Categoria: News & Eventi

  • La supervisione elemento di qualità

    La supervisione elemento di qualità

    Nel lavoro delle equipe SAI un processo che aiuta a rendere tutti consapevoli del proprio lavoro e del proprio ruolo

    Il lavoro di una equipe multidisciplinare ha bisogno sempre di un sostegno esterno. La supervisione affidata allo sguardo di un professionista è la base dalla quale ripartire e grazie alla quale mettere a fuoco i punti di forza e i punti deboli del lavoro sociale. Tutti i gruppi di lavoro dei progetti SAI della Fondazione San Giovanni Battista possono da anni contare su questa supervisione. Non si tratta di controllo psicoterapeutico sullo stato di salute e non è nemmeno psicoterapia di gruppo, ma un processo che aiuta a rendere tutti consapevoli del proprio lavoro e del proprio ruolo.
    “La supervisione – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – favorisce il riconoscimento dei talenti del gruppo di lavoro e dei suoi singoli componenti. Noi teniamo molto a che questo lavoro sia svolto in modo competente per promuovere e tutelare il benessere del gruppo, le diverse professionalità messe in campo e, dunque, le persone che abbiamo in accoglienza nei nostri progetti. È importante individuare periodicamente ostacoli e barriere relazionali che potrebbero rendere difficile il raggiungimento degli obiettivi. Questa esperienza ci aiuta a crescere e a vivere al meglio la nostra vita professionale: i professionisti che abbiamo coinvolto ci aiutano a guardare la realtà con occhi diversi e sono una guida per trovare la giusta distanza emotiva in situazioni di complessità”.

  • Il gesto e la parola

    Il gesto e la parola

    Incontro con Clara Rollo, insegnante e mediatrice LIS

    Comunicare in un paese straniero è la prima e principale difficoltà che incontrano i migranti. Un ostacolo che diventa ancor più grande nel caso in cui queste persone siano sorde e, dunque, impossibilitate a sentire e interpretare il linguaggio labiale.
    Clara Rollo, dipendente della Fondazione San Giovanni Battista, è una docente ed interprete della Lingua italiana dei segni. La sua presenza garantisce ai ragazzi sordi provenienti da paesi stranieri di poter comunicare con tutti.
    “Io sono le loro orecchie e la loro voce”. Così sintetizza con efficacia il proprio ruolo Clara.
    “La LIS – spiega – non è una forma abbreviata di italiano, una mimica. La LIS è una vera e propria lingua che viaggia sul canale visivo-gestuale che consente alle persone sorde pari opportunità di accesso alla comunicazione. E’ una lingua fondamentale per tutti i sordi, e a maggior ragione per i sordi stranieri che vivono un duplice handicap: non sanno leggere il labiale italiano, non conoscono la lingua in quanto tale, non conoscono i segni italiani”.
    La Fondazione da anni si impegna per garantire ai beneficiari dei progetti della rete nazionale SAI questo servizio di mediazione ed educazione.
    “Poter contare su personale esperto nella LIS – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – vuol dire fornire uno strumento in più alle persone sorde, ma anche all’equipe del progetto. Si favorisce il dialogo e si sviluppano opportunità in più volte all’autonomia della persona. Figure come quella di Clara ci permettono di fare interloquire i ragazzi stranieri con i datori di lavoro, con i proprietari delle case in modo efficace. Nel corso degli anni abbiamo collaborato con la scuola per adulti al fine di garantire la presenza di una mediatrice durante le ore di lezione proprio per permettere a tutti di frequentare la scuola in modo pieno e proficuo”.
    Nonostante la LIS sia riconosciuta come Lingua, sono molti i passi che l’Italia deve fare per garantire ad oggi una parità di accesso ai servizi per i sordi.
    “Purtroppo – racconta Clara Rollo – sono ancora molte le difficoltà per l’accesso in Commissione dei richiedenti asilo sordi per mancanza di interpreti. Più in generale, in Italia il mondo degli udenti non è vicino a quello dei sordi. Dovrebbe crescere una cultura della lingua dei segni che metta in atto la legge che mira a consentire ad ogni realtà pubblica di avere la presenza di un interprete capace di abbattere le barriere sensoriali che hanno i sordi”.
    Pur tra varie difficoltà, le soddisfazioni non mancano. “Affetto, riconoscenza, amicizia. Queste sono le parole che mi vengono in mente pensando al mio lavoro. Sono un operatore particolare all’interno dell’equipe. I ragazzi sordi mi aspettano per comunicare i loro problemi, le loro aspirazioni e i loro bisogni. Io spero per tutti loro che il territorio possa superare quella forma di ignoranza che tende ad evitare il problema fingendo che non ci sia. Noi, nel nostro piccolo, facciamo la nostra parte”.

  • Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Si è svolto a Siracusa un seminario per fare il punto sul lavoro svolto finora

    Tra le attuali attività della Fondazione San Giovanni Battista un ruolo rilevante è quello del progetto “Coefficienti”. Il progetto Co-efficienti, condiviso tra il Cnoas, la Fnas, Il Cnr, Il Cir, la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e la Comunità Fraternità Scs Onlus di Ospitaletto ha come obiettivo il rafforzamento della parità di accesso ai servizi e il sostegno dell’integrazione dei migranti, realizzando un sistema operativo in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici che nelle diverse realtà territoriali concorrono all’inclusione.

    Si è svolto nei giorni scorsi al Castello Maniace di Siracusa un primo seminario conclusivo che ha visto al tavolo dei lavori tutti i protagonisti per un confronto sui bisogni e gli obiettivi del progetto. Tra i presenti Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista e Chiara Facello, responsabile dell’area progettazione. Entrambi hanno evidenziato il ruolo del coordinatore d’area, l’importanza della pianificazione personalizzata e la necessità di coinvolgere i Servizi Sociali pubblici, il Terzo Settore e l’intera Comunità.

    La presidente della Fondazione nazionale assistenti sociali, Silvana Mordeglia, ha introdotto i temi e accompagnato l’evento fino alla sua conclusione, constatando la piena sintonia tra la figura centrale indicata dalla modellizzazione delle pratiche di presa in carico per l’inclusione e le diverse analisi proposte dalle parti sociali.

    Renato Briante, coordinatore del progetto, ha illustrato i contenuti del piano formativo “dinamico” che permette ai coordinatori d’area di aggiungere alle competenze professionali quelle manageriali e di programmazione strategica, all’interno di una comunità professionale nazionale.

    La diffusa e responsabile presenza di una vasta platea di Assistenti Sociali dei 55 Distretti sociosanitari, il presidente di CROAS, Giuseppe Ciulla, il presidente della Fondazione Siciliana, Mariella Spoto, si fanno garanti e facilitatori di processo attraverso gli enti che rappresentano.

    Le istituzioni presenti, pubbliche e private, nazionali, regionali e locali, insieme ai Consiglieri nazionali e regionali presenti, hanno aggiunto letture diverse, ma convergenti: la Regione Siciliana, rappresentata dall’Assessore Scavone, dalla dirigente Michela Bongiorno e da Severino Richiusa (Ufficio Speciale Immigrazione), ha evidenziato la necessità di accompagnare la programmazione e la spesa; l’Assessore ai Servizi sociali di Siracusa, Concetta Carbone, ha rinnovato la piena disponibilità dei servizi a lavorare insieme. Possiamo senz’altro ribadire che la valorizzazione della comunità professionale degli assistenti sociali può diventare l’indicatore dell’efficienza e dell’efficacia delle pratiche locali a sostegno dell’autonomia delle persone vulnerabili. –

  • Diritti negli occhi

    Diritti negli occhi

    Convegno contro il caporalato a Ragusa, la Fondazione presenta il progetto “Nuove Radici”

    Il contrasto al caporalato in agricoltura e la presentazione delle azioni a sostegno dei lavoratori stranieri al centro di un interessante dibattito che si è svolto al Centro Polifunzionale Ragusa Via Napoleone Colajanni. Un incontro inserito nell’ambito del programma Su.Pr.Eme Italia” e della campagna “Diritti negli occhi” promossa dalla Regione Siciliana. Alla presenza dell’assessore regionale Antonio Scavone, con delega alle Politiche sociali e del Lavoro, l’incontro ha puntato al rispetto delle regole del lavoro e alla tutela della dignità delle persone che operano nelle nostre campagne.

