Categoria: #eventi

  • Al via il Servizio civile

    Al via il Servizio civile

    Ha preso il via l’anno di Servizio civile universale per i 70 volontari in forza alla Fondazione San Giovanni Battista. Tre i progetti che vedranno impegnati i ragazzi: “Tra culto e cultura” incentrato sull’educazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale nei beni della Diocesi di Ragusa; “Marhaban” che prevede la presenza dei volontari nei centri di accoglienza per migranti gestiti dalla Fondazione e “Passo passo” rivolto al disagio giovanile e all’animazione socio-educativa nelle parrocchie.

    Un cammino fatto di esperienze dirette, ma anche di momenti specifici di formazione. I progetti prevedono un impegno di 30 ore settimanali.

    “Mi auguro – ha detto Renato Meli, presidente della Fondazione – che questo anno possa essere un tempo in cui percorrere una buona strada. Il fatto di essere stati scelti e selezionati vi deve rendere orgogliosi e responsabili del vostro ruolo. Ci aiuteremo, insieme, a crescere nel servizio che siamo chiamati ad offrire alla comunità. I nostri tre progetti sono molto diversi tra loro, ma hanno un comune denominatore che è la relazione tra le persone. Vorremmo che ognuno di voi diventasse un testimone di queste relazioni per invertire l’onda di barbarie ed indifferenza che caratterizza questi nostri tempi”.

    “Sarà un bel percorso per tutti – prosegue Renato Meli – anche quando si potranno vivere momenti di difficoltà. La storia del nostro territorio racconta di intrecci tra popoli differenti, di solidarietà verso i deboli e di rispetto per le tradizioni. La nostra cultura è fatta di amore e di mischiamenti. Vi chiediamo di proseguire lungo questa cammino sentendovi parte di questa storia”.

     

  • “Orizzonti”, al cinema per testimoniare l’accoglienza ed i diritti umani

    “Orizzonti”, al cinema per testimoniare l’accoglienza ed i diritti umani

    “Orizzonti” è il titolo della rassegna organizzata dall’Ufficio per la cultura della Diocesi di Ragusa, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia.
    Il secondo appuntamento ha previsto la proiezione del film “L’ordine delle cose” del regista Andrea Segre. Un film che affronta il tema della piaga dolorosa dei centri di detenzione libici, dove masse numerose di migranti vengono costretti a rimanere subendo ogni forma di violenza e attentato alla dignità umana. Come consueto, la proiezione ha avuto un momento introduttivo ed una riflessione finale che ha visto la partecipazione di alcuni responsabili della Fondazione San Giovanni Battista, di giovani impegnati nel Servizio civile e di migranti titolari e richiedenti protezione internazionale. Tutti, a diverso titolo, testimoni diretti dell’orrore quotidiano che rappresentano ancora oggi i centri di detenzione in Libia.
    “La nostra organizzazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – con azioni di sostegno e sensibilizzazione a livello culturale esprime il suo ruolo di testimone nel territorio. Siamo lieti di prendere parte a tutti quei momenti che intendono aumentare le opportunità d’incontro e di conoscenza reciproca. In tal modo si aiuta a smontare le paure e a far crescere lo spirito di accoglienza. È bene ribadire sempre che i migranti sono uomini, donne e bambini dalla dignità ferita, calpestata, perché nei loro paesi di provenienza non hanno potuto esercitare la libertà democratica. La culture del benessere sta portando all’indifferenza e all’insensibilità al grido altrui, non possiamo pensare che ciò non sia affare nostro”.
    “Il film di Andrea Segre – spiega Rossandra Piazzese, psicologa responsabile di progetto SPRAR – rappresenta davvero un pugno nello stomaco per chi guarda. L’interrogativo universale messo in luce dal regista è se sia giusto tentare di cambiare gli squilibri inaccettabili della società o salvaguardare egoisticamente i propri privilegi. La paura può trasformarsi in fiducia e riconoscimento reciproco. Quello che per molti di noi è solo un film questi ragazzi lo hanno vissuto realmente nei centri di detenzione libica; le torture, le percosse ricevute sono scritte nei loro corpi, i loro occhi sono spenti, e spesso la notte non riescono a dormire perché alcuni eventi vissuti nel recente passato, fanno intrusione nella loro mente”.
    “In questi anni – sottolinea Chiara Facello, responsabile per il Servizio civile della Fondazione – abbiamo conosciuto storie di numerosi richiedenti asilo e rifugiati politici, fuggiti dal loro paese perché perseguitati per motivi politici, religiosi, di etnia, di sesso e ascoltando i loro vissuti, instaurando una relazione diretta con loro abbiamo imparato a guardare i migranti con occhi nuovi, non rimanendo indifferenti al loro grido”.
    Giovanni Massari è uno dei volontari del Servizio civile universale che ha appena terminato la sua esperienza in un centro di accoglienza. “Durante quest’anno di servizio civile – spiega – mi sono reso conto che per me lavorare con i rifugiati è diventata una missione”. “L’ esperienza con la Fondazione San Giovanni Battista – gli fa eco Giulia Pluchino – mi ha dato l’opportunità di conoscere culture diverse dalla mia, e sentire questi ragazzi come miei fratelli”.
    “Conoscere Moussa, William, Lamin, Ousaindu, Babucar, Cherno – conferma Martina Sampugnaro – è stata una esperienza significativa. Per me è bello questa sera, ritrovarmi qui a vedere un film con loro, al cinema, come faccio solitamente con i miei amici; loro sono ragazzi come noi”.

