Tag: SIPROIMI

  • Winter school, il sistema Sprar tiene lezione

    Winter school, il sistema Sprar tiene lezione

    Nel corso della Winter school la Fondazione San Giovanni Battista presenta il modello di accoglienza integrato e riflette sui fenomeni migratori in Italia

    Una giornata di formazione dedicata alle leggi che regolano i fenomeni migratori e al sistema di accoglienza integrato in Italia. La Fondazione San Giovanni Battista ha partecipato con i propri formatori alla terza giornata della Winter school “Mediterraneo, conoscenza e trasformazione”. Un evento realizzato in collaborazione con l’Università di Catania e della Calabria e con il Centro studi mediterraneo “La Pira”.


    L’avvocato Enrico Mallia, legale dei progetti Sprar/Siproimi gestiti dalla Fondazione, ha tratteggiato la cornice giuridica entro la quale opera il complesso sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale.
    Antonio La Monica e Giuseppina Cavalieri, coordinatori di due progetti Siproimi, hanno offerto il punto di vista di chi, ogni giorno, opera nelle strutture per l’integrazione. Un viaggio attraverso esperienze dirette e lungo un cammino che ha condotto l’Italia verso un modello guardato con ammirazione in tutto il mondo: dai primi passi del “Piano nazionale asilo”, passando dai progetti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) giungendo all’attuale Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati.
    “Per noi – spiegano i responsabili dei progetti – è un dovere parlare con gli studenti per creare nuovi anticorpi che possano combattere la disinformazione. I nostri progetti, continuamente monitorati, hanno le porte sempre aperte per quanti volessero conoscere il senso profondo del nostro lavoro”.

    L’intervento di Renato Meli, presidente della Fondazione, e di Chiara Facello, referente dell’area di ricerca, ha toccato due aspetti: da un lato le nuove sfide per le politiche migratorie in Italia. Dall’altro, lo sguardo è stato gettato sul fenomeno inverso dell’emigrazione. “Un tema poco dibattuto – affermano i relatori – e che dimostra, dati alla mano, come vi siano ormai più emigrati che immigrati. Il fenomeno è ancor più sensibile nei paesi del sud Italia dove la fuga di capitale umano sta assumendo proporzioni preoccupanti. E’ il Regno Unito la meta privilegiata di chi lascia l’Italia”.
    Quali le risposte possibili? “L’assunto di fondo – spiegano i ricercatori – è che il tema dell’immigrazione sia troppo spesso usato dai media per distrarre la nostra attenzione da problemi ben più gravi. L’Italia deve investire in formazione ed istruzione. Il livello della dispersione scolastica nella nostra provincia fa registrare cifre preoccupanti ed in aumento”.

  • Benvenuti a bordo

    Benvenuti a bordo

    Il 15 gennaio parte l’avventura del Servizio civile universale per i ragazzi selezionati dalla Fondazione San Giovanni Battista

    Il Dipartimento per le politiche giovanile e il servizio civile ha stabilito per il 15 gennaio la data di inizio per i colontari del Servizio civile universale selezionati per i 3 progetti “Passo Passo”, Marhaban” e “Tra culto ecultura”.
    Collegandosi al sito del Dipartimento all’indirizzo www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it – area riservata volontari – i volontari potranno ottenere la versione cartacea del contratto di servizio civile universale, seguendo la seguente procedura, secondo quanto già previsto in occasione della presentazione della domanda on line:

    • Utilizzando lo SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale).
    • inserendo le credenziali rilasciate dal Dipartimento attraverso il sistema DOL (Domanda On Line).
      Questa procedura consente di scaricare il contratto che sarà disponibile a partire dal 15 Gennaio 2020.
      Se qualcuno avesse difficoltà nel compiere queste operazioni può contattare e concordare un appuntamento con la Fondazione San Giovanni Battista, in Via Roma 109, Ragusa.
      Nel contratto è indicata l’ora e l’indirizzo di avvio. L’appuntamento per il primo giorno di servizio è il 1 5 Gennaio 2020 per le ore 14.00 e fino alle 18.00 in via Roma 109 al piano terra.
      Per il giorno di avvio i volontari dovranno portare due copie del contratto scaricato unitamente a copia di un documento di riconoscimento e codice fiscale.
  • Eventi di Natale

