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  • Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Il progetto “Cento stelle per crescere e sognare” regala un nuovo Patto educativo per il Distretto socio sanitario 44. 

    “Cento stelle” è, il progetto realizzato da Oxfam, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e l’associazione L’Argent in collaborazione con gli Enti locali facenti capo al Distretto 44.  Un percorso che ha raggiunto cento giovanissimi del territorio ibleo, le loro famiglie e gli Istituti scolastici coinvolgendoli in varie azioni educative. 

    Nell’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico i protagonisti di “Cento stelle” hanno presentato e sottoscritto il Patto Educativo che sarà esteso a tutte le realtà pubbliche, del Terzo settore e delle realtà formative che ne faranno richiesta. 

    “Non nascondo una certa soddisfazione – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per il percorso e il processo avviato con il progetto Cento Stelle. Un buon risultato in termini di output è non solo il Patto Educativo che stiamo sottoscrivendo con i sindaci dei Comuni del distretto 44, ma anche la gioia espressa nei volti delle ragazze e dei ragazzi, delle insegnanti e in tutti coloro che sul campo si sono spesi oltre misura per questo traguardo”.

    La sottoscrizione del Patto viene dopo lunghi e proficui mesi di lavoro che hanno coinvolto le scuole, gli studenti e le loro famiglie.

    “Per la scuola – ricorda Meli –  abbiamo promosso approcci di apprendimento esperienziale, contestualizzato e interdisciplinare. L’incontro tra scuola e comunità ha generato nuove forme di progettualità educativa, attraverso l’attivazione di laboratori urbani, percorsi civici, attività svolte in contesti informali, ove l’apprendimento si è delineato come processo co-costruito. Per gli studenti abbiamo scelto di intervenire in un quartiere con carattere di forte esclusione e fragilità favorendo un’attivazione territoriale, che in futuro può essere replicata in altri quartieri. Quello che vogliamo, nel solco della nostra Costituzione, è rimuovere veramente gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    “Cento stelle” ha coinvolto in modo innovativo ed attivo soprattutto le famiglie. 

    “Migliorare la qualità della vita dei bambini – conferma Renato Meli – vuol dire migliorare la qualità della vita delle loro famiglie, in particolare delle mamme. La nostra è una sperimentazione di welfare comunitario, che, nella prospettiva della città educante, chiama ogni attore educativo a rispondere alla domanda educativa mettendo alla prova modelli di azione pubblica capaci di realizzare nei fatti la sussidiarietà. In quest’ottica le persone che abitano i luoghi del progetto non sono destinatari, ma promotori e protagonisti dell’impegno educativo attraverso il Patto”.

    Il Patto educativo, dunque, giunge al termine di un cammino già avviato e che ha creato le condizioni per strutturare queste linee guida.

    “Oggi regaliamo alla nostra comunità – prosegue il presidente della Fondazione – un patto educativo che può rappresentare oggi uno dei volani più significativi per l’innovazione della scuola pubblica, in quanto incarna una visione dell’educazione come processo corale, intersoggettivo, istituzionalmente legittimato ma civicamente condiviso. Questi Patti educativi, infatti, si configurano come forme generative di cittadinanza attiva, attraverso cui i cittadini non soltanto partecipano, ma concorrono a produrre politiche educative pubbliche nella loro forma più matura. Ricordo, infatti, che le azioni di coesione e di comunità sono le vere promotrici dello sviluppo economico e sociale. Nei prossimi mesi, la Fondazione San Giovanni Battista sarà impegnata nell’attuazione concreta del Patto e nella sua valorizzazione insieme al comune di Ragusa e al distretto 44.  Il nostro obiettivo è di estenderne l’impatto anche attraverso nuovi progetti finanziati. Si tratta di un impegno strategico, che mira a rendere strutturale l’approccio educativo sperimentato, rafforzando la rete territoriale e offrendo nuove opportunità ai bambini, ai giovani e alle famiglie del Distretto 44”.

