Categoria: #scuola

  • Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    “L’orientamento degli studenti in uscita dalla Scuola superiore non riguarda solo i ragazzi ma va vissuta come una responsabilità collettiva”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, spiega il senso del momento promosso martedì 28 aprile presso la sede centrale dell’Istituto “Vico- Umberto I – Gagliardi”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “A Scuola di Futuro”, finanziato dall’ Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza.

    “Nel contesto attuale– ricorda Renato Meli – spetta non solo alla scuola ma a tutta la comunità educante il dovere di accompagnare gli studenti in questa fase di transizione. Anche le imprese, le università, gli enti locali e del Terzo settore devono collaborare con le scuole per creare un ambiente che possa sviluppare le competenze adatte per una scelta consapevole”.

    “L’orientamento – prosegue – è una scelta di civiltà per costruire un contesto in cui ogni studente viene riconosciuto nella propria unicità, senza ridurlo ad una performance o ad un voto. L’orientamento moderno deve diventare un vero e proprio laboratorio di futuro”.

    Ed è proprio l’energia dei giovani la vera protagonista della giornata: centinaia di studenti hanno animato i corridoi e le aule dell’istituto, trasformando l’evento in un momento di partecipazione attiva ben oltre le aspettative.

    La presenza di numerosi atenei, che hanno accolto l’invito da varie parti d’Italia, ha permesso ai tanti ragazzi intervenuti di sperimentarsi in maniera concreta in attività condotte da docenti e ricercatori; varie stanze hanno permesso alle università di presentarsi in modo chiaro e concreto creando momenti di confronto e orientamento personalizzato.

    “Non esiste un solo migliore ateneo – ha sottolineato il professor Maurizio Cerruto, in collegamento dall’Università della Calabria – ma tante eccellenze distribuite in tutta la penisola”.

    “Ringrazio la Fondazione San Giovanni Battista – ha detto la professoressa Nunziata Barone, dirigente dell’istituto superiore che ha ospitato l’evento – per il notevole lavoro organizzativo. Speriamo che questa iniziativa che si attua oggi per la prima volta possa diventare una tradizione”.

  • Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Aspettando “ZERO TO HERO – FACCIAMO SPAZIO AL FUTURO”

    Proseguono le attività del progetto con gli eventi a cura del Collettivo Ocra

    Per quattro venerdì consecutivi i laboratori d’arte animeranno il centro storico di Ragusa, proponendo ai giovani dai 14 ai 18 anni un percorso di esplorazione creativa dedicato alla lettura e alla reinterpretazione degli spazi urbani.

    Dal 21 novembre al 12 dicembre, dalle ore 17.00 alle 19.00, il Collettivo Ocra guiderà i partecipanti in attività di Urban Art pensate per stimolare un nuovo modo di osservare il quartiere, valorizzandone dettagli, identità e potenziali trasformazioni.

    Questa proposta si inserisce nel più ampio programma “Aspettando Zero to Hero”, promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista per sostenere la rinascita della comunità giovanile del centro storico attraverso linguaggi artistici diversi. Il progetto coinvolge realtà culturali radicate nel territorio e promuove un approccio educativo basato sulla partecipazione, sull’espressione creativa e sulla cura degli spazi comuni.

    I laboratori di Urban Art rappresentano una delle tappe centrali di questo percorso, poiché consentono ai giovani di sperimentare modalità artistiche che dialogano direttamente con il tessuto urbano, incoraggiando la costruzione di una relazione più profonda con i luoghi della quotidianità.

    Gli incontri offriranno ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con tecniche e strumenti dell’arte urbana, di lavorare in piccoli gruppi e di elaborare interventi che riflettano le loro visioni sulla città. L’obiettivo è favorire un processo di consapevolezza e responsabilità condivisa, in cui l’arte diventa occasione per comprendere il valore del contesto urbano e immaginare nuove forme di utilizzo, socialità e cura degli spazi pubblici.

    La partecipazione ai laboratori è gratuita e prevede un numero limitato di posti, così da garantire un ambiente di lavoro attento e qualificato. Le iscrizioni possono essere effettuate via e-mail all’indirizzo progettazione@fsgb.it o tramite WhatsApp al numero 328 917 9556.

  • “Aspettando Zero to Hero”

    “Aspettando Zero to Hero”

    Nel centro storico di Ragusa i giovani protagonisti del presente e costruttori del proprio futuro

    Il progetto, dal titolo “Aspettando Zero to Hero”, nasce con l’obiettivo di avviare un ampio processo di rinascita della comunità giovanile del centro storico di Ragusa attraverso la cultura, l’arte e la partecipazione. L’iniziativa punta a coinvolgere ragazze e ragazzi in attività artistiche, musicali e teatrali che favoriscano la socializzazione, la creatività e il senso di appartenenza, trasformando gli spazi urbani in luoghi di incontro e di espressione condivisa.

