Tag: educazione

  • TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    Presentato questa mattina nella sala “Gianni Molè” il progetto TAG – Territori in Ascolto per i Giovani

    “I ragazzi di oggi sono sempre più soli, esposti ai rischi dei social network e a forme di violenza che spesso li attraversano e li segnano. A noi – istituzioni, scuola, terzo settore – spetta il compito di incontrarli davvero, di ascoltarli senza filtri e di accompagnarli con responsabilità nel loro percorso di crescita”.

    Con queste parole Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ha aperto l’incontro di presentazione di TAG – Territori in Ascolto per i Giovani, un progetto integrato di prevenzione e supporto rivolto agli adolescenti tra i 14 e i 18 anni della provincia di Ragusa.

    TAG nasce da un’alleanza operativa tra il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista, l’Associazione I Tetti Colorati ETS, la Cooperativa Sociale L’Arca e l’Associazione Lauretana ODV-ETS. Il progetto è finanziato dal Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 nell’ambito dell’iniziativa nazionale Province X Giovani.

    “I giovani – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – esprimono un bisogno autentico di relazione, di comunità, di presenza. A noi adulti spetta il compito di accompagnarli, senza sostituirci, ma costruendo con loro percorsi credibili. La parola chiave, per noi, è alleanza. TAG intende rafforzarla, superando la semplice logica della rete istituzionale per generare processi duraturi, capaci di continuare anche oltre la conclusione del progetto.

    Renato Meli

    In questo senso, la scuola resta un presidio decisivo: come ricordava Piero Calamandrei, è un organo fondamentale della democrazia. E, allo stesso tempo, non possiamo dimenticare l’intuizione di Gesualdo Bufalino, secondo cui per sconfiggere davvero la mafia e l’atteggiamento mafioso servirebbe un esercito di maestri elementari.

    Per questo lavoreremo nei luoghi informali della vita quotidiana dei ragazzi, ma anche all’interno dei contesti educativi e istituzionali, perché è lì che si costruisce – giorno dopo giorno – una comunità più consapevole e responsabile”.

    Attraverso sportelli di ascolto, educativa di strada, laboratori espressivi e percorsi di cittadinanza attiva, TAG si pone l’obiettivo di raggiungere 150 destinatari diretti e 1.000 giovani del territorio, riportando il benessere emotivo e relazionale degli adolescenti al centro dell’agenda pubblica e della responsabilità comunitaria.

    All’incontro, alla presenza di rappresentanti istituzionali e del territorio, è intervenuto anche padre Roberto Asta, vicario della Diocesi di Ragusa:

    “In questo momento di crisi dell’associazionismo, è fondamentale riconoscere e sostenere il protagonismo dei giovani. Per farlo, dobbiamo incontrarli nei luoghi che abitano, ascoltarli con autenticità e camminare accanto a loro.

    La Chiesa li ha ascoltati nel corso degli anni dedicati al Sinodo, ma anche attivando progetti come questo e dando un segnale tangibile”.

    Le conclusioni della giornata di lavori sono state affidate a Gianna Dimartino, referente del progetto per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Da oggi TAG entra nel vivo, con un impegno preciso: esserci, nei luoghi e nei tempi della vita dei ragazzi.

    Non solo attività, ma presenza educativa continuativa, capace di leggere i segnali del disagio e trasformarli in percorsi concreti di crescita, relazione e responsabilità

    All’incontro hanno portato i saluti le autorità civili e militari del territorio. Erano presenti i dirigenti scolastici di alcuni istituti di istruzione superiore, referenti dell’Ufficio scolastico provinciale e docenti di varie scuole.

    la sala
  • Giornata mondiale dei diritti dei bambini

    Giornata mondiale dei diritti dei bambini

    Il nostro impegno è attivo affinché questi diritti siano non solo parole ma effettiva realtà

    Si celebra oggi la “Giornata mondiale dei diritti dei bambini”. Il tema scelto per il 2024 dall’Unicef, “Ascolta il Futuro,” sottolinea l’importanza di un dialogo intergenerazionale. L’Unicef invita gli adulti a prestare attenzione ai desideri e alle aspirazioni dei più giovani, favorendo una partecipazione attiva nel progettare un futuro basato sul rispetto dei diritti universali.