  • Eid al-Adha a “Biscari” e “Farsi prossimo”

    Eid al-Adha a “Biscari” e “Farsi prossimo”

    I nostri fratelli musulmani celebrano oggi l’Eid al-Adha, la festa in cui viene ricordato il sacrificio del profeta Abramo, una delle feste più importanti per l’Islam.

    I progetti SAI “Farsi prossimo” e “Biscari”, gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista per conto della Provincia di Ragusa, hanno festeggiato insieme questa ricorrenza.

    Musica, qualche gioco e un momento di condivisione del pranzo hanno arricchito questa giornata voluta dalle due equipe.

    “La festa di oggi – ha ricordato Renato Meli, presidente della Fondazione – ci ricorda che l’islam e il cristianesimo hanno una radice comune che affonda nei testi biblici. L’Eid al-Adha fa memoria del sacrificio di Abramo pronto a offrire il figlio al suo Dio. Per noi l’inclusione è anche questo: vivere insieme questi momenti significativi sottolineando la nostra comunanza al genere umano, al di là di tutte le differenze”.

    Alla festa hanno preso parte anche i rappresentanti della Provincia di Ragusa che hanno sottolineato la bontà del lavoro svolto dai due progetti SAI.

    “Siamo contenti di avere offerto ai nostri ragazzi questa piccola festa – spiegano dall’equipe dei progetti – perché anche attraverso questi momenti è possibile costruire percorsi di sana inclusione, di fiducia e di ascolto reciproco”.

  • Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Martedì 10 giugno 2025, dalle 17.30 alle 19.30, all’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico di via On. Dott. Corrado Di Quattro a Ragusa sarà presentato il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44.

    Il Patto Educativo, sviluppato all’interno del Progetto “Cento Stelle” realizzato da Comune di Ragusa, Fondazione San Giovanni Battista e Oxfam Italia, è stato esteso a tutti i progetti del Distretto Socio-Sanitario 44 che richiedono questo documento, per avere Linee Guida definite e azioni chiare da avviare.

    “Il Patto sarà sottoscritto da tutti i Comuni del Distretto Socio-Sanitario 44 – spiega Elvira Adamo, assessora ai Servizi Sociali – e potrà poi essere sottoscritto anche da Istituti Scolastici e Enti del Terzo Settore che vorranno partecipare a questo importante progetto. Il 10 giugno avremo modo di conoscere i contenuti del Patto Educativo, gli ambiti di applicazione e le azioni da sviluppare. Il documento è un importante passo avanti per definire azioni concrete e strutturate, a livello locale e distrettuale, integrando gli interventi sociali con le attività delle comunità educanti”.

    “Abbiamo ritenuto fosse importante realizzare un patto educativo che avesse un respiro più ampio a livello territoriale – prosegue Catia Pasta, assessora alla Pubblica Istruzione – per costruire una rete educativa strutturata, creando una sinergia forte tra tutti gli attori e le attrici delle comunità educanti. Scuole, famiglie, Enti locali, Servizi sociali, associazioni, imprese, parrocchie ed altri ancora uniti da un obiettivo comune: superare la frammentazione degli interventi educativi promuovendo una responsabilità condivisa su temi importanti, per rispondere ai bisogni dei nostri ragazzi e riconoscersi come parte attiva del processo educativo. Non è solo la scuola che educa, ma è tutta una comunità intera”.

    “La Fondazione San Giovanni Battista – dichiara il presidente Renato Meli – ha pensato, realizzato e accompagnato il progetto Cento Stelle, un’iniziativa che ha posto al centro il contrasto alla povertà educativa attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44, che sarà presentato il 10 giugno, rappresenta uno dei risultati più significativi di questo percorso: un documento condiviso, frutto di un lavoro corale, capace di unire intenti, energie e visioni.

    Crediamo profondamente che l’educazione significa stare in una relazione autentica, legittimare le emozioni e saper ascoltarle. Questo si sperimenta solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie, terzo settore e territorio. Per riconoscersi e per ricostruire un futuro più equo per le nuove generazioni. Il Patto non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per azioni concrete e integrate, in grado di generare impatto reale nella vita di bambini, adolescenti e famiglie”.

