Tag: Diocesi

  • Il nostro precetto Pasquale con monsignor Giuseppe La Placa

    Il nostro precetto Pasquale con monsignor Giuseppe La Placa

    Ieri sera, nella chiesa delle Carmelitane di Ragusa abbiamo vissuto un intenso momento di comunione e preghiera in occasione del precetto pasquale, presieduto dal nostro Vescovo, monsignor Giuseppe La Placa.

    Renato Meli

    Buona Pasqua 2026

    Eccellenza rev.ma mons. La Placa, carissimo don Pino, innanzitutto grazie per la tua presenza e per i consigli che non ci fai mancare.

    Carissime e carissimi, la Pasqua, lo sappiamo, è la festa della Resurrezione. È il cuore del messaggio cristiano, ma porta con sé un significato che appartiene a tutti — credenti o no, praticanti o a quelli che vanno in chiesa solo a Natale e Pasqua e si siedono sempre nell’ultimo banco per uscire prima.

    Ma al di là delle battute, la Resurrezione parla anche di qualcosa di profondamente umano: la capacità di rialzarsi. Di ricominciare. Di credere che dopo il buio ci sia ancora luce. Parafrasando Papa Francesco e interpretandone il pensiero si può certamente dire che “La resurrezione non è un evento del passato, è una forza del presente che trasforma ogni momento.

    “Quante volte, nella vita e nel lavoro, ci siamo sentiti “a terra”? Quante volte un progetto non è andato come speravamo, una situazione ci ha messo in difficoltà, o semplicemente la stanchezza ha preso il sopravvento?

    La Pasqua ci dice che non è lì che finisce la storia. Che dopo il venerdì, arriva sempre la domenica. Ho visto che tutti noi possiamo farlo. Ho visto persone affrontare momenti durissimi —dentro e fuori dal lavoro — e trovare comunque la forza di tornare, di dare, di sorridere. E ogni volta mi sono detto: ecco il vero miracolo quotidiano.

    “Non importa quante volte cadi, ciò che conta è quante volte ti rialzi.”, questa frase esprime in modo pregnante il concetto universale sulla resilienza.

    Ma oggi non posso fare finta di niente. Non posso augurarvi Buona Pasqua senza prima guardare insieme, per un momento, quello che sta succedendo nel mondo. Viviamo un tempo che fa paura. Guerre che non accennano a finire, anzi potenti megalomani che ne iniziano altre. Popolazioni civili che soffrono sotto le bombe. Bambini che crescono senza sapere cosa sia la pace. Un equilibrio internazionale che scricchiola in un modo che non si sentiva da decenni. E, come se non bastasse, una crisi climatica che avanza silenziosa, una disuguaglianza economica che si allarga, una solitudine sociale che dilaga anche nei paesi più ricchi del mondo.1

    “Il mondo è un posto pericoloso, non solo a causa di coloro che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano e non fanno niente. “Queste parole, scritte decenni fa, e attribuite ad Albert Einstein, risuonano oggi con una forza che spaventa. Perché il rischio più grande, in un momento come questo, non è solo la violenza di chi fa del male — è l’indifferenza di chi guarda dall’altra parte. È abituarsi. È scrollare il telefonino, vedere una notizia tragica, e passare alla successiva come se nulla fosse.

    “Prima di tutto vennero a prendere gli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non protestai perché non ero comunista… Poi vennero a prendere me, e non era rimasto nessuno a protestare”. Così scriveva Martin Niemöller (esistono varie versioni ma tutte con lo stesso significato). So che questi temi possono sembrare lontani da qui, dalla nostra quotidianità, dalle nostre riunioni e dalle nostre scadenze. Ma non lo sono. Perché ogni posto di lavoro è un pezzo di società. E ogni persona che lavora con dignità, con rispetto verso gli altri, con attenzione al prossimo, contribuisce — anche in piccolo — a rendere il mondo un posto migliore. Diceva Santa Madre Teresa di Calcutta “Non possiamo fare grandi cose, solo piccole cose con grande amore.

