Tag: scuola

  • Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    Orientamento, non solo una scelta, ma un laboratorio di futuro

    “L’orientamento degli studenti in uscita dalla Scuola superiore non riguarda solo i ragazzi ma va vissuta come una responsabilità collettiva”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, spiega il senso del momento promosso martedì 28 aprile presso la sede centrale dell’Istituto “Vico- Umberto I – Gagliardi”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “A Scuola di Futuro”, finanziato dall’ Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza.

    “Nel contesto attuale– ricorda Renato Meli – spetta non solo alla scuola ma a tutta la comunità educante il dovere di accompagnare gli studenti in questa fase di transizione. Anche le imprese, le università, gli enti locali e del Terzo settore devono collaborare con le scuole per creare un ambiente che possa sviluppare le competenze adatte per una scelta consapevole”.

    “L’orientamento – prosegue – è una scelta di civiltà per costruire un contesto in cui ogni studente viene riconosciuto nella propria unicità, senza ridurlo ad una performance o ad un voto. L’orientamento moderno deve diventare un vero e proprio laboratorio di futuro”.

    Ed è proprio l’energia dei giovani la vera protagonista della giornata: centinaia di studenti hanno animato i corridoi e le aule dell’istituto, trasformando l’evento in un momento di partecipazione attiva ben oltre le aspettative.

    La presenza di numerosi atenei, che hanno accolto l’invito da varie parti d’Italia, ha permesso ai tanti ragazzi intervenuti di sperimentarsi in maniera concreta in attività condotte da docenti e ricercatori; varie stanze hanno permesso alle università di presentarsi in modo chiaro e concreto creando momenti di confronto e orientamento personalizzato.

    “Non esiste un solo migliore ateneo – ha sottolineato il professor Maurizio Cerruto, in collegamento dall’Università della Calabria – ma tante eccellenze distribuite in tutta la penisola”.

    “Ringrazio la Fondazione San Giovanni Battista – ha detto la professoressa Nunziata Barone, dirigente dell’istituto superiore che ha ospitato l’evento – per il notevole lavoro organizzativo. Speriamo che questa iniziativa che si attua oggi per la prima volta possa diventare una tradizione”.

  • TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    TAG, alleanza educativa per intercettare il disagio giovanile

    Presentato questa mattina nella sala “Gianni Molè” il progetto TAG – Territori in Ascolto per i Giovani

    “I ragazzi di oggi sono sempre più soli, esposti ai rischi dei social network e a forme di violenza che spesso li attraversano e li segnano. A noi – istituzioni, scuola, terzo settore – spetta il compito di incontrarli davvero, di ascoltarli senza filtri e di accompagnarli con responsabilità nel loro percorso di crescita”.

    Con queste parole Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ha aperto l’incontro di presentazione di TAG – Territori in Ascolto per i Giovani, un progetto integrato di prevenzione e supporto rivolto agli adolescenti tra i 14 e i 18 anni della provincia di Ragusa.

    TAG nasce da un’alleanza operativa tra il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Fondazione San Giovanni Battista, l’Associazione I Tetti Colorati ETS, la Cooperativa Sociale L’Arca e l’Associazione Lauretana ODV-ETS. Il progetto è finanziato dal Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 nell’ambito dell’iniziativa nazionale Province X Giovani.

    “I giovani – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – esprimono un bisogno autentico di relazione, di comunità, di presenza. A noi adulti spetta il compito di accompagnarli, senza sostituirci, ma costruendo con loro percorsi credibili. La parola chiave, per noi, è alleanza. TAG intende rafforzarla, superando la semplice logica della rete istituzionale per generare processi duraturi, capaci di continuare anche oltre la conclusione del progetto.

    Renato Meli

    In questo senso, la scuola resta un presidio decisivo: come ricordava Piero Calamandrei, è un organo fondamentale della democrazia. E, allo stesso tempo, non possiamo dimenticare l’intuizione di Gesualdo Bufalino, secondo cui per sconfiggere davvero la mafia e l’atteggiamento mafioso servirebbe un esercito di maestri elementari.