    “Aspettando Zero to Hero” si propone di offrire ai giovani non solo momenti di formazione e svago, ma vere e proprie occasioni di protagonismo, in cui poter costruire insieme nuove narrazioni di comunità. Il progetto si sviluppa grazie alla collaborazione con tre realtà culturali radicate nel territorio: L’Argent, impegnata nella sezione musicale, il Collettivo Ocra, che curerà i laboratori artistici, e Santa Briganti, responsabile delle attività teatrali.

    Il primo appuntamento è fissato per sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 con il laboratorio teatrale condotto dal regista Orazio Condorelli e promosso in collaborazione con Santa Briganti. L’iniziativa, rivolta ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, si terrà presso il Teatro della Parrocchia San Giuseppe Artigiano e offrirà un’esperienza immersiva di espressione creativa e di cura collettiva attraverso il linguaggio del teatro. (La partecipazione è gratuita, con iscrizioni aperte via mail a progettazione@fsgb.it o via WhatsApp al numero 334 8634230).

    “La Fondazione San Giovanni Battista intende proseguire un percorso educativo e comunitario che pone al centro i giovani e il valore dell’educazione. L’intento delle nostre azioni, del nostro impegno, vuol porre l’attenzione sul valore dell’educazione come bene comune, in grado di far crescere ragazzi e ragazze nella pienezza delle loro potenzialità e dei loro diritti e unire, in un’unica trama di inclusione, generazioni, territori e mondi diversi”, dichiara il presidente Renato Meli.

    La Fondazione coordinerà l’intero percorso con il supporto di un team esperto, curando la valutazione dell’impatto educativo e sociale delle attività. “Aspettando Zero to Hero” rappresenta l’inizio di un cammino condiviso per riscoprire, attraverso l’arte e la partecipazione, il valore della comunità e il potenziale dei giovani come motore di cambiamento.

  • Percorsi di educazione civica

    Percorsi di educazione civica

    Il percorso di educazione civica svolto dai ragazzi di quattro classi del Liceo di Scienze umane di Ragusa approda nella sede del progetto SAI “Famiglia amica” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista.
    Dopo alcuni incontri in aula magna svolti nei mesi scorsi, guidati da esperti di dinamiche interculturali, i giovani studenti hanno avuto modo di toccare con mano la realtà di un progetto di accoglienza e inclusione che ospita nuclei familiari titolari di protezione internazionale.


    “La scorsa settimana – ricorda Renato Meli, presidente della Fondazione – abbiamo ospitato i giovani dello stesso Istituto “G. B. Vico” impegnati nell’indirizzo Linguistico. Oggi, con i ragazzi di Scienze umane, si rinnova il piacere di vedere una delle nostre strutture piena di quelli che saranno gli adulti del futuro. Ringraziamo la dirigente e le insegnanti e gli insegnanti dell’istituto Vico che si spendono e credono in progetti di educazione civica per noi fondamentali. Grazie a tutti gli studenti che hanno prodotto dei lavori di alto livello: manifesti, disegni e podcast che ci impegneremo a valorizzare. Le storie che hanno raccontato e i concetti che hanno espresso nei loro elaborati sono lo specchio della realtà. L’oggi ci racconta quale sarà lo scenario futuro della nostra società, sia per coloro che arrivano da paesi stranieri come, e soprattutto, per i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri e che la legge non considera italiani se non dopo troppi anni di residenza, 10 per norma ma nella prassi non prima di 13, se tutto va bene. Mi sembra che sia qualcosa di inaccettabile da un punto di vista del diritto ma, soprattutto, dal punto di vista etico.
    Auguro a questi giovani di essere sempre cittadini attivi, capaci di partecipare e fare partecipare alle vicende democratiche della nostra Italia”.


    Le quattro classi del liceo di Scienze umane hanno presentato una sintesi del sistema di accoglienza in Italia e un approfondimento sulla figura del mediatore culturale.


    Non è mancato il consueto momento di dolce relax con la condivisione del gelato e una consegna di vari doni che i ragazzi hanno affidato all’equipe di progetto.

  • Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Tre diversi mandala da colorare. Tre diverse classi del Liceo Linguistico “G. B. Vico – Umberto I” di Ragusa. Un progetto di educazione civica che intreccia il percorso scolastico con il cammino del progetto della rete nazionale SAI “Famiglia amica” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista. “Il rapporto di collaborazione con l’Istituto Vico – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – si rinnova di anno in anno e siamo certi arricchisca entrambe le realtà. Per noi è fondamentale aprire le porte dei nostri progetti ai giovani studenti per dar loro modo di conoscere la realtà dei migranti titolari di protezione internazionale. Per la scuola ciò rappresenta un valore aggiunto che permette a chi studia di toccare con mano un fenomeno che troppo spesso è condizionato da luoghi comuni e da informazione fuorviante”.
    I giovani delle tre classi hanno avuto il tempo di conoscere i membri dell’equipe multidisciplinare di “Famiglia amica” per poi colorare tre mandala con tema il mondo, i punti cardinali e il fiore delle emozioni.
    Motivo di grande gioia per tutti i partecipanti la presenza dei bambini che sono accolti nella struttura di via Ungaretti, storica sede del progetto.
    Come da tradizione, un momento di fresca e dolce condivisione ha permesso a tutti di assaggiare un buon gelato.
    Gli studenti hanno dedicato l’ultima parte della mattinata per realizzare delle interviste ai vari componenti dell’equipe e per consegnare dei doni alle famiglie presenti.
    “Il regalo più grande che potete fare a noi e a tutti i nostri beneficiari – ha concluso Turi La Cognata, coordinatore del progetto – è il tempo: vi invitiamo a tornare ogni qual volta lo vorrete. Per voi e per tutti i ragazzi le nostre porte saranno sempre aperte”.
    Lunedì 26 maggio saranno le classi del Liceo di Scienze Umane a venire in visita al progetto “Famiglia amica” e la festa si rinnoverà ancora una volta.

  • Conclusione del Progetto “Spazio Gioco” a Santa Croce Camerina

    Conclusione del Progetto “Spazio Gioco” a Santa Croce Camerina

    Si è concluso il primo ciclo del progetto “Spazio Gioco” per l’A.S. 2023/24! L’iniziativa attuata dal Comune di Santa Croce Camerina e gestita dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, ha permesso a15 bambini tra i 18 e i 36 mesi di partecipare quotidianamente ad un percorso di pre-scolarizzazione.

    Il progetto ha consentito ai piccoli alunni di sviluppare l’autonomia e di acquisire i prerequisiti utili per l’accesso alla scuola dell’infanzia.

    Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa iniziativa, rendendo possibile un’importante esperienza di crescita e formazione per questi “adulti di domani”.

    Un augurio speciale a tutti i piccoli partecipanti per un futuro scolastico brillante e pieno di nuove avventure e soddisfazioni!

  • Mangiare con gli occhi

    Mangiare con gli occhi

    Competenze per un nuovo inizio dedica un suo modulo formativo agli assistenti di sala e mescita

    Se mangiare è un piacere, farlo seduti a una tavola ben allestita, curata e di design può diventare una vera e propria esperienza degna di essere ricordata. Lo sanno bene e lo stanno imparando sempre meglio gli allievi del corso “Assistenti di sala e mescita” del progetto formativo “Competenze per un nuovo inizio”. I ragazzi ospiti dei progetti SAI e CAS gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista sono impegnati in questi giorni al ristorante Mizzica – Pizza & Cucina di #Ragusa per acquisire capacità ricercatissime dal mondo del lavoro.

    “Quando andiamo in un ristorante – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – sappiamo bene che il gusto non è l’unico senso coinvolto. Anche l’occhio, come si usa dire, vuole la sua parte. Attraverso il corso di formazione i ragazzi comprendono che la “mise en place” è molto più che una pratica dettata dal galateo; è piuttosto una dimensione artistica della ristorazione e in quanto tale non può essere sottovalutata o trascurata. Il servizio in sala che questi nostri ragazzi andranno a fare è un vero e proprio biglietto da visita per ogni ristorante, dunque siamo consapevoli dell’importanza di questo ruolo”.

    A far visita agli studenti anche gli assessori del Comune di Ragusa Catia Pasta e Simone Digrandi che confermano la loro vicinanza a questo speciale progetto.

