Categoria: #sprar

  • La Fondazione San Giovanni Battista a fianco dell’Università di Pisa per il progetto “RicosMigration”

    La Fondazione San Giovanni Battista a fianco dell’Università di Pisa per il progetto “RicosMigration”

    Combattere la tratta degli esseri umani, scoraggiare l’immigrazione irregolare, portare a conoscenza dei rischi correlati a questa forma di migrazione. Questi gli obiettivi del progetto universitario “Ricosmigration”. Una ricerca che rientra all’interno di un programma congiunto di ricerca dottorale tra l’Università di Pisa, e l’Università di Ghent (Belgio) e che è stato selezionato tra i primi 10 progetti di ricerca Young Earth Solution Research Projects dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition.

    Il progetto ha coinvolto nei giorni scorsi anche la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, da anni impegnata nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti e titolari protezione internazionale.
    “La Nigeria – spiegano il professore Fabio Bartolini e il dottor Obi Chinedu Temple – è ampiamente conosciuta per il suo alto tasso di emigrazione giovanile attraverso le rotte irregolari. Nonostante gli sforzi ed il rigoroso controllo delle frontiere, molti giovani hanno continuato a intraprendere un disperato viaggio in Italia attraverso il Mar Mediterraneo. Alcuni hanno perso la vita durante il tragitto, mentre coloro che sono giunti in Italia stanno incontrando innumerevoli difficoltà. Molti di
    questi vivono nei centri di accoglienza, oppure sono spesso sfruttati o mendicano per strada. Nonostante ciò, molti giovani risedenti in Nigeria continuano ad accollarsi i rischi dell’immigrazione irregolare spinti dal richiamo di una nuova vita all’estero più attraente di quella nei loro villaggi. I ragazzi in età scolare nelle aree rurali sono spesso i più esposti alle immigrazioni irregolari a causa di informazioni spesso incomplete e non veritiere. Il progetto RicosMigration, pertanto, intende condurre una campagna informativa nelle scuole delle aree rurali nigeriane per informare dei rischi e della pericolosità dell’immigrazione irregolare. Inoltre, il progetto intende anche svolgere formazione rivolta al personale docente delle scuole nigeriane per sensibilizzare i ragazzi su tali pericoli”.
    Una parte fondamentale del progetto prevede, dunque, una serie di interviste a testimoni diretti del fenomeno. A tale scopo l’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e Agro-ambientali ha chiesto alla Fondazione San Giovanni Battista una collaborazione specifica per permettere al dottor Chinedu Obi di svolgere delle interviste ai migranti nigeriani in Italia e con tale materiale di poter realizzare un video informativo.
    “Abbiamo accolto la richiesta dell’Università di Pisa – dichiara Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – con grande attenzione ed entusiasmo. Come sempre le nostre porte sono aperte per chi intende affrontare la tematica delle migrazioni con scrupolosa attenzione e serietà. Condividiamo lo spirito della ricerca presente in questo progetto e siamo onorati di aver contribuito per quanto a noi richiesto. Lo scopo di questo progetto è particolarmente interessante proprio perché le azioni previste sono utili a prevenire l’immigrazione clandestina. Nei nostri centri ospitiamo spesso donne e uomini provenienti dalla Nigeria e possiamo confermare quanto sia complessa la situazione di queste persone, con particolare riferimento alle donne, molto spesso vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale. E’ un bene che gli studenti possano essere messi a conoscenza dei problemi e dei rischi che corrono allontanandosi dalla loro terra d’origine”.
    Al termine del lavoro il dottor Chinedu Obi ha espresso gratitudine alla Fondazione San Giovanni Battista per la collaborazione messa in atto.

  • Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Libero Consorzio e Fondazione San Giovanni Battista promuovono un percorso di inclusione sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale

     “Green zone” è il nome del progetto di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa.

    Il dirigente del Libero Consorzio, Raffaele Falconieri e il presidente della Fondazione, Renato Meli, hanno siglato il protocollo di intesa che darà l’avvio al progetto.