  • I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    Il vento della vita ha portato da molto lontano semi che sono diventati o promettono di diventare ricchezza per il terreno che li ha accolti. Con questa certezza interiore la Scuola primaria “Mariele Ventre” di Ragusa ha deciso di dedicare una giornata di testimonianze sul tema dell’integrazione degli stranieri a Ragusa. La Fondazione San Giovanni Battista e l’Avis comunale di Ragusa hanno incontrato le classi Quarte dell’istituto per uno scambio di idee che si è trasformato in un tripudio di domande, curiosità, parole e scambi di emozioni difficili da tradurre in parole.

    Il dono gratuito del sangue da parte di persone di origine tunisina ed eritrea come senso di generosità e partecipazione è stato il primo messaggio giunto alla platea. Dunque si è passati al tema dell’accoglienza.

    Tra i testimoni, Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”. “I progetti di accoglienza della rete nazionale SPRAR – ha affermato – sono come degli alberi  dove trovano riparo persone che non hanno scelto di lasciare il proprio Paese di origine e che sono approdate in Italia lasciando le proprie origini. Noi aiutiamo loro a piantare nuove radici attraverso l’insegnamento della lingua Italiana, l’incontro con altre persone. da questo albero che è il progetto SPRAR, dunque, si esce come nuovi semi pronti a formare altre piante che possono rendere più bella anche la nostra città”.

    Il racconto del viaggio ha catturato l’attenzione dei giovanissimi studenti che hanno avuto modo di sommergere di domande Kekoi Sillah, ragazzo gambiano in Italia ormai da quasi tre anni. “Ho dovuto lasciare le mie radici – racconta Sillah – ma non ho mai pensato di tornare indietro, anche nei momenti più paurosi del mio viaggio attraverso il deserto ed il mare. oggi guardo avanti, il mio futuro è in questa città che amo e per la quale voglio essere utili. Grazie al progetto di servizio civile avrò modo di servire per ringraziare l’Italia di avermi servito”.

    “Ringraziamo la Scuola “Mariele Ventre” per questo invito – sottolinea Pinuccia Cavalieri – perché ci offre un modo per spiegare il senso del nostro lavoro. Far conoscere queste realtà a bambini di 9 anni significa davvero piantare in loro il seme della conoscenza reciproca attraverso il quale combattere la mala pianta del pregiudizio o dell’odio”.

    Al termine dell’incontro, la Fondazione ha fatto dono di alcune copie del libro di favole “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso nazionale che ha coinvolto la rete SPRAR nazionale.

     

  • Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    “Grazie di cuore ad ognuno di voi. Vi auguriamo di non perdere mai la voglia di essere ciò che siete stati per noi in quest’ultimo anno: dei ragazzi meravigliosi”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha salutato i volontari del Servizio civile universale che hanno chiuso la loro esperienza in tre differenti progetti.
    “Da domani – ha proseguito il presidente –  inizia un altro capitolo della vostra esperienza di vita. In qualunque ambito vi troverete sappiate che la Diocesi di Ragusa e la nostra Fondazione vi saranno sempre vicine con percorsi di accompagnamento al lavoro previsti dal progetto Policoro. Cercate di collaborare riconoscendo negli altri un valore e non un rivale. Non perdete quanto di buono avete imparato, custodite nel cuore tutti i piccoli doni che avete ricevuto perché sono questi, spesso, a dare sostanza alla vita”. 
    Nelle parole dei volontari si trova il senso di un percorso complesso ma anche ricco di soddisfazioni.  Parole che raccontano di gratitudine, generosità, crescita umana e professionale.
    “In questo anno – racconta Clarissa, impegnata nel progetto Tra culto e cultura – mi sono sentita parte di una grande famiglia. Credo che mi mancherò tutto di questa esperienza”. 
    “Nel corso della mio anno di servizio – aggiunge Anastasia, del progetto Passo passo – mi sono sempre sentita al posto giusto nel momento giusto della mia vita”.
    “Questa avventura – sottolinea Giovanni Massari, dal progetto  Marhaban –  ci ha dato gli strumenti adatti per essere missionari di pace e tolleranza”.
    A giorni verranno rese note le graduatorie per il nuovo bando di Servizio Civile universale.

  • La gioia del Vangelo è senza confini, la testimonianza di Tohmmy

    La gioia del Vangelo è senza confini, la testimonianza di Tohmmy

    Si è svolto venerdì 19 ottobre nella parrocchia di San Francesco a Ragusa un momento di preghiera e di riflessione missionaria sul tema “Giovani per il Vangelo”.
    Tra le tante voci che hanno arricchito la serata, anche quella di Thompson Igheridafe, per gli amici Thommy, ospite del progetto SPRAR “Famiglia amica” con sede in via Carducci.
    Questa la sua toccante testimonianza che offriamo alla vostra lettura nella speranza possa essere utile per una riflessione. Con Thommy, anche Daniel Hadone, anch’egli nigeriano ed oggi operatore presso il progetto SPRAR “Biscari”.
    “Mi chiamo Thompson, sono nigeriano , della città di Worri, ho 27 anni. Da Worri, sono andato in Benin, po a Kano, vicino il Niger; dal Niger sono andato in Libia. Il periodo trascorso in Libia è stato molto duro per me.
    Il viaggio è durato due settimane.
    Sono arrivato in Italia a Pozzallo, con una barca, due anni fa. Quando sono arrivato non avevo niente. Oggi, qui, ho trovato negli operatori del centro SPRAR di via Carducci, la mia famiglia e per questo, desidero restare qui. Io non ho piu i genitori. Attualmente lavoro presso un bar della città e ho fatto la domanda per svolgere il servizio civile in Caritas. In nigeria frequentavo la chiesa pentecostale, sono cristiano.
    oggi, a Ragusa, frequento la chiesa della “Sacra famiglia” e ho chiesto di essere battezzato e sto frequentando il catechismo e il gruppo delle cellule. Riceverò il battesimo a Pasqua. Nella chiesa della Sacra famiglia ho sentito tanta accoglienza: a luglio, per tre settimane, ho svolto il Grest con i bambini di 5 e 6 anni e con i ragazzi tra i 14 e i 15 anni (giocavamo insieme, cantavamo, ballavamo, giocavamo a calcio, siamo andati a mare tre volte). Mi piace aiutare gli altri, mi piace pregare insieme agli altri.
    Mi piacerebbe che noi, che siamo tutti cristiani, fossimo una famiglia, ci rispettassimo come persone. La vita non è facile per nessuno, ma la preghiera ci unisce e ci aiuta nelle difficoltà. E’ importante ascoltare e conoscere l’altro, per non avere pregiudizi, per aprire il proprio cuore.
    La fede per me e’ importante perché sento Dio come un padre che mi ha dato la forza di superare tanti momenti difficili (la perdita dei miei genitori, il lasciare la mia terra, la vita in libia). Ai giovani come me vorrei dire di donare il proprio tempo agli altri, di saper ascoltare le persone che arrivano da altri luoghi, di saper gioire perché la vita e’ preziosa. si, io credo nella gioia del Vangelo e nella relazione con Gesù, che considero l’amico più importante”.

  • Servizio civile universale, il 18 ottobre al via i colloqui

    Servizio civile universale, il 18 ottobre al via i colloqui

    ll 28 settembre 2018 si è chiuso il bando di servizio civile 2018: di seguito alcune utili informazioni relative ai colloqui di selezione e alle procedure selettive.
    La selezione dei progetti della Fondazione San Giovanni Battista avviene secondo le modalità previste dal “Sistema di reclutamento e selezione” accreditato presso il Dipartimento della Gioventù e del servizio civile http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it/.

