Tag: accoglienza

  • Welcome day per la Giornata del rifugiato

    Welcome day per la Giornata del rifugiato

    Oggi la nostra grande famiglia si è ritrovata per il “Welcome day” al CAS di Borgo la Croce, per vivere un momento speciale di convivialità tra colleghi e persone che siamo chiamati a servire quotidianamente.
    “Il cuore non ha colore” e “la bellezza del mondo sta nella diversità” – dice Renato Meli.
    Due modi per tratteggiare gli eventi della Fondazione in occasione della Giornata del Rifugiato 2024.
    “Posso solo ringraziare – continua Renato Meli – perché finalmente la nostra famiglia si è riunita dopo un lungo percorso di lavoro, di amalgama, di condivisione.
    Persone che arrivano da ogni parte del mondo vengono accolte come nostri concittadini. L’abnegazione e la professionalità di tutti i miei collaboratori sono il fiore all’occhiello della Fondazione.
    Tutto concorre a realizzare i progetti che costano fatica ma ripagano sempre il nostro impegno”.
    La giornata di oggi, inoltre, ha avuto un senso particolare perché è coincisa nello spazio e nel tempo con il congedo dei giovani del Servizio Civile Universale, anch’essi coinvolti nella festa di Borgo la croce. “Nelle loro parole – prosegue il presidente – abbiamo trovato il senso di una certa gratitudine per questa esperienza di servizio ai più deboli. Per le ragazze e i ragazzi è stato un anno che ha donato loro la possibilità di crescere sia umanamente che professionalmente.
    È stato bello che abbiano lasciato una lettera ai loro colleghi che inizieranno domani la loro stessa esperienza”.

  • Una storia vera

    Una storia vera

    “Quando si piantano fiori si raccolgono fiori. Se si seminano spine, spine si mieteranno. Voi mi avete permesso di essere un fiore”.

    Sono le parole di Akim, un ragazzo Afghano che molti anni fa è stato accolto in uno dei progetti SAI della provincia di Ragusa. Oggi è passato a trovare i suoi vecchi “amici” che in questo momento lavorano a Comiso, nell’equipe del progetto “Accoglienza Casmenea” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista per il Comune di Comiso.

    Una bella sorpresa per tutti gli operatori che hanno accolto Akim e la sua straripante gentilezza. Oggi lui lavora in un’azienda agricola di Acate come responsabile della custodia. Ha comprato casa a Comiso ed è serenamente integrato. Oggi è qui con noi semplicemente per dire “grazie”.

    “La visita di Akim – dice Alessandro Guastella, responsabile del progetto – a nove anni di distanza, è stata una bellissima sorpresa e il segno che il nostro lavoro ha dato buoni frutti. Spesso tra noi e i nostri ragazzi si creano legami che trascendono il tempo dell’accoglienza e si tramutano in relazioni autentiche che fanno bene a noi e a loro”.

    “Se i nostri beneficiari si ricordano di noi quando di noi non hanno più bisogno – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – allora possiamo avere la certezza di avere lavorato bene con loro e per loro. E questo ci basta per andare avanti con sempre maggiore entusiasmo”.

  • Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    I beneficiari del progetto SAI “Biscari” in visita al maniero ottocentesco

    Essere parte di un progetto territoriale della rete SAI vuol dire soprattutto conoscere il luogo in cui ci si trova. Per questo il progetto “Biscari” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ha organizzato una gita al Castello di Donnafugata.

    Luogo di indubbio fascino e di storia, il Castello è stato meta di una escursione con i ragazzi. “Durante le lezioni di Italiano – spiega Turi La Cognata, responsabile del progetto – abbiamo svolto un percorso preparatorio per descrivere cosa avremmo visto. Il nostro obiettivo, ovviamente, è quello di favorire la conoscenza del nostro territorio anche attraverso i beni culturali che qui sono presenti”.

