Categoria: #convenzioni

  • Ricomincio da me

    Ricomincio da me

    La Fondazione San Giovanni Battista è tra i partner del progetto “Ricomincio da me” presentato presso la Sala Giunta del Comune di Ragusa.

    Il progetto rientra nell’ambito dell’Avviso LINK! “Connettiamo i giovani al futuro”, con il contributo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della presidenza del Consiglio dei ministri e dell’Anci – fondo per le Politiche Giovanili anni 2020 – 2021.

    “Ricomincio da me” prevede diverse iniziative, eventi e laboratori rivolti soprattutto ai giovanissimi e non solo – con in programma anche delle masterclass per valorizzare e incrementare le proprie capacità e competenze – e la riqualificazione dell’Informagiovani Comunale.

    Alla Fondazione San Giovanni Battista è stata affidata la parte relativa alla ricerca sociale attraverso la somministrazione di un’intervista rivolta al target specifico del progetto.

    “In questa fase – specifica Renato Meli, presidente della Fondazione – i dati sono ancora parziali. Quello che possiamo dire è che, finora, si registra, in linea con i dati ufficiali, un calo percentuale dei giovani che non studiano e non ricercano un impiego. Occorre ribadire che è ancora presto per dare interpretazioni definitive. Di sicuro le risposte che abbiamo già ottenuto ci dicono che non necessariamente ad una maggiore povertà sociale ed economica corrisponde una situazione di inattività. È nostra intenzione non fermarci ad una indagine quantitativa, che per altro non ha seguito i criteri canonici della ricerca, ma vogliamo attraverso interviste più specifiche, toccare aspetti qualitativi che possano restituirci dati più interessanti per l’obiettivo che ci siamo posti. Senza dubbio il nostro lavoro permette al progetto di ricercare persone interessate a poter essere coinvolte nelle fasi successive del percorso”.

    Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco Peppe Cassì, gli assessori Elvira Adamo, politiche sociali, Simone Digrandi, politiche giovanili, Catia Pasta, istruzione, e i partner del progetto di cui il Comune è capofila: L’Argent A.P.S. E.T.S., Cooperativa Sociale Proxima A.r.l., Ass. ItaliaCamp, Logos Società Cooperativa.

  • Sprigiona il tuo cuore

    Sprigiona il tuo cuore

    Presentato il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

    Un grande sistema di rete tra enti e associazione per un progetto che riguarda il mondo delle carceri e intende sviluppare azioni di contrasto ai traumi della separazione di minori dai loro genitori in stato di detenzione.

    Si intitola “Sprigiona il tuo cuore”, il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che vede la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa tra i partner.

    Capofila del progetto è la Fondazione Val di Noto coadiuvata da una rete di enti del terzo settore quali associazione culturale “Le interferenze”, la cooperativa sociale “Il sorriso”, “Heart4Children”, la società cooperativa “L’Arcolaio” e l’impresa sociale “Passwork”.

    Sono partner del progetto le case circondariali di Siracusa e Augusta, gli uffici locali di Esecuzione penale esterna di Siracusa e Ragusa, i Comuni di Siracusa, Ragusa, Priolo e Augusta.

    Sprigiona il tuo cuore è stato presentato alla stampa questa mattina presso il Centro commerciale culturale di Ragusa.  

    “Per noi – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – questo è un progetto molto importante. Essere giunti al suo avvio è una meta che ci dà gioia, ma dobbiamo tenere a mente l’obiettivo finale di questo percorso: vogliamo e dobbiamo impegnarci per costruire un modello di buone prassi che aiuti tutte le persone coinvolte a vario titolo in un percorso di detenzione nel trovare possibilità concrete di reinserimento sociale. Per fare questo occorre sensibilizzare la comunità dove vivono i familiari dei detenuti e i detenuti stessi. È un dato positivo che oggi ci sia una rete di progetto che si mette all’opera per creare una comunità che recupera e che include tutti. Ricordo, infatti, che il tema dell’inclusione, non riguarda solo e sempre gli stranieri, ma anche nostri connazionali che vivono oggettive condizioni di difficoltà”.