    “Potremmo dire: ‘Ma cosa possiamo fare noi, di fronte a tutto questo?’

    È una domanda legittima. E onestamente, non ho una risposta semplice. Ma vi dico cosa penso. La speranza non è ignorare la realtà. Non è dire ‘andrà tutto bene’ e voltarsi dall’altra parte. La speranza vera è quella di chi sente il buio negli occhi e decide, nonostante tutto, di accendere una luce.

    Un autore cui sono legato, Albert Camus, scriveva “Nel mezzo dell’inverno, scoprii in me un’estate invincibile. “La Pasqua, in fondo, nasce esattamente da lì. Dal momento più buio. Dal punto in cui tutto sembrava perduto. Ed è proprio in quel punto che è successo qualcosa di straordinario. Questo è il messaggio che mi porto dietro ogni anno, qualunque cosa accada nel mondo: la luce non nasce nonostante il buio, ma dentro il buio.

    E allora, carissime/i, eccoci qui. Con le nostre piccole tensioni, le nostre grandi soddisfazioni, e quella capacità unica che avete di trasformare anche una giornata storta in qualcosa di sopportabile, a volte persino in qualcosa di bello.

    Sono grato di lavorare con voi e per voi. Davvero. Non è una frase di circostanza. È qualcosa che sento ogni volta che vedo come vi prendete cura del vostro lavoro, e —cosa che vale ancora di più — come vi prendete cura gli uni degli altri. La colomba, le uova di cioccolato, le impanate, i “turciniuna”, “i pastieri” l’agnello —ci stanno. Nessun senso di colpa … E nel mezzo di tutto questo, ogni tanto — per un momento — ricordiamoci di quante persone non hanno nemmeno una tavola su cui sedersi. Non per rattristarci, ma per ricordarci quanto siamo fortunati. E quanto quella fortuna porta con sé una responsabilità.

    Torneremo a fare il nostro dovere con occhi nuovi, con energie nuove, e con la voglia di fare cose ancora più grandi insieme. Grazie per quello che siete e che fate. Grazie don Pino, perché ci accompagni nel nostro cammino quotidiano, grazie don Andrea, per il tuo supporto spirituale.

    Un abbraccio Eccellenza rev.ma, un abbraccio a tutti a voi e alle vostre famiglie.

    BUONA PASQUA!

    Renato Meli

    Precetto Pasquale
    Un momento della festa

  • Cento stelle per crescere e sognare

    Cento stelle per crescere e sognare

    Si terrà il 28 febbraio dalle ore 15 alle 19 presso il Centro polifunzionale di Ragusa (in via Napoleone Colajanni 69) un incontro per una prima mappatura della “comunità educante”.
    Il momento di riflessione si propone di condividere linguaggi, finalità, contenuti, metodi e strumenti per la costruzione di alleanze educative e di patti educativi di comunità.
    “Cento stelle per crescere e sognare” è il titolo del progetto a valere sulle risorse del PNRR – Missione 5 – Componente 3 – Investimento 3 – Annualità 2022 – Agenzia per la Coesione Territoriale presentato dalla Fondazione San Giovanni Battista, in qualità di capofila, con i partner Oxfam Italia e L’Argent. Il programma prevede la presentazione del progetto a cura di Renato Meli (tag), presidente della Fondazione San Giovanni Battista. A seguire i saluti istituzionali dei sindaci di Ragusa, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo.

    I lavori, coordinati da Lorenzo Luatti di Oxfam Italia, si concentreranno su “La comunità educante e i patti educativi tra elaborazione teorica e realizzazione pratica”.
    A seguire, la condivisione del percorso per la costruzione di un patto educativo con l’illustrazione degli obiettivi, le fasi e i risultati attesi dal progetto.
    Due workshop guidati da Giorgia Italia e Salvatore Maio di Oxfam Italia, si concentreranno sul ruolo e i soggetti delle comunità educanti e sul coinvolgimento dei giovani e delle famiglie.
    Un confronto in plenaria sui passi da compiere e le responsabilità da condividere segnerà la conclusione dell’evento.

