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  • Pubblicato il Bando per la selezione di operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale

    Pubblicato il Bando per la selezione di operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale

    La Fondazione San Giovanni Battista presenta il programma d’intervento ‘Di-Venti In-Venti: sguardi, volti, comunità’ che include i 6 progetti per un totale di 113 posti uno dei quali in co programmazione con la Fondazione Pia Casa.

    Il 15 Dicembre 2022 il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale ha emanato il Bando volontari per la selezione di 71.550 giovani da impegnare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero.

    https://www.politichegiovanili.gov.it/media/gkmbwj2f/bando2022_firmato.pdf

    TITOLO PROGETTOSETTOREPOSTI DISPONIBILI
    C’è qualcuno che mi aspettaArea: Animazione culturale verso i Minori Settore: Educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale e dello sport24 (6 GMO)
    PedibusSettore: Assistenza  Area: Minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale18 (5 GMO)
    Comiso tra identità, cultura e innovazioneSettore: Patrimonio storico, artistico e culturale  Area di intervento: Valorizzazione storie e culture locali12 (2 GMO)
    Mano nella manoSettore: Assistenza Area di intervento: Richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ed umanitaria – minori non accompagnati15 (4 GMO)
    L’aquiloneSettore: Assistenza Area: Disabili11 (3 GMO)
    Cultura e socialeSettore: Patrimonio Storico, Artistico E Culturale Area Di Intervento: Valorizzazione storie e culture locali33 (8 GMO)

    Tutti i progetti proposti hanno una durata di 12 mesi e con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali.

    TEMPI E MODALITA’:

    La scadenza per le domande da parte dei giovani è il 10 Febbraio 2023 entro e non oltre le ore 14:00. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito del Servizio Civile. Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

    Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre essere riconosciuto dal sistema, che può avvenire in due modalità:

    1. I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero e i cittadini di Paesi extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, con un livello di sicurezza

    2. Per ulteriori informazioni sul rilascio e utilizzo dello SPID, si rimanda all’indirizzo www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.

    I cittadini appartenenti ad un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia o a Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein, che ancora non possono disporre dello SPID, e i cittadini di Paesi extra Unione Europea in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, possono accedere ai servizi della piattaforma DOL previa richiesta di apposite credenziali al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa. Attenzione: Le domande trasmesse con modalità diverse da quella indicata non saranno prese in considerazione. Non si possono presentare domande per posta, via e-mail, via fax o a mano.

    REQUISITI:

    Per l’ammissione alla selezione è richiesto al giovane il possesso dei seguenti requisiti:

    a) cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;

    b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;

    c) non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

    Non è possibile presentare domanda per più di un progetto.

    Non possono presentare domanda i giovani che:

    • appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;

    • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;

    • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del Se.

    GUIDA ALLA DOCUMENTAZIONE Di seguito il link ‘Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda On Line con la piattaforma DOL’ che contiene istruzioni utili per una corretta presentazione della domanda: https://scelgoilserviziocivile.gov.it/media/1182/nuovaguida_dol_bando2022.pdf. In alcuni progetti saranno previste riserve di posti per giovani con minori opportunità, nello specifico per giovani con difficoltà economiche. Per accedere ai posti riservati i candidati dovranno possedere lo specifico requisito economico appena citato. Per alcuni progetti sarà inoltre previsto un periodo di tutoraggio nell’ambito del servizio da svolgere.

    ORIENTAMENTO:

    Il Dipartimento ha previsto il link seguente www.scelgoilserviziocivile.gov.it  per facilitare ai giovani la ricerca del progetto più adatto a loro nel rispetto delle loro esigenze e dei loro interessi. Inserendo le voci nei campi specifici proposti si avrà una ricerca mirata del progetto al quale si è interessati; cliccando soltanto sul tasto CERCA, lasciando quindi i campi proposti liberi, si avrà una lista completa di tutti i progetti.  

    Il calendario di convocazione ai colloqui di selezione dei candidati sarà disponibile 10 giorni prima del loro inizio, pertanto si invitano i candidati a consultare il sito quotidianamente. La mancata presenza al colloquio sarà considerata rinuncia. 

    INFO E RECAPITI:
    Per qualsiasi chiarimento ci si può rivolgere all’email serviziocivile@fsgb.it  o chiamare al numero 3770965912 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00. Seguici sul nostro sito www.fsgb.it e sulla pagina facebook https://www.facebook.com/FondazioneSGB per avere maggiori informazioni.