    “Il progetto – spiega Gianni Saraceno, coordinatore di Sprigiona il tuo cuore – si pone l’obiettivo di promuovere l’interesse superiore del minore e del diritto alla relazione con il genitore recluso, o in misura alternativa alla detenzione, innescando processi a supporto di un cambiamento positivo connesso all’incremento delle opportunità in termini sia di tempo sia di qualità della relazione genitore-figlio, con ricadute positive sulla crescita sana del minore, sulla capacità genitoriale e sulla rete a supporto della relazione”.

    “Questo progetto – aggiunge don Giovanni Donzello della Fondazione Val di Noto – è rivolto sia ai figli dei detenuti sia gli enti coinvolti affinché si metta al centro non il reo o il reato, ma la relazione”.

    “I nostri uffici – avverte Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – hanno una attenzione particolare per le famiglie dei detenuti. È un bene che si sia creata questa collaborazione tra enti pubblici e privati per cercare di offrire opportunità a tanti minori e decostruire lo stigma che colpisce i familiari di chi sconta una pena detentiva”.

    Rosaria Ruggeri, direttrice UEPE di Ragusa conclude: “La sfida di questo progetto è di interrompere la trasmissione generazionale della povertà affettiva, educativa ed economica che tocca in sorte ai giovani figli di carcerati”.

    Durante lo svolgimento dell’intero progetto, che avrà durata triennale, si prevede la realizzazione di azioni educative quali attività privilegiate per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e spazi entro i quali sperimentare la dimensione ludica, emotiva e familiare di ogni beneficiario di progetto. Saranno attivati cantieri educativi, percorsi di risocializzazione, laboratori di Mandala, di vela e di Lego e la partecipazione alle “Feste Archimedee”. 

  • Attivazione Progetti PUC al Tribunale di Ragusa

    Attivazione Progetti PUC al Tribunale di Ragusa

    La Fondazione San Giovanni Battista è a fianco del Tribunale di Ragusa per la realizzazione del Progetto “Supporto alla Giustizia iblea”. Un percorso che ha due obiettivi specifici: in primo luogo concretizzare un progetto di inclusione sociale nei confronti dei beneficiari di Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro. In secondo luogo supportare il personale del Tribunale di Ragusa in merito ad alcune specifiche attività come movimentazione fascicoli, fotocopiatura atti, riordino e fascicolazione di documenti.
    “Supporto alla Giustizia iblea”, voluto dal presidente del Tribunale ibleo, è un progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Ragusa che ha come obiettivo quello di consentire una esperienza formativa ai beneficiari dell’Assegno di Inclusione o Supporto Formazione Lavoro per conoscere i meccanismi di funzionamento degli Uffici Giudiziari di Ragusa e migliorare la fruizione di alcuni servizi per gli utenti che si rivolgono al tribunale.
    “Il nostro ruolo – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – ci vede impegnati nella selezione dei beneficiari e nel supporto amministrativo e tecnico. Siamo contenti di rinnovare una collaborazione col Tribunale e con il Comune di Ragusa e con il Distretto socio-sanitario 44, che ci vede da anni in perfetta sintonia”.
    Il progetto ha la durata di 24 mesi e sarà svolto per 8 ore settimanali per ciascuna persona coinvolta ed inizia, provvisoriamente con 8 addetti.

  • Rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe

    Rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe

    E’ stata rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna) di Ragusa. Una collaborazione che prosegue già dal 2018 e che darà l’opportunità a 6 persone, che hanno commesso dei reati e quindi condannati di non scontare una pena detentiva, ma di avvalersi della sospensione e commutarla in Lavori di Pubblica Utilità o Messa alla Prova. La Fondazione offre loro l’opportunità di svolgere questo periodo presso i vari progetti in essere attraverso delle attività non retribuite, attività che diventano una restituzione in favore della collettività.
    “Come ente della Diocesi di Ragusa – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – crediamo molto nella giustizia riparativa. Da anni collaboriamo con l’Uepe di Ragusa con risultati molto positivi. Le persone che hanno svolto nelle nostre sedi il servizio non hanno mai avuto problemi di recidività. Addirittura alcune persone interessate da questo percorso abbiamo offerto delle opportunità lavorative. In questa nuova convenzione ho dato disponibilità ad ampliare a 6 il numero delle persone, ovvero due in più rispetto allo scorso anno”.
    Gli ambiti di intervento previsti dalla convenzione prevedono che queste persone vengono coinvolte nella quotidianità dei Progetti di Accoglienza (SAI e Cas); le mansioni possono spaziare dall’assistenza ai pasti, pulizia degli spazi comuni delle strutture, sistemazione e distribuzione degli alimenti, monitoraggio del magazzino, manutenzione ordinaria, decoro e cura del verde all’ interno delle strutture. Comunque fondamentale risulta essere l’aspetto relazionale, la possibilità di incontrare individui provenienti da culture diverse diventa opportunità di conoscenza, che ha dato le basi per relazioni autentiche, che alcune volte si sono trasformate in sane amicizie, ossia in opportunità di integrazione.
    “La rieducazione – prosegue Meli – è un punto di riferimento per scontare una pena alternativa alla detenzione e, soprattutto, restituire alla collettività una persona migliore e con maggiori strumenti a disposizione”.
    Dello stesso avviso la direttrice UEPE Ragusa, Rosaria Ruggieri: “Oggi rinnoviamo con la Fondazione San Giovanni Battista una esperienza solida e capace di attestare risultati significativi. Insieme cerchiamo di condividere una responsabilità civile che punta al miglioramento di tutta la rete sociale. Il compito degli UEPE è orientare e sostenere la persona in un percorso individualizzato di reinserimento sociale, che attivi e potenzi le risorse personali e coinvolga i familiari, le istituzioni e i servizi del territorio nel rispetto della dignità e dell’unicità della persona. In questo senso la Fondazione rappresenta per noi una realtà solida e competente”.
    “Ho sempre creduto – sottolinea il dottor Francesco Paolo Pitarresi, presidente del Tribunale di Ragusa – nella rieducazione dei soggetti che hanno commesso dei delitti. Spesso, interrogando qualcuno, rifletto sulla fortuna che ho avuto nel poter contare su una famiglia che mi ha permesso di studiare. Ma allo stesso tempo mi chiedo ma se fossi nato in un contesto diverso dove si fa a botte per avere un tozzo di pane dove sarei io? Forse al posto della persona che ho dinanzi? In questo senso la rieducazione è un faro dal quale partire. Non è un percorso formale, ma un cammino impegnativo per il quale la collaborazione con le realtà del terzo settore diventa fondamentale”.

  • Tirocini per l’inclusione sociale

    Tirocini per l’inclusione sociale

    La Fondazione San Giovanni Battista pubblica la Manifestazione d’interesse rivolta ad imprese, cooperative sociali, enti no profit e aziende in generale, al fine di costituire una long list di Soggetti ospitanti disponibili ad accogliere tirocinanti beneficiari di misure di sostegno alla povertà in carico ai servizi di assistenza sociale del Distretto 43 (Vittoria, Acate e Comiso).

    L’attivazione dei Tirocini per l’inclusione sociale come strumento di politica attiva del lavoro risponde ad una logica di integrazione e di rafforzamento delle competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro.

    Il mondo imprenditoriale, dei servizi, del terzo settore è chiamato in causa, per offrire un’opportunità di crescita e formazione a dei cittadini che, per vari motivi, si trovano in una condizione di difficoltà. È un’occasione di promozione e di collaborazione nel territorio e per la comunità.

    A seguire trovate l’Avviso e gli allegati A e B utili per la partecipazione.

    AVVISO-Tirocini-di-inclusione.pdf

    Allegato_A_Manifetazione-interesse.pdf

    Allegato_B_dichiarazione.pdf

  • Con il progetto “Green zone” gli immigrati ci aiutano a casa nostra

    Con il progetto “Green zone” gli immigrati ci aiutano a casa nostra

    Un progetto contro corrente che sta dimostrando quanta ricchezza possano rappresentare gli immigrati per il nostro territorio. Questo e molto altro è “Green zone”, un percorso di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa. I ragazzi, titolari o richiedenti protezione internazionale, da alcuni mesi stanno svolgendo attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado e manutenzione di strutture pubbliche.

    “La gente che ci incontrava per strada – raccontano i protagonisti di questa storia – ci faceva i complimenti. Ci stiamo sforzando per rendere migliore la vostra città e questo ci rende felici perché ci offre il modo per un aiuto reciproco. Noi siamo fieri e felici di essere in Italia”.