    Il maniero, storica dimora ottocentesca, ospita un Museo del Costume. “Per i ragazzi – afferma @Barbara Criscione , assistente sociale – è stato davvero curioso confrontarsi con gli abiti storici. Giovani bengalesi, maliani, tunisini e libici Hanno mostrato un grande interesse per la storia di questi costumi e per i vari modelli esposti”.

    Il grande giardino del Castello ospita un intricato labirinto delimitato da muri. “A un certo punto del percorso – spiegano Turi e Barbara – si sono invertiti i ruoli: noi ci siamo persi e i ragazzi più intraprendenti si sono arrampicati sui muri per indicarci la strada d’uscita. E’ stata davvero una bella lezione di fiducia reciproca, oltre che un momento molto divertente”.

    “E’ davvero importante – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – qualificare il tempo libero dei nostri beneficiari. Farlo attraverso la scoperta delle nostre ricchezze ha un grande valore: incoraggia questi ragazzi a rispettare i nostri luoghi e contribuisce a far amare loro il territorio dove vivono. Presupposti necessari per pensare un futuro di vita e di lavoro”.

  • “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    Dal 10 al 23 giugno cinque giornate di incontri e il recital dedicato a Giorgio La Pira

    *Welcome day*, questo il titolo delle giornate pensate dalla Fondazione San Giovanni Battista in occasione di giugno, mese dedicato ai Rifugiati. “Abbiamo deciso di chiamare “Welcome day” queste giornate speciali – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per dire che i luoghi dove operiamo sono sempre aperti alla comunità e che, in un giorno speciale, invitiamo e diamo il benvenuto agli ospiti che verranno a casa nostra, nelle nostre strutture di accoglienza e integrazione. Siamo lieti di avere coinvolto, scuole, ragazzi, istituzioni e, soprattutto, le persone per le quali lavoriamo ogni giorno con impegno e passione”.

    Si comincia domani, 10 giugno alle ore 8, con una festa di fine anno scolastico presso il progetto SAI “Famiglia Amica” con la partecipazione di una classe III della scuola “Schininà” nella quale studiano 2 ragazze provenienti dall’Ucraina. Previsti momenti di musica e un rinfresco offerto a tutti i partecipanti.

    “Il futuro è nelle mie, nelle tue e nelle nostre mani” è tema del secondo appuntamento di giorno 17 giugno al CAS “Borgo la croce”. Dalle ore 11 alle 15 con aperitivo multi etnico, laboratorio artistico e torneo di ping pong.

    Giorno 20 giugno il progetto “Accoglienza Casmenea” a Comiso dà appuntamento alle 18 presso la sede di via Giovanni Pascoli, 54. Obiettivo della giornata è creare un momento di scambio esperienziale tra datori di lavoro e dipendenti e far visitare la struttura.

    I progetti SAI “Farsi prossimo” e “Biscari” con sede in via Carducci, 214 celebrano il “Welcome day” il 21 giugno con “I colori dell’accoglienza” dalle 17 alle 20. All’ingresso viene ospitata una esposizione dedicata al ventennale della rete nazionale di accoglienza integrata. Nel corso del pomeriggio, si tiene un laboratorio di braccialetti, un torneo ping pong e, in chiusura, una aperitivo da condividere con tutti i partecipanti.

    Il 23 giugno, infine, sarà la volta di un momento di riflessione musicale su una grande figura storica politica: Giorgio La Pira, non a caso definito un profeta del mediterraneo. Ad omaggiarlo sarà Rino Farruggio, sacerdote, cantante ed autore, che presenterà il suo nuovo album “Giorgio La Pira mi abita il futuro”. Per la realizzazione di quest’opera Rino Farruggio si è avvalso degli arrangiamenti del Maestro Pericle Odierna, noto compositore di colonne sonore cinematografiche”. Il concerto, a partire dalle ore 21, si svolge all’interno del Giardino del Vescovado in via Roma 109 a Ragusa.

    Gli appuntamenti sono aperti a tutti con ingresso libero.