    A brevissimo sui nostri canali tutte le informazioni sul bando, schede sintetiche e posizioni previste sui progetti della Fondazione!

  • I ragazzi di “Saper sognare Mano nella mano” incontrano il sindaco Peppe Cassì

    I ragazzi di “Saper sognare Mano nella mano” incontrano il sindaco Peppe Cassì

    Incontrare il Sindaco di Ragusa era uno dei desideri espressi dai ragazzi che frequentano il centro socio educativo “Saper sognare – Mano nella mano”. Un progetto che la Fondazione San Giovanni Battista ha ideato e realizzato in questi anni coinvolgendo minori di diverse fasce di età in percorsi di inclusione sociale, di sostegno scolastico e momenti ludici.
    L’ente comunale, dal canto suo, ha promosso e sostiene questa iniziativa volta al benessere dei minori dai 6 ai 17 anni con fondi messi a disposizione dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

    La giornata di martedì 13 dicembre rappresenta dunque un momento speciale con l’incontro tra una delegazione dei ragazzi, i loro educatori, il presidente della Fondazione Renato Meli ed il sindaco Peppe Cassì. Nell’aula consiliare i ragazzi hanno avuto modo di consegnare la loro richiesta di Natale al primo cittadino. “Vorremmo – spiegano i ragazzi presenti – che anche “Saper sognare – Mano nella mano” possa avere un proprio stand espositivo in piazza San Giovanni in occasione delle festività in corso”.
    Una richiesta che il sindaco non ha esitato ad accogliere.
    “Siamo davvero sodisfatti – racconta Renato Meli – di avere avuto modo di far incontrare il sindaco di Ragusa con i ragazzi e avergli raccontato le attività che il nostro progetto sta portando avanti con entusiasmo e competenza. I ragazzi esporranno dei loro manufatti creati a partire da un riciclo consapevole. E’ questo uno dei significati profondi del progetto: attraverso il divertimento veicolare messaggi positivi, capaci di educare e sviluppare un senso di comunità già nei più piccoli”.
    Arginare la povertà sociale, eliminare alla base i presupposti della dispersione scolastica, rendere il tempo uno scrigno di gioia e di possibilità concrete – prosegue Meli – è il lavoro che le nostre breve educatrici svolgono e del quale tanti bambini possono usufruire gratuitamente. Tra loro riscontriamo un reale senso di fraternità, unione e armonia, oltre che un crescente senso di cittadinanza attiva che non potrà che fare del bene a questa città”.

    Con emozione e gioia i ragazzi hanno infine salutato il sindaco Cassì che ha manifestato gratitudine per questo importante lavoro svolto dalla Fondazione.

    Appuntamento, dunque, il 16 dicembre in piazza San Giovanni per scoprire i regali che questi ragazzi hanno preparato per noi.

  • Il Festival dell’Abitare segna la nascita di un patto di comunità

    Il Festival dell’Abitare segna la nascita di un patto di comunità

    Terzo settore, Istituzioni, rappresentanti di categorie insieme per affrontare i problemi legati al fabbisogno abitativo

    Siglare un “patto di comunità” che preveda interventi integrati e che sappia coinvolgere tutti gli attori protagonisti. Questo l’obiettivo già raggiunto lunedì 7 nel corso del “Festival dell’abitare” promosso dall’associazione “I Tetti Colorati” e realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Open Jobs.  

    La fase finale del progetto “Inside Aut- Reti e Sentieri Verso l’integrazione” finanziato dal Fondo e Asilo Migrazione e integrazione (FAMI) ha visto riuniti in una tavola rotonda al centro commerciale culturale di via Matteotti il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ma anche rappresentanti istituzionali dell’Istituto autonomo case popolari, del Sunia, il sindacato degli inquilini e della Federazione italiana agenti immobiliari di Confcommercio.

    “La casa, il lavoro, le relazioni positive – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – sono i pilastri su cui si fonda la vita di tutti. Sono concetti cardine per ognuno, ancor più se parliamo di persone straniere e fragili. Abbiamo definito questo momento come un “festival” perché crediamo che si debbano affrontare tutte le sfaccettature legate all’abitare: parità di accesso ai diritti e ai servizi del territorio, il lavoro dignitoso e garantito, l’uguaglianza come premessa di ogni azione sociale. È chiaro che un tema così complesso si risolve e si interpreta solo in modo integrato. Per questo oggi diamo vita ad un patto di comunità tra tutte le persone qui coinvolte per prevedere ed agire con interventi non più isolati ma integrati”.

