovativo ed attivo soprattutto le famiglie. 

    “Migliorare la qualità della vita dei bambini – conferma Renato Meli – vuol dire migliorare la qualità della vita delle loro famiglie, in particolare delle mamme. La nostra è una sperimentazione di welfare comunitario, che, nella prospettiva della città educante, chiama ogni attore educativo a rispondere alla domanda educativa mettendo alla prova modelli di azione pubblica capaci di realizzare nei fatti la sussidiarietà. In quest’ottica le persone che abitano i luoghi del progetto non sono destinatari, ma promotori e protagonisti dell’impegno educativo attraverso il Patto”.

    Il Patto educativo, dunque, giunge al termine di un cammino già avviato e che ha creato le condizioni per strutturare queste linee guida.

    “Oggi regaliamo alla nostra comunità – prosegue il presidente della Fondazione – un patto educativo che può rappresentare oggi uno dei volani più significativi per l’innovazione della scuola pubblica, in quanto incarna una visione dell’educazione come processo corale, intersoggettivo, istituzionalmente legittimato ma civicamente condiviso. Questi Patti educativi, infatti, si configurano come forme generative di cittadinanza attiva, attraverso cui i cittadini non soltanto partecipano, ma concorrono a produrre politiche educative pubbliche nella loro forma più matura. Ricordo, infatti, che le azioni di coesione e di comunità sono le vere promotrici dello sviluppo economico e sociale. Nei prossimi mesi, la Fondazione San Giovanni Battista sarà impegnata nell’attuazione concreta del Patto e nella sua valorizzazione insieme al comune di Ragusa e al distretto 44.  Il nostro obiettivo è di estenderne l’impatto anche attraverso nuovi progetti finanziati. Si tratta di un impegno strategico, che mira a rendere strutturale l’approccio educativo sperimentato, rafforzando la rete territoriale e offrendo nuove opportunità ai bambini, ai giovani e alle famiglie del Distretto 44”.

  • Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Martedì 10 giugno 2025, dalle 17.30 alle 19.30, all’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico di via On. Dott. Corrado Di Quattro a Ragusa sarà presentato il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44.

    Il Patto Educativo, sviluppato all’interno del Progetto “Cento Stelle” realizzato da Comune di Ragusa, Fondazione San Giovanni Battista e Oxfam Italia, è stato esteso a tutti i progetti del Distretto Socio-Sanitario 44 che richiedono questo documento, per avere Linee Guida definite e azioni chiare da avviare.

    “Il Patto sarà sottoscritto da tutti i Comuni del Distretto Socio-Sanitario 44 – spiega Elvira Adamo, assessora ai Servizi Sociali – e potrà poi essere sottoscritto anche da Istituti Scolastici e Enti del Terzo Settore che vorranno partecipare a questo importante progetto. Il 10 giugno avremo modo di conoscere i contenuti del Patto Educativo, gli ambiti di applicazione e le azioni da sviluppare. Il documento è un importante passo avanti per definire azioni concrete e strutturate, a livello locale e distrettuale, integrando gli interventi sociali con le attività delle comunità educanti”.

    “Abbiamo ritenuto fosse importante realizzare un patto educativo che avesse un respiro più ampio a livello territoriale – prosegue Catia Pasta, assessora alla Pubblica Istruzione – per costruire una rete educativa strutturata, creando una sinergia forte tra tutti gli attori e le attrici delle comunità educanti. Scuole, famiglie, Enti locali, Servizi sociali, associazioni, imprese, parrocchie ed altri ancora uniti da un obiettivo comune: superare la frammentazione degli interventi educativi promuovendo una responsabilità condivisa su temi importanti, per rispondere ai bisogni dei nostri ragazzi e riconoscersi come parte attiva del processo educativo. Non è solo la scuola che educa, ma è tutta una comunità intera”.

    “La Fondazione San Giovanni Battista – dichiara il presidente Renato Meli – ha pensato, realizzato e accompagnato il progetto Cento Stelle, un’iniziativa che ha posto al centro il contrasto alla povertà educativa attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44, che sarà presentato il 10 giugno, rappresenta uno dei risultati più significativi di questo percorso: un documento condiviso, frutto di un lavoro corale, capace di unire intenti, energie e visioni.