  • La normalità che sconfigge la mafia

    La normalità che sconfigge la mafia

    “Ciò che può sconfiggere la mafia è la normalità”.
    Con questa affermazione Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista e direttore dell’Ufficio per la Pastorale sul lavoro della Diocesi di Ragusa, ha esordito nel corso del convegno “Agromafie e caporalato” tenutosi oggi presso l’Auditorium “Biagio Pace” di Comiso. Un modo significativo per avviare i lavori dell’incontro e portare alla platea i saluti del vescovo monsignor Giuseppe La Placa.
    “Sono le persone normali – prosegue Meli – che possono avere la meglio sulle agromafie e sul fenomeno del caporalato. Persona normale era don Pino Puglisi che non cercava la morte, ma è diventato un eroe capace di incidere nelle coscienze di tanti ragazzi. La normalità è quella che testimonia oggi Giuseppe Antoci, tra i relatori del convegno, attraverso la sua vita lavorativa. Una vita che si è svolta nella normalità, una normalità che lo ha reso bersaglio della mafia.
    Mi fa piacere ricordare che il mio compaesano Gesualdo Bufalino diceva che per sconfiggere la mafia occorre un esercito di maestri di scuola elementare. Persone capaci di formare le coscienze nel momento del loro massimo sviluppo.
    Come Chiesa ci occupiamo di contrasto alla mafia e al caporalato: ascoltiamo tante persone che, prima di rivolgersi alle Forze dell’Ordine ci contattano per ricevere aiuto. Raccontano tutti di fenomeni di sfruttamento che purtroppo sembrano costituire la regola del caporalato”.
    Ma oltre all’ascolto, sono in atto altre azioni concrete. Una di queste è custodita dal progetto “Nuove radici”.
    “A giugno di quest’anno – conclude il presidente della Fondazione – abbiamo creato, attraverso questo nostro progetto, due imprese agricole che opereranno in terreni messi a disposizione dalla Diocesi in contrada Magnì. Queste imprese consentiranno ad alcune persone di avere un lavoro equamente retribuito e, come effetto correlato ma non secondario, di togliere mano d’opera da sfruttare ai caporali”.

  • Presentiamo i 6 progetti di Servizio civile universale della Fondazione San Giovanni Battista

    Presentiamo i 6 progetti di Servizio civile universale della Fondazione San Giovanni Battista

    Il programma d’intervento ‘Di-Venti In-Venti: sguardi, volti, comunità’ include i 6 progetti della Fondazione San Giovanni Battista per un totale di 113 posti.

    Presentiamo le schede sintetiche relativa ad ognuno dei progetti:

    C’è qualcuno che mi aspetta: Area: Animazione culturale verso i Minori Settore: Educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale e dello sport Scheda-sintetica_Cè_Qualcuno_che-_mi_aspetta

    Pedibus: Settore: Assistenza  Area: Minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale Scheda-sintetica_Pedibus

    Comiso tra identità, cultura e innovazione: Settore: Patrimonio storico, artistico e culturale  Area di intervento: Valorizzazione storie e culture locali Scheda-sintetica_Comiso-tra-identità-e-innovazione

    Mano nella mano: Settore: Assistenza Area di intervento: Richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ed umanitaria – minori non accompagnati Scheda-sintetica_Mano-nella-Mano

    L’aquilone: Settore: Assistenza Area: Disabili Scheda-sintetica_L’aquilone

    Cultura e sociale: Settore: Patrimonio Storico, Artistico E Culturale Area Di Intervento: Valorizzazione storie e culture locali

    Scheda-sintetica_Cultura-e-Sociale-2023

    Tutti i progetti proposti hanno una durata di 12 mesi e con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali.

