Categoria: #traguardi

  • Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    “L’orientamento degli studenti in uscita dalla Scuola superiore non riguarda solo i ragazzi ma va vissuta come una responsabilità collettiva”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, spiega il senso del momento promosso martedì 28 aprile presso la sede centrale dell’Istituto “Vico- Umberto I – Gagliardi”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “A Scuola di Futuro”, finanziato dall’ Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza.

    “Nel contesto attuale– ricorda Renato Meli – spetta non solo alla scuola ma a tutta la comunità educante il dovere di accompagnare gli studenti in questa fase di transizione. Anche le imprese, le università, gli enti locali e del Terzo settore devono collaborare con le scuole per creare un ambiente che possa sviluppare le competenze adatte per una scelta consapevole”.

    “L’orientamento – prosegue – è una scelta di civiltà per costruire un contesto in cui ogni studente viene riconosciuto nella propria unicità, senza ridurlo ad una performance o ad un voto. L’orientamento moderno deve diventare un vero e proprio laboratorio di futuro”.

    Ed è proprio l’energia dei giovani la vera protagonista della giornata: centinaia di studenti hanno animato i corridoi e le aule dell’istituto, trasformando l’evento in un momento di partecipazione attiva ben oltre le aspettative.

    La presenza di numerosi atenei, che hanno accolto l’invito da varie parti d’Italia, ha permesso ai tanti ragazzi intervenuti di sperimentarsi in maniera concreta in attività condotte da docenti e ricercatori; varie stanze hanno permesso alle università di presentarsi in modo chiaro e concreto creando momenti di confronto e orientamento personalizzato.

    “Non esiste un solo migliore ateneo – ha sottolineato il professor Maurizio Cerruto, in collegamento dall’Università della Calabria – ma tante eccellenze distribuite in tutta la penisola”.

    “Ringrazio la Fondazione San Giovanni Battista – ha detto la professoressa Nunziata Barone, dirigente dell’istituto superiore che ha ospitato l’evento – per il notevole lavoro organizzativo. Speriamo che questa iniziativa che si attua oggi per la prima volta possa diventare una tradizione”.

  • TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    Presentato questa mattina nella sala “Gianni Molè” il progetto TAG – Territori in Ascolto per i Giovani

    “I ragazzi di oggi sono sempre più soli, esposti ai rischi dei social network e a forme di violenza che spesso li attraversano e li segnano. A noi – istituzioni, scuola, terzo settore – spetta il compito di incontrarli davvero, di ascoltarli senza filtri e di accompagnarli con responsabilità nel loro percorso di crescita”.

    Con queste parole Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ha aperto l’incontro di presentazione di TAG – Territori in Ascolto per i Giovani, un progetto integrato di prevenzione e supporto rivolto agli adolescenti tra i 14 e i 18 anni della provincia di Ragusa.

    TAG nasce da un’alleanza operativa tra il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista, l’Associazione I Tetti Colorati ETS, la Cooperativa Sociale L’Arca e l’Associazione Lauretana ODV-ETS. Il progetto è finanziato dal Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 nell’ambito dell’iniziativa nazionale Province X Giovani.

    “I giovani – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – esprimono un bisogno autentico di relazione, di comunità, di presenza. A noi adulti spetta il compito di accompagnarli, senza sostituirci, ma costruendo con loro percorsi credibili. La parola chiave, per noi, è alleanza. TAG intende rafforzarla, superando la semplice logica della rete istituzionale per generare processi duraturi, capaci di continuare anche oltre la conclusione del progetto.

    Renato Meli

    In questo senso, la scuola resta un presidio decisivo: come ricordava Piero Calamandrei, è un organo fondamentale della democrazia. E, allo stesso tempo, non possiamo dimenticare l’intuizione di Gesualdo Bufalino, secondo cui per sconfiggere davvero la mafia e l’atteggiamento mafioso servirebbe un esercito di maestri elementari.

    Per questo lavoreremo nei luoghi informali della vita quotidiana dei ragazzi, ma anche all’interno dei contesti educativi e istituzionali, perché è lì che si costruisce – giorno dopo giorno – una comunità più consapevole e responsabile”.

