Tag: formazione

  • Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    Al via la seconda edizione di “Qualiforma”

    E’ stata presentata questa mattina la seconda edizione del corso “Qualiforma, competenze per un nuovo inizio”. Il progetto voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista e realizzato in collaborazione con il Gruppo Consulting si avvale del patrocinio del Comune di Ragusa. Destinatari di questa seconda edizione saranno 25 tra gli ospiti dei progetti di accoglienza che la Fondazione gestisce per conto dei Comuni di Ragusa e Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e della Prefettura. Obiettivo è la formazione di 25 assistenti di cucina mediterranea.
    “Dopo il successo ottenuto con la prima edizione – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è stato consequenziale ripetere questo tipo di percorso mirato a fornire ai nostri ospiti strumenti pratici per imparare un mestiere e, attraverso questo, trovare un lavoro, una abitazione degna e attuare così una piena inclusione sociale. Sottolineo che i 60 corsisti della scorsa edizione hanno tutti avuto occasioni di impiego nel settore della ristorazione, uno addirittura presso un noto ristorante con stella Michelin di Ragusa, segno che il lavoro è stato fatto bene e, soprattutto, che in questa progettualità c’era una visione reale del fabbisogno delle aziende che cercano mano d’opera qualificata. Faccio mia la felice sintesi di Ferruccio De Bortoli a proposito della questione immigrazione: “Gli imprenditori vorrebbero ancora più immigrati, salvo sostenere fuori dalla loro azienda che certo una società multietnica non è desiderabile. Le famiglie hanno bisogno di colf e badanti (che sono più del doppio dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale) salvo nutrire gli stessi timori di cui sopra”.
    “Per quest’anno – spiega Ernesto Turlà, progettista del Gruppo Consulting – avvieremo il corso di assistente di cucina mediterranea avvalendoci sempre dell’ausilio di docenti qualificati e chef stellati come Enzo Candiano e Claudio Ruta, senza dimenticare l’apporto di un maestro pasticcere come Enzo Dipasquale. Il corso sarà certificato dal Cepas e comprenderà sezioni teoriche e ore di stage in azienda. E’ una formula che abbiamo sperimentato con grande successo lo scorso anno e che, dunque, ripeteremo. Le aziende del territorio che ci hanno chiesto questo tipo di progettualità sono in aumento. Oltre trenta le realtà della ristorazione iblea che hanno sottoscritto con la Fondazione e noi un protocollo di intesa. Sfatiamo l’idea che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani; sono gli imprenditori italiani che chiedono a gran voce lavoratori ben preparati e, purtroppo, faticano a trovarne”.
    “Il Comune di Ragusa – sottolinea il sindaco Giuseppe Cassì – è convinto sostenitore di questa iniziativa di grande rilevanza sociale ed economica che mette assieme ingredienti importanti per la nostra comunità: si vuole dare ai giovani che vivono nel territorio l’opportunità di apprendere un mestiere. Si dà, al contempo, ai nostri imprenditori la possibilità di qualificare la loro offerta attraverso personale qualificato”.
    All’incontro di presentazione del progetto hanno preso parte Elvira Adamo, assessore ai Servizi sociali; Catia Pasta, assessore alla Pubblica istruzione; Giorgio Massari, assessore per lo sviluppo economico e Simone Digrandi, con delega alle politiche giovanili.
    Il progetto, che partirà la prossima settimana, avrà termine il 31 dicembre e si avvale della collaborazione di Area System e Cieffe Ragusa.

