Categoria: #sprar

  • Per l’informatica basta un… “CLIC”, al via un corso di formazione di base

    Per l’informatica basta un… “CLIC”, al via un corso di formazione di base

     

    La Fondazione San Giovanni Battista promuove un corso di alfabetizzazione informatica per contribuire a creare percorsi di inclusione sociale e di  inserimento socio-professionale per i cittadini stranieri ospiti dei progetti SPAR e CAS. Lo scopo è favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Soprattutto il laboratorio si soffermerà su uno spaccato delle dinamiche del mercato del lavoro per affrontare i problemi: Che lavoro voglio? Come e dove lo cerco? Con che strumenti?

    Gli incontri si terranno il martedì dalle ore 10 alle ore 13 a partire dal mese di marzo.

    SCARICA IL modulo di iscrizione corso alfabetizzazione 

    iNVIA IL MODULO COMPILATO ENTRO GIORNO 8 MARZO ALLA MAIL info@fsgb.it

    Il laboratorio ruota intorno ai seguenti temi:
    • Il testo word e le risorse del pacchetto office
    • Internet: come cercare informazioni utili
    Gli obiettivi del laboratorio sono:
    • acquisire maggiore consapevolezza di sé e del contesto
    Al termine del corso lo studente acquisisce le informazioni necessarie per utilizzare il pc e internet nel mondo del lavoro

    Il percorso si svilupperà in due moduli principali:

    Modulo I: attività informativa
    • il pc e i suoi programmi
    • internet: i canali di ricerca del lavoro, i programmi di posta elettronica, la formazione professionale come approccio e strumento per la qualificazione e/o riqualificazione professionale
    • utilizzo del foglio word
    Modulo II: attività orientativa
    L’attività, prevalentemente di gruppo, si articolerà attraverso la realizzazione di laboratori di informazione e orientamento volti a far emergere caratteristiche, interessi e attitudini possedute dai ragazzi, con l’ausilio di strumenti orientativi. Tutto ciò per rendere i giovani consapevoli e “soggetti attivi” del proprio futuro lavorativo .
    Tali laboratori di gruppo avranno l’obiettivo di far conoscere le tecniche di ricerca di impiego e le strategie possibili per la ricerca del lavoro ed in particolare:
    • Bilancio di risorse
    • La propria presentazione per l’ accesso al lavoro: il curriculum vitae (come si costruisce un curriculum vitae incisivo ed efficace)
    • Il curriculum vitae: cv europeo, cv euro-pass
    • Siti e banche dati utili per la ricerca del lavoro
    • Gestione del colloquio di lavoro (varie tipologie e simulazione)
    • Redazione efficace della lettera di presentazione e del Curriculum Vitae
    • Preparazione efficace al colloquio di selezione

     

     

  • Carnevale di tutti i colori il 4 marzo

    Carnevale di tutti i colori il 4 marzo

    Due appuntamenti per festeggiare il Carnevale in allegria. Il 4 marzo a Comiso e Ragusa la Fondazione San Giovanni Battista darà vita in contemporanea a due feste di Carnevale che coinvolgono i volontari del Servizio Civile Universale e gli ospiti dei centri SPRAR gestiti dalla Fondazione.
    A Ragusa la festa si terrà a partire dalle ore 16 nel saloncino parrocchiale della Cattedrale in piazza San Giovanni. E’ prevista una animazione, la sfilata delle mascherine e vari stand che vedranno protagoniste le ragazze ospiti del progetto SPRAR “Vivere la vita” esperte in acconciature e decorazione delle unghie.
    A Comiso, allo stesso orario, il Carnevale si festeggerà a Torre di Canicarao, con musica, sfilata in maschera e degustazione delle chicchiere a cura del progetto SPRAR “Accoglienza Casmenea”.
    “L’idea – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – è quella di coinvolgere bambini, genitori e la cittadinanza per favorire la conoscenza dei reciproca e far conoscere il lavoro che quotidianamente si svolge nei progetti per titolari di protezione internazionale. Vogliamo, inoltre, dare un segno di felicità e spensieratezza che possa coinvolgere la nostra comunità, le nuove generazioni, sottolineando il fatto che la presenza in città degli stranieri è anche motivo di gioia”.
    La partecipazione alle feste di Ragusa e Comiso è libera ed aperta a chiunque voglia intervenire.