    Attraverso sportelli di ascolto, educativa di strada, laboratori espressivi e percorsi di cittadinanza attiva, TAG si pone l’obiettivo di raggiungere 150 destinatari diretti e 1.000 giovani del territorio, riportando il benessere emotivo e relazionale degli adolescenti al centro dell’agenda pubblica e della responsabilità comunitaria.

    All’incontro, alla presenza di rappresentanti istituzionali e del territorio, è intervenuto anche padre Roberto Asta, vicario della Diocesi di Ragusa:

    “In questo momento di crisi dell’associazionismo, è fondamentale riconoscere e sostenere il protagonismo dei giovani. Per farlo, dobbiamo incontrarli nei luoghi che abitano, ascoltarli con autenticità e camminare accanto a loro.

    La Chiesa li ha ascoltati nel corso degli anni dedicati al Sinodo, ma anche attivando progetti come questo e dando un segnale tangibile”.

    Le conclusioni della giornata di lavori sono state affidate a Gianna Dimartino, referente del progetto per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Da oggi TAG entra nel vivo, con un impegno preciso: esserci, nei luoghi e nei tempi della vita dei ragazzi.

    Non solo attività, ma presenza educativa continuativa, capace di leggere i segnali del disagio e trasformarli in percorsi concreti di crescita, relazione e responsabilità

    All’incontro hanno portato i saluti le autorità civili e militari del territorio. Erano presenti i dirigenti scolastici di alcuni istituti di istruzione superiore, referenti dell’Ufficio scolastico provinciale e docenti di varie scuole.

    la sala
  • Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Proseguono le attività del progetto con gli eventi a cura del Collettivo Ocra

    Per quattro venerdì consecutivi i laboratori d’arte animeranno il centro storico di Ragusa, proponendo ai giovani dai 14 ai 18 anni un percorso di esplorazione creativa dedicato alla lettura e alla reinterpretazione degli spazi urbani.

    Dal 21 novembre al 12 dicembre, dalle ore 17.00 alle 19.00, il Collettivo Ocra guiderà i partecipanti in attività di Urban Art pensate per stimolare un nuovo modo di osservare il quartiere, valorizzandone dettagli, identità e potenziali trasformazioni.

    Questa proposta si inserisce nel più ampio programma “Aspettando Zero to Hero”, promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista per sostenere la rinascita della comunità giovanile del centro storico attraverso linguaggi artistici diversi. Il progetto coinvolge realtà culturali radicate nel territorio e promuove un approccio educativo basato sulla partecipazione, sull’espressione creativa e sulla cura degli spazi comuni.

    I laboratori di Urban Art rappresentano una delle tappe centrali di questo percorso, poiché consentono ai giovani di sperimentare modalità artistiche che dialogano direttamente con il tessuto urbano, incoraggiando la costruzione di una relazione più profonda con i luoghi della quotidianità.

    Gli incontri offriranno ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con tecniche e strumenti dell’arte urbana, di lavorare in piccoli gruppi e di elaborare interventi che riflettano le loro visioni sulla città. L’obiettivo è favorire un processo di consapevolezza e responsabilità condivisa, in cui l’arte diventa occasione per comprendere il valore del contesto urbano e immaginare nuove forme di utilizzo, socialità e cura degli spazi pubblici.

    La partecipazione ai laboratori è gratuita e prevede un numero limitato di posti, così da garantire un ambiente di lavoro attento e qualificato. Le iscrizioni possono essere effettuate via e-mail all’indirizzo progettazione@fsgb.it o tramite WhatsApp al numero 328 917 9556.

  • “Aspettando Zero to Hero”

    “Aspettando Zero to Hero”

    Nel centro storico di Ragusa i giovani protagonisti del presente e costruttori del proprio futuro

    Il progetto, dal titolo “Aspettando Zero to Hero”, nasce con l’obiettivo di avviare un ampio processo di rinascita della comunità giovanile del centro storico di Ragusa attraverso la cultura, l’arte e la partecipazione. L’iniziativa punta a coinvolgere ragazze e ragazzi in attività artistiche, musicali e teatrali che favoriscano la socializzazione, la creatività e il senso di appartenenza, trasformando gli spazi urbani in luoghi di incontro e di espressione condivisa.