    “La fondazione –  dichiara Meli – opera nel settore  dell’accoglienza da oltre 15 anni. Da tre anni proponiamo percorsi di volontariato e cittadinanza attiva per favorire processi di integrazione efficaci e stabili tra migranti e cittadini presenti sul territorio. Un modo per prevenire fenomeni di discriminazione sempre più ricorrenti. La cura del verde pubblico, la pulizia di spazi comuni sono azioni che hanno l’obiettivo di favorire la costruzione di un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti di centri di accoglienza, al servizio del territorio di riferimento”.

    “Il progetto di volontariato – conferma Falconieri – va a vantaggio della collettività, dà un segno tangibile di impegno e volontà di partecipazione delle persone accolte sul nostro territorio. Il valore di tali attività è immediatamente legato non solo all’impiego del tempo in maniera costruttiva, ma anche alla possibilità di apprendere nuove competenze”.

    “Inoltre – aggiungono i firmatari del protocollo di intesa – il prendersi cura di spazi in stato di abbandono e degrado e di persone ha importanti valenze simboliche e l’intento palese di scalfire la diffidenza e l’indifferenza che talvolta separano i due mondi, mettendo in diretta connessione le strutture di accoglienza e la città con i suoi abitanti. Infine, l’accudimento di aree locali di uso comune, costituisce concreto strumento di cittadinanza attiva e consapevole per i migranti, nonché fonte di sensibilizzazione per la cittadinanza tutta.

    Attraverso attività come quella proposta, si può contribuire a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso”.

    I volontari svolgeranno attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado (strade provinciali), manutenzione di strutture pubbliche (scuole). Potranno essere inoltre assegnati loro compiti di vigilanza e gestione delle aree di pertinenza esterne agli edifici scolastici, nonché, in presenza del personale già in servizio presso gli enti locali, potranno essere adibiti al presidio e sorveglianza degli attraversamenti pedonali in concomitanza con le fasi di accesso ed uscita dalla scuola da parte degli studenti.

    Si prevede a tal fine il coinvolgimento di migranti guidati da un coordinatore della Fondazione San Giovanni Battista e da eventuali referenti di settore designati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Tutte le attività prevedono un percorso di formazione e verranno svolte all’interno del territorio provinciale, con particolare riferimento alle città di Comiso e Ragusa.

    Saranno impiegati complessivamente 9 richiedenti o titolari di Protezione internazionale o umanitaria, residenti presso centri SPRAR “Biscari” e “Farsi Prossimo” della Fondazione San Giovanni Battista siti a Ragusa e Comiso.

    Il periodo di realizzazione delle attività va da metà ottobre a dicembre 2018 e da Febbraio a Dicembre 2019.

  • Precisazione su affidamento progetti SPRAR 2017/2018

    Precisazione su affidamento progetti SPRAR 2017/2018

    Con riferimento alle notizie diffuse dagli organi di stampa relative ai bandi per l’affidamento dei progetti SPRAR del triennio 2017/2019, la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, attraverso il suo attuale presidente Dott. Renato Meli, precisa quanto segue:
    “Solo da quest’anno sono presidente della Fondazione e non entro nel merito del giudizio espresso dall’ANAC sui bandi predisposti dal Comune di Ragusa e dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Posso dire che la Fondazione ha partecipato a gare di evidenza pubblica europea senza sapere di essere l’unico concorrente, se non dopo i termini per la presentazione delle offerte, come ovviamente previsto dalle procedure e dalla segretezza delle domande.
    Essendo operatori del Terzo settore e attivi sul territorio da decenni, abbiamo preso parte ad altri bandi della stessa tipologia aggiudicandocene alcuni e perdendone altri.
    Posso affermare, in ogni caso, che la Fondazione sta portando avanti il servizio affidatole dagli Enti locali con scrupolosa professionalità, anche esponendosi economicamente in maniera considerevole. Una situazione che in questo momento, alla luce dei ritardi nei pagamenti da parte del Ministero, rischia di diventare insostenibile.
    Ad oggi, ma non sappiamo per quanto tempo ancora, garantiamo accoglienza, occupazione, professionalità certificata, indotto, e un servizio al territorio di indubbio valore sociale.
    Auspico che tutti i protagonisti di questa vicenda siano in grado di trovare soluzioni chiare, rispettose delle regole e positive per tutti, al fine di non disperdere quanto di buono è stato realizzato finora”.
  • La gioia del Vangelo è senza confini, la testimonianza di Tohmmy