  • Cena di beneficenza, incontro di integrazione e solidarietà

    Cena di beneficenza, incontro di integrazione e solidarietà

    Il primo passo verso una clinica in Congo è stato compiuto ieri sera nel corso della cena di beneficenza organizzata dalla Fondazione San Giovanni Battista presso il ristorante “La Ciotola” di Ragusa.
    Un momento che giunge a conclusione del primo corso “Qualiforma: competenze per un nuovo inizio” realizzato con la collaborazione del Gruppo Consulting di Ragusa e rivolto a circa 60 beneficiari dei progetti di accoglienza e integrazione gestiti dalla Fondazione nei comuni di Ragusa e Comiso.
    Al termine dei tre corsi di formazione per assistente cuoco, assistente di sala e assistente pasticcere, i ragazzi coinvolti hanno preparato, con la guida degli chef docenti, la cena di beneficenza alla quale hanno partecipato autorità civili, religiose, collaboratori e amici della Fondazione.
    “Questa sera abbiamo raccolto 7975 euro grazie alla generosità di tutti gli intervenuti – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – che serviranno per avviare un progetto benefico in Africa. In particolare, il progetto prevede la costruzione di una clinica in Congo. Siamo convinti che oltre al quotidiano lavoro rivolto ai fratelli che vengono da altri paesi, sia doveroso impegnarci anche nei luoghi di provenienza di queste persone. Il nostro passo sarà forse una goccia nell’oceano, ma una goccia non contiene già forse in se stessa la natura e la forza dell’oceano”.
    Il corso è stato il frutto di una collaborazione con varie realtà del territorio. “Siamo grati a tutti i protagonisti di questo percorso, cominciando dai docenti di primissimo ordine che hanno guidato da par loro i nostri ragazzi. Grazie ai partner di progetto, agli sponsor e alle imprese che hanno ospitato i tirocini. Grazie in special modo ai miei collaboratori che si sono spesi in tutti i modi possibili per la riuscita del progetto. Grazie, infine, alle autorità politiche e militari perché con la la loro presenza manifestano sensibilità umana e partecipazione al nostro impegno. L’obiettivo di questo corso, infatti, è porre le basi per l’integrazione dei cittadini stranieri facendo incontrare la richiesta e la domanda di lavoro. Abbiamo voluto preparare persone capaci di essere impiegate nel settore strategico della ristorazione che fatica a trovare lavoratori qualificati. Diversi hanno già avuto proposte di lavoro e siamo certi che nei prossimi mesi i nostri giovani troveranno, grazie alla certificazione ottenuta, altre occasioni di un lavoro buono e ben retribuito, lavoro che dà loro la dignità che ciascuna persona merita.
    La cena è stata fortemente voluta anche dal vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa che ha ringraziato i numerosi ospiti presenti lodando la bontà dell’intera iniziativa.
    Presenti alla serata, brillantemente condotta dal giornalista Saro Distefano, il prefetto Giuseppe Ranieri, il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì con gli assessori Elvira Adamo, Simone Digrandi, Andrea Distefano, Giovanni Giuffrida e Catia Pasta, il presidente del Consiglio comunale di Ragusa Fabrizio Ilardo, il sindaco di Giarratana, Lino Giaquinta, il Questore Vincenzo Trombadore, il comandante provinciale dei Carabinieri Carmine Rosciano e il colonnello della guardia di finanza, Walter Mela.
    La consegna degli attestati ha sancito la fine della serata e del percorso di formazione, ma ha segnato l’inizio di un nuovo viaggio intriso di solidarietà che presto potrà dare altri frutti.

  • Mangiare con gli occhi

    Mangiare con gli occhi

    Competenze per un nuovo inizio dedica un suo modulo formativo agli assistenti di sala e mescita

    Se mangiare è un piacere, farlo seduti a una tavola ben allestita, curata e di design può diventare una vera e propria esperienza degna di essere ricordata. Lo sanno bene e lo stanno imparando sempre meglio gli allievi del corso “Assistenti di sala e mescita” del progetto formativo “Competenze per un nuovo inizio”. I ragazzi ospiti dei progetti SAI e CAS gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista sono impegnati in questi giorni al ristorante Mizzica – Pizza & Cucina di #Ragusa per acquisire capacità ricercatissime dal mondo del lavoro.