    “Aspettando Zero to Hero” si propone di offrire ai giovani non solo momenti di formazione e svago, ma vere e proprie occasioni di protagonismo, in cui poter costruire insieme nuove narrazioni di comunità. Il progetto si sviluppa grazie alla collaborazione con tre realtà culturali radicate nel territorio: L’Argent, impegnata nella sezione musicale, il Collettivo Ocra, che curerà i laboratori artistici, e Santa Briganti, responsabile delle attività teatrali.

    Il primo appuntamento è fissato per sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 con il laboratorio teatrale condotto dal regista Orazio Condorelli e promosso in collaborazione con Santa Briganti. L’iniziativa, rivolta ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, si terrà presso il Teatro della Parrocchia San Giuseppe Artigiano e offrirà un’esperienza immersiva di espressione creativa e di cura collettiva attraverso il linguaggio del teatro. (La partecipazione è gratuita, con iscrizioni aperte via mail a progettazione@fsgb.it o via WhatsApp al numero 334 8634230).

    “La Fondazione San Giovanni Battista intende proseguire un percorso educativo e comunitario che pone al centro i giovani e il valore dell’educazione. L’intento delle nostre azioni, del nostro impegno, vuol porre l’attenzione sul valore dell’educazione come bene comune, in grado di far crescere ragazzi e ragazze nella pienezza delle loro potenzialità e dei loro diritti e unire, in un’unica trama di inclusione, generazioni, territori e mondi diversi”, dichiara il presidente Renato Meli.

    La Fondazione coordinerà l’intero percorso con il supporto di un team esperto, curando la valutazione dell’impatto educativo e sociale delle attività. “Aspettando Zero to Hero” rappresenta l’inizio di un cammino condiviso per riscoprire, attraverso l’arte e la partecipazione, il valore della comunità e il potenziale dei giovani come motore di cambiamento.

  • Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Si è conclusa il 3 luglio a Ragusa la Giornata Mondiale del Rifugiato, un momento intenso di incontro, arte e comunità.

    Nei giorni 17, 18 e 19 giugno, grazie al laboratorio artistico partecipato Tutti a Tavola a cura del Collettivo Ocra ETS, i partecipanti dei progetti “Famiglia Amica”, “Vivere la vita”, “Accoglienza Casmenea” hanno dato vita a forme di arte con la voglia di stare insieme attorno a un tavolo: Stampa conviviale, dove stoviglie, forme e simboli hanno preso vita su stoffa, creando una splendida tovaglia collettiva.

    Ricamo collettivo, in cui tante mani hanno intrecciato fili e storie diverse, costruendo un’unica grande opera fatta di piccoli pezzi di vita. Giorno 3 luglio , la grande tovaglia creata insieme è diventata protagonista della Cena di comunità, un momento di vera convivialità, dove persone provenienti da luoghi e culture diverse si sono sedute fianco a fianco per condividere piatti, sorrisi e racconti.

    La serata si è conclusa con un momento musicale, a cura degli Omissis, che ha accompagnato la bellezza che nasce dall’incontro e la contaminazione tra le diversità.

    “Grazie – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – a tutti coloro che hanno partecipato, contribuito e condiviso questi giorni speciali. Abbiamo costruito insieme non solo una tovaglia, ma un pezzo di comunità più unita e consapevole”.

  • Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Il progetto “Cento stelle per crescere e sognare” regala un nuovo Patto educativo per il Distretto socio sanitario 44. 

    “Cento stelle” è, il progetto realizzato da Oxfam, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e l’associazione L’Argent in collaborazione con gli Enti locali facenti capo al Distretto 44.  Un percorso che ha raggiunto cento giovanissimi del territorio ibleo, le loro famiglie e gli Istituti scolastici coinvolgendoli in varie azioni educative. 

    Nell’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico i protagonisti di “Cento stelle” hanno presentato e sottoscritto il Patto Educativo che sarà esteso a tutte le realtà pubbliche, del Terzo settore e delle realtà formative che ne faranno richiesta. 