  • Una tenda ancora più bella nel segno dell’accoglienza

    Una tenda ancora più bella nel segno dell’accoglienza

    Il nostro regalo di Natale per Ragusa quest’anno è la Tenda dell’accoglienza. Come promesso, abbiamo riposizionato la tenda nel ponte Vecchio come simbolo di un luogo che sa accogliere chi viene da ogni dove. Un luogo che sa ospitare senza lasciare fuori chi ha bisogno di un riparo. Un gesto necessario dopo l’episodio che aveva visto degli ignoti dar fuoco alla tenda. “Ma noi non ci siamo arresi – racconta Reato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – e siamo tornati in occasione delle festività Natalizie con una Tenda ancora più bella, grande e colorata. capace di contenere il cuore nostro, della nostra città e di quanti, dal mondo lontano e vicino, vengono qui in cerca di futuro. Questa tenda ha un grande valore simbolico: i tanti pezzi di stoffa che la compongono raccontano tante storie e, soprattutto, ci dicono che insieme si possono superare le difficoltà e raggiungere traguardi importanti”.

    Alla realizzazione del lungo drappo hanno contribuito gli ospiti dei centri SAI e CAS della provincia di Ragusa, ma anche realtà che contribuiscono a creare una rete solidale.

    “In questi colori, in questi frammenti – conclude il presidente – ci siamo tutti noi insieme a coloro che ci aiutano a rendere questa città e questa provincia una comunità sempre più umana, sempre più solidale e fraterna”.

  • La tenda dell’Accoglienza

    La tenda dell’Accoglienza

    A Natale tornerà più grande e più colorata che mai

    Questo video racconta un’esperienza che ci ha segnati nel profondo. La tenda dell’accoglienza è stata creata dai ragazzi e dagli operatori dei nostri centri SAI e CAS. Ha trovato posto dal 20 al 25 settembre tra piazza San Giovanni ed il Ponte Vecchio a Ragusa. Ha testimoniato il nostro lavoro quotidiano, la voglia di tutti noi di creare un luogo di protezione e di integrazione. Un luogo colorato e felice.

    Qualcuno ha provato a spegnere questi colori dando fuoco alla nostra tenda… ma noi non ci arrendiamo e torneremo per le festività Natalizie con una Tenda ancora più bella, grande e colorata. Dovrà contenere il cuore nostro, della nostra città e di quanti, dal mondo lontano e vicino, vengono qui in cerca di futuro.

    Presto tutti i dettagli… intanto buona visione

    https://www.youtube.com/channel/UC_FsUgUdgLmCJK6C7nlFF6Q

  • La legge regionale “Accoglienza e Inclusione” in Sicilia

    La legge regionale “Accoglienza e Inclusione” in Sicilia

    Renato Meli: “Il nostro auspicio è quello di creare, soprattutto nei giovani, una coscienza critica capace di comprendere il fenomeno delle migrazioni”

    Si è tenuto venerdì 1 ottobre presso l’Auditorium I.T.G. Gagliardi a Ragusa il convegno “In Sicilia Italiani e migranti una cosa sola: Il percorso di costruzione del DDL inclusione”. Si è parlato del processo che ha portato, lo scorso 20 Luglio 2021, all’approvazione della legge regionale Accoglienza e Inclusione in Sicilia, e dei suoi contenuti innovativi. Una legge di civiltà, un percorso per creare una società più solidale.

