Categoria: #scuola

  • I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    I semi dell’integrazione per celebrare la Giornata dell’albero

    Il vento della vita ha portato da molto lontano semi che sono diventati o promettono di diventare ricchezza per il terreno che li ha accolti. Con questa certezza interiore la Scuola primaria “Mariele Ventre” di Ragusa ha deciso di dedicare una giornata di testimonianze sul tema dell’integrazione degli stranieri a Ragusa. La Fondazione San Giovanni Battista e l’Avis comunale di Ragusa hanno incontrato le classi Quarte dell’istituto per uno scambio di idee che si è trasformato in un tripudio di domande, curiosità, parole e scambi di emozioni difficili da tradurre in parole.

    Il dono gratuito del sangue da parte di persone di origine tunisina ed eritrea come senso di generosità e partecipazione è stato il primo messaggio giunto alla platea. Dunque si è passati al tema dell’accoglienza.

    Tra i testimoni, Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”. “I progetti di accoglienza della rete nazionale SPRAR – ha affermato – sono come degli alberi  dove trovano riparo persone che non hanno scelto di lasciare il proprio Paese di origine e che sono approdate in Italia lasciando le proprie origini. Noi aiutiamo loro a piantare nuove radici attraverso l’insegnamento della lingua Italiana, l’incontro con altre persone. da questo albero che è il progetto SPRAR, dunque, si esce come nuovi semi pronti a formare altre piante che possono rendere più bella anche la nostra città”.

    Il racconto del viaggio ha catturato l’attenzione dei giovanissimi studenti che hanno avuto modo di sommergere di domande Kekoi Sillah, ragazzo gambiano in Italia ormai da quasi tre anni. “Ho dovuto lasciare le mie radici – racconta Sillah – ma non ho mai pensato di tornare indietro, anche nei momenti più paurosi del mio viaggio attraverso il deserto ed il mare. oggi guardo avanti, il mio futuro è in questa città che amo e per la quale voglio essere utili. Grazie al progetto di servizio civile avrò modo di servire per ringraziare l’Italia di avermi servito”.

    “Ringraziamo la Scuola “Mariele Ventre” per questo invito – sottolinea Pinuccia Cavalieri – perché ci offre un modo per spiegare il senso del nostro lavoro. Far conoscere queste realtà a bambini di 9 anni significa davvero piantare in loro il seme della conoscenza reciproca attraverso il quale combattere la mala pianta del pregiudizio o dell’odio”.

    Al termine dell’incontro, la Fondazione ha fatto dono di alcune copie del libro di favole “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso nazionale che ha coinvolto la rete SPRAR nazionale.

     

  • Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    “Grazie di cuore ad ognuno di voi. Vi auguriamo di non perdere mai la voglia di essere ciò che siete stati per noi in quest’ultimo anno: dei ragazzi meravigliosi”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha salutato i volontari del Servizio civile universale che hanno chiuso la loro esperienza in tre differenti progetti.
    “Da domani – ha proseguito il presidente –  inizia un altro capitolo della vostra esperienza di vita. In qualunque ambito vi troverete sappiate che la Diocesi di Ragusa e la nostra Fondazione vi saranno sempre vicine con percorsi di accompagnamento al lavoro previsti dal progetto Policoro. Cercate di collaborare riconoscendo negli altri un valore e non un rivale. Non perdete quanto di buono avete imparato, custodite nel cuore tutti i piccoli doni che avete ricevuto perché sono questi, spesso, a dare sostanza alla vita”. 
    Nelle parole dei volontari si trova il senso di un percorso complesso ma anche ricco di soddisfazioni.  Parole che raccontano di gratitudine, generosità, crescita umana e professionale.
    “In questo anno – racconta Clarissa, impegnata nel progetto Tra culto e cultura – mi sono sentita parte di una grande famiglia. Credo che mi mancherò tutto di questa esperienza”. 
    “Nel corso della mio anno di servizio – aggiunge Anastasia, del progetto Passo passo – mi sono sempre sentita al posto giusto nel momento giusto della mia vita”.
    “Questa avventura – sottolinea Giovanni Massari, dal progetto  Marhaban –  ci ha dato gli strumenti adatti per essere missionari di pace e tolleranza”.
    A giorni verranno rese note le graduatorie per il nuovo bando di Servizio Civile universale.