    In generale, il percorso di selezione consta di un colloquio individuale di selezione. Tutti i giovani che hanno presentato domanda dovranno partecipare al colloquio.
    Si svolgerà il prossimo 18 ottobre, a partire dalle ore 9 in via Roma 109,a Ragusa il colloquio di selezione per i candidati al Servizio Civile Universale.
    La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenta al colloquio nei giorni stabiliti senza giustificato motivo, è escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.
    Riportiamo di seguito le date in cui si svolgeranno i colloqui di selezione per i progetti indicati. I giovani sono tenuti a presentarsi all’orario indicato presso la sede di via Roma 109, Ragusa.

    Calendario colloqui progetto “Passo passo”

    Calendario colloqui progetto “Marhaban”

    Calendario colloqui “Tra culto e cultura”

    In ottemperanza a quanto richiesto dal bando, la presente pubblicazione ha valore di notifica per i singoli candidati. Coloro che, pur avendo presentato domanda, non si presentano al colloquio senza giustificato motivo, sono esclusi dalla selezione.

  • Orientamento al Servizio Civile Universale

    Orientamento al Servizio Civile Universale

    Una mattinata ricca di informazioni. Una importante occasione di conoscenza e confronto. Si è svolto in un clima costruttivo l’incontro di orientamento pensato dalla Fondazione San Giovanni Battista per presentare i tre progetti di Servizio civile universale pensati in collaborazione con la Diocesi di Ragusa.
    Sono 70 i posti disponibili per altrettanti giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni all’interno dei progetti “Tra culto e cultura”, “Passo Passo” e “Marhaban”.
    “In passato – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – il servizio civile era considerato una specie di punizione per i giovani che si rifiutavano di svolgere la leva militare. Nonostante ciò costituiva per noi un modo per servire il nostro territorio attraverso strumenti pacifici. Oggi il servizio civile rappresenta una importante occasione di crescita e di consapevolezza. Un anno di impegno che può davvero cambiare la vita”.
    A spiegarne le ragioni sono i ragazzi stessi impegnati in questi percorsi già da 10 mesi. In ognuna delle testimonianze emerge la gioia di star vivendo una esperienza straordinaria”.
    Roberta è impegnata nel progetto di educazione al patrimonio artistico e culturale nei beni della Diocesi di Ragusa chiamato “Tra culto e cultura”. “Siate dei protagonisti attivi – spiega Roberta ai giovani aspiranti – e non sottovalutate i momenti formativi che vi permetteranno di conoscere meglio le vostre attitudini”.
    Giulio, rappresentante regionale del Servizio civile Universale, racconta di come il progetto “Passo passo”, rivolto al disagio giovanile e all’animazione socio-educativa, possa essere stimolante. “Provate anche voi – afferma – a sperimentare un anno che cambia la vita. Imparate ad ascoltare i bambini e sarete punti di riferimento per tante famiglie”.
    Zora ed Enrico, infine, operano al fianco delle equipe dei progetti di accoglienza SPRAR. “Il nostro compito – sottolineano è favorire l’integrazione, ma è importante dire che alla fine di questa esperienza sarà più quello che si riceve che non quello che si offre”.

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/227519124782470/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/2137196739852179/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/281066106059995/

    I progetti prevedono un impegno di 30 ore settimanali a partire da fine anno con scadenza delle domande il 28 settembre e presentazione tramite apposita modulistica a mano, via pec o raccomandata. Ai giovani verrà corrisposto un compenso di 433,88€ mensili e spettano permessi, malattie, assicurazione ed eventuali spese di trasferta.
    La selezione, che avrà luogo al termine della consegna delle domande, valuterà positivamente chi ha già una esperienza o conoscenza del settore, oltre ad una passione e un interesse per le attività di progetto.
    Ricordiamo che per informazioni è possibile rivolgersi all’info-point del Servizio Civile Universale della Fondazione in Via Ungaretti 11 o partecipare all’incontro informativo in programma il 13 settembre alle ore 10 nella sede della Fondazione in Via Roma 109 (terzo piano)

  • Concerti per organo a Sant’Agata

    Concerti per organo a Sant’Agata

    La Fondazione San Giovanni Battista promuove una serie di appuntamenti con la musica sacra per organo. Gli appuntamenti si terranno all’interno della chiesa di Sant’Agata al Giardino ibleo e vedranno protagonista il maestro Titì Appiano.