  • Il nostro Precetto pasquale nel segno della resurrezione

    Il nostro Precetto pasquale nel segno della resurrezione

    La grande famiglia della Fondazione San Giovanni Battista ha celebrato il precetto Pasquale nella chiesa del Monastero di Santa Teresa di Gesù.

    A concelebrare l’Eucarestia il vicario generale, monsignor Roberto Asta con Andrea Pomillo, assistente spirituale della Fondazione. Presente il diacono permanente Giovanni Agostini. “La grazia che chiediamo al Signore – ha ricordato padre Asta – è quella di essere coinvolti con amore nel servizio che siamo chiamati ad offrire ai nostri fratelli. Il nostro agire deve essere animato dall’amore, dalla capacità di offrire non tanto beni materiali, quanto sincera amicizia ed attenzione”.

    Al termine della celebrazione, il presidente Renato Meli ha proposto la sua riflessione sul periodo pasquale.

    “La Pasqua che ci accingiamo a vivere – ha ricordato –  dovrebbe essere un invito profondo al rinnovamento. In un mondo che vive d’angoscia, di soprusi, che corre veloce, questa ricorrenza porta con sé il messaggio universale della speranza che risorge. Dovrebbe essere un momento per fermarsi, riflettere e lasciarsi toccare dalla possibilità di un nuovo inizio, dentro di noi, nelle nostre relazioni, nella società.

    In questo tempo in cui è facile cedere al cinismo o all’indifferenza, la Pasqua ci ricorda che la trasformazione è possibile. Ogni gesto di pace, ogni atto di perdono, ogni scelta di amore ha il potere di cambiare il mondo, cominciando da noi stessi.

    Nel caos quotidiano, tra stress, delusioni e fratture interiori, la Pasqua ci invita a un passaggio, ad un attraversamento interiore, ad una trasformazione.

    Non si tratta solo di credere nella Resurrezione di Cristo, ma di riconoscere la possibilità di risorgere noi stessi dalle nostre cadute, dalle ferite emotive, dalla stanchezza dell’anima. È l’occasione per fare spazio a qualcosa di nuovo, più autentico, più vero.

    La Pasqua ci esorta al perdono, non come atto debole, ma come forza che rompe il ciclo dell’odio.

    In un’epoca in cui il rancore si alimenta anche nei social e i conflitti sembrano moltiplicarsi, scegliere il perdono diventa un atto rivoluzionario.

    Riconciliarsi con l’altro, ma anche con se stessi, è un cammino difficile ma liberante.

    In questi tempi segnati da crisi globali, antropologiche, ambientali, politiche, economiche, la Pasqua può diventare una voce contro la rassegnazione. Il simbolo della pietra che rotola via dal sepolcro rappresenta una porta che si apre: l’idea che, anche quando tutto sembra finito, qualcosa può ancora nascere. È una chiamata all’impegno attivo per un mondo più giusto, più umano.

    Infine, la Pasqua è un inno alla vita che vince sulla morte. Questo non è solo un concetto religioso, ma anche una prospettiva etica e culturale: dobbiamo imparare a custodire la vita, a rispettarla in tutte le sue forme umane, animali, naturali.

    È un appello a vivere con gratitudine, con consapevolezza, con responsabilità.

    Oltre al messaggio del nostro Vescovo per questa Quaresima che vi invito a leggere, se non l’avete già fatto, desidero riprendere quanto scrive Papa Francesco nella “Spes non confundit“:

    “Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure…La comunità cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei più deboli”.

    E, come diceva don Tonino Bello, le stigmate lasciate dai chiodi nelle mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo!

    In questo senso, la Pasqua non sarà solo una ricorrenza del calendario, ma un’occasione per guardarsi dentro e intorno, e decidere, ogni volta, se e come vogliamo rinascere. Santa Pasqua a voi e ai vostri cari”.

    Un momento di lieta convivialità ha concluso la serata. Grazie all’ospitalità di don Giuseppe Burrafato, ci siamo ritrovati nei saloni parrocchiali della Cattedrale di San Giovanni Battista per condividere un rinfresco e rompere un uovo di cioccolato condividendo così frammenti di dolcezza.

