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  • Presentazione progetto musicale “Don Puglisi, prete senza scorta”

    Presentazione progetto musicale “Don Puglisi, prete senza scorta”

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]Anteprima nazionale per la presentazione del nuovo progetto musicale di don Rino Farruggio “Don Puglisi, prete senza scorta”. Il lavoro dedicato al Beato palermitano verrà presentato a Ragusa il 24 maggio nella chiesa della Badia alle ore 20:30.

     

    Sacerdote della Diocesi di Ragusa, don Rino Farruggio è un musicista e autore capace di non costringere in un genere la sua opera musicale, ma piuttosto a pensarla tra la Chiesa e la strada.

     

    Nei suoi testi adopera senza pregiudizi e inibizioni sia il linguaggio della quotidianità che quello della poetica mistica. Paroliere (e musicista) davvero raffinato, per la liturgia ha dato, come lui ama precisare, il suo apporto “da cantautore”. La sua musica e la sua testimonianza di vita e di fede lo hanno portato ad esibirsi in Polonia, Brasile, Estonia, Russia e ovviamente in Italia.

     

    L’ultimo capitolo della sua ricca produzione artistica tocca una figura di prima grandezza. Il vescovo di Ragusa, Carmelo Cuttitta, ha curato un testo di presentazione per quest’opera.

     

    “Padre Pino Puglisi, (3P) come preferiva essere chiamato, con la sua profezia ha prodotto dopo il suo martirio scintille di paternità generativa.

     

    La parola generativa può essere avvicinata a termini come genialità e generosità: Come dispiegare le nostre verle alla fantasia dello Spirito? Quali sono i nuovi valori e le metodologie innovative che possono aiutarci nel nostro compito di trasmettere il Vangelo e la presenza di Cristo?

     

    Il presbitero Pino Puglisi è stato prima di tutto un uomo che ha accolto la proposta del discepolato, ha vissuto la gioia dell’annuncio: la sua forza comunicativa e la sua passione generativa non sono un optional, ma fanno parte integrante della chiamata alla gioia. Pino Puglisi è stato un prete capace di generatività”.

     

    Il concerto, ad ingresso libero, è promosso dalla Diocesi di Ragusa in collaborazione con la Fondazione San Giovanni Battista ed il sostegno della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

     

    Locandina >>[/vc_column_text][/vc_column][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Vivere la vita dalla parte delle donne

    Vivere la vita dalla parte delle donne

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]Vivere il senso profondo della Giornata internazionale della donna è possibile.

     

    Ne sono certe le rappresentanti della sezione F.I.D.A.P.A. di Vittoria, guidate dalla presidente Giusi Sferrazza in visita al centro SPRAR di Ragusa “Vivere la vita”.

     

    Il progetto, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ospita donne sole o con minori richiedenti o titolari di protezione internazionale. Con loro il gruppo di Vittoria ha deciso di trascorrere un pomeriggio per discutere di pari opportunità e di differenze di genere.

     

    “Ci sembrava giusto – spiega Rosa Perupato – referente della commissione F.I.D.A.P.A. per le pari opportunità – incontrare donne meno fortunate di noi; giovani mamme che accudiscono, con l’aiuto degli operatori del progetto SPRAR, i loro piccoli e cercano di costruire una nuova vita in Italia. E’ stato bello condividere dei momenti con donne piene di vita, positive nonostante il loro vissuto. Nei loro volti abbiamo trovato sorrisi e gioia, evidentemente segno che la struttura che li ospita sta svolgendo un ottimo lavoro”.

     

    “Le differenze tra uomini e donne – spiega Cynthia, una delle ragazze nigeriane ospiti del centro – è presente nel nostro paese di origine ma anche qui in Italia. Per noi la principale difficoltà resta quella di superare la diffidenza nei confronti degli stranieri e trovare un lavoro”.