    Eventi di Natale

    Musica, arte e giochi per una festa di Comunità

    Sarà un Natale all’insegna dell’arte e della gioia da condividere quello pensato dalla Fondazione San Giovanni Battista in occasione delle festività 2019.
    Momenti aperti al pubblico ed altri riservati ai beneficiari dei progetti Siproimi, tutti all’insegna della testimonianza e della voglia di creare un nuovo spirito di comunità.
    Per quanto riguarda gli eventi aperti al pubblico, il primo appuntamento è dedicato ai più piccoli; giorno 23 dicembre alle ore 16, nel saloncino della Cattedrale San Giovanni, si svolgerà una tombola animata dai responsabili del progetto educativo “Strada facendo” sorto all’interno del Siproimi “Vivere la vita” del Comune di Ragusa. A conclusione di un anno di incontri ed attività di educativa di strada, gli animatori daranno vita ad una tombola con premi, merenda a partecipazione libera per tutti i bambini.
    Secondo evento in calendario, giorno 27 dicembre alle ore 20 presso la Chiesa della Badia per il “Concerto di Natale” che vedrà impegnata l’Orchestra mandolinistica “Gioviale” di Taormina. Il complesso strumentale, composto da 16 musicisti, offrirà un repertorio a tema natalizio. L’Orchestra Mandolinistica Gioviale è formata da mandolini, mandole, mandoloncelli, chitarre e contrabbasso. Il complesso strumentale si sviluppa in seno all’omonima associazione che si occupa nella ricerca e diffusione delle tradizioni mandolinistiche taorminesi e siciliane.
    Il giorno dopo, alle ore 21, la Chiesa della Badia ospiterà la presentazione del nuovo Cd di Juri Camisasca, “Laudes”.
    Juri Camisasca è cantautore, eremita, pittore d’icone. Da molti anni scrive canzoni e partecipa a numerosi progetti musicali, coltivando anche una lunga collaborazione con Franco Battiato.
    L’album, prodotto dalle edizioni Paoline e composto da brani inediti e composizioni gregoriane, ha già ottenuto un grande consenso. Il concerto di Ragusa vedrà sul palco Giovanni Celestre, alle tastiere, Alfredo Longo, alle chitarre e la Corale Cantus Novo di Ragusa diretta dal maestro Giovanni Giaquinta.
    Entrambi i concerti si inseriscono all’interno della manifestazione culturale “Liberi a Ragusa” e sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

    Tra gli eventi riservati agli ospiti in accoglienza nei progetti Siproimi gestiti dalla Fondazione, segnaliamo le visite alla scoperta delle tradizioni del territorio promosse dal progetto “Accoglienza Casmenea”. I ragazzi stranieri hanno svolto visite guidate a Marina di Ragusa, Comiso e Vittoria.

    Una tombola davvero speciale si svolgerà il 24 dicembre per i beneficiari di “Farsi prossimo”, sempre a Comiso. Sarà una tombola diversa dalle altre, “accessibile” ai non udenti e che si svilupperà non con i numeri ma con le immagini e le parole in italiano, per facilitare i ragazzi ad imparare la lingua italiana.

    “Famiglia amica” a Ragusa, infine, svilupperà, oltre che la tradizionale tombola, un pranzo condiviso tra operatori e beneficiari. Inoltre è prevista una attività di integrazione con passeggiata al fast food per i più piccoli.