  • La Fondazione San Giovanni Battista a fianco dell’Università di Pisa per il progetto “RicosMigration”

    La Fondazione San Giovanni Battista a fianco dell’Università di Pisa per il progetto “RicosMigration”

    Combattere la tratta degli esseri umani, scoraggiare l’immigrazione irregolare, portare a conoscenza dei rischi correlati a questa forma di migrazione. Questi gli obiettivi del progetto universitario “Ricosmigration”. Una ricerca che rientra all’interno di un programma congiunto di ricerca dottorale tra l’Università di Pisa, e l’Università di Ghent (Belgio) e che è stato selezionato tra i primi 10 progetti di ricerca Young Earth Solution Research Projects dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition.

    Il progetto ha coinvolto nei giorni scorsi anche la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, da anni impegnata nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti e titolari protezione internazionale.
    “La Nigeria – spiegano il professore Fabio Bartolini e il dottor Obi Chinedu Temple – è ampiamente conosciuta per il suo alto tasso di emigrazione giovanile attraverso le rotte irregolari. Nonostante gli sforzi ed il rigoroso controllo delle frontiere, molti giovani hanno continuato a intraprendere un disperato viaggio in Italia attraverso il Mar Mediterraneo. Alcuni hanno perso la vita durante il tragitto, mentre coloro che sono giunti in Italia stanno incontrando innumerevoli difficoltà. Molti di
    questi vivono nei centri di accoglienza, oppure sono spesso sfruttati o mendicano per strada. Nonostante ciò, molti giovani risedenti in Nigeria continuano ad accollarsi i rischi dell’immigrazione irregolare spinti dal richiamo di una nuova vita all’estero più attraente di quella nei loro villaggi. I ragazzi in età scolare nelle aree rurali sono spesso i più esposti alle immigrazioni irregolari a causa di informazioni spesso incomplete e non veritiere. Il progetto RicosMigration, pertanto, intende condurre una campagna informativa nelle scuole delle aree rurali nigeriane per informare dei rischi e della pericolosità dell’immigrazione irregolare. Inoltre, il progetto intende anche svolgere formazione rivolta al personale docente delle scuole nigeriane per sensibilizzare i ragazzi su tali pericoli”.
    Una parte fondamentale del progetto prevede, dunque, una serie di interviste a testimoni diretti del fenomeno. A tale scopo l’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e Agro-ambientali ha chiesto alla Fondazione San Giovanni Battista una collaborazione specifica per permettere al dottor Chinedu Obi di svolgere delle interviste ai migranti nigeriani in Italia e con tale materiale di poter realizzare un video informativo.
    “Abbiamo accolto la richiesta dell’Università di Pisa – dichiara Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – con grande attenzione ed entusiasmo. Come sempre le nostre porte sono aperte per chi intende affrontare la tematica delle migrazioni con scrupolosa attenzione e serietà. Condividiamo lo spirito della ricerca presente in questo progetto e siamo onorati di aver contribuito per quanto a noi richiesto. Lo scopo di questo progetto è particolarmente interessante proprio perché le azioni previste sono utili a prevenire l’immigrazione clandestina. Nei nostri centri ospitiamo spesso donne e uomini provenienti dalla Nigeria e possiamo confermare quanto sia complessa la situazione di queste persone, con particolare riferimento alle donne, molto spesso vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale. E’ un bene che gli studenti possano essere messi a conoscenza dei problemi e dei rischi che corrono allontanandosi dalla loro terra d’origine”.
    Al termine del lavoro il dottor Chinedu Obi ha espresso gratitudine alla Fondazione San Giovanni Battista per la collaborazione messa in atto.

  • Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Avere il mondo tra le dita e lasciarlo risuonare. Far sì che quei suoni, quelle parole diventino arte, speranza, sorriso e realtà. La piazza di Ragusa Ibla è colma di persone giunte da ogni parte della Sicilia e da alcune regioni di Italia. Tutti presenti per celebrare nel segno della creatività la Giornata internazionale del Rifugiato. Un progetto curato a Ragusa dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Caritas, Migrantes, Servizio Centrale SPRAR e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