    TEMPI E MODALITA’:

    La scadenza per le domande da parte dei giovani è il 10 Febbraio 2023 entro e non oltre le ore 14:00. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito del Servizio Civile. Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

    Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre essere riconosciuto dal sistema, che può avvenire in due modalità:

    1. I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero e i cittadini di Paesi extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, con un livello di sicurezza

    2. Per ulteriori informazioni sul rilascio e utilizzo dello SPID, si rimanda all’indirizzo www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.

    I cittadini appartenenti ad un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia o a Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein, che ancora non possono disporre dello SPID, e i cittadini di Paesi extra Unione Europea in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, possono accedere ai servizi della piattaforma DOL previa richiesta di apposite credenziali al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa. Attenzione: Le domande trasmesse con modalità diverse da quella indicata non saranno prese in considerazione. Non si possono presentare domande per posta, via e-mail, via fax o a mano.

    REQUISITI:

    Per l’ammissione alla selezione è richiesto al giovane il possesso dei seguenti requisiti:

    a) cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;

    b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;

    c) non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

    Non è possibile presentare domanda per più di un progetto.

    Non possono presentare domanda i giovani che:

    • appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;

    • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;

    • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del Se.

    GUIDA ALLA DOCUMENTAZIONE Di seguito il link ‘Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda On Line con la piattaforma DOL’ che contiene istruzioni utili per una corretta presentazione della domanda: https://scelgoilserviziocivile.gov.it/media/1182/nuovaguida_dol_bando2022.pdf. In alcuni progetti saranno previste riserve di posti per giovani con minori opportunità, nello specifico per giovani con difficoltà economiche. Per accedere ai posti riservati i candidati dovranno possedere lo specifico requisito economico appena citato. Per alcuni progetti sarà inoltre previsto un periodo di tutoraggio nell’ambito del servizio da svolgere.

    ORIENTAMENTO:

    Il Dipartimento ha previsto il link seguente www.scelgoilserviziocivile.gov.it  per facilitare ai giovani la ricerca del progetto più adatto a loro nel rispetto delle loro esigenze e dei loro interessi. Inserendo le voci nei campi specifici proposti si avrà una ricerca mirata del progetto al quale si è interessati; cliccando soltanto sul tasto CERCA, lasciando quindi i campi proposti liberi, si avrà una lista completa di tutti i progetti.  

    Il calendario di convocazione ai colloqui di selezione dei candidati sarà disponibile 10 giorni prima del loro inizio, pertanto si invitano i candidati a consultare il sito quotidianamente. La mancata presenza al colloquio sarà considerata rinuncia. 

    INFO E RECAPITI:
    Per qualsiasi chiarimento ci si può rivolgere all’email serviziocivile@fsgb.it  o chiamare al numero 3770965912 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00. Seguici sul nostro sito www.fsgb.it e sulla pagina facebook https://www.facebook.com/FondazioneSGB per avere maggiori informazioni.

  • Il Festival dell’Abitare segna la nascita di un patto di comunità

    Il Festival dell’Abitare segna la nascita di un patto di comunità

    Terzo settore, Istituzioni, rappresentanti di categorie insieme per affrontare i problemi legati al fabbisogno abitativo

    Siglare un “patto di comunità” che preveda interventi integrati e che sappia coinvolgere tutti gli attori protagonisti. Questo l’obiettivo già raggiunto lunedì 7 nel corso del “Festival dell’abitare” promosso dall’associazione “I Tetti Colorati” e realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Open Jobs.  

    La fase finale del progetto “Inside Aut- Reti e Sentieri Verso l’integrazione” finanziato dal Fondo e Asilo Migrazione e integrazione (FAMI) ha visto riuniti in una tavola rotonda al centro commerciale culturale di via Matteotti il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ma anche rappresentanti istituzionali dell’Istituto autonomo case popolari, del Sunia, il sindacato degli inquilini e della Federazione italiana agenti immobiliari di Confcommercio.