    Nonostante i traguardi raggiunti sul fronte dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, non tutti i minorenni hanno le stesse opportunità: le disuguaglianze aumentano, con inevitabili ripercussioni sull’intera società, e c’è ancora molta strada da fare per eliminarle. Su questo tema si è espressa anche l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti sottolineando l’importanza dell’accesso uguale per tutti ai diritti. Agia ha finanziato progetti di contrasto alla dispersione scolastica uno dei quali la fondazione sta realizzando sul territorio insieme alle scuole di primo e secondo ciclo. A scuola di futuro richiama l’attenzione all’ascolto dei desideri, dei bisogni e i sogni proiettati verso il futuro dei nostri ragazzi.

    La Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa è impegnata nella tutela dei minori, tema, questo, sul quale è da sempre molto attenta e per cui negli ultimi anni ha intensificato ulteriormente il suo lavoro. Nell’ultimo anno ha infatti promosso progetti educativi “Give me five”, “RiattiviAmo il quartiere”, “Zip”, “100 stelle”, ” A scuola di futuro” e Zero to hero”. Percorsi che vogliono essere argine alla povertà educativa e promuovere l’effettiva attuazione dei diritti di ogni minore.

    “A questi importanti lavori – avverte Renato Meli, presidente della Fondazione – preme aggiungere l’attività in alcuni asili della provincia di Ragusa e il consolidato impegno per tutti i minori stranieri accolti nei progetti SAI dedicati alle famiglie di richiedenti o titolari di protezione internazionale e le tante attività ludiche che abbiamo svolto in questi ultimi anni”.

    Sono dieci i diritti fondamentali che la Convenzione dell’Onu ha deciso di sottolineare: il diritto a giocare, al cibo, alla casa, alla salute e al benessere psicofisico, all’educazione, al poter crescere in una famiglia, ad avere una nazionalità, all’uguaglianza, al potere esprimere la propria opinione e, infine, il diritto di non lavorare.

    “Si tratta – afferma Renato Meli – di aspetti che sarebbe sbagliato dare per scontati e non solo facendo riferimento alle zone povere del mondo. Spesso molti bambini vedono messi a rischio questi diritti anche in realtà apparentemente tranquille come quella in cui viviamo. Il tempo del gioco è spesso messo a rischio dalla mancanza di luoghi e tempi idonei per lo sviluppo di attività ludiche che siano sane e creative. Senza contare lo sbarramento a tutte le attività sportive che richiedono risorse economiche non a tutti disponibili. Il diritto alla casa è spesso minato dal fatto che situazioni di povertà estrema non consentono ai bambini e alle loro famiglie un abitare degno di questo nome. La salute ed il benessere risentono spesso dei problemi legati alla marginalità e povertà sociale di molti nuclei familiari. Anche l’educazione costituisce un rischio se si pensa alla crescente dispersione scolastica e al lavoro minorile sommerso, soprattutto nelle nostre zone agricole”.

    Si tratta di elementi problematici che rischiano di far perdere senso anche ai concetti di nazionalità, uguaglianza e libertà di esprimere un’opinione.

    “Se guardiamo anche i numeri – prosegue Meli – secondo i dati Istat sulla povertà, in Italia sono più di un milione e 295 mila i bambini e gli adolescenti in condizioni di povertà assoluta: il 13,8% del totale. Mentre le ragazze e i ragazzi che non riescono ad ottenere un diploma di scuole superiori sono il 10,3%. Dati allarmanti, su cui incide la condizione socioeconomica della famiglia di origine e il background migratorio, oltre alla disuguaglianza territoriale e regionale nella possibilità di fruire di servizi e di assistenza sanitaria.

    A livello globale, invece i dati Unicef indicano sei paesi in cui i diritti dei bambini vengono gravemente violati a causa di anni di conflitti: Palestina/Israele, Haiti, Siria, Sudan, Ucraina e Yemen. Alla fine dello scorso anno, circa 40 milioni di bambini in queste nazioni necessitavano di assistenza; oggi, con l’intensificarsi dei conflitti – in primis quello israelo-palestinese – questi numeri crescono in modo drammatico”.