    https://www.insiemeragusa.it/2018/06/29/storie-musica-alla-giornata-internazionale-del-rifugiato/
    Due i momenti focali dell’evento:
    La presentazione del libro “Il mondo tra le dita” ha aperto la serata. “Si tratta di un progetto al quale teniamo molto – ha spiegato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – e che è riuscito a far produrre oltre cento racconti a vari ragazzi richiedenti o titolari di protezione internazionale presenti nei progetti della rete nazionale SPRAR. Una giuria ha selezionato 13 racconti che noi stessi abbiamo deciso di pubblicare inaugurando una nostra casa editrice. La presenza dei richiedenti asilo e dei migranti costituisce soprattutto un’occasione di crescita e di ricchezza per la società accogliente. È ciò che vogliamo dimostrare attraverso eventi pubblici, ma anche con il lavoro serio e coscienzioso dei nostri tanti generosissimi operatori che quotidianamente lavorano nei nostri centri”.
    Il volume è illustrato da immagini prodotte da alcuni studenti del Liceo Artistico “Ferraris” di Ragusa che hanno preso parte ad un progetto di alternanza scuola lavoro. “Siamo felicissimi – ha detto la dirigente scolastica Giovanna Piccitto – perché i nostri ragazzi hanno potuto svolgere un’esperienza formativa di alto livello entrando in relazione diretta con il mondo dei migranti”.
    La prefazione al libro ha una firma di prestigio. È stata infatti curata dal poeta e scrittore Davide Rondoni. “Questo libro – spiega – rappresenta un caso unico e prezioso. Per la prima volta non si parla di migranti ma sono essi stessi a parlare attraverso la voce delle favole e dell’arte. Credo che, al netto di ogni considerazione politica, sia il sentimento di amicizia la chiave che possa aprire le porte ad una accoglienza reciproca e costruttiva”.
    Sul palco si sono succeduti i premiati del concorso. Menzione particolare per il racconto scritto da Momo dello SPRAR di Gubbio dal titolo “L’eredità di Sabally” che ha vinto il primo premio.
    Dunque spazio alla grande musica d’autore con le note dei Radiodervish. Un ritorno in Sicilia per presentare in anteprima nazionale il nuovo cd “Il Sangre e il Sal”. Trasformare la vita in note, bussare alle porte del cuore, narrare storie vere, fiabesche ma sempre sublimate in arte.
    Il percorso disegnato da Nabil Salameh, Michele Lobaccaro e Alessandro Pipino è speziato di oriente, incrocia stili e linguaggi diversi. Dall’arabo all’italiano, passando per la lingua franca dei porti del Mediterraneo, il Sabir, che caratterizza alcune nuove composizioni del gruppo italo palestinese. Il pubblico ascolta con devota partecipazione. La voce di Nabil è essa stessa un viaggio, una vibrazione di luce. Le strutture sonore poggiano sulle solide spalle di Michele Lobacccaro, polistrumentista di pregio e sulle magie di Alessandro Pipino che alterna le proprie dita tra tastiere e fisarmonica.
    Tra classici e nuovi brani il concerto, compreso dei rituali bis, scorre come un balsamo che incanta la piazza regalando a Ragusa un momento culturale di assoluto rilievo.
    “Ringraziamo la Fondazione San Giovanni Battista – sottolinea Michele Lobaccaro a nome dei Radiodervish – non solo per averci invitato, ma soprattutto per il grande lavoro che ogni giorno svolge a favore di persone, esseri umani in cerca di una concreta speranza di futuro”.
    Il concerto e la presentazione del libro rientrano nella campagna “WithRefugees” voluta dall’Unhcr. “Siamo lieti di essere qui a Ragusa – conferma Marco Rotunno – ad assistere ad una festa perché ciò dimostra che la presenza dei rifugiati non deve e non può, a ragion veduta, rappresentare motivo di paura e discriminazione”.

     

  • Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    Giornata mondiale del Rifugiato 2018

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]“Migranti e rifugiati: dalla narrazione ostile allo stile di narrazione” è il tema che farà da filo conduttore alle varie iniziative promosse da Fondazione San Giovanni Battista, Caritas Ragusa e Migrantes per celebrare ancora una volta la Giornata mondiale del Rifugiato in collaborazione con Unhcr.