    La gioia del Vangelo è senza confini, la testimonianza di Tohmmy

    Si è svolto venerdì 19 ottobre nella parrocchia di San Francesco a Ragusa un momento di preghiera e di riflessione missionaria sul tema “Giovani per il Vangelo”.
    Tra le tante voci che hanno arricchito la serata, anche quella di Thompson Igheridafe, per gli amici Thommy, ospite del progetto SPRAR “Famiglia amica” con sede in via Carducci.
    Questa la sua toccante testimonianza che offriamo alla vostra lettura nella speranza possa essere utile per una riflessione. Con Thommy, anche Daniel Hadone, anch’egli nigeriano ed oggi operatore presso il progetto SPRAR “Biscari”.
    “Mi chiamo Thompson, sono nigeriano , della città di Worri, ho 27 anni. Da Worri, sono andato in Benin, po a Kano, vicino il Niger; dal Niger sono andato in Libia. Il periodo trascorso in Libia è stato molto duro per me.
    Il viaggio è durato due settimane.
    Sono arrivato in Italia a Pozzallo, con una barca, due anni fa. Quando sono arrivato non avevo niente. Oggi, qui, ho trovato negli operatori del centro SPRAR di via Carducci, la mia famiglia e per questo, desidero restare qui. Io non ho piu i genitori. Attualmente lavoro presso un bar della città e ho fatto la domanda per svolgere il servizio civile in Caritas. In nigeria frequentavo la chiesa pentecostale, sono cristiano.
    oggi, a Ragusa, frequento la chiesa della “Sacra famiglia” e ho chiesto di essere battezzato e sto frequentando il catechismo e il gruppo delle cellule. Riceverò il battesimo a Pasqua. Nella chiesa della Sacra famiglia ho sentito tanta accoglienza: a luglio, per tre settimane, ho svolto il Grest con i bambini di 5 e 6 anni e con i ragazzi tra i 14 e i 15 anni (giocavamo insieme, cantavamo, ballavamo, giocavamo a calcio, siamo andati a mare tre volte). Mi piace aiutare gli altri, mi piace pregare insieme agli altri.
    Mi piacerebbe che noi, che siamo tutti cristiani, fossimo una famiglia, ci rispettassimo come persone. La vita non è facile per nessuno, ma la preghiera ci unisce e ci aiuta nelle difficoltà. E’ importante ascoltare e conoscere l’altro, per non avere pregiudizi, per aprire il proprio cuore.
    La fede per me e’ importante perché sento Dio come un padre che mi ha dato la forza di superare tanti momenti difficili (la perdita dei miei genitori, il lasciare la mia terra, la vita in libia). Ai giovani come me vorrei dire di donare il proprio tempo agli altri, di saper ascoltare le persone che arrivano da altri luoghi, di saper gioire perché la vita e’ preziosa. si, io credo nella gioia del Vangelo e nella relazione con Gesù, che considero l’amico più importante”.

  • Orientamento al Servizio Civile Universale

    Orientamento al Servizio Civile Universale

    Una mattinata ricca di informazioni. Una importante occasione di conoscenza e confronto. Si è svolto in un clima costruttivo l’incontro di orientamento pensato dalla Fondazione San Giovanni Battista per presentare i tre progetti di Servizio civile universale pensati in collaborazione con la Diocesi di Ragusa.
    Sono 70 i posti disponibili per altrettanti giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni all’interno dei progetti “Tra culto e cultura”, “Passo Passo” e “Marhaban”.
    “In passato – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – il servizio civile era considerato una specie di punizione per i giovani che si rifiutavano di svolgere la leva militare. Nonostante ciò costituiva per noi un modo per servire il nostro territorio attraverso strumenti pacifici. Oggi il servizio civile rappresenta una importante occasione di crescita e di consapevolezza. Un anno di impegno che può davvero cambiare la vita”.
    A spiegarne le ragioni sono i ragazzi stessi impegnati in questi percorsi già da 10 mesi. In ognuna delle testimonianze emerge la gioia di star vivendo una esperienza straordinaria”.
    Roberta è impegnata nel progetto di educazione al patrimonio artistico e culturale nei beni della Diocesi di Ragusa chiamato “Tra culto e cultura”. “Siate dei protagonisti attivi – spiega Roberta ai giovani aspiranti – e non sottovalutate i momenti formativi che vi permetteranno di conoscere meglio le vostre attitudini”.
    Giulio, rappresentante regionale del Servizio civile Universale, racconta di come il progetto “Passo passo”, rivolto al disagio giovanile e all’animazione socio-educativa, possa essere stimolante. “Provate anche voi – afferma – a sperimentare un anno che cambia la vita. Imparate ad ascoltare i bambini e sarete punti di riferimento per tante famiglie”.
    Zora ed Enrico, infine, operano al fianco delle equipe dei progetti di accoglienza SPRAR. “Il nostro compito – sottolineano è favorire l’integrazione, ma è importante dire che alla fine di questa esperienza sarà più quello che si riceve che non quello che si offre”.