    Tante, come detto, le difficoltà del presente. Un fabbisogno abitativo privato che supera ampiamente le necessità del territorio e che svaluta il patrimonio immobiliare. Di contro, una scarsa disponibilità dei proprietari a rendere in affitto le abitazioni, ancor più se a persone in stato di difficoltà sociale o economica”.  

    “Occorre avere – prosegue Meli – una visione di ciò che è possibile fare e non perdere le occasioni che abbiamo. Dobbiamo collaborare per superare i problemi dello stato esistente e cercare alle domande sull’abitare delle risposte complete e competenti. La casa non è la sola risposta che si può dare a chi ne ha bisogno: occorre anche facilitare le relazioni e sviluppare un senso di appartenenza e di cura reciproci tra gli abitanti di una città. Sono d’accordo con il sindaco Cassi quando afferma che occorre trovare la strada giusta in tempi giusti, senza perdere tempo ma senza avere fretta. Ragusa ha tutte le carte in regola per puntare verso l’eccellenza anche in un tema delicato e difficilissimo come quello dell’abitare. Dobbiamo essere umili e dire che non esistono risposte preconfezionate e semplicistiche. Oggi iniziamo a condividere domande e percorsi che richiedono tempo e passione. Siamo molto felici di aver avviato questo percorso”.  

  • Nel segno dell’integrazione

    Nel segno dell’integrazione

    Una storia per essere davvero bella ha bisogno di almeno due protagonisti.

    Quella di Ibrahim è una bella storia perché di protagonisti ne ha qualcuno in più….

    Questo giovane affronta il viaggio dal Senegal in Italia quando ancora è minorenne; questo ragazzo alto e sorridente arriva a Lampedusa nel 2016 a soli 17 anni. Del frastuono del mare, delle voci dei suoi compagni di viaggio, dei nuovi suoni che ogni terra straniera porge a chi arriva da lontano lui non ha colto nulla. Ibrahim, infatti, è sordo dalla nascita, ma il suo problema non gli ha impedito di ascoltare le voci interiori che gli dicevano di lasciare la patria in cerca di un futuro migliore.

    Appena compiuti i 18 anni Ibrahim arriva nel progetto SAI “Farsi prossimo” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista per il Libero Consorzio comunale di Ragusa. È un progetto per richiedenti asilo “vulnerabili”, dunque specializzato nella presa in carico di persone con diverse disabilità. La Lingua dei segni è usata agevolmente, l’empatia di chi sa lavorare nel sociale colma altre eventuali difficoltà. Gli operatori del progetto, dunque, si rendono subito conto che questo ragazzo ha stoffa da vendere. È educato, si impegna, studia e vuole lavorare.

    Ed ecco che qui interviene un altro protagonista della storia: Andrea Occhipinti è il titolare di una stazione per l’autolavaggio di Ragusa. Andrea non dice di no ad una sfida che molti altri avrebbero declinato ed assume Ibrahim. Con un semplice gesto il datore di lavoro ragusano frantuma pregiudizi razziali, di appartenenza geografica e legati alla disabilità.

    Incontriamo i 2 protagonisti proprio in una pausa dal loro lavoro. “Lavoro in questo autolavaggio da 3 anni – racconta Ibrahim con i suoi segni – e sono davvero felice di questo lavoro. Andrea è bravo a comunicare nella lingua dei segni e mi trovo bene con tutti i colleghi. Anche se immaginavo l’Italia in modo diverso, oggi posso dire che sono felice di essere qui.  Vivo a Ragusa e vorrei presto fare venire con me mia moglie che ho sposato da poco. Siamo tutti e due sordi e ci vogliamo bene. Sogno di poter creare con lei una famiglia qui a Ragusa”.

    Dunque le famiglie di Ibrahim sono già almeno due oltre alla sua. La prima, infatti, è quella del progetto “Farsi prossimo”, l’altra è quella di Andrea Occhipinti, di sua moglie e dei suoi figli che hanno accolto il giovane senegalese con affetto e grande spirito di amicizia. Andrea parla di Ibrahim con l’orgoglio che un padre riserva ad un figlio.

    Racconta dei giorni trascorsi con il resto della sue famiglia, dei pranzi condivisi e dei bagni al mare.

