Tag: giornata mondiale del rifugiato

  • Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Fili che raccontano, mani che accolgono – Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Si è conclusa il 3 luglio a Ragusa la Giornata Mondiale del Rifugiato, un momento intenso di incontro, arte e comunità.

    Nei giorni 17, 18 e 19 giugno, grazie al laboratorio artistico partecipato Tutti a Tavola a cura del Collettivo Ocra ETS, i partecipanti dei progetti “Famiglia Amica”, “Vivere la vita”, “Accoglienza Casmenea” hanno dato vita a forme di arte con la voglia di stare insieme attorno a un tavolo: Stampa conviviale, dove stoviglie, forme e simboli hanno preso vita su stoffa, creando una splendida tovaglia collettiva.

    Ricamo collettivo, in cui tante mani hanno intrecciato fili e storie diverse, costruendo un’unica grande opera fatta di piccoli pezzi di vita. Giorno 3 luglio , la grande tovaglia creata insieme è diventata protagonista della Cena di comunità, un momento di vera convivialità, dove persone provenienti da luoghi e culture diverse si sono sedute fianco a fianco per condividere piatti, sorrisi e racconti.

    La serata si è conclusa con un momento musicale, a cura degli Omissis, che ha accompagnato la bellezza che nasce dall’incontro e la contaminazione tra le diversità.

    “Grazie – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – a tutti coloro che hanno partecipato, contribuito e condiviso questi giorni speciali. Abbiamo costruito insieme non solo una tovaglia, ma un pezzo di comunità più unita e consapevole”.

  • Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa

    “Le migrazioni nello sguardo della Dottrina sociale della Chiesa”. Questo il tema dell’incontro che si è tenuto ieri all’auditorium “Carlo Pace” di Comiso. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione San Giovanni di Ragusa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, ha avuto come relatore Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”.
    “Le migrazioni – ha ricordato in apertura Renato Meli, presidente della Fondazione – rappresentano uno dei fenomeni più complessi e significativi del nostro tempo, coinvolgendo aspetti umanitari, sociali, economici e culturali. È un tema che ci interroga ogni giorno. Basti pensare al calo demografico che vive l’Italia e che neanche le immigrazioni consentono di recuperare. Il tasso di produttività in calo nel nostro Paese pretende la presenza di mano d’opera che solo gli stranieri possono e vogliono offrire. Solo in provincia di Ragusa le emigrazioni sono pari ad oltre quattro mila persone che sono andate all’estero. In Italia sono quasi un milione le persone, per lo più giovani e preparate, che hanno abbandonato in pochi anni questo Paese. Per questo è importante affrontare il fenomeno della Migrazione con serietà e con sguardo aperto”.
    Mimmo Muolo, attento osservatore della società e grande esperto della dottrina sociale della Chiesa ha ricordato come nel Vangelo, ci sono diverse fonti che parlano di accoglienza allo straniero.
    “Un esempio importante – spiega – si trova nel Vangelo di Matteo dove Gesù dice: “Ero forestiero e mi avete ospitato”. Questo passo sottolinea l’importanza di accogliere gli stranieri, evidenziando il valore della compassione e dell’ospitalità”.
    L’imprescindibile punto di partenza evangelico è, appunto, un primo passo verso una riflessione molto approfondita.
    “Al centro della visione della Chiesa sulle migrazioni c’è la dignità intrinseca di ogni essere umano, creato a immagine di Dio. La Dottrina sociale della Chiesa sottolinea che i migranti devono essere trattati con rispetto e considerazione, riconoscendo i loro diritti fondamentali, come il diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza e a condizioni di vita dignitose. La Chiesa invita le comunità e chi opera in politica a garantire protezione e assistenza a chi è costretto a lasciare la propria terra evitando inutili schieramenti o prese di posizione ideologiche”.
    L’accoglienza, dunque, non rappresenta solo un atto di carità, ma è un dovere morale che riflette l’amore cristiano e la fraternità universale.
    “Le istituzioni pubbliche e le comunità locali – prosegue Muolo – devono creare condizioni favorevoli all’integrazione e nel promuovere politiche migratorie giuste e umane. È importante favorire un dialogo interculturale e combattere ogni forma di ghettizzazione, xenofobia e razzismo”.
    Per la Chiesa, le migrazioni sono anche un’opportunità di testimonianza evangelica e di riflessione etica sui fenomeni che spingono le persone a migrare.
    “La dottrina sociale della Chiesa – avverte Muolo – invita a riflettere sulle cause profonde delle migrazioni, come le ingiustizie economiche, le guerre e i cambiamenti climatici. La Chiesa sostiene un impegno globale per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile, affinché le persone possano vivere nelle proprie terre con dignità e speranza”.
    Il pensiero va all’enciclica “De rerum novarum” promulgata da Leone XIII nel 1891. “Anche se l’enciclica non tratta direttamente il tema della migrazione, il suo messaggio di solidarietà, giustizia e rispetto per la dignità umana può essere applicato anche a chi si sposta da un luogo all’altro in cerca di migliori condizioni di vita”.
    Mimmo Muolo ricorda come in tempi recentissimi la Chiesa ha affrontato direttamente il tema della migrazione in altri documenti e insegnamenti. Un esempio importante è l’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, che richiama l’importanza della fraternità e dell’accoglienza, invitando a superare le barriere e a costruire una società più giusta e solidale.
    Importanti i passaggi in cui il vaticanista di “Avvenire” sottolinea i doveri del migrante accolto in una terra straniera e la necessità di comprendere anche le percezioni distorte che l’opinione pubblica può sviluppare sul tema delle migrazioni. “Occorre – dice – che ogni migrante rispetti le leggi del paese ospitante, che operi uno sforzo autentico per integrarsi nella comunità locale. È importante che mantenga un atteggiamento di rispetto verso le persone e le culture che lo accolgono. È anche importante cercare di capire le ragioni di chi teme la presenza degli stranieri per mantenere un con loro un dialogo costruttivo e non ideologico”.

  • Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    Giornata Mondiale del Rifugiato 2025

    La Giornata Mondiale del Rifugiato 2025 si affaccia su nuovi scenari di guerra, su un mondo che sembra avere smarrito quasi del tutto il senso dell’empatia, del dialogo e della pace. Iran, Gaza, Ucraina, Sudan ed Etiopia sono solo alcuni degli scenari di guerra che oggi infiammano il mondo. Ecco perché è urgente celebrare con forza l’appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di milioni di persone costrette a fuggire nel mondo proprio a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.
    La Fondazione San Giovanni Battista, da 25 anni in prima linea per l’accoglienza e l’inclusione dei rifugiati propone alcuni momenti di riflessione e di condivisione con l’intento di dare concretezza al #torniamoasentire che vuole essere il tema di fondo di questa giornata.
    Dal 17 al 19 giugno attiviamo “TUTTI A TAVOLA”, laboratori artistici partecipati a cura del Collettivo Ocra ETS. Gli incontri si svolgeranno presso i centri di accoglienza della Fondazione San Giovanni Battista e prevedono due pratiche artistiche per creare insieme una grande tovaglia stampata a mano con stoviglie, timbri e simboli della condivisione. Verrà anche realizzato un ricamo collettivo che, simbolicamente unisca storie diverse in un’unica opera tessile. 

    Giorno 1 luglio, a Comiso rifletteremo con il giornalista Mimmo Muolo, vaticanista per il quotidiano “Avvenire”, sul tema “Una riflessione pubblica sulle migrazioni alla luce della dottrina sociale della chiesa”. 

    Il 3 luglio, infine, presso il centro CAS di contrada Borgo la Croce di Ragusa vivremo un momento di convivialità aperta a tutta la comunità. Si mangerà insieme attorno alla tovaglia collettiva realizzata nei laboratori. 

    “In occasione di questa Giornata mondiale del rifugiato, ricorda Renato Meli – presidente della Fondazione San Giovanni Battista – desidero sottolineare quanto sia fondamentale coltivare l’empatia e la capacità di ascoltare e comprendere la sofferenza e i bisogni di chi ha dovuto lasciare la propria terra. Solo attraverso il sentire del cuore possiamo provare a comprendere realmente ciò che può significare il percorso di un rifugiato. Credo peraltro sia necessario affrontare il tema delle migrazioni epurandolo da condizionamenti ideologici o di parte. Il tema delle migrazioni infatti ci riguarda nella duplice accezione, immigrazione ed emigrazione. Tutte le società evolute sono chiamate ad accogliere e includere ma anche ad interrompere il ciclo infinito della violenza e dello sfruttamento, contribuendo a costruire un mondo dove ogni uomo e ogni donna possano trovare speranza e dignità senza dover necessariamente lasciare la propria patria. Gli appuntamenti che abbiamo pensato quest’anno hanno il segno della semplicità, della riflessione e della condivisione quali traiettorie per immaginare orizzonti di pace e di vera umanità”.

    #withrefugees #torniamoasentire #gmr25