    Per questo lavoreremo nei luoghi informali della vita quotidiana dei ragazzi, ma anche all’interno dei contesti educativi e istituzionali, perché è lì che si costruisce – giorno dopo giorno – una comunità più consapevole e responsabile”.

    Attraverso sportelli di ascolto, educativa di strada, laboratori espressivi e percorsi di cittadinanza attiva, TAG si pone l’obiettivo di raggiungere 150 destinatari diretti e 1.000 giovani del territorio, riportando il benessere emotivo e relazionale degli adolescenti al centro dell’agenda pubblica e della responsabilità comunitaria.

    All’incontro, alla presenza di rappresentanti istituzionali e del territorio, è intervenuto anche padre Roberto Asta, vicario della Diocesi di Ragusa:

    “In questo momento di crisi dell’associazionismo, è fondamentale riconoscere e sostenere il protagonismo dei giovani. Per farlo, dobbiamo incontrarli nei luoghi che abitano, ascoltarli con autenticità e camminare accanto a loro.

    La Chiesa li ha ascoltati nel corso degli anni dedicati al Sinodo, ma anche attivando progetti come questo e dando un segnale tangibile”.

    Le conclusioni della giornata di lavori sono state affidate a Gianna Dimartino, referente del progetto per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Da oggi TAG entra nel vivo, con un impegno preciso: esserci, nei luoghi e nei tempi della vita dei ragazzi.

    Non solo attività, ma presenza educativa continuativa, capace di leggere i segnali del disagio e trasformarli in percorsi concreti di crescita, relazione e responsabilità

    All’incontro hanno portato i saluti le autorità civili e militari del territorio. Erano presenti i dirigenti scolastici di alcuni istituti di istruzione superiore, referenti dell’Ufficio scolastico provinciale e docenti di varie scuole.

    la sala
  • Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Cento stelle per un nuovo Patto educativo

    Il progetto “Cento stelle per crescere e sognare” regala un nuovo Patto educativo per il Distretto socio sanitario 44. 

    “Cento stelle” è, il progetto realizzato da Oxfam, Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa e l’associazione L’Argent in collaborazione con gli Enti locali facenti capo al Distretto 44.  Un percorso che ha raggiunto cento giovanissimi del territorio ibleo, le loro famiglie e gli Istituti scolastici coinvolgendoli in varie azioni educative. 

    Nell’Auditorium “Pippo Tumino” degli uffici comunali dello Sviluppo Economico i protagonisti di “Cento stelle” hanno presentato e sottoscritto il Patto Educativo che sarà esteso a tutte le realtà pubbliche, del Terzo settore e delle realtà formative che ne faranno richiesta. 

    “Non nascondo una certa soddisfazione – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per il percorso e il processo avviato con il progetto Cento Stelle. Un buon risultato in termini di output è non solo il Patto Educativo che stiamo sottoscrivendo con i sindaci dei Comuni del distretto 44, ma anche la gioia espressa nei volti delle ragazze e dei ragazzi, delle insegnanti e in tutti coloro che sul campo si sono spesi oltre misura per questo traguardo”.

    La sottoscrizione del Patto viene dopo lunghi e proficui mesi di lavoro che hanno coinvolto le scuole, gli studenti e le loro famiglie.

    “Per la scuola – ricorda Meli –  abbiamo promosso approcci di apprendimento esperienziale, contestualizzato e interdisciplinare. L’incontro tra scuola e comunità ha generato nuove forme di progettualità educativa, attraverso l’attivazione di laboratori urbani, percorsi civici, attività svolte in contesti informali, ove l’apprendimento si è delineato come processo co-costruito. Per gli studenti abbiamo scelto di intervenire in un quartiere con carattere di forte esclusione e fragilità favorendo un’attivazione territoriale, che in futuro può essere replicata in altri quartieri. Quello che vogliamo, nel solco della nostra Costituzione, è rimuovere veramente gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

    “Cento stelle” ha coinvolto in modo innovativo ed attivo soprattutto le famiglie. 