    “Quando andiamo in un ristorante – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – sappiamo bene che il gusto non è l’unico senso coinvolto. Anche l’occhio, come si usa dire, vuole la sua parte. Attraverso il corso di formazione i ragazzi comprendono che la “mise en place” è molto più che una pratica dettata dal galateo; è piuttosto una dimensione artistica della ristorazione e in quanto tale non può essere sottovalutata o trascurata. Il servizio in sala che questi nostri ragazzi andranno a fare è un vero e proprio biglietto da visita per ogni ristorante, dunque siamo consapevoli dell’importanza di questo ruolo”.

    A far visita agli studenti anche gli assessori del Comune di Ragusa Catia Pasta e Simone Digrandi che confermano la loro vicinanza a questo speciale progetto.

    Gli studenti, guidati dal professore Giorgio Comitini e assistiti dai tutor si muovono tra i tavoli, sistemano posate e tovaglioli e si preparano ad accogliere i clienti. Prima dell’apertura, però, è tempo di servire la cena proprio ai lavoratori del “Mizzica” che dovranno subito dopo impegnarsi fino a tarda sera. Ma non è finita qui, perché i titolari del locale ibleo trovano il tempo per ricambiare la cortesia e decidono di offrire ai corsisti una serata in pizzeria per concludere degnamente la lezione. “Anche questo – conclude Renato Meli – è “Competenze per un nuovo inizio”: formazione di alto livello, scambio culturale, incontro e possibilità per far nascere nuove e belle amicizie”.

  • Il progetto “Competenze per un nuovo inizio” ospita il sindaco di Ragusa

    Il progetto “Competenze per un nuovo inizio” ospita il sindaco di Ragusa

    In visita al progetto il sindaco Peppe Cassì e gli assessori Elvira Adamo, Catia Pasta e Simone DIgrandi

    Prosegue con successo “Competenze per un nuovo inizio”, il corso di formazione per assistenti alla ristorazione voluto dalla Fondazione San Giovanni Battista e realizzato in collaborazione con FORMA Consulting.
    Renato Meli “In questi giorni i ragazzi affidati ai progetti SAI e CAS sono impegnati nei tre percorsi pensati per loro: aiuto cuoco per cucina mediterranea, aiuto pasticciere e assistente di sala. Crediamo che l’integrazione, se pensata, possa e sappia creare delle buone prassi: formazione on the job, lavoro e, dunque casa in vista di una vera Comunità. Siamo felici che oggi siano a venuti a trovarci nelle aule di Areasystem Ragusa Srl e Cieffe il nostro sindaco Peppe Cassì con gli assessori Elvira Adamo, Catia Pasta e Simone Digrandi . E’ stato un momento molto bello per tutti noi. Grazie a quanti stanno collaborando per la riuscita del progetto, in special modo ai tanti qualificatissimi docenti che stanno svolgendo delle lezioni perfette per i ragazzi stranieri”.
    Ultimate le ore di aula, i sessanta iscritti saranno presto ospiti come tirocinanti in varie aziende del territorio. “Il punto di forza di questo progetto – prosegue il presidente della Fondazione – è proprio nel riuscire a fare incontrare la formazione professionale con la reali esigenze del settore della ristorazione che chiede a gran voce persone capaci di dare una mano di aiuto in sala e in cucina”.

    L’intervista al presidente Renato Meli e al sindaco di Ragusa Peppe Cassì:

  • Sorridere per curare

    Sorridere per curare

    Grande adesione al momento formativo con Michael Christensen, il primo clown dottore della storia mondiale

    “Sorridere per curare, per curarsi, per imparare a conoscere le persone e saper leggere ciò che ci circonda. Soprattutto avere l’occasione di apprendere dai migliori professionisti della comicoterapia”.

    Queste le motivazioni che Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, porta per presentare “L’umano prima di tutto, con il naso in tasca!”, programma di formazione che si svolge in questi giorni a Ragusa. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra i clown dottori di “Ci ridiamo su”, Fondazione San Giovanni Battista e Adierre con il sostegno del Comune di Ragusa. 