  • Giornata nazionale dell’ascolto dei minori

    Giornata nazionale dell’ascolto dei minori

    Anche Ragusa celebra il 9 aprile al Centro commerciale culturale per valorizzare il tema dell’ascolto  

    A Ragusa la Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Terre des Hommes organizza un evento speciale dedicato all’ascolto autentico dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.

    Si tratta della prima “Giornata nazionale dell’ascolto dei minori”. La giornata, istituita dal Governo ha l’intento di informare e di sensibilizzare sul tema dell’ascolto della persona minore di età, quale presupposto fondamentale per dare concreta attuazione ai suoi diritti.

    L’appuntamento ragusano è per le ore 17 del 9 aprile al Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” di via Matteotti 61.

    “Si tratta – specifica Renato Meli, presidente della Fondazione – di un’occasione preziosa per riflettere insieme sull’importanza dell’ascolto come strumento per educare, crescere, curare, comunicare e proteggere.

    Abbiamo pensato a due momenti tematici con testimonianze, esperienze e buone pratiche da parte di enti e associazioni. Siamo concordi nel credere che affinché il diritto all’ascolto sia garantito si debba mettere in atto un lavoro di insieme”.

    Il primo momento sul tema “Ascolto per educare e crescere” vede la partecipazione del Centro Sportivo Italiano, della Cooperativa La Favoletta, della Cooperativa L’Arca e della Fondazione San Giovanni Battista.

    Il secondo panel, invece, prevede riflessioni su “Ascolto per curare e guarire” con Jolanda Bedriu, su “Ascolto per comunicare” con la rete dei genitori “Aspettando lo smartphone Ragusa” e su “Ascolto per proteggere” con Terre des Homme e Save The Cildren.   

    La partecipazione all’evento è gratuita ed aperta a tutta la cittadinanza.

  • Ricomincio da me

    Ricomincio da me

    La Fondazione San Giovanni Battista è tra i partner del progetto “Ricomincio da me” presentato presso la Sala Giunta del Comune di Ragusa.

    Il progetto rientra nell’ambito dell’Avviso LINK! “Connettiamo i giovani al futuro”, con il contributo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della presidenza del Consiglio dei ministri e dell’Anci – fondo per le Politiche Giovanili anni 2020 – 2021.

    “Ricomincio da me” prevede diverse iniziative, eventi e laboratori rivolti soprattutto ai giovanissimi e non solo – con in programma anche delle masterclass per valorizzare e incrementare le proprie capacità e competenze – e la riqualificazione dell’Informagiovani Comunale.

    Alla Fondazione San Giovanni Battista è stata affidata la parte relativa alla ricerca sociale attraverso la somministrazione di un’intervista rivolta al target specifico del progetto.

    “In questa fase – specifica Renato Meli, presidente della Fondazione – i dati sono ancora parziali. Quello che possiamo dire è che, finora, si registra, in linea con i dati ufficiali, un calo percentuale dei giovani che non studiano e non ricercano un impiego. Occorre ribadire che è ancora presto per dare interpretazioni definitive. Di sicuro le risposte che abbiamo già ottenuto ci dicono che non necessariamente ad una maggiore povertà sociale ed economica corrisponde una situazione di inattività. È nostra intenzione non fermarci ad una indagine quantitativa, che per altro non ha seguito i criteri canonici della ricerca, ma vogliamo attraverso interviste più specifiche, toccare aspetti qualitativi che possano restituirci dati più interessanti per l’obiettivo che ci siamo posti. Senza dubbio il nostro lavoro permette al progetto di ricercare persone interessate a poter essere coinvolte nelle fasi successive del percorso”.

    Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco Peppe Cassì, gli assessori Elvira Adamo, politiche sociali, Simone Digrandi, politiche giovanili, Catia Pasta, istruzione, e i partner del progetto di cui il Comune è capofila: L’Argent A.P.S. E.T.S., Cooperativa Sociale Proxima A.r.l., Ass. ItaliaCamp, Logos Società Cooperativa.