    “La casa, il lavoro, le relazioni positive – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – sono i pilastri su cui si fonda la vita di tutti. Sono concetti cardine per ognuno, ancor più se parliamo di persone straniere e fragili. Abbiamo definito questo momento come un “festival” perché crediamo che si debbano affrontare tutte le sfaccettature legate all’abitare: parità di accesso ai diritti e ai servizi del territorio, il lavoro dignitoso e garantito, l’uguaglianza come premessa di ogni azione sociale. È chiaro che un tema così complesso si risolve e si interpreta solo in modo integrato. Per questo oggi diamo vita ad un patto di comunità tra tutte le persone qui coinvolte per prevedere ed agire con interventi non più isolati ma integrati”.

    Tante, come detto, le difficoltà del presente. Un fabbisogno abitativo privato che supera ampiamente le necessità del territorio e che svaluta il patrimonio immobiliare. Di contro, una scarsa disponibilità dei proprietari a rendere in affitto le abitazioni, ancor più se a persone in stato di difficoltà sociale o economica”.  

    “Occorre avere – prosegue Meli – una visione di ciò che è possibile fare e non perdere le occasioni che abbiamo. Dobbiamo collaborare per superare i problemi dello stato esistente e cercare alle domande sull’abitare delle risposte complete e competenti. La casa non è la sola risposta che si può dare a chi ne ha bisogno: occorre anche facilitare le relazioni e sviluppare un senso di appartenenza e di cura reciproci tra gli abitanti di una città. Sono d’accordo con il sindaco Cassi quando afferma che occorre trovare la strada giusta in tempi giusti, senza perdere tempo ma senza avere fretta. Ragusa ha tutte le carte in regola per puntare verso l’eccellenza anche in un tema delicato e difficilissimo come quello dell’abitare. Dobbiamo essere umili e dire che non esistono risposte preconfezionate e semplicistiche. Oggi iniziamo a condividere domande e percorsi che richiedono tempo e passione. Siamo molto felici di aver avviato questo percorso”.  

  • Diritti negli occhi

    Diritti negli occhi

    Convegno contro il caporalato a Ragusa, la Fondazione presenta il progetto “Nuove Radici”

    Il contrasto al caporalato in agricoltura e la presentazione delle azioni a sostegno dei lavoratori stranieri al centro di un interessante dibattito che si è svolto al Centro Polifunzionale Ragusa Via Napoleone Colajanni. Un incontro inserito nell’ambito del programma Su.Pr.Eme Italia” e della campagna “Diritti negli occhi” promossa dalla Regione Siciliana. Alla presenza dell’assessore regionale Antonio Scavone, con delega alle Politiche sociali e del Lavoro, l’incontro ha puntato al rispetto delle regole del lavoro e alla tutela della dignità delle persone che operano nelle nostre campagne.

    Il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Renato Meli, ha illustrato il progetto di agricoltura sociale innovativa Nuove radici, coltiviamo diritti” recentemente avviato in contrada Magnì a Ragusa.

    Così Renato Meli racconta la genesi e lo sviluppo di “Nuove radici”: “Dare un’opportunità concreta ai nostri fratelli stranieri di uscita dallo sfruttamento e farlo attivando le risorse del territorio. Queste le due direttive che ci hanno spinto a dare linfa a questo progetto di agricoltura sociale innovativa. Già nell’idea originaria abbiamo avuto la risposta del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, che ha deciso di dare in comodato d’uso alcuni terreni della Diocesi in contrada Magnì. Insieme ai nostri partner Oxfam Italia e Terre Senza Frontiere abbiamo avviato la selezione di persone che potessero iniziare un percorso di accompagnamento e formazione finalizzato all’avvio di due cooperative agricole che rappresenteranno l’esito finale positivo del progetto. La prima fase delle attività di formazione dei gruppi è stata dedicata al “Teatro di impresa”, una particolare metodologia esperienziale utile a creare il cosiddetto team building. Contiamo che da questo progetto possa innescarsi un processo virtuoso di autonomia e ricchezza condivisa”.