    Gli studenti, guidati dal professore Giorgio Comitini e assistiti dai tutor si muovono tra i tavoli, sistemano posate e tovaglioli e si preparano ad accogliere i clienti. Prima dell’apertura, però, è tempo di servire la cena proprio ai lavoratori del “Mizzica” che dovranno subito dopo impegnarsi fino a tarda sera. Ma non è finita qui, perché i titolari del locale ibleo trovano il tempo per ricambiare la cortesia e decidono di offrire ai corsisti una serata in pizzeria per concludere degnamente la lezione. “Anche questo – conclude Renato Meli – è “Competenze per un nuovo inizio”: formazione di alto livello, scambio culturale, incontro e possibilità per far nascere nuove e belle amicizie”.

  • Sorridere per curare

    Sorridere per curare

    Grande adesione al momento formativo con Michael Christensen, il primo clown dottore della storia mondiale

    “Sorridere per curare, per curarsi, per imparare a conoscere le persone e saper leggere ciò che ci circonda. Soprattutto avere l’occasione di apprendere dai migliori professionisti della comicoterapia”.

    Queste le motivazioni che Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, porta per presentare “L’umano prima di tutto, con il naso in tasca!”, programma di formazione che si svolge in questi giorni a Ragusa. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra i clown dottori di “Ci ridiamo su”, Fondazione San Giovanni Battista e Adierre con il sostegno del Comune di Ragusa. 

    “La presenza del primo clown dottore della storia mondiale, Michael Christensen, accompagnato dal pioniere italiano della comicoterapia Rodrigo Morganti – prosegue Meli – costituisce motivo di pregio per questo momento formativo. Non a caso verranno assegnati crediti formativi agli Assistenti Sociali iscritti all’Ordine professionale. Per noi della Fondazione, inoltre, si tratta di avere la possibilità di offrire ai nostri dipendenti, assistenti sociali ed educatori, un’ottima possibilità di arricchimento professionale che, senza dubbio, ricadrà sulle persone che siamo chiamate ad aiutare ogni giorno 

    “Noi siamo dei comicoterapeuti – si presenta Fabio Firrito di “Ci ridiamo su” – che operano in sistemi complessi nei quali la terapia è sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.  Siamo mediatori di relazioni laddove queste ultime rischiano di essere assenti o problematiche, come nel caso delle corsie di un ospedale. Il nostro compito è saper differenziare e valutare il contesto, riconoscere specifici segnali e rispondere adeguatamente, creare un contatto genuino, ascoltare nel profondo, usare il potere del “gioco” come forte agente di cambiamento. Siamo grati alla Fondazione e a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita di questo progetto”. 

    “Credo sia importante -aggiunge Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – dare attenzione al benessere di chi entra in una relazione di sostegno e di ascolto. Per essere veramente di aiuto, infatti, bisogna essere capaci di superare i propri limiti. Abbiamo sostenuto questo corso di formazione perché punta soprattutto a questo”. 

    “L’esperienza che stiamo vivendo – conclude Gian Piero Saladino, direttore della Scuola per assistenti sociali di Modica – è importante per contrastare l’iper velocità dei nostri tempi che porta all’odio sociale e per arginare l’eccessivo allarmismo che connota la comunicazione odierna. Questa esperienza di formazione interprofessionale esalta l’uomo come essere capace di vedere oltre le apparenze”. 

    Il corso “L’umano prima di tutto! Con il naso in tasca” ha goduto del patrocinio del Comune di Ragusa, della convenzione con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia ed ha il supporto di diversi patrocini e sponsor privati.

  • Verso una maternità consapevole

    Verso una maternità consapevole

    Prende il via un corso di formazione per mamme straniere
    in collaborazione con l’Asp Ragusa e il Consultorio Familiare