    L’appuntamento si è svolto all’interno delle manifestazioni per la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR 2021) organizzate dalla Fondazione San Giovanni Battista.
    Hanno preso parte all’incontro Giacomo Anastasi, del Centro mediterraneo “La Pira”, Alfio Foti, coordinatore della rete “Isola che c’è” e, in collegamento da Catania, Marianna Nicolosi, della medesima rete e referente del presidio partecipativo “Patto del Simeto”.
    “Quando si parla di migrazioni – ha esordito Renato Meli, presidente della Fondazione – è bene sottolineare che si parla anche di noi, del nostro essere uomini in movimento. Parliamo di un tema che non deve essere strumentalizzato dalle fazioni politiche. Il nostro auspicio è quello di creare, soprattutto nei giovani, una coscienza critica capace di comprendere il fenomeno delle migrazioni. Oggi parliamo di una legge regionale che nasce grazie all’iniziativa popolare della rete “Isola che c’è” che dimostra come la comunità, attraverso il suo impegno, può riuscire a incidere nella tutela dei diritti fondamentali”.
    “La realtà dei fatti – spiega Giacomo Anastasi – spesso è del tutto difforme dalla percezione che abbiamo dei fatti stessi. Troppo spesso si parla del fenomeno migratorio attraverso la lente dell’emergenza, dell’invasione e del pericolo. I dati numerici dicono tutt’altro. Le migrazioni ci riguardano e ci toccano da vicino perché hanno a che fare con il farsi ed il disfarsi di una comunità. Il modo in cui una società reagisce al tema dell’accoglienza è un fatto strutturale, essere solidali vuol dire, appunto, essere solidi, dunque mantenere viva la capacità di esistere”.
    “E’ fondamentale – aggiunge Marianna Nicolosi – che tutti, specie i più giovani, si impegnino per migliorare la propria comunità. Possiamo determinare le politiche della nostra terra anche su tematiche politicamente divisive cercando soluzioni concrete. Noi della rete “Isola che c’è” abbiamo ottenuto l’approvazione di una legge dopo due anni di lavoro”.
    “Il metodo attraverso il quale siamo arrivati all’approvazione della Legge sull’immigrazione – ricorda Alfio Foti – dimostra che è possibile, anche in una realtà complessa come la Sicilia, lavorare con le istituzioni pur rimanendone fuori. Abbiamo ottenuto, attraverso un dialogo aperto, che si realizzasse una normativa capace di recuperare la reale vocazione del nostro popolo: siamo noi stessi un incrocio di razze, siamo noi stessi il frutto di innumerevoli migrazioni. Siamo figli di un sincretismo culturale che ci impone di costruire insieme sentieri di umanità”.
    Il convegno avrebbe dovuto essere l’ultimo dei vari appuntamenti previsti dal calendario promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista. Tuttavia, dall’esecrabile gesto che ha visto dare alle fiamme la Tenda dell’accoglienza posta sul ponte Vecchio di Ragusa quale simbolo di accoglienza, è nata l’esigenza di un nuovo momento di incontro. “La tenda dell’Accoglienza – conferma Renato Meli – tornerà ad essere ritessuta grazie al rinnovato impegno dei nostri progetti della rete SAI e CCA e, soprattutto, grazie alla partecipazione delle tante persone della provincia di Ragusa che hanno voluto testimoniare come un singolo atto di inciviltà non possa arrestare l’umanità della nostra gente. Siamo grati alle tante persone, istituzioni e colleghi che ci hanno manifestato una vicinanza concreta”.

    Al seguente link è possibile rivedere il convegno:

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/245468740846111

  • I camminatori dell’Antica trasversale sicula a Canicarao

    I camminatori dell’Antica trasversale sicula a Canicarao

    Il progetto SIPROIMI “Accoglienza Casmenea” del Comune di Comiso gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista ha avuto l’onore di ospitare i camminatori dell’Antica Trasversale Sicula.
    L’Antica Trasversale Sicula unisce 8 province, 55 comuni, 6 parchi archeologici, 47 siti di interesse storico-archeologico-monumentale e 7 riserve naturali.
    Il tracciato ricco di storia, ripercorre le origini della Sicilia, che collegava i principali centri antichi della stessa. Il Cammino, lungo oltre 600 chilometri, è stato recuperato in base agli studi degli archeologi Giovanni Uggeri e Biagio Pace che hanno individuato un reticolo di Trasversali Sicule del periodo greco, che collegavano Camarina alle principali città greche, indigene e puniche della Sicilia orientale e occidentale, lungo il quale sono passati sale, grano, olio, vino, miele e zolfo, uomini e idee.
    La carovana è partita da Mozia, in provincia di Trapani e ha fatto tappa nel 42 giorno presso “Palazzo Trigona di Canicarao” sede del progetto “Accoglienza casmenea”.
    “La tenuta di Canicarao – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – rappresenta un posto dal quale è passata tanta e differente storia. Oggi siamo felici che possa ancora essere luogo crocevia di esperienza differenti tra loro ma accomunate dal destino che è proprio del viandante, di colui che cerca, in cammino, il proprio senso della vita. Lavoriamo sempre seguendo l’idea che le porte dei nostri progetti Siproimi debbano sempre essere spalancate a tutti affinché si sappia e si faccia sapere che la buona accoglienza rappresenta un valore per tutti ed un’occasione di crescita per coloro che la sanno cogliere”.
    “All’arrivo – racconta Alessandro Guastella, responsabile del progetto Accoglienza Casmenea – i viaggiatori sono stati accolti dall’equipe di progetto, dai volontari di Servizio civile universale e dagli ospiti presenti in struttura. È stato bello avere avuta l’occasione di vivere un momento di conoscenza e di condivisione delle reciproche esperienze e di testimonianze di vita. I viaggiatori si sono mostrati incuriositi delle attività che svolgono all’interno del sistema SIPROIMI e i nostri beneficiari hanno appreso dai camminatori un pezzo della storia della Sicilia, crogiuolo di popoli e di relazioni. L’impegno è quello di rinnovare l’ospitalità al fine di poter tracciare nuove strade verso una vera integrazione”.

  • La buona accoglienza ha un futuro

    La buona accoglienza ha un futuro

    Il decreto verrà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma è già possibile avere un quadro sul futuro del sistema SIPROIMi (ex SPRAR).

    «La buona accoglienza ha un futuro ed un futuro hanno anche i tanti professionisti che quotidianamente lavorano nel difficile compito di integrare i migranti titolari di protezione internazionale e sussidiaria».

    Con queste Renato Meli accoglie lo schema di decreto del Ministro dell’Interno,  e approvato giorno 7 novembre dalla Conferenza unificata.

    Il decreto, dopo che sarà passato dalla Corte dei Conti, verrà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma è già possibile avere un quadro sul futuro del sistema SIPROIMi (ex SPRAR) che ha già dato molto positivi risultati.

    «Non ho ancora studiato – sottolinea Renato Meli, impegnato in queste ore a Palermo per la tre giorni di confronto “Lampedusa convoca” – i particolari del decreto del Ministro dell’Interno relative alle modalità di finanziamento della rete SIPROIMI – ma esprimo un sentimento di sollievo nel vedere messi in sicurezza i progetti in scadenza a fine anno attraverso una proroga di sei mesi che gli enti locali avranno a disposizione per predisporre gli atti amministrativi necessari alla prosecuzione. La nostra Fondazione ha in gestione 5 progetti che fanno capo agli enti locali del Comune di Ragusa, Comiso e del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa».

    Condivido il parere del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che, in qualità di delegato Anci per l’immigrazione parla di continuità in continuità, in termini di servizi, rispetto allo Sprar. “L’impianto delle linee guida – ha dichiarato Biffoni – allegate al decreto, conferma infatti quegli standard definiti e implementati negli anni, che hanno reso la rete dei Comuni una delle migliori prassi in Europa nella presa in carico dei rifugiati”.

    «Dopo un lungo periodo di trepidazioni – conclude Renato Meli – guardiamo con sguardo più sereno all’immediato futuro con la certezza che la bontà del lavoro svolto da noi e da tante altre realtà del privato sociale possa continuare ad essere ciò che già è: innanzitutto un servizio per i più deboli, ma anche, per tanti dipendenti della Fondazione, la possibilità di proseguire la loro attività lavorativa».