    Il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Renato Meli, ha illustrato il progetto di agricoltura sociale innovativa Nuove radici, coltiviamo diritti” recentemente avviato in contrada Magnì a Ragusa.

    Così Renato Meli racconta la genesi e lo sviluppo di “Nuove radici”: “Dare un’opportunità concreta ai nostri fratelli stranieri di uscita dallo sfruttamento e farlo attivando le risorse del territorio. Queste le due direttive che ci hanno spinto a dare linfa a questo progetto di agricoltura sociale innovativa. Già nell’idea originaria abbiamo avuto la risposta del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, che ha deciso di dare in comodato d’uso alcuni terreni della Diocesi in contrada Magnì. Insieme ai nostri partner Oxfam Italia e Terre Senza Frontiere abbiamo avviato la selezione di persone che potessero iniziare un percorso di accompagnamento e formazione finalizzato all’avvio di due cooperative agricole che rappresenteranno l’esito finale positivo del progetto. La prima fase delle attività di formazione dei gruppi è stata dedicata al “Teatro di impresa”, una particolare metodologia esperienziale utile a creare il cosiddetto team building. Contiamo che da questo progetto possa innescarsi un processo virtuoso di autonomia e ricchezza condivisa”.

  • Il progetto SAI “Accoglienza Casmenea” in prima linea per l’integrazione

    Il progetto SAI “Accoglienza Casmenea” in prima linea per l’integrazione

    Sicilia e disoccupazione: un binomio che sembra essere qualcosa che va oltre il luogo comune per rappresentare una triste realtà. Non per il progetto SAI “Accoglienza Casmenea” del Comune di Comiso gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, né tantomeno per gli altri progetti che abbiamo in affidamento.

    A Comiso, pur operando in un contesto oggettivamente complesso, si stanno ottenendo importanti risultati dal punto di vista occupazionale.

    “Accoglienza Casmenea” può ospitare 36 beneficiari. Attualmente i ragazzi presenti sono 25. Nel mese di giugno 2022 su 30 accolti si sono concretizzati 18 contratti di lavoro regolare subordinato. Mentre altri 4 ragazzi hanno effettuato l’integrazione nel territorio grazie ad altrettante assunzioni.

    “Si tratta – spiega Alessandro Guastella, responsabile del progetto – di numeri importanti che sono frutto di un impegno quotidiano costante e concreto che coinvolge l’intera equipe multidisciplinare”.

    Alfabetizzazione costante, stesura del bilancio di competenze, compilazione dei curriculum vitae, orientamento ai servizi del territorio e ampie panoramiche legali incentrate sul diritto al lavoro. Questi gli strumenti che vengono adoperati per favorire un ingresso consapevole nel mondo occupazionale. Il progetto SAI è nel tempo diventato un punto di riferimento per le aziende del territorio e per i piccoli artigiani che cercano forza lavoro. “Di anno in anno – prosegue Guastella – abbiamo costituito una rete con le aziende e con gli imprenditori virtuosi che qui operano e che in noi trovano massima disponibilità alla collaborazione”.

    “Alla base di questi risultati – spiegano Salvatrice Iacono e Stefania Pace, assistente sociale ed educatrice del progetto – c’è una certosina ricerca tra gli annunci di lavoro online. Una ricerca che viene effettuata sia dai beneficiari che dalla nostra equipe. C’è inoltre un contatto e una relazione continua con le aziende. Il nostro compito è anche quello di fare incontrare le legittime aspirazioni dei nostri ragazzi, le loro attitudini, con le possibilità concrete di ottenere un contratto”. Un circuito positivo che sviluppa fiducia e garantisce ai titolari di protezione accolti di costruire solide basi per il loro futuro. Edilizia, agricoltura, turismo e artigianato i settori che garantiscono i migliori sbocchi.

    “Per tutti noi – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – il tema del lavoro è centrale. Occorre affermare con forza che il lavoro irregolare e sommerso non può e non deve rappresentare una soluzione per nessuno. Anzi, è un baratro nel quale chi vi precipita trova solo sconforto e sfruttamento. Al contrario, noi ci impegniamo per creare fiducia nel mondo, nel progetto, nel lavoro di orientamento. Da questo percorso nascono storie che è bello raccontare per generare sempre nuova fiducia e nuove possibilità per il territorio”.