    “La presenza del primo clown dottore della storia mondiale, Michael Christensen, accompagnato dal pioniere italiano della comicoterapia Rodrigo Morganti – prosegue Meli – costituisce motivo di pregio per questo momento formativo. Non a caso verranno assegnati crediti formativi agli Assistenti Sociali iscritti all’Ordine professionale. Per noi della Fondazione, inoltre, si tratta di avere la possibilità di offrire ai nostri dipendenti, assistenti sociali ed educatori, un’ottima possibilità di arricchimento professionale che, senza dubbio, ricadrà sulle persone che siamo chiamate ad aiutare ogni giorno 

    “Noi siamo dei comicoterapeuti – si presenta Fabio Firrito di “Ci ridiamo su” – che operano in sistemi complessi nei quali la terapia è sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.  Siamo mediatori di relazioni laddove queste ultime rischiano di essere assenti o problematiche, come nel caso delle corsie di un ospedale. Il nostro compito è saper differenziare e valutare il contesto, riconoscere specifici segnali e rispondere adeguatamente, creare un contatto genuino, ascoltare nel profondo, usare il potere del “gioco” come forte agente di cambiamento. Siamo grati alla Fondazione e a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita di questo progetto”. 

    “Credo sia importante -aggiunge Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – dare attenzione al benessere di chi entra in una relazione di sostegno e di ascolto. Per essere veramente di aiuto, infatti, bisogna essere capaci di superare i propri limiti. Abbiamo sostenuto questo corso di formazione perché punta soprattutto a questo”. 

    “L’esperienza che stiamo vivendo – conclude Gian Piero Saladino, direttore della Scuola per assistenti sociali di Modica – è importante per contrastare l’iper velocità dei nostri tempi che porta all’odio sociale e per arginare l’eccessivo allarmismo che connota la comunicazione odierna. Questa esperienza di formazione interprofessionale esalta l’uomo come essere capace di vedere oltre le apparenze”. 

    Il corso “L’umano prima di tutto! Con il naso in tasca” ha goduto del patrocinio del Comune di Ragusa, della convenzione con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia ed ha il supporto di diversi patrocini e sponsor privati.

  • Il primo clown dottore della storia, Michael Christensen e il pioniere italiano Rodrigo Morganti saranno a Ragusa per “L’umano prima di tutto”, l’evento formativo in programma dal 5 all’8 ottobre prossimi

    Il primo clown dottore della storia, Michael Christensen e il pioniere italiano Rodrigo Morganti saranno a Ragusa per “L’umano prima di tutto”, l’evento formativo in programma dal 5 all’8 ottobre prossimi