    “E’ chiaro – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – che noi faremo sempre la nostra parte nella speranza che progetti come questi possano moltiplicarsi. Sogniamo, anzi, che queste attività possano non più essere progetti saltuari ma modelli per la vita ordinaria. Auspichiamo e lavoriamo perché possano venire giorni in cui non sarà necessario attivare percorsi per dimostrare qualcosa a qualcuno ma si possa capire il valore dell’umanità a prescindere da razze e culture. Finché avremo la forza ci batteremo per tutelare i diritti dei più deboli, degli ultimi dei quali nessuno realmente si occupa”.

    “Questo progetto – spiega Raffaele Falconieri, dirigente del Libero Consorzio – ha una grande importanza per i risultati ottenuti e, ancor di più perché, in un momento in cui di immigrazione si parla sempre e solo in termini negativi, ci sono azioni positive e di valore che non devono passare nel silenzio. Green zone è la dimostrazione di attività che vanno nella direzione del concreta e fattiva presenza dell’immigrato nel territorio. È un ulteriore esempio di quanto virtuoso possa essere il sistema di accoglienza dello SPRAR. Ringrazio la Fondazione San Giovanni Battista per avere prontamente accolto questa nostra idea”.

    Il progetto si concluderà alla fine del 2019.

  • Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Libero Consorzio e Fondazione San Giovanni Battista promuovono un percorso di inclusione sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale

     “Green zone” è il nome del progetto di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa.

    Il dirigente del Libero Consorzio, Raffaele Falconieri e il presidente della Fondazione, Renato Meli, hanno siglato il protocollo di intesa che darà l’avvio al progetto.

    “La fondazione –  dichiara Meli – opera nel settore  dell’accoglienza da oltre 15 anni. Da tre anni proponiamo percorsi di volontariato e cittadinanza attiva per favorire processi di integrazione efficaci e stabili tra migranti e cittadini presenti sul territorio. Un modo per prevenire fenomeni di discriminazione sempre più ricorrenti. La cura del verde pubblico, la pulizia di spazi comuni sono azioni che hanno l’obiettivo di favorire la costruzione di un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti di centri di accoglienza, al servizio del territorio di riferimento”.

    “Il progetto di volontariato – conferma Falconieri – va a vantaggio della collettività, dà un segno tangibile di impegno e volontà di partecipazione delle persone accolte sul nostro territorio. Il valore di tali attività è immediatamente legato non solo all’impiego del tempo in maniera costruttiva, ma anche alla possibilità di apprendere nuove competenze”.

    “Inoltre – aggiungono i firmatari del protocollo di intesa – il prendersi cura di spazi in stato di abbandono e degrado e di persone ha importanti valenze simboliche e l’intento palese di scalfire la diffidenza e l’indifferenza che talvolta separano i due mondi, mettendo in diretta connessione le strutture di accoglienza e la città con i suoi abitanti. Infine, l’accudimento di aree locali di uso comune, costituisce concreto strumento di cittadinanza attiva e consapevole per i migranti, nonché fonte di sensibilizzazione per la cittadinanza tutta.

    Attraverso attività come quella proposta, si può contribuire a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso”.

    I volontari svolgeranno attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado (strade provinciali), manutenzione di strutture pubbliche (scuole). Potranno essere inoltre assegnati loro compiti di vigilanza e gestione delle aree di pertinenza esterne agli edifici scolastici, nonché, in presenza del personale già in servizio presso gli enti locali, potranno essere adibiti al presidio e sorveglianza degli attraversamenti pedonali in concomitanza con le fasi di accesso ed uscita dalla scuola da parte degli studenti.

    Si prevede a tal fine il coinvolgimento di migranti guidati da un coordinatore della Fondazione San Giovanni Battista e da eventuali referenti di settore designati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Tutte le attività prevedono un percorso di formazione e verranno svolte all’interno del territorio provinciale, con particolare riferimento alle città di Comiso e Ragusa.

    Saranno impiegati complessivamente 9 richiedenti o titolari di Protezione internazionale o umanitaria, residenti presso centri SPRAR “Biscari” e “Farsi Prossimo” della Fondazione San Giovanni Battista siti a Ragusa e Comiso.

    Il periodo di realizzazione delle attività va da metà ottobre a dicembre 2018 e da Febbraio a Dicembre 2019.