  • Diritti negli occhi, a Ragusa convegno sul contrasto al caporalato

    Diritti negli occhi, a Ragusa convegno sul contrasto al caporalato

    Mercoledì 27 Luglio a Ragusa si terrà il dibattito sul contrasto al caporalato in agricoltura nell’ambito del programma Su.Pr.Eme Italia e della campagna “Diritti negli occhi” promossa dalla Regione Siciliana.

    Si comincia alle 16:30 al Centro Polifunzionale di Informazione e Servizi per l’Immigrazione con i saluti istituzionali, la presentazione della Campagna e la proiezione dello spot.

    A seguire gli interventi tecnici, per illustrare le azioni a sostegno dei lavoratori stranieri di Ragusa e provincia, e il dibattito “Lavoro, salute e housing: buone pratiche e prospettive per il contrasto al caporalato e al superamento degli insediamenti informali”.

    Il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Renato Meli, parlerà del progetto di agricoltura sociale innovativa “Nuove radici, coltiviamo i diritti” recentemente avviata in contrada Magnì a Ragusa.

    L’incontro, moderato dal giornalista Salvo La Rosa, si concluderà con la performance teatrale a cura di Salvo Piparo. Per saperne di più 👇https://sicilia.integrazione.org/…/la-campagna-di…/

  • Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    I beneficiari del progetto SAI “Biscari” in visita al maniero ottocentesco

    Essere parte di un progetto territoriale della rete SAI vuol dire soprattutto conoscere il luogo in cui ci si trova. Per questo il progetto “Biscari” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ha organizzato una gita al Castello di Donnafugata.

    Luogo di indubbio fascino e di storia, il Castello è stato meta di una escursione con i ragazzi. “Durante le lezioni di Italiano – spiega Turi La Cognata, responsabile del progetto – abbiamo svolto un percorso preparatorio per descrivere cosa avremmo visto. Il nostro obiettivo, ovviamente, è quello di favorire la conoscenza del nostro territorio anche attraverso i beni culturali che qui sono presenti”.

    Il maniero, storica dimora ottocentesca, ospita un Museo del Costume. “Per i ragazzi – afferma @Barbara Criscione , assistente sociale – è stato davvero curioso confrontarsi con gli abiti storici. Giovani bengalesi, maliani, tunisini e libici Hanno mostrato un grande interesse per la storia di questi costumi e per i vari modelli esposti”.

    Il grande giardino del Castello ospita un intricato labirinto delimitato da muri. “A un certo punto del percorso – spiegano Turi e Barbara – si sono invertiti i ruoli: noi ci siamo persi e i ragazzi più intraprendenti si sono arrampicati sui muri per indicarci la strada d’uscita. E’ stata davvero una bella lezione di fiducia reciproca, oltre che un momento molto divertente”.

    “E’ davvero importante – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – qualificare il tempo libero dei nostri beneficiari. Farlo attraverso la scoperta delle nostre ricchezze ha un grande valore: incoraggia questi ragazzi a rispettare i nostri luoghi e contribuisce a far amare loro il territorio dove vivono. Presupposti necessari per pensare un futuro di vita e di lavoro”.

  • Graduatoria progetto “Nuove radici”

    Graduatoria progetto “Nuove radici”

    Si è conclusa la prima fase del progetto “Nuove Radici: coltiviamo diritti” con la definizione della graduatoria dei beneficiari ammessi. Nelle scorse settimane abbiamo incontrato più di 90 persone, coinvolto diverse realtà del territorio (sindacati, cooperative, amministrazioni locali, enti del terzo settore), costruendo una rete di relazioni in grado di raggiungere un duplice obiettivo: facilitare l’individuazione dei potenziali beneficiari del progetto e porre al centro del dibattito le attività progettuali stesse come tassello fondamentale dei processi di inclusione socio-lavorativa sul territorio. 

    Oggi, a seguito di un faticoso lavoro condotto con i partner del progetto Oxfam Intercultura e la cooperativa Terre Senza Frontiere, pubblichiamo la graduatoria definitiva dei beneficiari ammessi al progetto. Le persone ammesse parteciperanno alle attività di formazione, generale e specifica, previste con l’obiettivo di creare 2 cooperative agricole.