  • Sprigiona il tuo cuore

    Sprigiona il tuo cuore

    Presentato il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

    Un grande sistema di rete tra enti e associazione per un progetto che riguarda il mondo delle carceri e intende sviluppare azioni di contrasto ai traumi della separazione di minori dai loro genitori in stato di detenzione.

    Si intitola “Sprigiona il tuo cuore”, il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che vede la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa tra i partner.

    Capofila del progetto è la Fondazione Val di Noto coadiuvata da una rete di enti del terzo settore quali associazione culturale “Le interferenze”, la cooperativa sociale “Il sorriso”, “Heart4Children”, la società cooperativa “L’Arcolaio” e l’impresa sociale “Passwork”.

    Sono partner del progetto le case circondariali di Siracusa e Augusta, gli uffici locali di Esecuzione penale esterna di Siracusa e Ragusa, i Comuni di Siracusa, Ragusa, Priolo e Augusta.

    Sprigiona il tuo cuore è stato presentato alla stampa questa mattina presso il Centro commerciale culturale di Ragusa.  

    “Per noi – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – questo è un progetto molto importante. Essere giunti al suo avvio è una meta che ci dà gioia, ma dobbiamo tenere a mente l’obiettivo finale di questo percorso: vogliamo e dobbiamo impegnarci per costruire un modello di buone prassi che aiuti tutte le persone coinvolte a vario titolo in un percorso di detenzione nel trovare possibilità concrete di reinserimento sociale. Per fare questo occorre sensibilizzare la comunità dove vivono i familiari dei detenuti e i detenuti stessi. È un dato positivo che oggi ci sia una rete di progetto che si mette all’opera per creare una comunità che recupera e che include tutti. Ricordo, infatti, che il tema dell’inclusione, non riguarda solo e sempre gli stranieri, ma anche nostri connazionali che vivono oggettive condizioni di difficoltà”.

    “Il progetto – spiega Gianni Saraceno, coordinatore di Sprigiona il tuo cuore – si pone l’obiettivo di promuovere l’interesse superiore del minore e del diritto alla relazione con il genitore recluso, o in misura alternativa alla detenzione, innescando processi a supporto di un cambiamento positivo connesso all’incremento delle opportunità in termini sia di tempo sia di qualità della relazione genitore-figlio, con ricadute positive sulla crescita sana del minore, sulla capacità genitoriale e sulla rete a supporto della relazione”.

    “Questo progetto – aggiunge don Giovanni Donzello della Fondazione Val di Noto – è rivolto sia ai figli dei detenuti sia gli enti coinvolti affinché si metta al centro non il reo o il reato, ma la relazione”.

    “I nostri uffici – avverte Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – hanno una attenzione particolare per le famiglie dei detenuti. È un bene che si sia creata questa collaborazione tra enti pubblici e privati per cercare di offrire opportunità a tanti minori e decostruire lo stigma che colpisce i familiari di chi sconta una pena detentiva”.

    Rosaria Ruggeri, direttrice UEPE di Ragusa conclude: “La sfida di questo progetto è di interrompere la trasmissione generazionale della povertà affettiva, educativa ed economica che tocca in sorte ai giovani figli di carcerati”.

    Durante lo svolgimento dell’intero progetto, che avrà durata triennale, si prevede la realizzazione di azioni educative quali attività privilegiate per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e spazi entro i quali sperimentare la dimensione ludica, emotiva e familiare di ogni beneficiario di progetto. Saranno attivati cantieri educativi, percorsi di risocializzazione, laboratori di Mandala, di vela e di Lego e la partecipazione alle “Feste Archimedee”. 

  • Premio Maxima Laude per la Fondazione San Giovanni Battista

    Premio Maxima Laude per la Fondazione San Giovanni Battista


    La Fondazione San Giovanni Battista ha ricevuto ieri nella sala della Protomoteca del Campidoglio il Premio Maxima Laude, il quale, alla sua undicesima edizione, si pone il compito di dare visibilità e merito a tutte le anime del Terzo Settore: associazioni, enti privati e cittadini, che operano con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e agiscono nell’interesse generale attraverso molte forme, che si basano sulla mutualità, sull’azione gratuita, sul volontariato. La Fondazione San Giovanni Battista è stata inserita tra i cento enti o associazioni “Cavalieri del Bene”, un prestigioso progetto promosso dalla casa editrice Rde. Un riconoscimento che sottolinea il valore del suo lavoro sul territorio e che dà voce e visibilità a un impegno quotidiano spesso svolto lontano dai riflettori A ritirare il premio è stato il presidente Renato Meli«Facciamo bene il bene – ha detto durante la cerimonia –  e così ognuno per la propria competenza e passione costruiamo un Italia migliore».