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/227519124782470/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/2137196739852179/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/281066106059995/

    I progetti prevedono un impegno di 30 ore settimanali a partire da fine anno con scadenza delle domande il 28 settembre e presentazione tramite apposita modulistica a mano, via pec o raccomandata. Ai giovani verrà corrisposto un compenso di 433,88€ mensili e spettano permessi, malattie, assicurazione ed eventuali spese di trasferta.
    La selezione, che avrà luogo al termine della consegna delle domande, valuterà positivamente chi ha già una esperienza o conoscenza del settore, oltre ad una passione e un interesse per le attività di progetto.
    Ricordiamo che per informazioni è possibile rivolgersi all’info-point del Servizio Civile Universale della Fondazione in Via Ungaretti 11 o partecipare all’incontro informativo in programma il 13 settembre alle ore 10 nella sede della Fondazione in Via Roma 109 (terzo piano)

  • A Torre di Canicarao il Grest incontra i migranti

    A Torre di Canicarao il Grest incontra i migranti

    È una collaborazione nata nel mese di maggio quella tra il progetto SPRAR “Accoglienza Casmenea” del Comune di Comiso, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ed il Vicariato Foraneo di Comiso. Un lavoro comune che ha dato i suoi frutti all’interno del Gruppo Estivo o Grande Estate, meglio conosciuto come “Grest”.
    Il Grest è un’esperienza che si svolge nel periodo estivo, è un momento di crescita rivolto ai ragazzi e ai bambini fino ai tredici anni che, insieme ai sacerdoti e a un gruppo di animatori, promuove un’esperienza significativa di vita.
    “Il lavoro che svolge da anni la Fondazione San Giovanni Battista – dichiara il presidente Renato Meli – può apparire oggi in controtendenza. Ma siamo convinti che operare al servizio di una comunità interculturale partendo dalle giovani generazioni sia un metodo vincente per generare una società di pace e di ricchezza. Siamo felici di avere avviato questa collaborazione e confermiamo la nostra intenzione di essere uno strumento utile per la nostra Chiesa che vuole aprire le braccia verso chi ha bisogno. E oggi l’impegno in questa direzione si moltiplica ancor di più: il Paese sta conoscendo una virulenza nei rapporti sperimentata solo poche volte nella storia della nostra Repubblica, sembrano incrinarsi i rapporti umani anche tra gli stessi italiani e questa è una deriva che ci preoccupa molto”.
    “Quest’anno – spiega Alessandro Guastella, coordinatore del Progetto Accoglienza Casmenea – abbiamo proposto a due beneficiari di mettersi al servizio del prossimo, infatti hanno frequentato un corso di formazione per animatori Grest che ha permesso loro di partecipare, in qualità di Animatori, alle attività realizzate a servizio della città. Moustapha e Yaya sono stati molto felici dell’opportunità ricevuta; hanno costruito nuove relazioni con i loro coetanei e approfondito la conoscenza del territorio grazie alle attività promosse dallo staff Grest”.
    Moustapha racconta della sua gioia immensa nel corso della giornata organizzata all’Acquapark dove per la prima volta, ha davvero sperimentato momenti di piena spensieratezza.
    Yaya, dal canto suo, riferisce di sentirsi molto fortunato di aver vissuto questa esperienza, di aver instaurato legami con gli altri giovani partecipanti e soprattutto di aver intrapreso relazioni con i bambini più piccoli. “É stato bellissimo – sottolinea – sentire i bambini chiamarmi per nome, abbracciarmi, e piangere per me, come hanno fatto alla serata conclusiva del Grest”.
    L’equipe del progetto SPRAR ha ospitato i circa 480 giovani del Grest (dai 6 anni in su), per alcune settimane, all’interno della struttura “Torre di Canicarao”. “E stata – spiegano i membri dell’equipe – un’esperienza proficua volta a favorire i processi d’integrazione attraverso situazioni ludico-ricreative, creative e di gruppo, stimolando anche la sensibilità dei beneficiari nei confronti dei grestini. Particolare attenzione è stata data alla socializzazione, al fine di favorire i processi di integrazione col/nel territorio e la promozione di un maggiore senso di appartenenza ad esso e agli abitanti. Siamo grati al vicario Foraneo don Salvatore Bertino e al responsabile del Grest, don Giuseppe Iacono”.

  • Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    “L’augurio che rivolgo ai volontari europei ed extra europei  che hanno scelto i nostri centri di accoglienza è di potere arricchire il loro bagaglio di conoscenze e di relazioni umane”. Con queste parole il presidente della Fondazione San Giovanni Battista Renato Meli ha salutato il gruppo di volontari provenienti da 4 nazionalità diverse che saranno impegnati per tre settimane in due centri SPRAR gestiti dalla Fondazione.
    “Siete sempre i benvenuti – conferma Meli – e lo siete non solo nelle parole ma nei fatti. Crediamo con fermezza che costruire reti, abbattere le distanze sia un valore impagabile per chi opera nel settore sociale e dell’accoglienza ai migranti. Credo sia un bene che alcune cittadini europei ed extra europei possano avere modo di osservare da vicino il nostro modello di integrazione”.
    Ed è proprio questo desiderio di conoscenza che ha spinto i 4 ragazzi a donare il proprio tempo ed il proprio talento in questa operazione di volontariato coordinata dalla rete CVX dei Gesuiti.
    “Questo – spiega Eleonora Milazzo, coordinatrice del gruppo e volontaria – è il quarto anno che proponiamo l’esperienza di vivere a fianco dei rifugiati in provincia di Ragusa. Sono essi stessi i primi testimoni e promotori del progetto di volontariato pensato dalla Cvx. Credo che il nostro aiuto possa essere non tanto quello operativo nelle tre settimane di impegno, quanto quello di raccontare ad altri e in luoghi differenti il senso di questa nostra avventura. Portiamo a casa una nuova consapevolezza che condividiamo con i familiari, gli amici e con tante altre persone”.
    Maria Mihalikova viene dalla Slovacchia; Francisca Santos dal Portogallo; John Mayer dagli Stati Uniti. “Ci accomuna – spiegano – l’interesse a toccare con mano un fenomeno del quale sentiamo spesso parlare dai media”.
    “Al termine di questo percorso – conclude chiara Facello, referente per la Fondazione San Giovanni – vorremmo programmare momenti di incontro e di scambio sia a livello locale che internazionale”.

  • Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Avere il mondo tra le dita e lasciarlo risuonare. Far sì che quei suoni, quelle parole diventino arte, speranza, sorriso e realtà. La piazza di Ragusa Ibla è colma di persone giunte da ogni parte della Sicilia e da alcune regioni di Italia. Tutti presenti per celebrare nel segno della creatività la Giornata internazionale del Rifugiato. Un progetto curato a Ragusa dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Caritas, Migrantes, Servizio Centrale SPRAR e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