    “Non nascondo una certa soddisfazione – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per il percorso e il processo avviato con il progetto Cento Stelle. Un buon risultato in termini di output è non solo il Patto Educativo che stiamo sottoscrivendo con i sindaci dei Comuni del distretto 44, ma anche la gioia espressa nei volti delle ragazze e dei ragazzi, delle insegnanti e in tutti coloro che sul campo si sono spesi oltre misura per questo traguardo”.

    La sottoscrizione del Patto viene dopo lunghi e proficui mesi di lavoro che hanno coinvolto le scuole, gli studenti e le loro famiglie.

    “Per la scuola – ricorda Meli –  abbiamo promosso approcci di apprendimento esperienziale, contestualizzato e interdisciplinare. L’incontro tra scuola e comunità ha generato nuove forme di progettualità educativa, attraverso l’attivazione di laboratori urbani, percorsi civici, attività svolte in contesti informali, ove l’apprendimento si è delineato come processo co-costruito. Per gli studenti abbiamo scelto di intervenire in un quartiere con carattere di forte esclusione e fragilità favorendo un’attivazione territoriale, che in futuro può essere replicata in altri quartieri. Quello che vogliamo, nel solco della nostra Costituzione, è rimuovere veramente gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    “Cento stelle” ha coinvolto in modo innovativo ed attivo soprattutto le famiglie. 

    “Migliorare la qualità della vita dei bambini – conferma Renato Meli – vuol dire migliorare la qualità della vita delle loro famiglie, in particolare delle mamme. La nostra è una sperimentazione di welfare comunitario, che, nella prospettiva della città educante, chiama ogni attore educativo a rispondere alla domanda educativa mettendo alla prova modelli di azione pubblica capaci di realizzare nei fatti la sussidiarietà. In quest’ottica le persone che abitano i luoghi del progetto non sono destinatari, ma promotori e protagonisti dell’impegno educativo attraverso il Patto”.

    Il Patto educativo, dunque, giunge al termine di un cammino già avviato e che ha creato le condizioni per strutturare queste linee guida.

    “Oggi regaliamo alla nostra comunità – prosegue il presidente della Fondazione – un patto educativo che può rappresentare oggi uno dei volani più significativi per l’innovazione della scuola pubblica, in quanto incarna una visione dell’educazione come processo corale, intersoggettivo, istituzionalmente legittimato ma civicamente condiviso. Questi Patti educativi, infatti, si configurano come forme generative di cittadinanza attiva, attraverso cui i cittadini non soltanto partecipano, ma concorrono a produrre politiche educative pubbliche nella loro forma più matura. Ricordo, infatti, che le azioni di coesione e di comunità sono le vere promotrici dello sviluppo economico e sociale. Nei prossimi mesi, la Fondazione San Giovanni Battista sarà impegnata nell’attuazione concreta del Patto e nella sua valorizzazione insieme al comune di Ragusa e al distretto 44.  Il nostro obiettivo è di estenderne l’impatto anche attraverso nuovi progetti finanziati. Si tratta di un impegno strategico, che mira a rendere strutturale l’approccio educativo sperimentato, rafforzando la rete territoriale e offrendo nuove opportunità ai bambini, ai giovani e alle famiglie del Distretto 44”.

  • Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Dal progetto “Cento stelle” nasce il patto educativo del Distretto 44

    Martedì 10 giugno 2025, dalle 17.30 alle 19.30, all’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico di via On. Dott. Corrado Di Quattro a Ragusa sarà presentato il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44.

    Il Patto Educativo, sviluppato all’interno del Progetto “Cento Stelle” realizzato da Comune di Ragusa, Fondazione San Giovanni Battista e Oxfam Italia, è stato esteso a tutti i progetti del Distretto Socio-Sanitario 44 che richiedono questo documento, per avere Linee Guida definite e azioni chiare da avviare.

    “Il Patto sarà sottoscritto da tutti i Comuni del Distretto Socio-Sanitario 44 – spiega Elvira Adamo, assessora ai Servizi Sociali – e potrà poi essere sottoscritto anche da Istituti Scolastici e Enti del Terzo Settore che vorranno partecipare a questo importante progetto. Il 10 giugno avremo modo di conoscere i contenuti del Patto Educativo, gli ambiti di applicazione e le azioni da sviluppare. Il documento è un importante passo avanti per definire azioni concrete e strutturate, a livello locale e distrettuale, integrando gli interventi sociali con le attività delle comunità educanti”.