  • I camminatori dell’Antica trasversale sicula a Canicarao

    I camminatori dell’Antica trasversale sicula a Canicarao

    Il progetto SIPROIMI “Accoglienza Casmenea” del Comune di Comiso gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista ha avuto l’onore di ospitare i camminatori dell’Antica Trasversale Sicula.
    L’Antica Trasversale Sicula unisce 8 province, 55 comuni, 6 parchi archeologici, 47 siti di interesse storico-archeologico-monumentale e 7 riserve naturali.
    Il tracciato ricco di storia, ripercorre le origini della Sicilia, che collegava i principali centri antichi della stessa. Il Cammino, lungo oltre 600 chilometri, è stato recuperato in base agli studi degli archeologi Giovanni Uggeri e Biagio Pace che hanno individuato un reticolo di Trasversali Sicule del periodo greco, che collegavano Camarina alle principali città greche, indigene e puniche della Sicilia orientale e occidentale, lungo il quale sono passati sale, grano, olio, vino, miele e zolfo, uomini e idee.
    La carovana è partita da Mozia, in provincia di Trapani e ha fatto tappa nel 42 giorno presso “Palazzo Trigona di Canicarao” sede del progetto “Accoglienza casmenea”.
    “La tenuta di Canicarao – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – rappresenta un posto dal quale è passata tanta e differente storia. Oggi siamo felici che possa ancora essere luogo crocevia di esperienza differenti tra loro ma accomunate dal destino che è proprio del viandante, di colui che cerca, in cammino, il proprio senso della vita. Lavoriamo sempre seguendo l’idea che le porte dei nostri progetti Siproimi debbano sempre essere spalancate a tutti affinché si sappia e si faccia sapere che la buona accoglienza rappresenta un valore per tutti ed un’occasione di crescita per coloro che la sanno cogliere”.
    “All’arrivo – racconta Alessandro Guastella, responsabile del progetto Accoglienza Casmenea – i viaggiatori sono stati accolti dall’equipe di progetto, dai volontari di Servizio civile universale e dagli ospiti presenti in struttura. È stato bello avere avuta l’occasione di vivere un momento di conoscenza e di condivisione delle reciproche esperienze e di testimonianze di vita. I viaggiatori si sono mostrati incuriositi delle attività che svolgono all’interno del sistema SIPROIMI e i nostri beneficiari hanno appreso dai camminatori un pezzo della storia della Sicilia, crogiuolo di popoli e di relazioni. L’impegno è quello di rinnovare l’ospitalità al fine di poter tracciare nuove strade verso una vera integrazione”.

  • La buona accoglienza ha un futuro

    La buona accoglienza ha un futuro

    Il decreto verrà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma è già possibile avere un quadro sul futuro del sistema SIPROIMi (ex SPRAR).

    «La buona accoglienza ha un futuro ed un futuro hanno anche i tanti professionisti che quotidianamente lavorano nel difficile compito di integrare i migranti titolari di protezione internazionale e sussidiaria».

    Con queste Renato Meli accoglie lo schema di decreto del Ministro dell’Interno,  e approvato giorno 7 novembre dalla Conferenza unificata.

    Il decreto, dopo che sarà passato dalla Corte dei Conti, verrà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma è già possibile avere un quadro sul futuro del sistema SIPROIMi (ex SPRAR) che ha già dato molto positivi risultati.

    «Non ho ancora studiato – sottolinea Renato Meli, impegnato in queste ore a Palermo per la tre giorni di confronto “Lampedusa convoca” – i particolari del decreto del Ministro dell’Interno relative alle modalità di finanziamento della rete SIPROIMI – ma esprimo un sentimento di sollievo nel vedere messi in sicurezza i progetti in scadenza a fine anno attraverso una proroga di sei mesi che gli enti locali avranno a disposizione per predisporre gli atti amministrativi necessari alla prosecuzione. La nostra Fondazione ha in gestione 5 progetti che fanno capo agli enti locali del Comune di Ragusa, Comiso e del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa».

    Condivido il parere del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che, in qualità di delegato Anci per l’immigrazione parla di continuità in continuità, in termini di servizi, rispetto allo Sprar. “L’impianto delle linee guida – ha dichiarato Biffoni – allegate al decreto, conferma infatti quegli standard definiti e implementati negli anni, che hanno reso la rete dei Comuni una delle migliori prassi in Europa nella presa in carico dei rifugiati”.

    «Dopo un lungo periodo di trepidazioni – conclude Renato Meli – guardiamo con sguardo più sereno all’immediato futuro con la certezza che la bontà del lavoro svolto da noi e da tante altre realtà del privato sociale possa continuare ad essere ciò che già è: innanzitutto un servizio per i più deboli, ma anche, per tanti dipendenti della Fondazione, la possibilità di proseguire la loro attività lavorativa».