    https://www.insiemeragusa.it/2018/06/29/storie-musica-alla-giornata-internazionale-del-rifugiato/
    Due i momenti focali dell’evento:
    La presentazione del libro “Il mondo tra le dita” ha aperto la serata. “Si tratta di un progetto al quale teniamo molto – ha spiegato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – e che è riuscito a far produrre oltre cento racconti a vari ragazzi richiedenti o titolari di protezione internazionale presenti nei progetti della rete nazionale SPRAR. Una giuria ha selezionato 13 racconti che noi stessi abbiamo deciso di pubblicare inaugurando una nostra casa editrice. La presenza dei richiedenti asilo e dei migranti costituisce soprattutto un’occasione di crescita e di ricchezza per la società accogliente. È ciò che vogliamo dimostrare attraverso eventi pubblici, ma anche con il lavoro serio e coscienzioso dei nostri tanti generosissimi operatori che quotidianamente lavorano nei nostri centri”.
    Il volume è illustrato da immagini prodotte da alcuni studenti del Liceo Artistico “Ferraris” di Ragusa che hanno preso parte ad un progetto di alternanza scuola lavoro. “Siamo felicissimi – ha detto la dirigente scolastica Giovanna Piccitto – perché i nostri ragazzi hanno potuto svolgere un’esperienza formativa di alto livello entrando in relazione diretta con il mondo dei migranti”.
    La prefazione al libro ha una firma di prestigio. È stata infatti curata dal poeta e scrittore Davide Rondoni. “Questo libro – spiega – rappresenta un caso unico e prezioso. Per la prima volta non si parla di migranti ma sono essi stessi a parlare attraverso la voce delle favole e dell’arte. Credo che, al netto di ogni considerazione politica, sia il sentimento di amicizia la chiave che possa aprire le porte ad una accoglienza reciproca e costruttiva”.
    Sul palco si sono succeduti i premiati del concorso. Menzione particolare per il racconto scritto da Momo dello SPRAR di Gubbio dal titolo “L’eredità di Sabally” che ha vinto il primo premio.
    Dunque spazio alla grande musica d’autore con le note dei Radiodervish. Un ritorno in Sicilia per presentare in anteprima nazionale il nuovo cd “Il Sangre e il Sal”. Trasformare la vita in note, bussare alle porte del cuore, narrare storie vere, fiabesche ma sempre sublimate in arte.
    Il percorso disegnato da Nabil Salameh, Michele Lobaccaro e Alessandro Pipino è speziato di oriente, incrocia stili e linguaggi diversi. Dall’arabo all’italiano, passando per la lingua franca dei porti del Mediterraneo, il Sabir, che caratterizza alcune nuove composizioni del gruppo italo palestinese. Il pubblico ascolta con devota partecipazione. La voce di Nabil è essa stessa un viaggio, una vibrazione di luce. Le strutture sonore poggiano sulle solide spalle di Michele Lobacccaro, polistrumentista di pregio e sulle magie di Alessandro Pipino che alterna le proprie dita tra tastiere e fisarmonica.
    Tra classici e nuovi brani il concerto, compreso dei rituali bis, scorre come un balsamo che incanta la piazza regalando a Ragusa un momento culturale di assoluto rilievo.
    “Ringraziamo la Fondazione San Giovanni Battista – sottolinea Michele Lobaccaro a nome dei Radiodervish – non solo per averci invitato, ma soprattutto per il grande lavoro che ogni giorno svolge a favore di persone, esseri umani in cerca di una concreta speranza di futuro”.
    Il concerto e la presentazione del libro rientrano nella campagna “WithRefugees” voluta dall’Unhcr. “Siamo lieti di essere qui a Ragusa – conferma Marco Rotunno – ad assistere ad una festa perché ciò dimostra che la presenza dei rifugiati non deve e non può, a ragion veduta, rappresentare motivo di paura e discriminazione”.

     

  • Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]“Migranti e rifugiati: dalla narrazione ostile allo stile di narrazione” è il tema che farà da filo conduttore alle varie iniziative promosse da Fondazione San Giovanni Battista, Caritas Ragusa e Migrantes per celebrare ancora una volta la Giornata mondiale del Rifugiato in collaborazione con Unhcr.