    “Abbiamo ritenuto fosse importante realizzare un patto educativo che avesse un respiro più ampio a livello territoriale – prosegue Catia Pasta, assessora alla Pubblica Istruzione – per costruire una rete educativa strutturata, creando una sinergia forte tra tutti gli attori e le attrici delle comunità educanti. Scuole, famiglie, Enti locali, Servizi sociali, associazioni, imprese, parrocchie ed altri ancora uniti da un obiettivo comune: superare la frammentazione degli interventi educativi promuovendo una responsabilità condivisa su temi importanti, per rispondere ai bisogni dei nostri ragazzi e riconoscersi come parte attiva del processo educativo. Non è solo la scuola che educa, ma è tutta una comunità intera”.

    “La Fondazione San Giovanni Battista – dichiara il presidente Renato Meli – ha pensato, realizzato e accompagnato il progetto Cento Stelle, un’iniziativa che ha posto al centro il contrasto alla povertà educativa attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Il Patto Educativo del Distretto Socio-Sanitario 44, che sarà presentato il 10 giugno, rappresenta uno dei risultati più significativi di questo percorso: un documento condiviso, frutto di un lavoro corale, capace di unire intenti, energie e visioni.

    Crediamo profondamente che l’educazione significa stare in una relazione autentica, legittimare le emozioni e saper ascoltarle. Questo si sperimenta solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie, terzo settore e territorio. Per riconoscersi e per ricostruire un futuro più equo per le nuove generazioni. Il Patto non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per azioni concrete e integrate, in grado di generare impatto reale nella vita di bambini, adolescenti e famiglie”.

  • Anche Ragusa celebra la Giornata nazionale di ascolto dei minori

    Anche Ragusa celebra la Giornata nazionale di ascolto dei minori

    “Silenzio e umiltà, queste le due parole più importanti per aprirci all’ascolto dei minori”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha aperto il pomeriggio dedicato appunto alla prima “Giornata nazionale di ascolto dei minori” che si è svolta a Ragusa. “I bambini e i ragazzi – ha proseguito Meli – sono portatori di sogni e di bisogni che spesso noi adulti neanche immaginiamo. Eppure comprenderli è fondamentale per capire il mondo e la società in cui viviamo. Per questo la Fondazione si spende da anni in progetti specifici per arginare la povertà sociale. Oltre alla gestione di alcuni Asili, abbiamo da poco avviato “A scuola di futuro”, un progetto contro la dispersione scolastica finanziato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Con “Sprigiona il tuo cuore” intendiamo, invece, lavorare a servizio dei figli di persone detenute. Con “Give me five”, ancora, vogliamo garantire il diritto ad un’educazione di qualità e il contrasto alla povertà sociale e discriminazione di genere. Puntiamo, dunque a costruire una comunità educante”.

    In questo spirito di apertura e collaborazione si inserisce l’organizzazione di questa giornata pensata e realizzata al Centro commerciale culturale con “Terre des Hommes”, grazie al supporto del Comune di Ragusa e capace di coinvolgere le scuole iblee e varie realtà del Terzo settore.

    “Per ascoltare i minori – ha aggiunto Valentina Gulino di Terre des Hommes – dobbiamo andare all’essenza. Spesso il loro messaggio si nasconde nel silenzio, nelle azioni. Per questo occorre mettere in atto un ascolto profondo che porti la promessa di accogliere le loro istanze e la responsabilità rispetto a ciò che abbiamo ascoltato”.

    “Per noi – sottolinea Chiara Facello della Fondazione San Giovanni Battista – era fondamentale che la giornata di oggi fosse un atto collettivo che esprimesse tutte le potenzialità del nostro territorio. È stato bello che anche imprese del mondo profit come “Delicatessen” abbiano dato il loro contributo per la buona riuscita di questo evento. Come Fondazione siamo promotori di progetti che sperimentano l’affiancamento didattico sia in aula che nelle ore pomeridiane affinché si possa rendere davvero la scuola un luogo non di esperienza ma di educazione trasformativa”.