    “Per me il problema del razzismo non ha senso – spiega Andrea – perché a mio avviso esiste solo la razza umana. Quando i ragazzi del progetto mi hanno portato Ibrahim ho accettato la sfida e credo di aver fatto la cosa giusta. Oggi ho affidato a lui la responsabilità dell’area consegna auto ai clienti. Il controllo di qualità è una sua mansione. È un ragazzo che ha almeno due marce in più e sono felice di averlo come collaboratore”.

    La sordità un problema? “Senza dubbio non è semplice – conferma Andrea – ma è stata un’opportunità che mi ha permesso di conoscere la lingua dei segni ed un mondo che merita attenzione e rispetto”.

    “Dobbiamo essere grati a imprenditori come Andrea – conclude Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché danno una concreta possibilità a questi ragazzi di integrarsi pienamente nel territorio. Un merito in più va dato perché inserire in organico una persona disabile non è facile; credere nelle sue potenzialità, farle sviluppare e custodirle è senza dubbio segno di saggezza e di testimonianza del fatto che molte barriere possono essere abbattute”. 

  • Evento conclusivo progetto Co-Efficienti

    Evento conclusivo progetto Co-Efficienti

    Co-Efficienti: l’ultimo appuntamento al Cnel venerdì 23. Diretta Facebook Con il seminario su “L’assistente sociale coordinatore di ambito delle reti per l’autonomia dei cittadini dei Paesi terzi”, in programma venerdì 23 settembre dalle 9,30 alle 13 presso il #Cnel, il progetto Co-Efficienti si avvia a conclusione.

    Nei due anni e mezzo di validità del progetto – condiviso tra CNOAS – Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, #Fnas, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche , CIR, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e la Comunità Fraternità – Le cooperative di tipo A Scs Onlus di Ospitaletto – si è cercato di centrare l’obiettivo del rafforzamento della parità di accesso ai servizi e il sostegno dell’integrazione dei migranti, realizzando un sistema operativo in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici che nelle diverse realtà territoriali concorrono all’inclusione.ℹ Sarà possibile seguire l’evento anche on line sulla pagina Facebook della Fondazione Nazionale degli #AssistentiSociali, ma i crediti formativi saranno riconosciuti soltanto ai presenti presso la Sala del Parlamentino del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, viale David Lubin 2, Roma.

  • Una storia vera

    Una storia vera

    “Quando si piantano fiori si raccolgono fiori. Se si seminano spine, spine si mieteranno. Voi mi avete permesso di essere un fiore”.

    Sono le parole di Akim, un ragazzo Afghano che molti anni fa è stato accolto in uno dei progetti SAI della provincia di Ragusa. Oggi è passato a trovare i suoi vecchi “amici” che in questo momento lavorano a Comiso, nell’equipe del progetto “Accoglienza Casmenea” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista per il Comune di Comiso.

    Una bella sorpresa per tutti gli operatori che hanno accolto Akim e la sua straripante gentilezza. Oggi lui lavora in un’azienda agricola di Acate come responsabile della custodia. Ha comprato casa a Comiso ed è serenamente integrato. Oggi è qui con noi semplicemente per dire “grazie”.

    “La visita di Akim – dice Alessandro Guastella, responsabile del progetto – a nove anni di distanza, è stata una bellissima sorpresa e il segno che il nostro lavoro ha dato buoni frutti. Spesso tra noi e i nostri ragazzi si creano legami che trascendono il tempo dell’accoglienza e si tramutano in relazioni autentiche che fanno bene a noi e a loro”.

    “Se i nostri beneficiari si ricordano di noi quando di noi non hanno più bisogno – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – allora possiamo avere la certezza di avere lavorato bene con loro e per loro. E questo ci basta per andare avanti con sempre maggiore entusiasmo”.

  • La supervisione elemento di qualità

    La supervisione elemento di qualità

    Nel lavoro delle equipe SAI un processo che aiuta a rendere tutti consapevoli del proprio lavoro e del proprio ruolo