  • Con il progetto “Green zone” gli immigrati ci aiutano a casa nostra

    Con il progetto “Green zone” gli immigrati ci aiutano a casa nostra

    Un progetto contro corrente che sta dimostrando quanta ricchezza possano rappresentare gli immigrati per il nostro territorio. Questo e molto altro è “Green zone”, un percorso di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa. I ragazzi, titolari o richiedenti protezione internazionale, da alcuni mesi stanno svolgendo attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado e manutenzione di strutture pubbliche.

    “La gente che ci incontrava per strada – raccontano i protagonisti di questa storia – ci faceva i complimenti. Ci stiamo sforzando per rendere migliore la vostra città e questo ci rende felici perché ci offre il modo per un aiuto reciproco. Noi siamo fieri e felici di essere in Italia”.

    “E’ chiaro – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – che noi faremo sempre la nostra parte nella speranza che progetti come questi possano moltiplicarsi. Sogniamo, anzi, che queste attività possano non più essere progetti saltuari ma modelli per la vita ordinaria. Auspichiamo e lavoriamo perché possano venire giorni in cui non sarà necessario attivare percorsi per dimostrare qualcosa a qualcuno ma si possa capire il valore dell’umanità a prescindere da razze e culture. Finché avremo la forza ci batteremo per tutelare i diritti dei più deboli, degli ultimi dei quali nessuno realmente si occupa”.

    “Questo progetto – spiega Raffaele Falconieri, dirigente del Libero Consorzio – ha una grande importanza per i risultati ottenuti e, ancor di più perché, in un momento in cui di immigrazione si parla sempre e solo in termini negativi, ci sono azioni positive e di valore che non devono passare nel silenzio. Green zone è la dimostrazione di attività che vanno nella direzione del concreta e fattiva presenza dell’immigrato nel territorio. È un ulteriore esempio di quanto virtuoso possa essere il sistema di accoglienza dello SPRAR. Ringrazio la Fondazione San Giovanni Battista per avere prontamente accolto questa nostra idea”.

    Il progetto si concluderà alla fine del 2019.

  • Verso una nuova Europa grazie al progetto Erasmus

    Verso una nuova Europa grazie al progetto Erasmus

    Studenti tedeschi, francesi ed italiani insieme per costruire una Europa ancora capace di ascoltare le voci dei più deboli. E per farlo i ragazzi, guidati dai loro docenti, hanno scelto la periferia più a sud d’Europa, Ragusa. Città frontiera del Mediterraneo e realtà spesso assurta a simbolo positivo di accoglienza.

    Il primo passo di questo percorso deriva dal progetto “Erasmus” sul tema “Refugee crisis: new concepts, new ideas and new changes”, “Crisi dei rifugiati: nuovi concetti, nuove idee e nuovi cambiamenti”.

    Ente capofila è l’Istituto superiore “Giovanni Verga” di Modica in rete con due istituti provenienti dalla Francia e dalla Germania.

    Tra le attività messe in atto anche la visita di 31 studenti presso la sede dei progetti SPRAR “Famiglia amica” e “Biscari” gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista.

    Crediamo molto – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – in questi progetti di scambio interculturale e di reciproca conoscenza. Abbiamo messo a disposizione i nostri formatori per momenti di affiancamento e di studio ed abbiamo aperto le nostre strutture per consentire ai giovani di visitare i luoghi dove costruiamo l’integrazione per i titolari di protezione internazionale. Siamo felici di poter dare questa occasione a persone giovani che possono aiutarci nel decostruire tanti stereotipi legati al fenomeno degli immigrati”.

    L’insegnante Maria Puccia, referente del progetto scolastico, spiega il senso di questa esperienza. “Le scuole estere sono molto interessate a capire il fenomeno dell’immigrazione che vede l’Italia in prima linea. Noi siamo convinti che la realizzazione di simili attività didattiche interdisciplinari e interculturali possa favorire processi di crescita utili a prevenire disagio sociale e pregiudizi”.

    Per i nostri ragazzi – aggiunge Maxim Seguin Couturier, docente in Francia – è importante avere informazioni dirette e non filtrate dai media. Vogliamo che ognuno di loro tocchi con mano le realtà di cui rischiano di sentire solo parlare”.

    Sapere che ci sono persone che affrontano il viaggio attraverso il deserto ed il mare – raccontano i ragazzi – e che sono sopravvissute ed oggi vivono qui ci ha molto emozionato”.