    “Per tutte queste ragioni – conclude il presidente della Fondazione – crediamo che sia necessario ed urgente attivarsi per sviluppare percorsi concreti che diano a tutti i bambini la possibilità reale di vivere questi diritti ed esercitarli nel pieno di tutte le possibilità. Non si tratta di una semplice azione filantropica, che pure avrebbe una sua ragion d’essere, ma è in special modo un investimento sul nostro futuro. Una società che guarda con cura alle nuove generazioni è una società che costruisce dalla base il proprio benessere. Per questo motivo continueremo nel nostro impegno cercando sempre di leggere i bisogni della nostra realtà e operando affinché la “Giornata mondiale dei diritti dei bambini” possa essere motivo di riflessione ma anche di gioia per tutti i passi avanti compiuti nell’interesse del nostro stesso futuro”.

  • A scuola di futuro

    A scuola di futuro

    La Fondazione San Giovanni Battista realizzerà un progetto contro la dispersione scolastica finanziato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

    Prosegue l’impegno della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa per lo sviluppo di progetti con al centro la volontà di arginare le povertà educative del territorio. È stata sottoscritta giovedì 17 ottobre a Roma una convenzione con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per la realizzazione del progetto “A scuola di futuro” contro la dispersione scolastica. La Fondazione, unica realtà in Sicilia e tra altre 5 in Italia, è stata individuata a seguito di un avviso pubblico e a una procedura selettiva.

    L’obiettivo del progetto è quello di promuovere attività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado che coinvolgano e motivino gli studenti, in particolare quelli con maggiori difficoltà e a più alto rischio.

    “Da alcuni anni – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – lavoriamo per il rafforzamento della comunità educante e per arginare le varie forme di povertà educativa.

    In questo settore abbiamo messo in campo progetti importanti come “100 stelle”, “Give me five”, “RiattiviAmo il quartiere”, “Zip” e “Zero to hero”.

    Questo progetto punta nello specifico alla formazione dei docenti riguardo tecniche e metodologie di didattica innovativa. Inoltre è previsto un servizio di accompagnamento e orientamento alla crescita per tutti quei ragazzi a maggiore rischio di marginalità sociale incoraggiandoli a sognare e ad agire il loro futuro da protagonisti. Abbiamo previsto anche azioni di intervento rivolte alle famiglie per creare i presupposti di una genitorialità più consapevole. Siamo molto contenti che l’Autorità garante abbia selezionato e scelto di finanziare un nostro lavoro tra i tanti pervenuti”. 

    Il progetto avrà inizio nelle prossime settimane per una durata complessiva di 18 mesi. Verranno coinvolti studenti e docenti di 4 scuole secondarie di primo grado e 2 scuole secondarie di secondo grado.

    “Con queste iniziative commenta l’Autorità garante Carla Garlatti – destiniamo risorse alla realizzazione di progetti concreti, che hanno una ricaduta diretta sui territori fondi a nostra disposizione ci consentono di finanziare progetti in un numero limitato di Comuni rispetto alle richieste pervenute”.

    https://www.garanteinfanzia.org/sport-minorenni-fragili-finanziati-dallautorita-garante-29-comuni-sotto-i-15-mila-abitanti
  • Cento stelle e sogni da realizzare

    Cento stelle e sogni da realizzare

    Iniziamo a fare emergere il sogno di ogni singolo bambino aiutandolo a realizzarlo. Questo è il vero obiettivo del nostro progetto “Cento stelle per crescere e sognare”. Così Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha aperto il momento di confronto che si è tenuto lunedì 26 febbraio al Centro Polifunzionale di viale Colajanni a Ragusa. “Cento stelle” è un percorso che vuole condurre alla costruzione della comunità educante nei comuni del distretto 44. “Comunità – prosegue Meli – da costruire insieme alle Istituzioni, alle realtà del Terzo settore, alle associazioni, alle famiglie, ai singoli cittadini. La comunità educante è l’asse lungo la quale si muovono tutte le azioni di questo progetto realizzato con Oxfam Italia , capofila, e “L’argent”.