     

    “Siamo grati alla sezione ipparina della F.I.D.A.P.A. – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – per l’attenzione rivolta alle ospiti del nostro progetto. Credo che ogni donna farebbe volentieri a meno di fiori, regali, auguri, al cospetto di un credibile impegno verso il profondo rispetto della propria dignità. Colmare le differenze di genere, superare gli stereotipi, costruire un futuro migliore condiviso è il senso profondo del nostro lavoro quotidiano. Perché questi obiettivi possano essere raggiunti occorre un senso di collaborazione istituzionale e sociale che possa rendere fluidi ed efficaci questi processi di integrazione”.

     

    Alla visita presso il centro SPRAR “Vivere la vita” hanno preso parte i membri della sezione FIDAPA Teresa Vacante, Anna Maria Zagara, Rosa Gangemi, Evelina Digiacomo, Maria Giovanna Stracquadaini, Angela Giudice e Rosalba Bennice.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_basic_grid post_type=”post” max_items=”3″ show_filter=”yes” grid_id=”vc_gid:1520506256596-8be02afb-f96b-3″ filter_source=”category”][/vc_column][/vc_row]

  • 4 marzo: Giornata diocesana Nuovi stili di vita

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]I nuovi stili di vita sono gli strumenti per poter cambiare la vita quotidiana e per influire sui cambiamenti strutturali che necessitano scelte di responsabilità da parte degli operatori sociali, politici ed economici.

     

    Rappresentano quindi un potenziale delle persone per giungere ai grandi cambiamenti che migliorano la vita attraverso azioni e scelte prima personali e poi comunitarie, fino a giungere ai vertici del sistema socio politico.

     

    Già l’enciclica Centesimus Annus del 1991 anticipa l’appello ai cambiamenti degli stili di vita: “Costruire stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”.

     

    Concretizzando: inquinare l’ambiente mediante la produzione di tanti rifiuti, consumare in maniera da distruggere la natura e far male anche alla salute dell’umanità, rifiutare i diversi e non impegnarsi per la giustizia… sono tra i tanti vecchi stili di vita che dobbiamo cambiare.

     

    Quale potrebbe essere un vademecum da adottare a partire da questa giornata di sensibilizzazione?

     

    Partiamo innanzitutto da un rinnovato rapporto con le cose che potremmo definire “consumo critico” da sostituire al consumismo che ci consuma: passare dalla smania di possedere le cose alla relazione di utilità, imparando a scegliere i prodotti che sono espressioni di rapporti giusti ed equi nel mercato del lavoro, a contatto con l’ambiente e con chi li usa.

     

    Passare dalla dipendenza alla sobrietà che ci porta ad acquistare merci in funzione di bisogni reali e non indotti dalla macchina pubblicitaria.

     

    Esempi virtuosi in questa direzione sono i temi del Commercio equo e solidale (un commercio internazionale che ha come obiettivo non il profitto, ma la lotta a sfruttamento e povertà), i cosiddetti Gruppi di Acquisto Solidale, formati da persone che decidono di acquistare collettivamente generi alimentari o di uso comune direttamente dai produttori, possibilmente locali e particolarmente quelli del riciclo e riuso che significano meno rifiuti, buon uso delle risorse, solidarietà con chi vive accanto, risparmio economico, educazione al consumo consapevole.

     

    Il rinnovato rapporto con le persone richiama invece la ricchezza delle relazioni umane, fondamentale per dare sapore alla vita e per poter affrontare patologie sociali ancora più presenti nelle nostre città: la solitudine, emarginazione, povertà, disagio.

     

    I nuovi stili di vita saranno allora improntati a rapporti interpersonali non violenti, di rispetto della diversità, di educazione all’alterità; disinnescare ogni forma di violenza, soprattutto quella verbale, privilegiare luoghi di incontro e di dialogo per riappropriarci della cittadinanza perché cresca il benessere umano che non si misura solamente con i soldi in tasca.

     

    Ed ancora il nuovo rapporto con la natura che rimanda alla dimenticata responsabilità ambientale. In questo contesto l’accresciuta sensibilità verso i temi ambientali non è ancora sufficiente a preservare la vivibilità delle nostre campagne, del nostro mare della terra tutta.