    “Migliorare la qualità della vita dei bambini – conferma Renato Meli – vuol dire migliorare la qualità della vita delle loro famiglie, in particolare delle mamme. La nostra è una sperimentazione di welfare comunitario, che, nella prospettiva della città educante, chiama ogni attore educativo a rispondere alla domanda educativa mettendo alla prova modelli di azione pubblica capaci di realizzare nei fatti la sussidiarietà. In quest’ottica le persone che abitano i luoghi del progetto non sono destinatari, ma promotori e protagonisti dell’impegno educativo attraverso il Patto”.

    Il Patto educativo, dunque, giunge al termine di un cammino già avviato e che ha creato le condizioni per strutturare queste linee guida.

    “Oggi regaliamo alla nostra comunità – prosegue il presidente della Fondazione – un patto educativo che può rappresentare oggi uno dei volani più significativi per l’innovazione della scuola pubblica, in quanto incarna una visione dell’educazione come processo corale, intersoggettivo, istituzionalmente legittimato ma civicamente condiviso. Questi Patti educativi, infatti, si configurano come forme generative di cittadinanza attiva, attraverso cui i cittadini non soltanto partecipano, ma concorrono a produrre politiche educative pubbliche nella loro forma più matura. Ricordo, infatti, che le azioni di coesione e di comunità sono le vere promotrici dello sviluppo economico e sociale. Nei prossimi mesi, la Fondazione San Giovanni Battista sarà impegnata nell’attuazione concreta del Patto e nella sua valorizzazione insieme al comune di Ragusa e al distretto 44.  Il nostro obiettivo è di estenderne l’impatto anche attraverso nuovi progetti finanziati. Si tratta di un impegno strategico, che mira a rendere strutturale l’approccio educativo sperimentato, rafforzando la rete territoriale e offrendo nuove opportunità ai bambini, ai giovani e alle famiglie del Distretto 44”.

  • Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Il Liceo linguistico in visita al progetto SAI “Famiglia amica”

    Tre diversi mandala da colorare. Tre diverse classi del Liceo Linguistico “G. B. Vico – Umberto I” di Ragusa. Un progetto di educazione civica che intreccia il percorso scolastico con il cammino del progetto della rete nazionale SAI “Famiglia amica” gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista. “Il rapporto di collaborazione con l’Istituto Vico – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – si rinnova di anno in anno e siamo certi arricchisca entrambe le realtà. Per noi è fondamentale aprire le porte dei nostri progetti ai giovani studenti per dar loro modo di conoscere la realtà dei migranti titolari di protezione internazionale. Per la scuola ciò rappresenta un valore aggiunto che permette a chi studia di toccare con mano un fenomeno che troppo spesso è condizionato da luoghi comuni e da informazione fuorviante”.
    I giovani delle tre classi hanno avuto il tempo di conoscere i membri dell’equipe multidisciplinare di “Famiglia amica” per poi colorare tre mandala con tema il mondo, i punti cardinali e il fiore delle emozioni.
    Motivo di grande gioia per tutti i partecipanti la presenza dei bambini che sono accolti nella struttura di via Ungaretti, storica sede del progetto.
    Come da tradizione, un momento di fresca e dolce condivisione ha permesso a tutti di assaggiare un buon gelato.
    Gli studenti hanno dedicato l’ultima parte della mattinata per realizzare delle interviste ai vari componenti dell’equipe e per consegnare dei doni alle famiglie presenti.
    “Il regalo più grande che potete fare a noi e a tutti i nostri beneficiari – ha concluso Turi La Cognata, coordinatore del progetto – è il tempo: vi invitiamo a tornare ogni qual volta lo vorrete. Per voi e per tutti i ragazzi le nostre porte saranno sempre aperte”.
    Lunedì 26 maggio saranno le classi del Liceo di Scienze Umane a venire in visita al progetto “Famiglia amica” e la festa si rinnoverà ancora una volta.

  • A scuola di futuro

    A scuola di futuro

    La Fondazione San Giovanni Battista realizzerà un progetto contro la dispersione scolastica finanziato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

    Prosegue l’impegno della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa per lo sviluppo di progetti con al centro la volontà di arginare le povertà educative del territorio. È stata sottoscritta giovedì 17 ottobre a Roma una convenzione con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per la realizzazione del progetto “A scuola di futuro” contro la dispersione scolastica. La Fondazione, unica realtà in Sicilia e tra altre 5 in Italia, è stata individuata a seguito di un avviso pubblico e a una procedura selettiva.