  • Al via il Servizio civile

    Al via il Servizio civile

    Ha preso il via l’anno di Servizio civile universale per i 70 volontari in forza alla Fondazione San Giovanni Battista. Tre i progetti che vedranno impegnati i ragazzi: “Tra culto e cultura” incentrato sull’educazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale nei beni della Diocesi di Ragusa; “Marhaban” che prevede la presenza dei volontari nei centri di accoglienza per migranti gestiti dalla Fondazione e “Passo passo” rivolto al disagio giovanile e all’animazione socio-educativa nelle parrocchie.

    Un cammino fatto di esperienze dirette, ma anche di momenti specifici di formazione. I progetti prevedono un impegno di 30 ore settimanali.

    “Mi auguro – ha detto Renato Meli, presidente della Fondazione – che questo anno possa essere un tempo in cui percorrere una buona strada. Il fatto di essere stati scelti e selezionati vi deve rendere orgogliosi e responsabili del vostro ruolo. Ci aiuteremo, insieme, a crescere nel servizio che siamo chiamati ad offrire alla comunità. I nostri tre progetti sono molto diversi tra loro, ma hanno un comune denominatore che è la relazione tra le persone. Vorremmo che ognuno di voi diventasse un testimone di queste relazioni per invertire l’onda di barbarie ed indifferenza che caratterizza questi nostri tempi”.

    “Sarà un bel percorso per tutti – prosegue Renato Meli – anche quando si potranno vivere momenti di difficoltà. La storia del nostro territorio racconta di intrecci tra popoli differenti, di solidarietà verso i deboli e di rispetto per le tradizioni. La nostra cultura è fatta di amore e di mischiamenti. Vi chiediamo di proseguire lungo questa cammino sentendovi parte di questa storia”.

     

  • “Orizzonti”, al cinema per testimoniare l’accoglienza ed i diritti umani

    “Orizzonti”, al cinema per testimoniare l’accoglienza ed i diritti umani

    “Orizzonti” è il titolo della rassegna organizzata dall’Ufficio per la cultura della Diocesi di Ragusa, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia.
    Il secondo appuntamento ha previsto la proiezione del film “L’ordine delle cose” del regista Andrea Segre. Un film che affronta il tema della piaga dolorosa dei centri di detenzione libici, dove masse numerose di migranti vengono costretti a rimanere subendo ogni forma di violenza e attentato alla dignità umana. Come consueto, la proiezione ha avuto un momento introduttivo ed una riflessione finale che ha visto la partecipazione di alcuni responsabili della Fondazione San Giovanni Battista, di giovani impegnati nel Servizio civile e di migranti titolari e richiedenti protezione internazionale. Tutti, a diverso titolo, testimoni diretti dell’orrore quotidiano che rappresentano ancora oggi i centri di detenzione in Libia.
    “La nostra organizzazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – con azioni di sostegno e sensibilizzazione a livello culturale esprime il suo ruolo di testimone nel territorio. Siamo lieti di prendere parte a tutti quei momenti che intendono aumentare le opportunità d’incontro e di conoscenza reciproca. In tal modo si aiuta a smontare le paure e a far crescere lo spirito di accoglienza. È bene ribadire sempre che i migranti sono uomini, donne e bambini dalla dignità ferita, calpestata, perché nei loro paesi di provenienza non hanno potuto esercitare la libertà democratica. La culture del benessere sta portando all’indifferenza e all’insensibilità al grido altrui, non possiamo pensare che ciò non sia affare nostro”.
    “Il film di Andrea Segre – spiega Rossandra Piazzese, psicologa responsabile di progetto SPRAR – rappresenta davvero un pugno nello stomaco per chi guarda. L’interrogativo universale messo in luce dal regista è se sia giusto tentare di cambiare gli squilibri inaccettabili della società o salvaguardare egoisticamente i propri privilegi. La paura può trasformarsi in fiducia e riconoscimento reciproco. Quello che per molti di noi è solo un film questi ragazzi lo hanno vissuto realmente nei centri di detenzione libica; le torture, le percosse ricevute sono scritte nei loro corpi, i loro occhi sono spenti, e spesso la notte non riescono a dormire perché alcuni eventi vissuti nel recente passato, fanno intrusione nella loro mente”.
    “In questi anni – sottolinea Chiara Facello, responsabile per il Servizio civile della Fondazione – abbiamo conosciuto storie di numerosi richiedenti asilo e rifugiati politici, fuggiti dal loro paese perché perseguitati per motivi politici, religiosi, di etnia, di sesso e ascoltando i loro vissuti, instaurando una relazione diretta con loro abbiamo imparato a guardare i migranti con occhi nuovi, non rimanendo indifferenti al loro grido”.
    Giovanni Massari è uno dei volontari del Servizio civile universale che ha appena terminato la sua esperienza in un centro di accoglienza. “Durante quest’anno di servizio civile – spiega – mi sono reso conto che per me lavorare con i rifugiati è diventata una missione”. “L’ esperienza con la Fondazione San Giovanni Battista – gli fa eco Giulia Pluchino – mi ha dato l’opportunità di conoscere culture diverse dalla mia, e sentire questi ragazzi come miei fratelli”.
    “Conoscere Moussa, William, Lamin, Ousaindu, Babucar, Cherno – conferma Martina Sampugnaro – è stata una esperienza significativa. Per me è bello questa sera, ritrovarmi qui a vedere un film con loro, al cinema, come faccio solitamente con i miei amici; loro sono ragazzi come noi”.