    Nata nel 1976 per volere della Diocesi di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista opera da quasi 50 anni nel territorio ragusano, divenendo pilastro fondamentale per la promozione e sostegno delle fasce più vulnerabili.

    Tra gli asset principali spiccano i progetti nell’ambito dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. La Fondazione gestisce cinque centri Sai (Sistema accoglienza integrata) e due Cas (Centri di accoglienza straordinaria), rappresentando sul territorio un riferimento nell’ambito dei servizi per i migranti. Negli ultimi anni la Fondazione ha progressivamente ampliato il proprio raggio di azione, direzionando energie, competenze e passione per abbracciare diversi tipi di fragilità e vulnerabilità sociali. Negli ultimi anni, in particolare, la Fondazione ha avviato progetti volti al contrasto alle povertà materiali e a favorire l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati; progetti educativi innovativi riconosciuti da autorità pubbliche e private di livello nazionale, che mirano a contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile ed a promuovere alleanze tra scuole, famiglie e territorio; programmi e iniziative di accompagnamento e formazione di ragazze/i; attività di cura e  valorizzazione del patrimonio locale, quali strumenti di emancipazione sociale e comunitaria ecc., divenendo una delle realtà di terzo settore più attive sul territorio.

    “Esprimo la mia personale soddisfazione e gratitudine . spiega monsignor La Placa – insieme a quella dell’intera Chiesa locale, per il riconoscimento che viene conferito alla Fondazione della Diocesi per l’inserimento tra i protagonisti del progetto editoriale “100 Enti • Associazioni • Cavalieri del Bene. Questo riconoscimento testimonia come, attraverso le numerose iniziative portate avanti nell’ambito dell’educazione, dell’accoglienza e del contrasto ad ogni tipo di povertà e marginalità, la Fondazione sia riuscita ad incidere concretamente nel territorio e a divenire segno tangibile e riconoscibile dell’impegno della Chiesa ragusana per la promozione umana e la realizzazione del bene comune.
    Un sentito ringraziamento, dunque, va al Presidente, Renato Meli, per la lungimiranza di visione e la capacità di guida dell’organizzazione, al CDA e a tutti i dipendenti e collaboratori, per la cura e dedizione con la quale, quotidianamente, svolgono il proprio servizio.”

    «Essere riconosciuti tra le eccellenze del Terzo Settore è per noi – conferma Renato Meli – un onore, un riconoscimento della bontà e del percorso intrapreso e un ulteriore stimolo a proseguire il nostro lavoro con cura e dedizione, nel solco dei valori che ci ispirano: solidarietà, rispetto e costruzione di una comunità inclusiva. Questo riconoscimento rappresenta una celebrazione non solo della Fondazione, ma di tutte le persone che con dedizione, passione e professionalità rendono possibili i suoi progetti, contribuendo a creare un futuro migliore per le generazioni presenti e future».

  • Giornata mondiale dei diritti dei bambini

    Giornata mondiale dei diritti dei bambini

    Il nostro impegno è attivo affinché questi diritti siano non solo parole ma effettiva realtà

    Si celebra oggi la “Giornata mondiale dei diritti dei bambini”. Il tema scelto per il 2024 dall’Unicef, “Ascolta il Futuro,” sottolinea l’importanza di un dialogo intergenerazionale. L’Unicef invita gli adulti a prestare attenzione ai desideri e alle aspirazioni dei più giovani, favorendo una partecipazione attiva nel progettare un futuro basato sul rispetto dei diritti universali.