    Crediamo profondamente che l’educazione significa stare in una relazione autentica, legittimare le emozioni e saper ascoltarle. Questo si sperimenta solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie, terzo settore e territorio. Per riconoscersi e per ricostruire un futuro più equo per le nuove generazioni. Il Patto non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per azioni concrete e integrate, in grado di generare impatto reale nella vita di bambini, adolescenti e famiglie”.

  • Percorsi di educazione civica

    Percorsi di educazione civica

    Il percorso di educazione civica svolto dai ragazzi di quattro classi del Liceo di Scienze umane di Ragusa approda nella sede del progetto SAI “Famiglia amica” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista.
    Dopo alcuni incontri in aula magna svolti nei mesi scorsi, guidati da esperti di dinamiche interculturali, i giovani studenti hanno avuto modo di toccare con mano la realtà di un progetto di accoglienza e inclusione che ospita nuclei familiari titolari di protezione internazionale.


    “La scorsa settimana – ricorda Renato Meli, presidente della Fondazione – abbiamo ospitato i giovani dello stesso Istituto “G. B. Vico” impegnati nell’indirizzo Linguistico. Oggi, con i ragazzi di Scienze umane, si rinnova il piacere di vedere una delle nostre strutture piena di quelli che saranno gli adulti del futuro. Ringraziamo la dirigente e le insegnanti e gli insegnanti dell’istituto Vico che si spendono e credono in progetti di educazione civica per noi fondamentali. Grazie a tutti gli studenti che hanno prodotto dei lavori di alto livello: manifesti, disegni e podcast che ci impegneremo a valorizzare. Le storie che hanno raccontato e i concetti che hanno espresso nei loro elaborati sono lo specchio della realtà. L’oggi ci racconta quale sarà lo scenario futuro della nostra società, sia per coloro che arrivano da paesi stranieri come, e soprattutto, per i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri e che la legge non considera italiani se non dopo troppi anni di residenza, 10 per norma ma nella prassi non prima di 13, se tutto va bene. Mi sembra che sia qualcosa di inaccettabile da un punto di vista del diritto ma, soprattutto, dal punto di vista etico.
    Auguro a questi giovani di essere sempre cittadini attivi, capaci di partecipare e fare partecipare alle vicende democratiche della nostra Italia”.


    Le quattro classi del liceo di Scienze umane hanno presentato una sintesi del sistema di accoglienza in Italia e un approfondimento sulla figura del mediatore culturale.


    Non è mancato il consueto momento di dolce relax con la condivisione del gelato e una consegna di vari doni che i ragazzi hanno affidato all’equipe di progetto.

  • Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Tre diversi mandala da colorare. Tre diverse classi del Liceo Linguistico “G. B. Vico – Umberto I” di Ragusa. Un progetto di educazione civica che intreccia il percorso scolastico con il cammino del progetto della rete nazionale SAI “Famiglia amica” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista. “Il rapporto di collaborazione con l’Istituto Vico – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – si rinnova di anno in anno e siamo certi arricchisca entrambe le realtà. Per noi è fondamentale aprire le porte dei nostri progetti ai giovani studenti per dar loro modo di conoscere la realtà dei migranti titolari di protezione internazionale. Per la scuola ciò rappresenta un valore aggiunto che permette a chi studia di toccare con mano un fenomeno che troppo spesso è condizionato da luoghi comuni e da informazione fuorviante”.
    I giovani delle tre classi hanno avuto il tempo di conoscere i membri dell’equipe multidisciplinare di “Famiglia amica” per poi colorare tre mandala con tema il mondo, i punti cardinali e il fiore delle emozioni.
    Motivo di grande gioia per tutti i partecipanti la presenza dei bambini che sono accolti nella struttura di via Ungaretti, storica sede del progetto.
    Come da tradizione, un momento di fresca e dolce condivisione ha permesso a tutti di assaggiare un buon gelato.
    Gli studenti hanno dedicato l’ultima parte della mattinata per realizzare delle interviste ai vari componenti dell’equipe e per consegnare dei doni alle famiglie presenti.
    “Il regalo più grande che potete fare a noi e a tutti i nostri beneficiari – ha concluso Turi La Cognata, coordinatore del progetto – è il tempo: vi invitiamo a tornare ogni qual volta lo vorrete. Per voi e per tutti i ragazzi le nostre porte saranno sempre aperte”.
    Lunedì 26 maggio saranno le classi del Liceo di Scienze Umane a venire in visita al progetto “Famiglia amica” e la festa si rinnoverà ancora una volta.