    Un’occasione praticamente unica. Il primo clown dottore della storia mondiale, Michael Christensen, e il pioniere italiano della comicoterapia Rodrigo Morganti saranno i protagonisti assoluti del corso di formazione “L’umano prima di tutto! Con il naso in tasca” che è in programma da giovedì 5 a domenica 8 ottobre a Ragusa, su iniziativa dei clown dottori “Ci ridiamo sù”, Fondazione San Giovanni Battista e Adierre. Sono già aperte le iscrizioni per una sessione formativa che per quattro distinte giornate si soffermerà sul ruolo della comicoterapia come arte capace di valorizzare il lato “umano” nella relazione con l’altro. E come questa abilità si traduca direttamente nelle altre professioni. Si parlerà di umanizzazione, inclusione, ascolto e presenza empatica e si approfondiranno gli strumenti utili nella relazione socio sanitaria e nella comunicazione sensibile in vari ambiti.
    Nella prima giornata del corso di giovedì 5, rivolta specificatamente agli insegnanti di ogni ordine e grado e a cura di “ADR” (Associazione Docenti per la Ricerca e la Formazione – Modica (RG), soggetto qualificato per la formazione del personale della scuola riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ai sensi della Direttiva n.170/2016), sarà trattata la comunicazione sensibile in classe, analizzando il rapporto tra emozione positiva e processo educativo. Le altre giornate formative, 6, 7, e 8 ottobre, sono rivolte ad assistenti sociali, professionisti del settore sociale e sanitario, operatori, educatori e volontari. Michael Christensen, vero fondatore della Comicoterapia, è stato il primo clown professionista ad aver aperto, nel 1986 a New York, insieme al collega Paul Binder, la prima unità di clown dottori allo scopo di portare le buone emozioni con il sorriso all’interno dei reparti pediatrici. E a Ragusa con lui ci sarà anche Rodrigo Morganti, il primo clown dottore italiano, che dal 1995 lavora negli ospedali e forma colleghi in giro per il mondo. Il corso sarà un laboratorio esperienziale ed interattivo che, introducendo alla comicoterapia, una metodologia collaudata e potente che si basa sulle emozioni e utilizza l’umorismo e la comicità come strumenti terapeutici per migliorare la qualità della vita delle persone, offre una nuova chiave di lettura e nuove modalità comunicative per affrontare differenti criticità, trovando applicazione in diversi ambiti. Le abilità del clown dottore, grazie ad un approccio empatico ed inclusivo, hanno il pregio di poter essere traslate coinvolgendo un’ampia gamma di professionisti che, con tali strumenti opportunamente utilizzati, possono promuovere un’umanizzazione più profonda nelle relazioni con gli altri. Saper differenziare e valutare il contesto, riconoscere specifici segnali e rispondere adeguatamente, creare un contatto genuino, ascoltare nel profondo, usare il potere del “gioco” come forte agente di cambiamento.
    Per informazioni ed iscrizioni relative al 5 ottobre, rivolto agli insegnanti di ogni ordine grado, scrivere a: formazione@adierre.org. Per informazioni ed iscrizioni relative alle altre giornate del corso rivolte ad assistenti sociali, professionisti del settore sociale e sanitario, operatori, educatori e volontari, scrivere a formazione@ciridiamosu.it. Il corso “L’umano prima di tutto! Con il naso in tasca” gode del patrocinio del Comune di Ragusa, della convenzione con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia ed ha il supporto di diversi patrocini e sponsor privati. Verranno assegnati crediti formativi agli Assistenti Sociali iscritti all’Ordine.

  • Raccontare il “SAI” alle scuole

    Raccontare il “SAI” alle scuole

    Si è concluso il percorso formativo con gli studenti del Liceo di scienze umane “Vico” di Ragusa

    Gli studenti di oggi sono i migliori testimoni per la società del domani. Con questa idea la Fondazione San Giovanni Battista ha accolto l’invito del Liceo di Scienza umane “Giambattista Vico” di Ragusa per tenere un ciclo di incontri dedicati al Sistema di accoglienza e integrazione (SAI).
    Incontri che si sono tenuti nell’aula magna dell’Istituto e che hanno avuto un momento di conclusione presso la sede del progetto “Famiglia Amica” del Comune di Ragusa.
    “Sono certo – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – che la scuola è un luogo privilegiato per affrontare temi importanti come l’inclusione sociale e la pace. L’esperienza di oggi ha portato questi ragazzi a toccare con mano una parte della nostra quotidianità lavorativa. Un modo per far sperimentare loro che occorre andare oltre i luoghi comuni. Sarebbe importante e direi quasi fondamentale che le insegnanti e i ragazzi, cui sono enormemente grato per la sensibilità mostrata, raccontassero l’esperienza vissuta per disinnescare facili e gratuite semplificazioni oltreché pregiudizi”.
    I docenti ed i ragazzi del “Vico” hanno portato in dono alla Fondazione due alberi che sono stati piantati nel giardino della struttura di via Ungaretti. “E’ un dono speciale per il quale siamo ulteriormente grati alla scuola – prosegue Meli – poiché riveste un valore simbolico molto importante: gli alberi con le loro radici, chiedono che si abbia cura di loro e in cambio offrono frutti importanti, proprio come avviene con le persone.

    Prendendoci cura l’uno dell’altro si diventa capaci di incontrarsi nel segno della vera amicizia”. “Sono grato anche ai miei collaboratori che hanno donato, con grande professionalità, le loro esperienze e conoscenze a questi alunni”. 
    A piantare gli alberi hanno provveduto gli studenti e gli ospiti dei progetti SAI “Vivere la vita” del Comune di Ragusa, “Biscari” e “Farsi prossimo” del Libero consorzio comunale di Ragusa. Una festa che è soprattutto un arrivederci.