    Graduatoria-definitiva-beneficiari-ammessi

    “Nuove Radici: coltiviamo diritti” prosegue, così, il suo cammino verso la costruzione condivisa di opportunità di emancipazione attraverso il lavoro. 

  • “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    L’arte unisce il mondo, mentre le guerre lo dividono. Ecco perché scoprire il patrimonio artistico di un popolo può rappresentare un ponte per favorire l’incontro tra culture diverse e alimentare un cultura di pace. Quando poi a narrare le opere di un luogo è un migrante che da questo luogo è stato costretto a scappare, la vicenda assume un valore ancora più alto.
    Così Sadi dal Bangaldesh, Osama dalla Tunisia, Lami dall’Egitto e Kelvin dalla Nigeria hanno vissuto un giorno speciale. Ospiti del progetto SAI “Farsi prossimo” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, i ragazzi hanno incontrato gli studenti dell’Istituto comprensivo “Crispi” di Ragusa.
    Occasione di questa giornata, la chiusura del progetto PON “Capiamo l’altro – Artinsieme” promosso dalla scuola. I giovani studenti delle classi primarie e secondarie sono stati accolti dal responsabile del progetto, Enrico Mallia che ha spiegato loro il sistema di accoglienza. Dunque, nell’aula studio, i partecipanti hanno assistito alla lezione tenuta dai rifugiati che hanno narrato dell’arte presente nei loro luoghi di origine. L’arte contemporanea che descrive le rivolte studentesche in Bangladesh, il Teatro romano in Tunisia che può ospitare 35 mila persone, il monastero di Santa Caterina in Egitto e le teste di Ife che si trovano in Nigeria. Un viaggio che ha permesso di ricucire distanze, di fare riappropriare i migranti di parte del loro patrimonio culturale, di potersi raccontare ed essere protagonisti di un momento di formazione reciproca. Con l’aiuto dell’insegante di Italiano Valerio Santamaria e con la mediazione di Clara Rollo, esperta della lingua dei segni, i relatori hanno superato ogni difficoltà facendo giungere un messaggio chiaro: ogni luogo racchiude storia e bellezza.  Al termine della mattinata, dopo un momento di laboratorio dedicato alla creazione di bracciali seguito dall’educatrice Clara Sgarioto, un gelato e una merenda condivisa in giardino hanno suggellato un momento di gioia e di pace.  
    “L’obiettivo di questo PON – spiegano le docenti Biagia Accetta e Mirella Gurrieri – è proprio l’inclusione. anche se ci rivolgiamo a bambini ancora piccoli siamo certi che abbiamo permesso loro di vivere una giornata altamente formativa”.
    “Siamo sempre aperti a questo genere di esperienze ed incontri – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché la sensibilizzazione del territorio, partendo proprio dalle scuole, è parte della nostra missione”.

  • Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    “Sono tante le povertà da alleviare. Tante le persone alle quali occorre dare sostegno. Siamo grati al Club Lions Ragusa Host e a tutti gli artisti che hanno voluto donare le loro opere a scopo benefico”. 

    Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha accolto il frutto della campagna di solidarietà promossa appunto dal Club Lions Ragusa Host nell’ambito dell’area Service “Proteggere le persone vulnerabili – I Lions per le persone fragili”. Otto artisti iblei hanno donato il frutto della loro creatività per un aiuto concreto verso le persone bisognose.

    Oggi il presidente del club service Ignazio Caloggero ha consegnato i proventi della mostra affinché siano devoluti in beneficenza. 

    “Attraverso queste iniziative – prosegue Renato Meli – i club service centrano il cuore della loro autentica ragion d’essere. Ringraziamo il Club Lions di Ragusa perché ci consente di avere un po’ di forza in più per arginare povertà economiche, sociali, sanitarie ed educative”. 

    “Siamo felici di avere dato corpo a questa iniziativa – spiega il presidente Ignazio Caloggero – perché ci permette di renderci utili. Sono inoltre contenti perché questa iniziativa ha permesso a molti artisti di mettere in mostra il loro talento e la loro generosità”.