    L’obiettivo del progetto è quello di promuovere attività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado che coinvolgano e motivino gli studenti, in particolare quelli con maggiori difficoltà e a più alto rischio.

    “Da alcuni anni – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – lavoriamo per il rafforzamento della comunità educante e per arginare le varie forme di povertà educativa.

    In questo settore abbiamo messo in campo progetti importanti come “100 stelle”, “Give me five”, “RiattiviAmo il quartiere”, “Zip” e “Zero to hero”.

    Questo progetto punta nello specifico alla formazione dei docenti riguardo tecniche e metodologie di didattica innovativa. Inoltre è previsto un servizio di accompagnamento e orientamento alla crescita per tutti quei ragazzi a maggiore rischio di marginalità sociale incoraggiandoli a sognare e ad agire il loro futuro da protagonisti. Abbiamo previsto anche azioni di intervento rivolte alle famiglie per creare i presupposti di una genitorialità più consapevole. Siamo molto contenti che l’Autorità garante abbia selezionato e scelto di finanziare un nostro lavoro tra i tanti pervenuti”. 

    Il progetto avrà inizio nelle prossime settimane per una durata complessiva di 18 mesi. Verranno coinvolti studenti e docenti di 4 scuole secondarie di primo grado e 2 scuole secondarie di secondo grado.

    “Con queste iniziative commenta l’Autorità garante Carla Garlatti – destiniamo risorse alla realizzazione di progetti concreti, che hanno una ricaduta diretta sui territori fondi a nostra disposizione ci consentono di finanziare progetti in un numero limitato di Comuni rispetto alle richieste pervenute”.

    https://www.garanteinfanzia.org/sport-minorenni-fragili-finanziati-dallautorita-garante-29-comuni-sotto-i-15-mila-abitanti
  • Conclusione del Progetto “Spazio Gioco” a Santa Croce Camerina

    Conclusione del Progetto “Spazio Gioco” a Santa Croce Camerina

    Si è concluso il primo ciclo del progetto “Spazio Gioco” per l’A.S. 2023/24! L’iniziativa attuata dal Comune di Santa Croce Camerina e gestita dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, ha permesso a15 bambini tra i 18 e i 36 mesi di partecipare quotidianamente ad un percorso di pre-scolarizzazione.

    Il progetto ha consentito ai piccoli alunni di sviluppare l’autonomia e di acquisire i prerequisiti utili per l’accesso alla scuola dell’infanzia.

    Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa iniziativa, rendendo possibile un’importante esperienza di crescita e formazione per questi “adulti di domani”.

    Un augurio speciale a tutti i piccoli partecipanti per un futuro scolastico brillante e pieno di nuove avventure e soddisfazioni!

  • Raccontare il “SAI” alle scuole

    Raccontare il “SAI” alle scuole

    Si è concluso il percorso formativo con gli studenti del Liceo di scienze umane “Vico” di Ragusa

    Gli studenti di oggi sono i migliori testimoni per la società del domani. Con questa idea la Fondazione San Giovanni Battista ha accolto l’invito del Liceo di Scienza umane “Giambattista Vico” di Ragusa per tenere un ciclo di incontri dedicati al Sistema di accoglienza e integrazione (SAI).
    Incontri che si sono tenuti nell’aula magna dell’Istituto e che hanno avuto un momento di conclusione presso la sede del progetto “Famiglia Amica” del Comune di Ragusa.
    “Sono certo – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione – che la scuola è un luogo privilegiato per affrontare temi importanti come l’inclusione sociale e la pace. L’esperienza di oggi ha portato questi ragazzi a toccare con mano una parte della nostra quotidianità lavorativa. Un modo per far sperimentare loro che occorre andare oltre i luoghi comuni. Sarebbe importante e direi quasi fondamentale che le insegnanti e i ragazzi, cui sono enormemente grato per la sensibilità mostrata, raccontassero l’esperienza vissuta per disinnescare facili e gratuite semplificazioni oltreché pregiudizi”.
    I docenti ed i ragazzi del “Vico” hanno portato in dono alla Fondazione due alberi che sono stati piantati nel giardino della struttura di via Ungaretti. “E’ un dono speciale per il quale siamo ulteriormente grati alla scuola – prosegue Meli – poiché riveste un valore simbolico molto importante: gli alberi con le loro radici, chiedono che si abbia cura di loro e in cambio offrono frutti importanti, proprio come avviene con le persone.