    La prima “Giornata nazionale dell’ascolto dei minori” ha visto al mattino la partecipazione di alcune classi scolastiche impegnate in laboratori ludici pensati per focalizzare l’idea di futuro che hanno i bambini. Individuare dunque quali i loro sogni, quali le loro aspettative. 

    Nel pomeriggio, invece, due panel hanno scandagliato il tema dell’ascolto secondo varie prospettive. Ascoltare per educare, ascoltare per curare e guarire, ascoltare per comunicare e proteggere.

    Agli incontri hanno partecipato Elvira Adamo e Catia Pasta, assessori ai Servizi Sociali e alla Pubblica istruzione del Comune di Ragusa. 

  • Sprigiona il tuo cuore

    Sprigiona il tuo cuore

    Presentato il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

    Un grande sistema di rete tra enti e associazione per un progetto che riguarda il mondo delle carceri e intende sviluppare azioni di contrasto ai traumi della separazione di minori dai loro genitori in stato di detenzione.

    Si intitola “Sprigiona il tuo cuore”, il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che vede la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa tra i partner.

    Capofila del progetto è la Fondazione Val di Noto coadiuvata da una rete di enti del terzo settore quali associazione culturale “Le interferenze”, la cooperativa sociale “Il sorriso”, “Heart4Children”, la società cooperativa “L’Arcolaio” e l’impresa sociale “Passwork”.

    Sono partner del progetto le case circondariali di Siracusa e Augusta, gli uffici locali di Esecuzione penale esterna di Siracusa e Ragusa, i Comuni di Siracusa, Ragusa, Priolo e Augusta.

    Sprigiona il tuo cuore è stato presentato alla stampa questa mattina presso il Centro commerciale culturale di Ragusa.  

    “Per noi – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – questo è un progetto molto importante. Essere giunti al suo avvio è una meta che ci dà gioia, ma dobbiamo tenere a mente l’obiettivo finale di questo percorso: vogliamo e dobbiamo impegnarci per costruire un modello di buone prassi che aiuti tutte le persone coinvolte a vario titolo in un percorso di detenzione nel trovare possibilità concrete di reinserimento sociale. Per fare questo occorre sensibilizzare la comunità dove vivono i familiari dei detenuti e i detenuti stessi. È un dato positivo che oggi ci sia una rete di progetto che si mette all’opera per creare una comunità che recupera e che include tutti. Ricordo, infatti, che il tema dell’inclusione, non riguarda solo e sempre gli stranieri, ma anche nostri connazionali che vivono oggettive condizioni di difficoltà”.

    “Il progetto – spiega Gianni Saraceno, coordinatore di Sprigiona il tuo cuore – si pone l’obiettivo di promuovere l’interesse superiore del minore e del diritto alla relazione con il genitore recluso, o in misura alternativa alla detenzione, innescando processi a supporto di un cambiamento positivo connesso all’incremento delle opportunità in termini sia di tempo sia di qualità della relazione genitore-figlio, con ricadute positive sulla crescita sana del minore, sulla capacità genitoriale e sulla rete a supporto della relazione”.

    “Questo progetto – aggiunge don Giovanni Donzello della Fondazione Val di Noto – è rivolto sia ai figli dei detenuti sia gli enti coinvolti affinché si metta al centro non il reo o il reato, ma la relazione”.

    “I nostri uffici – avverte Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – hanno una attenzione particolare per le famiglie dei detenuti. È un bene che si sia creata questa collaborazione tra enti pubblici e privati per cercare di offrire opportunità a tanti minori e decostruire lo stigma che colpisce i familiari di chi sconta una pena detentiva”.

    Rosaria Ruggeri, direttrice UEPE di Ragusa conclude: “La sfida di questo progetto è di interrompere la trasmissione generazionale della povertà affettiva, educativa ed economica che tocca in sorte ai giovani figli di carcerati”.

    Durante lo svolgimento dell’intero progetto, che avrà durata triennale, si prevede la realizzazione di azioni educative quali attività privilegiate per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e spazi entro i quali sperimentare la dimensione ludica, emotiva e familiare di ogni beneficiario di progetto. Saranno attivati cantieri educativi, percorsi di risocializzazione, laboratori di Mandala, di vela e di Lego e la partecipazione alle “Feste Archimedee”. 