  • I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    Il vento della vita ha portato da molto lontano semi che sono diventati o promettono di diventare ricchezza per il terreno che li ha accolti. Con questa certezza interiore la Scuola primaria “Mariele Ventre” di Ragusa ha deciso di dedicare una giornata di testimonianze sul tema dell’integrazione degli stranieri a Ragusa. La Fondazione San Giovanni Battista e l’Avis comunale di Ragusa hanno incontrato le classi Quarte dell’istituto per uno scambio di idee che si è trasformato in un tripudio di domande, curiosità, parole e scambi di emozioni difficili da tradurre in parole.

    Il dono gratuito del sangue da parte di persone di origine tunisina ed eritrea come senso di generosità e partecipazione è stato il primo messaggio giunto alla platea. Dunque si è passati al tema dell’accoglienza.

    Tra i testimoni, Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”. “I progetti di accoglienza della rete nazionale SPRAR – ha affermato – sono come degli alberi  dove trovano riparo persone che non hanno scelto di lasciare il proprio Paese di origine e che sono approdate in Italia lasciando le proprie origini. Noi aiutiamo loro a piantare nuove radici attraverso l’insegnamento della lingua Italiana, l’incontro con altre persone. da questo albero che è il progetto SPRAR, dunque, si esce come nuovi semi pronti a formare altre piante che possono rendere più bella anche la nostra città”.

    Il racconto del viaggio ha catturato l’attenzione dei giovanissimi studenti che hanno avuto modo di sommergere di domande Kekoi Sillah, ragazzo gambiano in Italia ormai da quasi tre anni. “Ho dovuto lasciare le mie radici – racconta Sillah – ma non ho mai pensato di tornare indietro, anche nei momenti più paurosi del mio viaggio attraverso il deserto ed il mare. oggi guardo avanti, il mio futuro è in questa città che amo e per la quale voglio essere utili. Grazie al progetto di servizio civile avrò modo di servire per ringraziare l’Italia di avermi servito”.

    “Ringraziamo la Scuola “Mariele Ventre” per questo invito – sottolinea Pinuccia Cavalieri – perché ci offre un modo per spiegare il senso del nostro lavoro. Far conoscere queste realtà a bambini di 9 anni significa davvero piantare in loro il seme della conoscenza reciproca attraverso il quale combattere la mala pianta del pregiudizio o dell’odio”.

    Al termine dell’incontro, la Fondazione ha fatto dono di alcune copie del libro di favole “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso nazionale che ha coinvolto la rete SPRAR nazionale.

     

  • Graduatorie bando Servizio civile nazionale 2018

    Graduatorie bando Servizio civile nazionale 2018

    La Fondazione  rende noto ai candidati del Progetti di Servizio Civile “Marhaban”, “Passo Passo”, “Tra culto e cultura” che sono state pubblicate le graduatorie provvisorie, divise per sede di destinazione, e l’elenco degli non idonei/ esclusi per non avere completato le selezioni.

    GRADUATORIA AMMESSI PROGETTO “PASSO PASSO”

    GRADUATORIA AMMESSI “TRA CULTO E CULTURA”

    GRADUATORIE-AMMESSI POSTI-RISERVATI FAMI “TRA CULTO E CULTURA”

    GRADUATORIA AMMESSI PROGETTI MARHABAN

    ELENCO NON IDONEI / ESCLUSI PROGETTO “PASSO PASSO”

    ELENCO NON IDONEI ESCLUSI PROGETTO “TRA CULTO E CULTURA”

    ELENCO NON IDONEI / ESCLUSI PROGETTO “MARHABAN”

    L’approvazione definitiva è successiva alle verifiche di competenza dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.