    Prendendoci cura l’uno dell’altro si diventa capaci di incontrarsi nel segno della vera amicizia”. “Sono grato anche ai miei collaboratori che hanno donato, con grande professionalità, le loro esperienze e conoscenze a questi alunni”. 
    A piantare gli alberi hanno provveduto gli studenti e gli ospiti dei progetti SAI “Vivere la vita” del Comune di Ragusa, “Biscari” e “Farsi prossimo” del Libero consorzio comunale di Ragusa. Una festa che è soprattutto un arrivederci.

  • “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    L’arte unisce il mondo, mentre le guerre lo dividono. Ecco perché scoprire il patrimonio artistico di un popolo può rappresentare un ponte per favorire l’incontro tra culture diverse e alimentare un cultura di pace. Quando poi a narrare le opere di un luogo è un migrante che da questo luogo è stato costretto a scappare, la vicenda assume un valore ancora più alto.
    Così Sadi dal Bangaldesh, Osama dalla Tunisia, Lami dall’Egitto e Kelvin dalla Nigeria hanno vissuto un giorno speciale. Ospiti del progetto SAI “Farsi prossimo” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, i ragazzi hanno incontrato gli studenti dell’Istituto comprensivo “Crispi” di Ragusa.
    Occasione di questa giornata, la chiusura del progetto PON “Capiamo l’altro – Artinsieme” promosso dalla scuola. I giovani studenti delle classi primarie e secondarie sono stati accolti dal responsabile del progetto, Enrico Mallia che ha spiegato loro il sistema di accoglienza. Dunque, nell’aula studio, i partecipanti hanno assistito alla lezione tenuta dai rifugiati che hanno narrato dell’arte presente nei loro luoghi di origine. L’arte contemporanea che descrive le rivolte studentesche in Bangladesh, il Teatro romano in Tunisia che può ospitare 35 mila persone, il monastero di Santa Caterina in Egitto e le teste di Ife che si trovano in Nigeria. Un viaggio che ha permesso di ricucire distanze, di fare riappropriare i migranti di parte del loro patrimonio culturale, di potersi raccontare ed essere protagonisti di un momento di formazione reciproca. Con l’aiuto dell’insegante di Italiano Valerio Santamaria e con la mediazione di Clara Rollo, esperta della lingua dei segni, i relatori hanno superato ogni difficoltà facendo giungere un messaggio chiaro: ogni luogo racchiude storia e bellezza.  Al termine della mattinata, dopo un momento di laboratorio dedicato alla creazione di bracciali seguito dall’educatrice Clara Sgarioto, un gelato e una merenda condivisa in giardino hanno suggellato un momento di gioia e di pace.  
    “L’obiettivo di questo PON – spiegano le docenti Biagia Accetta e Mirella Gurrieri – è proprio l’inclusione. anche se ci rivolgiamo a bambini ancora piccoli siamo certi che abbiamo permesso loro di vivere una giornata altamente formativa”.
    “Siamo sempre aperti a questo genere di esperienze ed incontri – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché la sensibilizzazione del territorio, partendo proprio dalle scuole, è parte della nostra missione”.