  • Premio Maxima Laude per la Fondazione San Giovanni Battista

    Premio Maxima Laude per la Fondazione San Giovanni Battista


    La Fondazione San Giovanni Battista ha ricevuto ieri nella sala della Protomoteca del Campidoglio il Premio Maxima Laude, il quale, alla sua undicesima edizione, si pone il compito di dare visibilità e merito a tutte le anime del Terzo Settore: associazioni, enti privati e cittadini, che operano con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e agiscono nell’interesse generale attraverso molte forme, che si basano sulla mutualità, sull’azione gratuita, sul volontariato. La Fondazione San Giovanni Battista è stata inserita tra i cento enti o associazioni “Cavalieri del Bene”, un prestigioso progetto promosso dalla casa editrice Rde. Un riconoscimento che sottolinea il valore del suo lavoro sul territorio e che dà voce e visibilità a un impegno quotidiano spesso svolto lontano dai riflettori A ritirare il premio è stato il presidente Renato Meli«Facciamo bene il bene – ha detto durante la cerimonia –  e così ognuno per la propria competenza e passione costruiamo un Italia migliore».

    Nata nel 1976 per volere della Diocesi di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista opera da quasi 50 anni nel territorio ragusano, divenendo pilastro fondamentale per la promozione e sostegno delle fasce più vulnerabili.

    Tra gli asset principali spiccano i progetti nell’ambito dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. La Fondazione gestisce cinque centri Sai (Sistema accoglienza integrata) e due Cas (Centri di accoglienza straordinaria), rappresentando sul territorio un riferimento nell’ambito dei servizi per i migranti. Negli ultimi anni la Fondazione ha progressivamente ampliato il proprio raggio di azione, direzionando energie, competenze e passione per abbracciare diversi tipi di fragilità e vulnerabilità sociali. Negli ultimi anni, in particolare, la Fondazione ha avviato progetti volti al contrasto alle povertà materiali e a favorire l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati; progetti educativi innovativi riconosciuti da autorità pubbliche e private di livello nazionale, che mirano a contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile ed a promuovere alleanze tra scuole, famiglie e territorio; programmi e iniziative di accompagnamento e formazione di ragazze/i; attività di cura e  valorizzazione del patrimonio locale, quali strumenti di emancipazione sociale e comunitaria ecc., divenendo una delle realtà di terzo settore più attive sul territorio.

    “Esprimo la mia personale soddisfazione e gratitudine . spiega monsignor La Placa – insieme a quella dell’intera Chiesa locale, per il riconoscimento che viene conferito alla Fondazione della Diocesi per l’inserimento tra i protagonisti del progetto editoriale “100 Enti • Associazioni • Cavalieri del Bene. Questo riconoscimento testimonia come, attraverso le numerose iniziative portate avanti nell’ambito dell’educazione, dell’accoglienza e del contrasto ad ogni tipo di povertà e marginalità, la Fondazione sia riuscita ad incidere concretamente nel territorio e a divenire segno tangibile e riconoscibile dell’impegno della Chiesa ragusana per la promozione umana e la realizzazione del bene comune.
    Un sentito ringraziamento, dunque, va al Presidente, Renato Meli, per la lungimiranza di visione e la capacità di guida dell’organizzazione, al CDA e a tutti i dipendenti e collaboratori, per la cura e dedizione con la quale, quotidianamente, svolgono il proprio servizio.”

    «Essere riconosciuti tra le eccellenze del Terzo Settore è per noi – conferma Renato Meli – un onore, un riconoscimento della bontà e del percorso intrapreso e un ulteriore stimolo a proseguire il nostro lavoro con cura e dedizione, nel solco dei valori che ci ispirano: solidarietà, rispetto e costruzione di una comunità inclusiva. Questo riconoscimento rappresenta una celebrazione non solo della Fondazione, ma di tutte le persone che con dedizione, passione e professionalità rendono possibili i suoi progetti, contribuendo a creare un futuro migliore per le generazioni presenti e future».