  • “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    L’arte unisce il mondo, mentre le guerre lo dividono. Ecco perché scoprire il patrimonio artistico di un popolo può rappresentare un ponte per favorire l’incontro tra culture diverse e alimentare un cultura di pace. Quando poi a narrare le opere di un luogo è un migrante che da questo luogo è stato costretto a scappare, la vicenda assume un valore ancora più alto.
    Così Sadi dal Bangaldesh, Osama dalla Tunisia, Lami dall’Egitto e Kelvin dalla Nigeria hanno vissuto un giorno speciale. Ospiti del progetto SAI “Farsi prossimo” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, i ragazzi hanno incontrato gli studenti dell’Istituto comprensivo “Crispi” di Ragusa.
    Occasione di questa giornata, la chiusura del progetto PON “Capiamo l’altro – Artinsieme” promosso dalla scuola. I giovani studenti delle classi primarie e secondarie sono stati accolti dal responsabile del progetto, Enrico Mallia che ha spiegato loro il sistema di accoglienza. Dunque, nell’aula studio, i partecipanti hanno assistito alla lezione tenuta dai rifugiati che hanno narrato dell’arte presente nei loro luoghi di origine. L’arte contemporanea che descrive le rivolte studentesche in Bangladesh, il Teatro romano in Tunisia che può ospitare 35 mila persone, il monastero di Santa Caterina in Egitto e le teste di Ife che si trovano in Nigeria. Un viaggio che ha permesso di ricucire distanze, di fare riappropriare i migranti di parte del loro patrimonio culturale, di potersi raccontare ed essere protagonisti di un momento di formazione reciproca. Con l’aiuto dell’insegante di Italiano Valerio Santamaria e con la mediazione di Clara Rollo, esperta della lingua dei segni, i relatori hanno superato ogni difficoltà facendo giungere un messaggio chiaro: ogni luogo racchiude storia e bellezza.  Al termine della mattinata, dopo un momento di laboratorio dedicato alla creazione di bracciali seguito dall’educatrice Clara Sgarioto, un gelato e una merenda condivisa in giardino hanno suggellato un momento di gioia e di pace.  
    “L’obiettivo di questo PON – spiegano le docenti Biagia Accetta e Mirella Gurrieri – è proprio l’inclusione. anche se ci rivolgiamo a bambini ancora piccoli siamo certi che abbiamo permesso loro di vivere una giornata altamente formativa”.
    “Siamo sempre aperti a questo genere di esperienze ed incontri – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché la sensibilizzazione del territorio, partendo proprio dalle scuole, è parte della nostra missione”.

  • Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    “Sono tante le povertà da alleviare. Tante le persone alle quali occorre dare sostegno. Siamo grati al Club Lions Ragusa Host e a tutti gli artisti che hanno voluto donare le loro opere a scopo benefico”. 

    Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha accolto il frutto della campagna di solidarietà promossa appunto dal Club Lions Ragusa Host nell’ambito dell’area Service “Proteggere le persone vulnerabili – I Lions per le persone fragili”. Otto artisti iblei hanno donato il frutto della loro creatività per un aiuto concreto verso le persone bisognose.

    Oggi il presidente del club service Ignazio Caloggero ha consegnato i proventi della mostra affinché siano devoluti in beneficenza. 

    “Attraverso queste iniziative – prosegue Renato Meli – i club service centrano il cuore della loro autentica ragion d’essere. Ringraziamo il Club Lions di Ragusa perché ci consente di avere un po’ di forza in più per arginare povertà economiche, sociali, sanitarie ed educative”. 

    “Siamo felici di avere dato corpo a questa iniziativa – spiega il presidente Ignazio Caloggero – perché ci permette di renderci utili. Sono inoltre contenti perché questa iniziativa ha permesso a molti artisti di mettere in mostra il loro talento e la loro generosità”. 