    Queste le date in cui sarà possibile assistere gratuitamente ai concerti.

    22 e 29 luglio;

    15 agosto

    9 e 16 settembre.

    I concerti avranno inizio alle ore 19.

  • Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]“Migranti e rifugiati: dalla narrazione ostile allo stile di narrazione” è il tema che farà da filo conduttore alle varie iniziative promosse da Fondazione San Giovanni Battista, Caritas Ragusa e Migrantes per celebrare ancora una volta la Giornata mondiale del Rifugiato in collaborazione con Unhcr.

    Tanti i momenti che animeranno le giornate dal 18 al 28 giugno. Le manifestazioni vivranno uno dei loro momenti più significativi, infatti, con il concerto del gruppo musicale dei Radiodervish che presenteranno a Ragusa, in anteprima nazionale, il nuovo album “Il Sangre e il Sal”.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il 27 giugno piazza Hodierna a Ragusa Ibla si colorerà così dei suoni e delle voci del gruppo italo palestinese, da vent’anni voce della multiculturalità e del dialogo. Prima del concerto verrà presentata la pubblicazione “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso letterario rivolto a tutti gli Sprar di Italia e del progetto di alternanza scuola lavoro realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista con l’Istituto “Galileo Ferraris”. La Giornata mondiale del Rifugiato è un appuntamento annuale, voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Tanti gli appuntamenti in calendario a partire dall’iniziativa “Porte aperte #WithRefugees” con gli open day che si svolgeranno nei cinque progetti Sprar gestiti dalla Fondazione da lunedì 18 a venerdì 22 giugno. Momenti di festa e condivisione per far conoscere al territorio il lavoro quotidiano dei progetti e non far dimenticare mai che dietro ogni migrante c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi sta riuscendo a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto. (Visualizza i dettagli sulla nostra pagina Facebook!)[/vc_column_text][vc_column_text]Il 28 giugno, infine, alla sala Avis di Ragusa sarà un momento dedicato al ruolo dell’informazione. Dopo i saluti del vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta e del prefetto Filippina Cocuzza, don Rosario Cavallo, direttore di Migrantes Ragusa, introdurrà le due relazioni in programma: “I mezzi di informazione di fronte ai flussi migratori” (Paolo Lambruschi, capo redattore interni del quotidiano Avvenire) e “La situazione siciliana e i nuovi scenari del Mediterraneo” (Antonella Elizabeth Basilone, coordinatrice Unhcr per la Sicilia).[/vc_column_text][vc_column_text]Le conclusioni sono affidate a Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista. L’incontro sarà moderato da Gianni Molé, segretario provinciale Assostampa Ragusa.

     

    Tutti gli eventi sono organizzati con il contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del gruppo Ergon e in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Assostampa regionale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]”Il brutto anatroccolo”, performance teatrale pensata e condotta da Michele Arezzo e Fabio Guastella in collaborazione con l’Istituto comprensivo Vann’Antò di Ragusa e la Fondazione San Giovanni Battista è andata in scena nella palestra della scuola Ecce Homo.

     

    Lo spettacolo è il frutto finale di una serie di laboratori condotti dagli artisti con alcuni studenti della Scuola primaria del plesso Ecce Homo ed i beneficiari dei progetti Sprar e Cas gestiti dalla Fondazione.

     

    Il tema della diversità, dell’accoglienza e della trasformazione sono al centro del racconto e del percorso educativo.

     

    “Siamo felici – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – di avere realizzato questo laboratorio e spettacolo teatrale in compagnia di tanti bambini. Ringraziamo l’Istituto comprensivo Vann’Antò per la disponibilità e la collaborazione e gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione di questa opera. La favola avverte con chiarezza che occorre andare oltre le apparenze. Noi cristiani sappiamo bene che il valore di ogni uomo è data dal suo essere figlio di Dio, a prescindere dalla razza, dal colore e dalle idee. E’ per noi motivo di gioia lavorare con le generazioni più giovani. E’ dalla scuola che si deve partire per testimoniare la dignità della vita”.

     

    “Ringraziamo la Fondazione – sottolinea il dirigente scolastico Rosario Pitrolo – per averci dato questa possibilità di crescita. Plaudo ad un lavoro pregevole realizzato anche grazie all’impegno delle nostre insegnanti”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]