    Vogliamo condividere linguaggi, finalità, contenuti, metodi e strumenti per la costruzione di alleanze educative e di patti educativi di comunità. Grazie a tutte le istituzioni presenti, dal sindaco di Santa Croce, Giuseppe Dimartino, agli assessori del comune di Ragusa, Catia Pasta e Elvira Adamo, ai partecipanti a questa giornata con i formatori di Oxfam. Da Lorenzo Luatti che ha coordinato i workshop insieme a a Giorgia Italia e Salvatore Maio. E’ solo un primo appuntamento, ma abbiamo già preso in carico 80 delle 100 stelle che vogliamo guidare affinché possano brillare presto e nel miglior modo possibile”.

  • E tu scegli di volare

    E tu scegli di volare

    Al via a Santa Croce Camerina il progetto per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro per i più giovani

    “E tu scegli di volare”. Volare come solo i più giovani sanno fare ma ai quali è necessario che le istituzioni possano regalare un paio d’ali, soprattutto dal punto di vista dell’inclusione sociale. Oggi, al Comune di Santa Croce, l’incontro che ha dato avvio, per il secondo anno consecutivo, al progetto che l’Ente ha sottoscritto con la Fondazione San Giovanni Battista.
    “È motivo di soddisfazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – di proseguire lungo questo cammino di formazione e sostegno ai bisogni educativi. Viviamo un momento storico nel quale essere genitori ed educatori è molto complesso. Attraverso questo progetto che si rivolge ai giovani di età compresa tra i 6 e i 17 anni ci proponiamo di essere un punto di riferimento al servizio di questa comunità”.
    “Abbiamo accolto il progetto organizzativo del Centro Educativo “E tu scegli di volare”, presentato dalla Fondazione San Giovanni Battista – spiega il sindaco Peppe Dimartino – e siamo certi di poter offrire un’opportunità di crescita e di sviluppo del benessere psico-fisico ai minori che risiedono nel nostro territorio e che rappresentano un volano per il nostro futuro. Il progetto è una risorsa per il nostro territorio, in quanto attraverso le attività che verranno svolte nei confronti dei ragazzi, i loro genitori verranno sostenuti per lo svolgimento del loro difficile compito educativo”.

  • Rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe

    Rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe

    E’ stata rinnovata la convenzione tra la Fondazione San Giovanni Battista e l’Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna) di Ragusa. Una collaborazione che prosegue già dal 2018 e che darà l’opportunità a 6 persone, che hanno commesso dei reati e quindi condannati di non scontare una pena detentiva, ma di avvalersi della sospensione e commutarla in Lavori di Pubblica Utilità o Messa alla Prova. La Fondazione offre loro l’opportunità di svolgere questo periodo presso i vari progetti in essere attraverso delle attività non retribuite, attività che diventano una restituzione in favore della collettività.
    “Come ente della Diocesi di Ragusa – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – crediamo molto nella giustizia riparativa. Da anni collaboriamo con l’Uepe di Ragusa con risultati molto positivi. Le persone che hanno svolto nelle nostre sedi il servizio non hanno mai avuto problemi di recidività. Addirittura alcune persone interessate da questo percorso abbiamo offerto delle opportunità lavorative. In questa nuova convenzione ho dato disponibilità ad ampliare a 6 il numero delle persone, ovvero due in più rispetto allo scorso anno”.
    Gli ambiti di intervento previsti dalla convenzione prevedono che queste persone vengono coinvolte nella quotidianità dei Progetti di Accoglienza (SAI e Cas); le mansioni possono spaziare dall’assistenza ai pasti, pulizia degli spazi comuni delle strutture, sistemazione e distribuzione degli alimenti, monitoraggio del magazzino, manutenzione ordinaria, decoro e cura del verde all’ interno delle strutture. Comunque fondamentale risulta essere l’aspetto relazionale, la possibilità di incontrare individui provenienti da culture diverse diventa opportunità di conoscenza, che ha dato le basi per relazioni autentiche, che alcune volte si sono trasformate in sane amicizie, ossia in opportunità di integrazione.
    “La rieducazione – prosegue Meli – è un punto di riferimento per scontare una pena alternativa alla detenzione e, soprattutto, restituire alla collettività una persona migliore e con maggiori strumenti a disposizione”.
    Dello stesso avviso la direttrice UEPE Ragusa, Rosaria Ruggieri: “Oggi rinnoviamo con la Fondazione San Giovanni Battista una esperienza solida e capace di attestare risultati significativi. Insieme cerchiamo di condividere una responsabilità civile che punta al miglioramento di tutta la rete sociale. Il compito degli UEPE è orientare e sostenere la persona in un percorso individualizzato di reinserimento sociale, che attivi e potenzi le risorse personali e coinvolga i familiari, le istituzioni e i servizi del territorio nel rispetto della dignità e dell’unicità della persona. In questo senso la Fondazione rappresenta per noi una realtà solida e competente”.
    “Ho sempre creduto – sottolinea il dottor Francesco Paolo Pitarresi, presidente del Tribunale di Ragusa – nella rieducazione dei soggetti che hanno commesso dei delitti. Spesso, interrogando qualcuno, rifletto sulla fortuna che ho avuto nel poter contare su una famiglia che mi ha permesso di studiare. Ma allo stesso tempo mi chiedo ma se fossi nato in un contesto diverso dove si fa a botte per avere un tozzo di pane dove sarei io? Forse al posto della persona che ho dinanzi? In questo senso la rieducazione è un faro dal quale partire. Non è un percorso formale, ma un cammino impegnativo per il quale la collaborazione con le realtà del terzo settore diventa fondamentale”.