    Non si nasce genitori, non lo si diventa in automatico con una gravidanza”. Questo il primo degli stereotipi che la dottoressa Barbara Iacono, psicologa del Consultorio familiare Asp condivide con noi. E’ il primo di una serie di incontri rivolti alle mamme ospiti dei progetti SAI “Vivere la vita” e “Famiglia amica” del Comune di Ragusa e gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista. Progetto che, appunto, accolgono nuclei mono parentali, donne singole e famiglie.
    “Siamo spesso convinti – prosegue la dottoressa – che la gravidanza possa essere immediatamente sinonimo di amore e felicità. Nonostante ci possa essere una componente biologica che spinge verso un sentimento materno, va detto che la funzione genitoriale va appresa e allenata. La famiglia, dunque, è il luogo in cui si espleta tale funzione e dove avviene un corretto accudimento emotivo”.
    Faccenda che sembra apparire più complessa per donne che non possono contare sull’appoggio dei padri e che, soprattutto, vengono da contesti sociali molto diversi dal nostro.
    “Il nostro impegno – spiega la dottoressa Iacono – non deve essere quello di trasformare il loro modo di essere, ma di capire che il sistema culturale di loro provenienza è diverso dal mio. E’ giusto non giudicare, ma è necessario far capire loro che la nostra società è differente dalla loro e che ci sono delle regole che devono essere rispettate. Il nostro impegno è inserire queste donne in un preciso contesto di appartenenza”.
    L’obiettivo del corso, condiviso da Fondazione San Giovanni Battista e ASP di Ragusa è proprio questo: mettere in campo una scienza servizievole che dica la verità e che sappia aiutare le mamme coinvolte.
    “Abbiamo notato molto spesso – spiega Angela Distefano, coordinatrice del progetto SAI Vivere la vita – che il loro modo di essere mamme è molto differente dal nostro. Si tratta molto spesso di donne molto giovani e con un vissuto drammatico alle spalle. Per questo abbiamo sentito il bisogno di creare con il Consultorio familiare questo percorso formativo. Viviamo ogni giorno situazioni in cui la maternità è posta davanti a difficoltà enormi: coniugare il tempo del lavoro con quello dell’accudimento, adeguare le modalità del prendersi cura, informare sulle normative e sui comportamenti più idonei da tenere in ogni frangente. Ci auguriamo che questo corso possa valere da utile strumento per la crescita delle nostre ragazze”.
    “Questa esperienza che prende il via oggi – conferma Renato Meli, presidente della Fondazione – è il segno di una rete territoriale che funziona e che cerca di fornire risposte ai bisogni emergenti. Siamo grati all’Asp di Ragusa per questa rinnovata collaborazione. Il nostro lavoro di operatori sociali in contesti interculturali prevede proprio la capacità di leggere i fenomeni sociali e cercare di fornire le risposte migliori a che tali fenomeni non diventino problemi ma soluzioni”.
    “Oggi c’è una forte crisi della famiglia e della genitorialità – afferma il dottor Salvatore D’Amanti, responsabile del Consultorio di Ragusa – ed il concetto stesso di famiglia sembra essere in discussione. Il tema dell’intercultura è molto attuale; basti dire che nella giornata di oggi su 4 mamme 3 provengono da paesi stranieri. Il nostro compito è quello di sostenere la genitorialità e siamo contenti di avere avviato questo percorso di formazione che rientra nei nostri obiettivi di lavoro”.

  • Raccontare il “SAI” alle scuole

    Raccontare il “SAI” alle scuole

    Si è concluso il percorso formativo con gli studenti del Liceo di scienze umane “Vico” di Ragusa

    Gli studenti di oggi sono i migliori testimoni per la società del domani. Con questa idea la Fondazione San Giovanni Battista ha accolto l’invito del Liceo di Scienza umane “Giambattista Vico” di Ragusa per tenere un ciclo di incontri dedicati al Sistema di accoglienza e integrazione (SAI).
    Incontri che si sono tenuti nell’aula magna dell’Istituto e che hanno avuto un momento di conclusione presso la sede del progetto “Famiglia Amica” del Comune di Ragusa.
    “Sono certo – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – che la scuola è un luogo privilegiato per affrontare temi importanti come l’inclusione sociale e la pace. L’esperienza di oggi ha portato questi ragazzi a toccare con mano una parte della nostra quotidianità lavorativa. Un modo per far sperimentare loro che occorre andare oltre i luoghi comuni. Sarebbe importante e direi quasi fondamentale che le insegnanti e i ragazzi, cui sono enormemente grato per la sensibilità mostrata, raccontassero l’esperienza vissuta per disinnescare facili e gratuite semplificazioni oltreché pregiudizi”.
    I docenti ed i ragazzi del “Vico” hanno portato in dono alla Fondazione due alberi che sono stati piantati nel giardino della struttura di via Ungaretti. “E’ un dono speciale per il quale siamo ulteriormente grati alla scuola – prosegue Meli – poiché riveste un valore simbolico molto importante: gli alberi con le loro radici, chiedono che si abbia cura di loro e in cambio offrono frutti importanti, proprio come avviene con le persone.

    Prendendoci cura l’uno dell’altro si diventa capaci di incontrarsi nel segno della vera amicizia”. “Sono grato anche ai miei collaboratori che hanno donato, con grande professionalità, le loro esperienze e conoscenze a questi alunni”. 
    A piantare gli alberi hanno provveduto gli studenti e gli ospiti dei progetti SAI “Vivere la vita” del Comune di Ragusa, “Biscari” e “Farsi prossimo” del Libero consorzio comunale di Ragusa. Una festa che è soprattutto un arrivederci.