    Il lavoro di una equipe multidisciplinare ha bisogno sempre di un sostegno esterno. La supervisione affidata allo sguardo di un professionista è la base dalla quale ripartire e grazie alla quale mettere a fuoco i punti di forza e i punti deboli del lavoro sociale. Tutti i gruppi di lavoro dei progetti SAI della Fondazione San Giovanni Battista possono da anni contare su questa supervisione. Non si tratta di controllo psicoterapeutico sullo stato di salute e non è nemmeno psicoterapia di gruppo, ma un processo che aiuta a rendere tutti consapevoli del proprio lavoro e del proprio ruolo.
    “La supervisione – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – favorisce il riconoscimento dei talenti del gruppo di lavoro e dei suoi singoli componenti. Noi teniamo molto a che questo lavoro sia svolto in modo competente per promuovere e tutelare il benessere del gruppo, le diverse professionalità messe in campo e, dunque, le persone che abbiamo in accoglienza nei nostri progetti. È importante individuare periodicamente ostacoli e barriere relazionali che potrebbero rendere difficile il raggiungimento degli obiettivi. Questa esperienza ci aiuta a crescere e a vivere al meglio la nostra vita professionale: i professionisti che abbiamo coinvolto ci aiutano a guardare la realtà con occhi diversi e sono una guida per trovare la giusta distanza emotiva in situazioni di complessità”.

  • Il gesto e la parola

    Il gesto e la parola

    Incontro con Clara Rollo, insegnante e mediatrice LIS

    Comunicare in un paese straniero è la prima e principale difficoltà che incontrano i migranti. Un ostacolo che diventa ancor più grande nel caso in cui queste persone siano sorde e, dunque, impossibilitate a sentire e interpretare il linguaggio labiale.
    Clara Rollo, dipendente della Fondazione San Giovanni Battista, è una docente ed interprete della Lingua italiana dei segni. La sua presenza garantisce ai ragazzi sordi provenienti da paesi stranieri di poter comunicare con tutti.
    “Io sono le loro orecchie e la loro voce”. Così sintetizza con efficacia il proprio ruolo Clara.
    “La LIS – spiega – non è una forma abbreviata di italiano, una mimica. La LIS è una vera e propria lingua che viaggia sul canale visivo-gestuale che consente alle persone sorde pari opportunità di accesso alla comunicazione. E’ una lingua fondamentale per tutti i sordi, e a maggior ragione per i sordi stranieri che vivono un duplice handicap: non sanno leggere il labiale italiano, non conoscono la lingua in quanto tale, non conoscono i segni italiani”.
    La Fondazione da anni si impegna per garantire ai beneficiari dei progetti della rete nazionale SAI questo servizio di mediazione ed educazione.
    “Poter contare su personale esperto nella LIS – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – vuol dire fornire uno strumento in più alle persone sorde, ma anche all’equipe del progetto. Si favorisce il dialogo e si sviluppano opportunità in più volte all’autonomia della persona. Figure come quella di Clara ci permettono di fare interloquire i ragazzi stranieri con i datori di lavoro, con i proprietari delle case in modo efficace. Nel corso degli anni abbiamo collaborato con la scuola per adulti al fine di garantire la presenza di una mediatrice durante le ore di lezione proprio per permettere a tutti di frequentare la scuola in modo pieno e proficuo”.
    Nonostante la LIS sia riconosciuta come Lingua, sono molti i passi che l’Italia deve fare per garantire ad oggi una parità di accesso ai servizi per i sordi.
    “Purtroppo – racconta Clara Rollo – sono ancora molte le difficoltà per l’accesso in Commissione dei richiedenti asilo sordi per mancanza di interpreti. Più in generale, in Italia il mondo degli udenti non è vicino a quello dei sordi. Dovrebbe crescere una cultura della lingua dei segni che metta in atto la legge che mira a consentire ad ogni realtà pubblica di avere la presenza di un interprete capace di abbattere le barriere sensoriali che hanno i sordi”.
    Pur tra varie difficoltà, le soddisfazioni non mancano. “Affetto, riconoscenza, amicizia. Queste sono le parole che mi vengono in mente pensando al mio lavoro. Sono un operatore particolare all’interno dell’equipe. I ragazzi sordi mi aspettano per comunicare i loro problemi, le loro aspirazioni e i loro bisogni. Io spero per tutti loro che il territorio possa superare quella forma di ignoranza che tende ad evitare il problema fingendo che non ci sia. Noi, nel nostro piccolo, facciamo la nostra parte”.

  • Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Si è svolto a Siracusa un seminario per fare il punto sul lavoro svolto finora

    Tra le attuali attività della Fondazione San Giovanni Battista un ruolo rilevante è quello del progetto “Coefficienti”. Il progetto Co-efficienti, condiviso tra il Cnoas, la Fnas, Il Cnr, Il Cir, la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e la Comunità Fraternità Scs Onlus di Ospitaletto ha come obiettivo il rafforzamento della parità di accesso ai servizi e il sostegno dell’integrazione dei migranti, realizzando un sistema operativo in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici che nelle diverse realtà territoriali concorrono all’inclusione.