  • Winter school nel segno della cittadinanza globale

    Winter school nel segno della cittadinanza globale

    Renato Meli: “Vogliamo offrire ai giovani studenti degli strumenti e delle prassi utili alla costruzione del loro futuro”

    “Cittadinanza globale, migrazioni, radicalizzazione”, questo il tema della seconda edizione “Winter school” alla quale ha preso parte la Fondazione San Giovanni Battista.
    Il progetto formativo vede tra i principali promotori la “Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere – Università degli Studi di Catania” in collaborazione con il “Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – Università della Calabria”, il “Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa”.
    Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha condotto il suo momento formativo sul tema “Ripensare il territorio attraverso i processi di inclusione”. Un argomento di bruciante attualità per il quale la Fondazione lavora da decenni.

    “La Fondazione – conferma Meli – è impegnata ormai da molti anni in percorsi di integrazione e inclusione sociale di cittadini stranieri. L’evolversi delle normative non sempre ha sostenuto l’impegno di chi lavora per favorire il dialogo tra le culture, il superamento delle disparità socio economiche e la reale costruzione di una società più equa.
    A tal proposito occorre ribadire l’importanza delle reti territoriali, dei servizi integrati al fine di evitare appesantimenti burocratici e lungaggini amministrative che sono di nessun aiuto.
    Siamo lieti di dare il nostro contributo alla Winter school attraverso una collaborazione che si fa affinando col passare del tempo. La nostra comune idea di fondo è di offrire ai giovani studenti degli strumenti e delle prassi utili alla costruzione del loro futuro”.

  • Winter school, il sistema Sprar tiene lezione

    Winter school, il sistema Sprar tiene lezione

    Nel corso della Winter school la Fondazione San Giovanni Battista presenta il modello di accoglienza integrato e riflette sui fenomeni migratori in Italia

    Una giornata di formazione dedicata alle leggi che regolano i fenomeni migratori e al sistema di accoglienza integrato in Italia. La Fondazione San Giovanni Battista ha partecipato con i propri formatori alla terza giornata della Winter school “Mediterraneo, conoscenza e trasformazione”. Un evento realizzato in collaborazione con l’Università di Catania e della Calabria e con il Centro studi mediterraneo “La Pira”.


    L’avvocato Enrico Mallia, legale dei progetti Sprar/Siproimi gestiti dalla Fondazione, ha tratteggiato la cornice giuridica entro la quale opera il complesso sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale.
    Antonio La Monica e Giuseppina Cavalieri, coordinatori di due progetti Siproimi, hanno offerto il punto di vista di chi, ogni giorno, opera nelle strutture per l’integrazione. Un viaggio attraverso esperienze dirette e lungo un cammino che ha condotto l’Italia verso un modello guardato con ammirazione in tutto il mondo: dai primi passi del “Piano nazionale asilo”, passando dai progetti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) giungendo all’attuale Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati.
    “Per noi – spiegano i responsabili dei progetti – è un dovere parlare con gli studenti per creare nuovi anticorpi che possano combattere la disinformazione. I nostri progetti, continuamente monitorati, hanno le porte sempre aperte per quanti volessero conoscere il senso profondo del nostro lavoro”.

    L’intervento di Renato Meli, presidente della Fondazione, e di Chiara Facello, referente dell’area di ricerca, ha toccato due aspetti: da un lato le nuove sfide per le politiche migratorie in Italia. Dall’altro, lo sguardo è stato gettato sul fenomeno inverso dell’emigrazione. “Un tema poco dibattuto – affermano i relatori – e che dimostra, dati alla mano, come vi siano ormai più emigrati che immigrati. Il fenomeno è ancor più sensibile nei paesi del sud Italia dove la fuga di capitale umano sta assumendo proporzioni preoccupanti. E’ il Regno Unito la meta privilegiata di chi lascia l’Italia”.
    Quali le risposte possibili? “L’assunto di fondo – spiegano i ricercatori – è che il tema dell’immigrazione sia troppo spesso usato dai media per distrarre la nostra attenzione da problemi ben più gravi. L’Italia deve investire in formazione ed istruzione. Il livello della dispersione scolastica nella nostra provincia fa registrare cifre preoccupanti ed in aumento”.