  • “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    Dal 10 al 23 giugno cinque giornate di incontri e il recital dedicato a Giorgio La Pira

    *Welcome day*, questo il titolo delle giornate pensate dalla Fondazione San Giovanni Battista in occasione di giugno, mese dedicato ai Rifugiati. “Abbiamo deciso di chiamare “Welcome day” queste giornate speciali – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per dire che i luoghi dove operiamo sono sempre aperti alla comunità e che, in un giorno speciale, invitiamo e diamo il benvenuto agli ospiti che verranno a casa nostra, nelle nostre strutture di accoglienza e integrazione. Siamo lieti di avere coinvolto, scuole, ragazzi, istituzioni e, soprattutto, le persone per le quali lavoriamo ogni giorno con impegno e passione”.

    Si comincia domani, 10 giugno alle ore 8, con una festa di fine anno scolastico presso il progetto SAI “Famiglia Amica” con la partecipazione di una classe III della scuola “Schininà” nella quale studiano 2 ragazze provenienti dall’Ucraina. Previsti momenti di musica e un rinfresco offerto a tutti i partecipanti.

    “Il futuro è nelle mie, nelle tue e nelle nostre mani” è tema del secondo appuntamento di giorno 17 giugno al CAS “Borgo la croce”. Dalle ore 11 alle 15 con aperitivo multi etnico, laboratorio artistico e torneo di ping pong.

    Giorno 20 giugno il progetto “Accoglienza Casmenea” a Comiso dà appuntamento alle 18 presso la sede di via Giovanni Pascoli, 54. Obiettivo della giornata è creare un momento di scambio esperienziale tra datori di lavoro e dipendenti e far visitare la struttura.

    I progetti SAI “Farsi prossimo” e “Biscari” con sede in via Carducci, 214 celebrano il “Welcome day” il 21 giugno con “I colori dell’accoglienza” dalle 17 alle 20. All’ingresso viene ospitata una esposizione dedicata al ventennale della rete nazionale di accoglienza integrata. Nel corso del pomeriggio, si tiene un laboratorio di braccialetti, un torneo ping pong e, in chiusura, una aperitivo da condividere con tutti i partecipanti.

    Il 23 giugno, infine, sarà la volta di un momento di riflessione musicale su una grande figura storica politica: Giorgio La Pira, non a caso definito un profeta del mediterraneo. Ad omaggiarlo sarà Rino Farruggio, sacerdote, cantante ed autore, che presenterà il suo nuovo album “Giorgio La Pira mi abita il futuro”. Per la realizzazione di quest’opera Rino Farruggio si è avvalso degli arrangiamenti del Maestro Pericle Odierna, noto compositore di colonne sonore cinematografiche”. Il concerto, a partire dalle ore 21, si svolge all’interno del Giardino del Vescovado in via Roma 109 a Ragusa.

    Gli appuntamenti sono aperti a tutti con ingresso libero.

  • La tenda dell’Accoglienza

    La tenda dell’Accoglienza

    A Natale tornerà più grande e più colorata che mai

    Questo video racconta un’esperienza che ci ha segnati nel profondo. La tenda dell’accoglienza è stata creata dai ragazzi e dagli operatori dei nostri centri SAI e CAS. Ha trovato posto dal 20 al 25 settembre tra piazza San Giovanni ed il Ponte Vecchio a Ragusa. Ha testimoniato il nostro lavoro quotidiano, la voglia di tutti noi di creare un luogo di protezione e di integrazione. Un luogo colorato e felice.

    Qualcuno ha provato a spegnere questi colori dando fuoco alla nostra tenda… ma noi non ci arrendiamo e torneremo per le festività Natalizie con una Tenda ancora più bella, grande e colorata. Dovrà contenere il cuore nostro, della nostra città e di quanti, dal mondo lontano e vicino, vengono qui in cerca di futuro.

    Presto tutti i dettagli… intanto buona visione

    https://www.youtube.com/channel/UC_FsUgUdgLmCJK6C7nlFF6Q