    Nonostante i traguardi raggiunti sul fronte dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, non tutti i minorenni hanno le stesse opportunità: le disuguaglianze aumentano, con inevitabili ripercussioni sull’intera società, e c’è ancora molta strada da fare per eliminarle. Su questo tema si è espressa anche l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti sottolineando l’importanza dell’accesso uguale per tutti ai diritti. Agia ha finanziato progetti di contrasto alla dispersione scolastica uno dei quali la fondazione sta realizzando sul territorio insieme alle scuole di primo e secondo ciclo. A scuola di futuro richiama l’attenzione all’ascolto dei desideri, dei bisogni e i sogni proiettati verso il futuro dei nostri ragazzi.

    La Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa è impegnata nella tutela dei minori, tema, questo, sul quale è da sempre molto attenta e per cui negli ultimi anni ha intensificato ulteriormente il suo lavoro. Nell’ultimo anno ha infatti promosso progetti educativi “Give me five”, “RiattiviAmo il quartiere”, “Zip”, “100 stelle”, ” A scuola di futuro” e Zero to hero”. Percorsi che vogliono essere argine alla povertà educativa e promuovere l’effettiva attuazione dei diritti di ogni minore.

    “A questi importanti lavori – avverte Renato Meli, presidente della Fondazione – preme aggiungere l’attività in alcuni asili della provincia di Ragusa e il consolidato impegno per tutti i minori stranieri accolti nei progetti SAI dedicati alle famiglie di richiedenti o titolari di protezione internazionale e le tante attività ludiche che abbiamo svolto in questi ultimi anni”.

    Sono dieci i diritti fondamentali che la Convenzione dell’Onu ha deciso di sottolineare: il diritto a giocare, al cibo, alla casa, alla salute e al benessere psicofisico, all’educazione, al poter crescere in una famiglia, ad avere una nazionalità, all’uguaglianza, al potere esprimere la propria opinione e, infine, il diritto di non lavorare.

    “Si tratta – afferma Renato Meli – di aspetti che sarebbe sbagliato dare per scontati e non solo facendo riferimento alle zone povere del mondo. Spesso molti bambini vedono messi a rischio questi diritti anche in realtà apparentemente tranquille come quella in cui viviamo. Il tempo del gioco è spesso messo a rischio dalla mancanza di luoghi e tempi idonei per lo sviluppo di attività ludiche che siano sane e creative. Senza contare lo sbarramento a tutte le attività sportive che richiedono risorse economiche non a tutti disponibili. Il diritto alla casa è spesso minato dal fatto che situazioni di povertà estrema non consentono ai bambini e alle loro famiglie un abitare degno di questo nome. La salute ed il benessere risentono spesso dei problemi legati alla marginalità e povertà sociale di molti nuclei familiari. Anche l’educazione costituisce un rischio se si pensa alla crescente dispersione scolastica e al lavoro minorile sommerso, soprattutto nelle nostre zone agricole”.

    Si tratta di elementi problematici che rischiano di far perdere senso anche ai concetti di nazionalità, uguaglianza e libertà di esprimere un’opinione.

    “Se guardiamo anche i numeri – prosegue Meli – secondo i dati Istat sulla povertà, in Italia sono più di un milione e 295 mila i bambini e gli adolescenti in condizioni di povertà assoluta: il 13,8% del totale. Mentre le ragazze e i ragazzi che non riescono ad ottenere un diploma di scuole superiori sono il 10,3%. Dati allarmanti, su cui incide la condizione socioeconomica della famiglia di origine e il background migratorio, oltre alla disuguaglianza territoriale e regionale nella possibilità di fruire di servizi e di assistenza sanitaria.

    A livello globale, invece i dati Unicef indicano sei paesi in cui i diritti dei bambini vengono gravemente violati a causa di anni di conflitti: Palestina/Israele, Haiti, Siria, Sudan, Ucraina e Yemen. Alla fine dello scorso anno, circa 40 milioni di bambini in queste nazioni necessitavano di assistenza; oggi, con l’intensificarsi dei conflitti – in primis quello israelo-palestinese – questi numeri crescono in modo drammatico”.