  • Welcome day al progetto SAI “Famiglia amica”

    Welcome day al progetto SAI “Famiglia amica”

    Quando è il cuore a dettare la via, non è possibile distinguere chi dona da chi riceve, Chi offre e chi accoglie. Così la splendida torta che Ivana offre al nostro presidente Renato Meli ha il valore del simbolo, di questo scambio che sfuma i confini e disegna il senso del nostro lavoro. Il primo “Welcome Day” della Fondazione San Giovanni Battista è stato celebrato nel progetto SAI Famiglia Amica. Un momento per festeggiare la fine dell’anno scolastico con gli alunni della classe III B della Scuola “Schininà” di Ragusa. Scuola che ospita Irene ed Elisabetta, due ragazze ucraine che hanno condiviso con i compagni gli ultimi mesi di scuola. Mesi pieni di emozioni. Le stesse che si sono manifestate negli abbracci, nelle parole e nelle frasi che i compagni hanno voluto dedicare alle loro nuove amiche e alla loro famiglia.
    “La scuola – conferma Renato Meli – è il luogo privilegiato per costruire un mondo di pace. Le nostre ragazze e le loro famiglie hanno trovato in noi, negli insegnanti e nei compagni di classe un motivo di serenità a fronte della situazione drammatica che vive il popolo ucraino”.
    La festa di fine anno ha convolto genitori, operatori del progetto e i beneficiari. “Per noi – conclude Meli – non esiste un’accoglienza diversa a seconda delle persone. Per noi tutti, da qualunque parte del mondo provengano, meritano la stessa attenzione e lo stesso livello di professionalità”.
    Ai ragazzi della III B il compito di allietare la mattinata con canti e prove musicali. A loro e a tutti gli studenti l’augurio di una felice conclusione di anno scolastico, di buone vacanze e, per chi dovrà, di un fortunato esame!

  • Una buona integrazione parte dalla scuola

    Una buona integrazione parte dalla scuola

    “A good integraction”, cioè una buona integrazione. Questo il titolo di un percorso formativo che la Fondazione San Giovanni Battista ha lanciato da qualche settimana  rivolgendosi al mondo della scuola. Obiettivo far conoscere agli studenti dell’Istituto “Gian Battista Vico” di Ragusa i percorsi di inclusione sociale promossi in questi anni dal sistema Sprar. “Il nostro – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è un progetto di educazione interculturale, un modo di vedere l’integrazione come l’incorporazione di una certa entità etnica in una società con l’esclusione di qualsiasi discriminazione razziale. Sentiamo, oggi più che mai, il bisogno di informare e riflettere intorno alle esperienze svolte dagli Sprar del territorio. Poche “buone azioni” per comprendere che non tutto quello che passa dai telegiornali nazionali rappresenti la sacrosanta verità”.

    Dietro le polemiche, al l di là delle tante parole che la politica spende nel dibattito sul tema, ci sono gli operatori dell’accoglienza, i mediatori, gli educatori, gli insegnanti e gli assistenti sociali pronti a mettersi a disposizione per gli esseri umani, non solo immigrati, con l’obiettivo della valorizzazione delle diversità culturali sul territorio e cercando di eliminare ogni tipo di stereotipo e di pregiudizio.

    “La scuola – prosegue Meli – riveste un ruolo importantissimo quale primo mediatore dell’inserimento sociale teso ad evitare la separazione su basi linguistiche, etniche, culturali e religiose attraverso l’insegnamento, diventando l’ambiente in cui si acquisiscono fondamentali valori che accompagneranno lo studente per tutta la vita”.

    “La tematica dell’immigrazione – sottolinea Gregory Scolaro, mediatore del progetto Sprar Famiglia amica – ricopre un ruolo fondamentale nella nostra società e l’incontro con il “diverso” non si limita ormai solo a episodi sporadici. Il nostro paese si è trasformato, da paese di emigrazione a paese di immigrazione, e l’integrazione rappresenta un’opportunità di arricchimento, mirando all’inserimento dignitoso di chi vive nel territorio e partendo dal riavvicinamento della distanza sociale, per creare uno spazio che permetta di educare sia i giovani che gli adulti alla conoscenza e al rispetto della diversità. L’integrazione, con le opportunità che comporta, determina un cambiamento, diventando un modo per relazionarsi con persone diverse, con le quali dialogare e scambiare opinioni, aprendosi alla possibilità di una cultura diversa per raccontare se stessi ascoltando gli altri. Conoscere e informarsi per interagire con chi ci appare come il nemico da mettere al margine senza neanche volerlo conoscere”.