    L’Ufficio servizio civile della Fondazione è  a disposizione per informazioni ed ulteriori chiarimenti dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:00 nella sede della Fondazione e telefonicamente al 3665878658.

     

  • Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    “Grazie di cuore ad ognuno di voi. Vi auguriamo di non perdere mai la voglia di essere ciò che siete stati per noi in quest’ultimo anno: dei ragazzi meravigliosi”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha salutato i volontari del Servizio civile universale che hanno chiuso la loro esperienza in tre differenti progetti.
    “Da domani – ha proseguito il presidente –  inizia un altro capitolo della vostra esperienza di vita. In qualunque ambito vi troverete sappiate che la Diocesi di Ragusa e la nostra Fondazione vi saranno sempre vicine con percorsi di accompagnamento al lavoro previsti dal progetto Policoro. Cercate di collaborare riconoscendo negli altri un valore e non un rivale. Non perdete quanto di buono avete imparato, custodite nel cuore tutti i piccoli doni che avete ricevuto perché sono questi, spesso, a dare sostanza alla vita”. 
    Nelle parole dei volontari si trova il senso di un percorso complesso ma anche ricco di soddisfazioni.  Parole che raccontano di gratitudine, generosità, crescita umana e professionale.
    “In questo anno – racconta Clarissa, impegnata nel progetto Tra culto e cultura – mi sono sentita parte di una grande famiglia. Credo che mi mancherò tutto di questa esperienza”. 
    “Nel corso della mio anno di servizio – aggiunge Anastasia, del progetto Passo passo – mi sono sempre sentita al posto giusto nel momento giusto della mia vita”.
    “Questa avventura – sottolinea Giovanni Massari, dal progetto  Marhaban –  ci ha dato gli strumenti adatti per essere missionari di pace e tolleranza”.
    A giorni verranno rese note le graduatorie per il nuovo bando di Servizio Civile universale.

  • In cammino verso la pace

    In cammino verso la pace

    Il cammino verso la pace prevede passi sul sentiero della nonviolenza e consente ai viandanti momenti di incontro che lasciano il segno. E’ quanto avvenuto in occasione della visita che i rappresentanti internazionali dell’IFOR (International Fellowship of Reconciliation) hanno voluto portare al progetto SPRAR “Accoglienza Casmenea” a Torre di Canicarao a Comiso.

    “Abbiamo accolto con gioia questa richiesta da parte di Ifor – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché crediamo nel dialogo, nell’ascolto e nei valori di pace che la nostra comunità diocesana rappresenta. Comiso è un luogo simbolo di pace e di incontro: la Pagoda della Pace confina con la nostra struttura e da qui vediamo i frutti della riconversione dell’ex base militare in un aeroporto civile. Come Fondazione viviamo il tema della Pace e della spiritualità come valori fondanti del nostro lavoro e del nostro vivere. “.
    “Abbiamo presentato ai nostri ospiti – prosegue Alessandro Guastella, coordinatore del progetto SPRAR – le peculiarità del nostro sistema di accoglienza. Abbiamo notato un grande interesse da parte loro verso le figure professionali coinvolte nel lavoro di accoglienza e nei riguardi dei migranti per i quali cerchiamo di operare quotidianamente con professionalità e cuore”.
    “L’IFOR-International Fellowship of Reconciliation – spiega Zaira Zafarana, rappresentante presso le Nazioni Unite di GInevra – è il più antico movimento per la pace a base spirituale. Sorto agli albori del primo conflitto mondiale, nel 1914, ha operato per la salvaguardia della vita umana, la sua dignità, contro la guerra, le discriminazioni e per il disarmo e la solidarietà”.
    Nel corso dell’incontro, persone di almeno 30 nazionalità diverse hanno condiviso esperienze e poggiato le basi per progetti di collaborazione futura.
    “Siamo rimasti emozionati dal modo in cui i ragazzi ospiti della struttura ci hanno accolto – prosegue Zaira – fin da subito. Era per noi importante non parlare, come spesso avviene, dei migranti, ma con i migranti. Questo termine non contraddistingue l’intera persona, ma solo la situazione temporanea del suo percorso di vita. Il ruolo dei centri SPRAR ci pare sia molto importante. Anzi, occorrerebbe dare maggiore sostegno agli operatori dell’accoglienza. Questo incontro ha offerto ai delegati internazionali dell’IFOR un’altra opportunità per conoscere la realtà locale della migrazione e dei numerosi sforzi per gestirla al meglio ponendo al centro la dignità degli individui”.