    Tanti i momenti che animeranno le giornate dal 18 al 28 giugno. Le manifestazioni vivranno uno dei loro momenti più significativi, infatti, con il concerto del gruppo musicale dei Radiodervish che presenteranno a Ragusa, in anteprima nazionale, il nuovo album “Il Sangre e il Sal”.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il 27 giugno piazza Hodierna a Ragusa Ibla si colorerà così dei suoni e delle voci del gruppo italo palestinese, da vent’anni voce della multiculturalità e del dialogo. Prima del concerto verrà presentata la pubblicazione “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso letterario rivolto a tutti gli Sprar di Italia e del progetto di alternanza scuola lavoro realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista con l’Istituto “Galileo Ferraris”. La Giornata mondiale del Rifugiato è un appuntamento annuale, voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Tanti gli appuntamenti in calendario a partire dall’iniziativa “Porte aperte #WithRefugees” con gli open day che si svolgeranno nei cinque progetti Sprar gestiti dalla Fondazione da lunedì 18 a venerdì 22 giugno. Momenti di festa e condivisione per far conoscere al territorio il lavoro quotidiano dei progetti e non far dimenticare mai che dietro ogni migrante c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi sta riuscendo a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto. (Visualizza i dettagli sulla nostra pagina Facebook!)[/vc_column_text][vc_column_text]Il 28 giugno, infine, alla sala Avis di Ragusa sarà un momento dedicato al ruolo dell’informazione. Dopo i saluti del vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta e del prefetto Filippina Cocuzza, don Rosario Cavallo, direttore di Migrantes Ragusa, introdurrà le due relazioni in programma: “I mezzi di informazione di fronte ai flussi migratori” (Paolo Lambruschi, capo redattore interni del quotidiano Avvenire) e “La situazione siciliana e i nuovi scenari del Mediterraneo” (Antonella Elizabeth Basilone, coordinatrice Unhcr per la Sicilia).[/vc_column_text][vc_column_text]Le conclusioni sono affidate a Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista. L’incontro sarà moderato da Gianni Molé, segretario provinciale Assostampa Ragusa.

     

    Tutti gli eventi sono organizzati con il contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del gruppo Ergon e in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Assostampa regionale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Europa e immigrazione

    Europa e immigrazione

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]“L’Unione Europea e le politiche per l’immigrazione”. Questo il tema del seminario organizzato dal Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa. Una preziosa occasione per un confronto serio e privo di pregiudizi su un argomento complesso.

     

    “Parlare di immigrazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – impone un atteggiamento privo di ipocrisia e di approcci ideologici. Dobbiamo essere seri e sinceri. Seri nell’affermare che oggi la Sicilia perde 10 mila persone, soprattutto giovani, che ogni anno emigrano in cerca di un lavoro fuori dalla nostra isola. Un trend negativo che è reso più drammatico dal calo delle nascite e dal progressivo invecchiamento della popolazione. Seri anche nel riconoscere che l’Italia ha questioni ben più urgenti da affrontare: evasione fiscale, mafie, crescente povertà, riorganizzazione del sistema scolastico e sanitario.

     

    Occorre essere sinceri nel dire che ancora oggi per alcune realtà l’immigrazione rappresenta un business che lucra sulle speranze e le povertà estreme. In tal senso plaudo al nuovo metodo di controllo attivato da pochi mesi dalle Prefetture affinché l’accoglienza straordinaria non rappresenti una scorciatoia per facili guadagni. Dobbiamo essere sinceri nel dire che il modello della rete nazionale SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo) rappresenta ad oggi la migliore risposta alle reali esigenze degli individui migranti richiedenti protezione”.

     

    La Fondazione ad oggi gestisce tre centri per l’accoglienza straordinaria e 5 progetti SPRAR. “Attraverso questo impegno diamo lavoro a 66 persone qualificate e costruiamo un futuro per tanta gente. Il tema centrale da affrontare per l’integrazione, dunque, è il lavoro perché solo attraverso un impiego è possibile edificare una società che, secondo le direttive di Papa Francesco, sappia accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”.

     

    A suffragare l’intervento di Renato Meli, le testimonianze di Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”, del mediatore culturale avoriano Patrice Kinna e del senegalese Aboubakar, oggi impiegato presso una ditta di Grande distribuzione.

     

    “Il modello SPRAR – spiega Pinuccia – ci permette di essere amici di ognuno dei nostri beneficiari, di conoscerne limiti e potenzialità”.

     

    “Le politiche europee per il Mediterraneo” sono state al centro della relazione del professore Salvo Nicolosi, Struttura didattica speciale di Lingue e Letterature straniere. Una escursione sull’arretratezza e sulle criticità di una Europa poco attenta ai valori della fratellanza e troppo concentrata su quelli della finanza.

     

    L’iniziativa contava sull’appoggio, tra gli altri, della Fondazione San Giovanni Battista

     

    “L’accoglienza dei migranti a Ragusa” è stato il tema dell’intervento di Francesco Antonio Fronte, Presidente Croce Rossa Italiana – Comitato di Ragusa Onlus.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]