  • “WE-lab, dal welfare aziendale a quello territoriale”

    “WE-lab, dal welfare aziendale a quello territoriale”

    Renato Meli: “Le parole chiave sono alleanza, comunità, nuovo modello di welfare, formazione di nuove figure professionali, progetti che per essere incisivi devono innescare processi generativi”.

    Stimolare la coesione sociale, valorizzare le reti formali ed informali presenti sul territorio allo scopo di sperimentare modelli innovativi di valorizzazione delle competenze professionali per favorire forme dignitose di inclusione lavorativa. E’ questo l’obiettivo del progetto “WE-lab: dal welfare aziendale a quello territoriale” patrocinato dal Comune di Ragusa – Assessorato allo sviluppo di Comunità e promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista e dalle cooperative sociali “Speha Fresia”, “Don Puglisi” “Rinart”, “L’Arca”, “ Agire”. “I.R.I.S.” e “Passwork”.

    Il progetto, presentato oggi in conferenza stampa, fornisce un occasione per riflettere sul welfare italiano e su nuove possibili prospettive di sviluppo.

    “L’idea di partecipare all’avviso 42, promosso da FONCOOP – esordisce Renato Meli, presidente della Fondazione san Giovanni Battista –  nasce da diverse esigenze emerse dentro l’organizzazione che dirigo. La Fondazione San Giovanni Battista è un’organizzazione che necessitava di un investimento importante in formazione per i propri dipendenti, anche alla luce dei cambiamenti in atto nei nostri territori, per costruire un nuovo modello di intervento mirato sui fabbisogni. La partecipazione al progetto nasce anche dalla necessità di creare nuove figure di accompagnamento all’inclusione attraverso la valorizzazione dei profili esistenti all’interno dell’ente definendo funzioni innovative di mediazione per l’inclusione”.

    “Per progettare servizi, programmi e interventi prima di tutto bisogna preparare il terreno: analizzare, poi pianificare e solamente dopo agire. La Fondazione con questo progetto promuove lo sviluppo di strategie da attivare per realizzare progetti che siano in linea con gli obiettivi indicati prioritari a livello europeo. Tutti temi che necessitano di una governance anche su base locale utilizzando gli strumenti messi in atto dalla legge. Il terzo settore può giocare un grande ruolo per sensibilizzare le Istituzioni sulle domande che vengono dal basso. Il welfare state italiano continua ad essere in profonda sofferenza. A causa degli scarsi investimenti pubblici in ambito sociale e dei complessi mutamenti socio-demografici in atto, Stato, Regioni e Comuni faticano a rispondere efficacemente alle necessità vecchie e nuove dei cittadini”.

    We-lab punta sul ruolo sempre più importante di aziende, parti sociali, enti del terzo settore, ma anche su un perimetro di intervento che si amplia attraverso interventi ibridi e inediti.

    “Per vincere le sfide sociodemografiche – conclude Meli – il protagonismo dei corpi intermedi deve continuare a rafforzarsi. Infatti il progetto si basa su questo modello attoriale per contaminare modelli nati in uno specifico contesto per poi applicarli a nuovi ambiti. La Fondazione con We-lab intende realizzare una rete stabile ed efficiente per elaborare nuove politiche. Aumentare le capacità del sistema locale di pianificare e di progettare in forma partecipativa non soltanto migliora l’efficacia e l’efficienza delle politiche di sviluppo, ma incrementa anche le possibilità di reperire risorse finanziarie. Ogni organizzazione incorre spesso un rischio che può essere tradotto nella metafora: “per colpa degli alberi non si vede la foresta”, ovvero se troppo schiacciato su un modello si perde di vista l’obiettivo”.