    “Per tutte queste ragioni – conclude il presidente della Fondazione – crediamo che sia necessario ed urgente attivarsi per sviluppare percorsi concreti che diano a tutti i bambini la possibilità reale di vivere questi diritti ed esercitarli nel pieno di tutte le possibilità. Non si tratta di una semplice azione filantropica, che pure avrebbe una sua ragion d’essere, ma è in special modo un investimento sul nostro futuro. Una società che guarda con cura alle nuove generazioni è una società che costruisce dalla base il proprio benessere. Per questo motivo continueremo nel nostro impegno cercando sempre di leggere i bisogni della nostra realtà e operando affinché la “Giornata mondiale dei diritti dei bambini” possa essere motivo di riflessione ma anche di gioia per tutti i passi avanti compiuti nell’interesse del nostro stesso futuro”.

  • Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    E’ stata presentata questa mattina la seconda edizione del corso “Qualiforma, competenze per un nuovo inizio”. Il progetto voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista e realizzato in collaborazione con il Gruppo Consulting si avvale del patrocinio del Comune di Ragusa. Destinatari di questa seconda edizione saranno 25 tra gli ospiti dei progetti di accoglienza che la Fondazione gestisce per conto dei Comuni di Ragusa e Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e della Prefettura. Obiettivo è la formazione di 25 assistenti di cucina mediterranea.
    “Dopo il successo ottenuto con la prima edizione – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è stato consequenziale ripetere questo tipo di percorso mirato a fornire ai nostri ospiti strumenti pratici per imparare un mestiere e, attraverso questo, trovare un lavoro, una abitazione degna e attuare così una piena inclusione sociale. Sottolineo che i 60 corsisti della scorsa edizione hanno tutti avuto occasioni di impiego nel settore della ristorazione, uno addirittura presso un noto ristorante con stella Michelin di Ragusa, segno che il lavoro è stato fatto bene e, soprattutto, che in questa progettualità c’era una visione reale del fabbisogno delle aziende che cercano mano d’opera qualificata. Faccio mia la felice sintesi di Ferruccio De Bortoli a proposito della questione immigrazione: “Gli imprenditori vorrebbero ancora più immigrati, salvo sostenere fuori dalla loro azienda che certo una società multietnica non è desiderabile. Le famiglie hanno bisogno di colf e badanti (che sono più del doppio dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale) salvo nutrire gli stessi timori di cui sopra”.
    “Per quest’anno – spiega Ernesto Turlà, progettista del Gruppo Consulting – avvieremo il corso di assistente di cucina mediterranea avvalendoci sempre dell’ausilio di docenti qualificati e chef stellati come Enzo Candiano e Claudio Ruta, senza dimenticare l’apporto di un maestro pasticcere come Enzo Dipasquale. Il corso sarà certificato dal Cepas e comprenderà sezioni teoriche e ore di stage in azienda. E’ una formula che abbiamo sperimentato con grande successo lo scorso anno e che, dunque, ripeteremo. Le aziende del territorio che ci hanno chiesto questo tipo di progettualità sono in aumento. Oltre trenta le realtà della ristorazione iblea che hanno sottoscritto con la Fondazione e noi un protocollo di intesa. Sfatiamo l’idea che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani; sono gli imprenditori italiani che chiedono a gran voce lavoratori ben preparati e, purtroppo, faticano a trovarne”.
    “Il Comune di Ragusa – sottolinea il sindaco Giuseppe Cassì – è convinto sostenitore di questa iniziativa di grande rilevanza sociale ed economica che mette assieme ingredienti importanti per la nostra comunità: si vuole dare ai giovani che vivono nel territorio l’opportunità di apprendere un mestiere. Si dà, al contempo, ai nostri imprenditori la possibilità di qualificare la loro offerta attraverso personale qualificato”.
    All’incontro di presentazione del progetto hanno preso parte Elvira Adamo, assessore ai Servizi sociali; Catia Pasta, assessore alla Pubblica istruzione; Giorgio Massari, assessore per lo sviluppo economico e Simone Digrandi, con delega alle politiche giovanili.
    Il progetto, che partirà la prossima settimana, avrà termine il 31 dicembre e si avvale della collaborazione di Area System e Cieffe Ragusa.