     

    La novità dello stile della nostra esistenza consiste nell’abbandonare la visione utilitaristica della terra: siamo chiamati tutti a passare al rispetto del creato, ad instaurare una relazione nuova con la “nostra madre terra”.

     

    Potremmo sinteticamente raggruppare nelle 5 “R” i nuovi stili di vita a riguardo: Ridurre i rifiuti – Raccolta differenziata – Riutilizzare gli oggetti – Riciclare – Riparare anzichè gettare gli oggetti.

     

    Accanto a queste quotidiani atteggiamenti e scelte aggiungiamo il Risparmio energetico, cammino fondamentale per la tutela dell’ambiente, l’uso responsabile dell’acqua, bene essenziale per l’umanità, tema su cui possono essere infiniti i suggerimenti: no ai rubinetti che gocciolano, o a quelli costantemente aperti, no a dosi eccessive di prodotti chimici aggressivi per la pulizia di stoviglie e casa (scegliere detersivi compatibili con l’ambiente può evitare l’inquinamento di fiumi e mari).

     

    L’economia domestica della nonna è prodiga di consigli in merito. Come fa bene alle tasche e all’ambiente spegnere le luci quando non servono o non lasciare in stand-by gli apparecchi elettronici o sostituire lampade o impianti poco efficienti con impianti più efficienti.

     

    Passare dall’indifferenza e dal menefreghismo alla responsabilità, alla solidarietà, all’educazione, al sentirsi parte, al celebre “mi interessa” sono i presupposti della rivoluzione silenziosa dei nuovi stili di vita che parte dal quotidiano e dal basso; un cambiamento a chilometro zero da quando ciascuno si alza al mattino a quando torna a dormire, il possibile nel quotidiano.

     

    L’iniziativa viene promossa da:

    Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro – Caritas diocesana – Ufficio Pastorale della Salute – Ufficio per la pastorale delle Migrazioni – Ufficio Pastorale Tempo Libero Turismo e Sport[/vc_column_text][vc_facebook][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_basic_grid post_type=”post” max_items=”3″ show_filter=”yes” grid_id=”vc_gid:1519824016626-538e9d8d-03db-5″ filter_source=”category”][/vc_column][/vc_row]

  • Festa di Sant’Agata 2018

    Festa di Sant’Agata 2018

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Sarà celebrata il prossimo 5 febbraio la festività dedicata a Sant’Agata. L’appuntamento è fissato per le ore 17:00 presso la Chiesa di Sant’Agata ai Cappuccini (all’interno dei Giardini Iblei).[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Al termine della Celebrazione Eucaristica, che sarà presieduta da padre Joseph Muamba Bulobu, seguirà un breve concerto organistico tenuto dal Maestro Titì Appiano. Vi aspettiamo![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Il nuovo Cda incontra il personale