    Si è svolto nei giorni scorsi al Castello Maniace di Siracusa un primo seminario conclusivo che ha visto al tavolo dei lavori tutti i protagonisti per un confronto sui bisogni e gli obiettivi del progetto. Tra i presenti Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista e Chiara Facello, responsabile dell’area progettazione. Entrambi hanno evidenziato il ruolo del coordinatore d’area, l’importanza della pianificazione personalizzata e la necessità di coinvolgere i Servizi Sociali pubblici, il Terzo Settore e l’intera Comunità.

    La presidente della Fondazione nazionale assistenti sociali, Silvana Mordeglia, ha introdotto i temi e accompagnato l’evento fino alla sua conclusione, constatando la piena sintonia tra la figura centrale indicata dalla modellizzazione delle pratiche di presa in carico per l’inclusione e le diverse analisi proposte dalle parti sociali.

    Renato Briante, coordinatore del progetto, ha illustrato i contenuti del piano formativo “dinamico” che permette ai coordinatori d’area di aggiungere alle competenze professionali quelle manageriali e di programmazione strategica, all’interno di una comunità professionale nazionale.

    La diffusa e responsabile presenza di una vasta platea di Assistenti Sociali dei 55 Distretti sociosanitari, il presidente di CROAS, Giuseppe Ciulla, il presidente della Fondazione Siciliana, Mariella Spoto, si fanno garanti e facilitatori di processo attraverso gli enti che rappresentano.

    Le istituzioni presenti, pubbliche e private, nazionali, regionali e locali, insieme ai Consiglieri nazionali e regionali presenti, hanno aggiunto letture diverse, ma convergenti: la Regione Siciliana, rappresentata dall’Assessore Scavone, dalla dirigente Michela Bongiorno e da Severino Richiusa (Ufficio Speciale Immigrazione), ha evidenziato la necessità di accompagnare la programmazione e la spesa; l’Assessore ai Servizi sociali di Siracusa, Concetta Carbone, ha rinnovato la piena disponibilità dei servizi a lavorare insieme. Possiamo senz’altro ribadire che la valorizzazione della comunità professionale degli assistenti sociali può diventare l’indicatore dell’efficienza e dell’efficacia delle pratiche locali a sostegno dell’autonomia delle persone vulnerabili. –

  • Diritti negli occhi

    Diritti negli occhi

    Convegno contro il caporalato a Ragusa, la Fondazione presenta il progetto “Nuove Radici”

    Il contrasto al caporalato in agricoltura e la presentazione delle azioni a sostegno dei lavoratori stranieri al centro di un interessante dibattito che si è svolto al Centro Polifunzionale Ragusa Via Napoleone Colajanni. Un incontro inserito nell’ambito del programma Su.Pr.Eme Italia” e della campagna “Diritti negli occhi” promossa dalla Regione Siciliana. Alla presenza dell’assessore regionale Antonio Scavone, con delega alle Politiche sociali e del Lavoro, l’incontro ha puntato al rispetto delle regole del lavoro e alla tutela della dignità delle persone che operano nelle nostre campagne.

    Il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Renato Meli, ha illustrato il progetto di agricoltura sociale innovativa Nuove radici, coltiviamo diritti” recentemente avviato in contrada Magnì a Ragusa.

    Così Renato Meli racconta la genesi e lo sviluppo di “Nuove radici”: “Dare un’opportunità concreta ai nostri fratelli stranieri di uscita dallo sfruttamento e farlo attivando le risorse del territorio. Queste le due direttive che ci hanno spinto a dare linfa a questo progetto di agricoltura sociale innovativa. Già nell’idea originaria abbiamo avuto la risposta del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, che ha deciso di dare in comodato d’uso alcuni terreni della Diocesi in contrada Magnì. Insieme ai nostri partner Oxfam Italia e Terre Senza Frontiere abbiamo avviato la selezione di persone che potessero iniziare un percorso di accompagnamento e formazione finalizzato all’avvio di due cooperative agricole che rappresenteranno l’esito finale positivo del progetto. La prima fase delle attività di formazione dei gruppi è stata dedicata al “Teatro di impresa”, una particolare metodologia esperienziale utile a creare il cosiddetto team building. Contiamo che da questo progetto possa innescarsi un processo virtuoso di autonomia e ricchezza condivisa”.