  • I ragazzi di “Saper sognare Mano nella mano” incontrano il sindaco Peppe Cassì

    I ragazzi di “Saper sognare Mano nella mano” incontrano il sindaco Peppe Cassì

    Incontrare il Sindaco di Ragusa era uno dei desideri espressi dai ragazzi che frequentano il centro socio educativo “Saper sognare – Mano nella mano”. Un progetto che la Fondazione San Giovanni Battista ha ideato e realizzato in questi anni coinvolgendo minori di diverse fasce di età in percorsi di inclusione sociale, di sostegno scolastico e momenti ludici.
    L’ente comunale, dal canto suo, ha promosso e sostiene questa iniziativa volta al benessere dei minori dai 6 ai 17 anni con fondi messi a disposizione dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

    La giornata di martedì 13 dicembre rappresenta dunque un momento speciale con l’incontro tra una delegazione dei ragazzi, i loro educatori, il presidente della Fondazione Renato Meli ed il sindaco Peppe Cassì. Nell’aula consiliare i ragazzi hanno avuto modo di consegnare la loro richiesta di Natale al primo cittadino. “Vorremmo – spiegano i ragazzi presenti – che anche “Saper sognare – Mano nella mano” possa avere un proprio stand espositivo in piazza San Giovanni in occasione delle festività in corso”.
    Una richiesta che il sindaco non ha esitato ad accogliere.
    “Siamo davvero sodisfatti – racconta Renato Meli – di avere avuto modo di far incontrare il sindaco di Ragusa con i ragazzi e avergli raccontato le attività che il nostro progetto sta portando avanti con entusiasmo e competenza. I ragazzi esporranno dei loro manufatti creati a partire da un riciclo consapevole. E’ questo uno dei significati profondi del progetto: attraverso il divertimento veicolare messaggi positivi, capaci di educare e sviluppare un senso di comunità già nei più piccoli”.
    Arginare la povertà sociale, eliminare alla base i presupposti della dispersione scolastica, rendere il tempo uno scrigno di gioia e di possibilità concrete – prosegue Meli – è il lavoro che le nostre breve educatrici svolgono e del quale tanti bambini possono usufruire gratuitamente. Tra loro riscontriamo un reale senso di fraternità, unione e armonia, oltre che un crescente senso di cittadinanza attiva che non potrà che fare del bene a questa città”.

    Con emozione e gioia i ragazzi hanno infine salutato il sindaco Cassì che ha manifestato gratitudine per questo importante lavoro svolto dalla Fondazione.

    Appuntamento, dunque, il 16 dicembre in piazza San Giovanni per scoprire i regali che questi ragazzi hanno preparato per noi.