    Tanti i momenti che animeranno le giornate dal 18 al 28 giugno. Le manifestazioni vivranno uno dei loro momenti più significativi, infatti, con il concerto del gruppo musicale dei Radiodervish che presenteranno a Ragusa, in anteprima nazionale, il nuovo album “Il Sangre e il Sal”.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il 27 giugno piazza Hodierna a Ragusa Ibla si colorerà così dei suoni e delle voci del gruppo italo palestinese, da vent’anni voce della multiculturalità e del dialogo. Prima del concerto verrà presentata la pubblicazione “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso letterario rivolto a tutti gli Sprar di Italia e del progetto di alternanza scuola lavoro realizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista con l’Istituto “Galileo Ferraris”. La Giornata mondiale del Rifugiato è un appuntamento annuale, voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Tanti gli appuntamenti in calendario a partire dall’iniziativa “Porte aperte #WithRefugees” con gli open day che si svolgeranno nei cinque progetti Sprar gestiti dalla Fondazione da lunedì 18 a venerdì 22 giugno. Momenti di festa e condivisione per far conoscere al territorio il lavoro quotidiano dei progetti e non far dimenticare mai che dietro ogni migrante c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi sta riuscendo a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto. (Visualizza i dettagli sulla nostra pagina Facebook!)[/vc_column_text][vc_column_text]Il 28 giugno, infine, alla sala Avis di Ragusa sarà un momento dedicato al ruolo dell’informazione. Dopo i saluti del vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta e del prefetto Filippina Cocuzza, don Rosario Cavallo, direttore di Migrantes Ragusa, introdurrà le due relazioni in programma: “I mezzi di informazione di fronte ai flussi migratori” (Paolo Lambruschi, capo redattore interni del quotidiano Avvenire) e “La situazione siciliana e i nuovi scenari del Mediterraneo” (Antonella Elizabeth Basilone, coordinatrice Unhcr per la Sicilia).[/vc_column_text][vc_column_text]Le conclusioni sono affidate a Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista. L’incontro sarà moderato da Gianni Molé, segretario provinciale Assostampa Ragusa.

     

    Tutti gli eventi sono organizzati con il contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del gruppo Ergon e in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Assostampa regionale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    “Il brutto anatroccolo”, performance teatrale

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]”Il brutto anatroccolo”, performance teatrale pensata e condotta da Michele Arezzo e Fabio Guastella in collaborazione con l’Istituto comprensivo Vann’Antò di Ragusa e la Fondazione San Giovanni Battista è andata in scena nella palestra della scuola Ecce Homo.

     

    Lo spettacolo è il frutto finale di una serie di laboratori condotti dagli artisti con alcuni studenti della Scuola primaria del plesso Ecce Homo ed i beneficiari dei progetti Sprar e Cas gestiti dalla Fondazione.

     

    Il tema della diversità, dell’accoglienza e della trasformazione sono al centro del racconto e del percorso educativo.

     

    “Siamo felici – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – di avere realizzato questo laboratorio e spettacolo teatrale in compagnia di tanti bambini. Ringraziamo l’Istituto comprensivo Vann’Antò per la disponibilità e la collaborazione e gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione di questa opera. La favola avverte con chiarezza che occorre andare oltre le apparenze. Noi cristiani sappiamo bene che il valore di ogni uomo è data dal suo essere figlio di Dio, a prescindere dalla razza, dal colore e dalle idee. E’ per noi motivo di gioia lavorare con le generazioni più giovani. E’ dalla scuola che si deve partire per testimoniare la dignità della vita”.

     

    “Ringraziamo la Fondazione – sottolinea il dirigente scolastico Rosario Pitrolo – per averci dato questa possibilità di crescita. Plaudo ad un lavoro pregevole realizzato anche grazie all’impegno delle nostre insegnanti”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Europa e immigrazione

    Europa e immigrazione

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]“L’Unione Europea e le politiche per l’immigrazione”. Questo il tema del seminario organizzato dal Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa. Una preziosa occasione per un confronto serio e privo di pregiudizi su un argomento complesso.

     

    “Parlare di immigrazione – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – impone un atteggiamento privo di ipocrisia e di approcci ideologici. Dobbiamo essere seri e sinceri. Seri nell’affermare che oggi la Sicilia perde 10 mila persone, soprattutto giovani, che ogni anno emigrano in cerca di un lavoro fuori dalla nostra isola. Un trend negativo che è reso più drammatico dal calo delle nascite e dal progressivo invecchiamento della popolazione. Seri anche nel riconoscere che l’Italia ha questioni ben più urgenti da affrontare: evasione fiscale, mafie, crescente povertà, riorganizzazione del sistema scolastico e sanitario.

