Tag: CIR

  • Evento conclusivo progetto Co-Efficienti

    Evento conclusivo progetto Co-Efficienti

    Co-Efficienti: l’ultimo appuntamento al Cnel venerdì 23. Diretta Facebook Con il seminario su “L’assistente sociale coordinatore di ambito delle reti per l’autonomia dei cittadini dei Paesi terzi”, in programma venerdì 23 settembre dalle 9,30 alle 13 presso il #Cnel, il progetto Co-Efficienti si avvia a conclusione.

    Nei due anni e mezzo di validità del progetto – condiviso tra CNOAS – Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, #Fnas, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche , CIR, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e la Comunità Fraternità – Le cooperative di tipo A Scs Onlus di Ospitaletto – si è cercato di centrare l’obiettivo del rafforzamento della parità di accesso ai servizi e il sostegno dell’integrazione dei migranti, realizzando un sistema operativo in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici che nelle diverse realtà territoriali concorrono all’inclusione.ℹ Sarà possibile seguire l’evento anche on line sulla pagina Facebook della Fondazione Nazionale degli #AssistentiSociali, ma i crediti formativi saranno riconosciuti soltanto ai presenti presso la Sala del Parlamentino del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, viale David Lubin 2, Roma.

  • Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Progetto “Coefficenti” per migliorare l’accesso ai servizi pubblici

    Si è svolto a Siracusa un seminario per fare il punto sul lavoro svolto finora

    Tra le attuali attività della Fondazione San Giovanni Battista un ruolo rilevante è quello del progetto “Coefficienti”. Il progetto Co-efficienti, condiviso tra il Cnoas, la Fnas, Il Cnr, Il Cir, la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e la Comunità Fraternità Scs Onlus di Ospitaletto ha come obiettivo il rafforzamento della parità di accesso ai servizi e il sostegno dell’integrazione dei migranti, realizzando un sistema operativo in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici che nelle diverse realtà territoriali concorrono all’inclusione.

    Si è svolto nei giorni scorsi al Castello Maniace di Siracusa un primo seminario conclusivo che ha visto al tavolo dei lavori tutti i protagonisti per un confronto sui bisogni e gli obiettivi del progetto. Tra i presenti Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista e Chiara Facello, responsabile dell’area progettazione. Entrambi hanno evidenziato il ruolo del coordinatore d’area, l’importanza della pianificazione personalizzata e la necessità di coinvolgere i Servizi Sociali pubblici, il Terzo Settore e l’intera Comunità.

    La presidente della Fondazione nazionale assistenti sociali, Silvana Mordeglia, ha introdotto i temi e accompagnato l’evento fino alla sua conclusione, constatando la piena sintonia tra la figura centrale indicata dalla modellizzazione delle pratiche di presa in carico per l’inclusione e le diverse analisi proposte dalle parti sociali.

    Renato Briante, coordinatore del progetto, ha illustrato i contenuti del piano formativo “dinamico” che permette ai coordinatori d’area di aggiungere alle competenze professionali quelle manageriali e di programmazione strategica, all’interno di una comunità professionale nazionale.

    La diffusa e responsabile presenza di una vasta platea di Assistenti Sociali dei 55 Distretti sociosanitari, il presidente di CROAS, Giuseppe Ciulla, il presidente della Fondazione Siciliana, Mariella Spoto, si fanno garanti e facilitatori di processo attraverso gli enti che rappresentano.

    Le istituzioni presenti, pubbliche e private, nazionali, regionali e locali, insieme ai Consiglieri nazionali e regionali presenti, hanno aggiunto letture diverse, ma convergenti: la Regione Siciliana, rappresentata dall’Assessore Scavone, dalla dirigente Michela Bongiorno e da Severino Richiusa (Ufficio Speciale Immigrazione), ha evidenziato la necessità di accompagnare la programmazione e la spesa; l’Assessore ai Servizi sociali di Siracusa, Concetta Carbone, ha rinnovato la piena disponibilità dei servizi a lavorare insieme. Possiamo senz’altro ribadire che la valorizzazione della comunità professionale degli assistenti sociali può diventare l’indicatore dell’efficienza e dell’efficacia delle pratiche locali a sostegno dell’autonomia delle persone vulnerabili. –