  • “Sapere sognare” al Castello di Donnafugata

    “Sapere sognare” al Castello di Donnafugata

    Saper sognare è un dono. Sapere sognare è un talento da alimentare. “Saper sognare” è anche il nome del progetto che la Fondazione San Giovanni Battista sta curando in collaborazione con il Comune di Ragusa. Un percorso che sta dando l’opportunità a bambini e ragazzi di fare esperienze sempre nuove, di qualificare il tempo libero e prevenire ogni forma di disagio sociale e povertà educativa.
    Tra queste attività è bello raccontare l’incontro con il progetto interdisciplinare “Viaggio illustrato al Castello di Donnafugata”, una gita per imparare ad amare un luogo di pregio del nostro territorio. Un luogo, appunto, da sogno!
    “Se sei tu per primo ad amare un luogo – spiega Simona Occhipinti, operatrice culturale – lo saprai di certo raccontare in modo unico e allora di sicuro farai innamorare tutti coloro che ti sapranno ascoltare.”

    L’idea che accomuna i 2 progetti è proprio quella di insegnare qualcosa di importante attraverso una modalità nuova, puntando su un approccio non formale ed empatico.

    “Progettare e realizzare un percorso educativo – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – ci ha riempito di  gioia. Ci stiamo sperimentando in ambiti diversi e questo progetto ne è un bel risultato. L’intento è quello di orientare atteggiamenti e comportamenti dei ragazzi per imparare, giocare, conoscersi e crescere insieme. Conoscere ad esempio un luogo speciale, come il Castello di Donnafugata, è un tassello prezioso nel viaggio tra il sogno e la realtà. Perché, come diceva il filosofo Félicitè Robert de Lamennais, ‘il passato è come una lampada posta all’ingresso del futuro’ e tradizioni locali e vocazioni dei territori possono essere rivitalizzate secondo le linee dello sviluppo sostenibile e del welfare di comunità”.

    “Sapere sognare” è un progetto voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista ed è inserito nelle attività di contrasto alla povertà educativa resa possibile grazie al Comune di Ragusa. L’ente comunale ha promosso l’iniziativa per l’organizzazione di attività educative non formali e informali, nonché per attività ricreative volte al benessere dei minori da 0 a 17 anni di concerto con il Ministero per le pari opportunità e la famiglia.

  • Impariamo a sognare insieme

    Impariamo a sognare insieme

    Sogna, ragazzo sogna
    Non lasciarlo solo contro questo mondo
    Non lasciarlo andare sogna fino in fondo
    Fallo pure tu

    (R.Vecchioni)

    Finalmente ci siamo……Saper Sognare c’è.
    E’ iniziato il centro socio-educativo che darà l’opportunità a bambini e ragazzi di esplorare le strade e i percorsi per sapere sognare e per contribuire allo sviluppo delle loro capacità e delle potenzialità attraverso laboratori e attività ludico- ricreative.

    Sono 20 i bambini che inizieranno questo percorso accompagnato da un’equipe di educatori e operatori sociali. L’iniziativa è stata voluta, cercata e curata dalla Fondazione San Giovanni Battista ed è inserita nelle attività di contrasto alla povertà educativa resa possibile grazie al Comune di Ragusa. L’ente comunale ha promosso l’iniziativa per l’organizzazione di attività educative non formali e informali, nonché per attività ricreative volte al benessere dei minori da 0 a 17 anni di concerto con il ministro per le pari opportunità e la famiglia.
    “Un’esperienza – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – che ci prepariamo a vivere con cuore, testa e tanta attenzione per stimolare percorsi educativi e orientare atteggiamenti e comportamenti dei nostri ragazzi per sperimentarsi, giocare, conoscersi e crescere insieme…e realizzare i loro sogni”.


    Il Progetto “Saper sognare” vuole attivare opportunità di apprendimento attraverso interventi innovativi di educazione non formale e informale, apprendimento esperienziale, attività di sostegno scolastico valorizzando lo sport come strumento educativo e di inclusione, la didattica dei luoghi, le esperienze informali e le attività extracurricolari (laboratori, animazione di strada, attività outdoor, linguaggio digitale, sport innovativi).

    Nelle prossime settimane i bambini e i ragazzi saranno coinvolti nei seguenti laboratori:
    Saper sognare… attraverso la scoperta di sé.
    Saper sognare… attraverso l’arte e le scienze
    Saper sognare… .attraverso lo sport.
    Saper sognare … attraverso l’innovazione tecnologica.
    Saper sognare rappresenta la sintesi perfetta di un lavoro sui bisogni del nostro territorio che la fondazione ha voluto raccogliere per ampliare le opportunità educative perché i sogni danno forma al mondo…