    Una famiglia che vuole lavorare ancora e sempre meglio per la Diocesi di Ragusa. In spirito di comunione e collaborando con le parrocchie, con gli Uffici e con i tanti Enti locali di riferimento.
    Questa la nuova immagine formale e sostanziale della Fondazione San Giovanni Battista.
    Coerenza, etica, comunione e autentico spirito evangelico le direttive segnate dal presidente Renato Meli con i consiglieri Francesca Failla, Paolo Mollura, Giovanni Gatto e Luigi Buscema. Tutti insieme, con i dipendenti, per esprimere l’entusiasmo e la gratitudine per questo nuovo incarico affidato dal vescovo Carmelo Cuttitta.
    “Dobbiamo trovare – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – lo stile della comunione, il gusto della comunione, il puntiglio della comunione. Il modo di concepire la Fondazione ci chiede di osare un passo nuovo nel nostro modo di pensare, suscitare nuovi attori, nuovi spazi sociali e nuovi strumenti culturali per continuare a trasmettere quelle buone notizie e quella fede che l’hanno fatta nascere e per le quali continua a vivere. Ciò significa non rassegnarsi al compito meramente esecutivo di applicare una figura istituzionale già definitiva di Fondazione; significa accettare la sfida e la fatica di costruire l’istituzione Fondazione dall’interno”.
    Ad oggi la Fondazione gestisce cinque progetti della rete nazionale SPRAR per richiedenti asilo e rifugiati, cura progetti di prima accoglienza per stranieri e di sostegno alle povertà locali.
    L’immagine della tenda è quella scelta dal presidente per raccontare la sua idea di Fondazione. “Immaginiamo – spiega – che la Fondazione sia una tenda che si gonfia sotto l’urto dello Spirito, e una tenda che si arrotola, sempre pronta per un nuovo cammino. L’icona della tenda, suggerisce l’idea della provvisorietà, della missione, dello stare insieme. Ed insieme proveremo a risolvere ogni problema. In Fondazione siamo chiamati non solo a lavorare, ma anche a testimoniare: non avremo nulla da dire agli altri se ci comporteremo come gli altri. Siamo chiamati a vivere il Vangelo, ogni giorno. Il nostro datore di lavoro è la Diocesi ma, ancor prima, è Gesù Cristo”.
    Superare il culto della furbizia, evitare ogni ipocrisia ed iniquità. Questi gli obiettivi del nuovo Cda.
    “Dismettere la furbizia e provare ad essere meno ipocrita possibile, questi sono gli obiettivi della mia vita – conferma Renato Meli – e, dunque, apprezzerò soprattutto chi vorrà seguirmi in questo percorso”.
    “Il programma del nuovo CdA – spiegano i componenti – è breve a dirsi ma al contempo molto impegnativo: proveremo innanzitutto a salvaguardare i posti di lavoro e per farlo stiamo pensando a diversificare gli interessi della Fondazione senza trascurare quelli già in essere. Proveremo ad occuparci del patrimonio immobiliare ancora non utilizzabile. Lavoreremo per dare supporto alla Diocesi, ai suoi Uffici, e alle parrocchie, così come previsto dal nostro Statuto”.

  • Natale è gratitudine, incontro per lo scambio degli auguri natalizi

    Natale è gratitudine, incontro per lo scambio degli auguri natalizi

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]La grande famiglia della Fondazione San Giovanni Battista ha celebrato ieri sera, presso la Villa Fortugno, l’annuale momento di auguri natalizi. “Natale è gratitudine” è stato il tema dell’incontro che ha visto la presenza anche del Vescovo Carmelo Cuttitta.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Canti, video, riflessioni per augurare Buon Natale nel segno dell’integrazione e della gratitudine, ma anche una nota malinconica: durante la serata, infatti, il presidente Tonino Solarino ha confermato la fine del suo mandato al 31/12/2017.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]“Se non mi rimpiangerete troppo – ha detto il presidente al termine del suo intervento – vuol dire che insieme abbiamo fatto un buon lavoro. Se invece dovessi essere rimpianto, allora vuol dire che in termini di organizzazione, ruoli e procedure che ci siamo dati qualcosa non ha funzionato.”[/vc_column_text][vc_column_text]I dipendenti della Fondazione hanno poi rivolto un sincero ringraziamento a Tonino Solarino e al Consiglio Direttivo. Il nostro vescovo Mons. Carmelo Cuttitta, invece, dopo aver ricordato padre Carmelo Tidona e ringraziato Tonino Solarino per il suo servizio, ha annunciato che presto verrà nominata la nuova direzione della Fondazione San Giovanni Battista.[/vc_column_text][vc_cta h2=”Foto e Video” h2_font_container=”color:%23000000″ h2_google_fonts=”font_family:ABeeZee%3Aregular%2Citalic|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal” txt_align=”center” color=”grey” add_button=”bottom” btn_title=”Visualizza” btn_shape=”round” btn_align=”center” use_custom_fonts_h2=”true” btn_link=”url:https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FFondazioneSGB%2F|title:Visualizza|target:%20_blank|”]Fra non molto pubblicheremo foto e video della serata sulla nostra pagina Facebook.[/vc_cta][nd_options_spacer nd_options_height=”10″][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]