     

    Occorre essere sinceri nel dire che ancora oggi per alcune realtà l’immigrazione rappresenta un business che lucra sulle speranze e le povertà estreme. In tal senso plaudo al nuovo metodo di controllo attivato da pochi mesi dalle Prefetture affinché l’accoglienza straordinaria non rappresenti una scorciatoia per facili guadagni. Dobbiamo essere sinceri nel dire che il modello della rete nazionale SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo) rappresenta ad oggi la migliore risposta alle reali esigenze degli individui migranti richiedenti protezione”.

     

    La Fondazione ad oggi gestisce tre centri per l’accoglienza straordinaria e 5 progetti SPRAR. “Attraverso questo impegno diamo lavoro a 66 persone qualificate e costruiamo un futuro per tanta gente. Il tema centrale da affrontare per l’integrazione, dunque, è il lavoro perché solo attraverso un impiego è possibile edificare una società che, secondo le direttive di Papa Francesco, sappia accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”.

     

    A suffragare l’intervento di Renato Meli, le testimonianze di Pinuccia Cavalieri, responsabile del progetto SPRAR “Famiglia amica”, del mediatore culturale avoriano Patrice Kinna e del senegalese Aboubakar, oggi impiegato presso una ditta di Grande distribuzione.

     

    “Il modello SPRAR – spiega Pinuccia – ci permette di essere amici di ognuno dei nostri beneficiari, di conoscerne limiti e potenzialità”.

     

    “Le politiche europee per il Mediterraneo” sono state al centro della relazione del professore Salvo Nicolosi, Struttura didattica speciale di Lingue e Letterature straniere. Una escursione sull’arretratezza e sulle criticità di una Europa poco attenta ai valori della fratellanza e troppo concentrata su quelli della finanza.

     

    L’iniziativa contava sull’appoggio, tra gli altri, della Fondazione San Giovanni Battista

     

    “L’accoglienza dei migranti a Ragusa” è stato il tema dell’intervento di Francesco Antonio Fronte, Presidente Croce Rossa Italiana – Comitato di Ragusa Onlus.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_facebook][/vc_column][/vc_row]

  • Alternanza scuola – lavoro per disegnare “Il mondo tra le dita”

    [vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il presidente Renato Meli: “Il lavoro svolto arricchisce le persone che sono state impegnate, ma anche la società”.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Tre mesi di lavoro, di studio di incontri. Tre mesi per conoscere il mondo dei richiedenti asilo e per onorare il progetto scolastico di alternanza scuola-lavoro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1513722504029{margin-top: 0px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Così gli studenti del Liceo Artistico “Galileo Ferraris” di Ragusa hanno vissuto l’esperienza proposta dalla Fondazione San Giovanni Battista. Obiettivo dell’impegno dei 6 ragazzi è stata la realizzazione delle illustrazioni per il libro che raccoglierà le opera vincitrici del concorso letterario nazionale “Il mondo tra le dita” promosso dalla Fondazione in collaborazione con la rete SPRAR.[/vc_column_text][vc_column_text]Tredici sono le storie multiculturali scritte dai beneficiari dei centri di accoglienza della rete SPRAR nazionale che verranno prossimamente pubblicate con l’impaginazione a cura del grafico Emanuele Cavarra. Testi che Anna Maria Russo, Dariia Chorna, Giulia Salonia, Federica Lucenti, Alessio Distefano e Salvo Firrincieli hanno tradotto in immagini suggestive e pregevoli.[/vc_column_text][vc_column_text]“Da parte nostra – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – permane una massima apertura nei confronti del mondo della scuola. Nei volti dei ragazzi leggo felicità e soddisfazione. Possiamo dire che in questo caso l’alternanza scuola-lavoro ha avuto un senso. Il lavoro svolto arricchisce le persone che sono state impegnate, ma anche la società. Questi ragazzi, infatti,  saranno paladini con i loro coetanei e familiari per decostruire molti stereotipi legati al mondo delle immigrazioni. Un plauso va rivolto alla tutor aziendale Maria Taranto ed alla professoressa Alessandra Marino che ha seguito gli studenti in questo percorso”.[/vc_column_text][vc_column_text]“Questa esperienza – aggiunge la professoressa Giovanna Piccitto, dirigente del Ferraris – rappresenta un incontro tra civiltà e culture, oltre che una preziosa opportunità di conoscere e lavorare a fianco con le realtà sane del territorio”.[/vc_column_text][vc_column_text]“Siamo molto felici – confermano gli studenti – e pronti a testimoniare l’importanza di questo cammino formativo. Abbiamo avuto modo di incontrare ragazzi stranieri ed un mondo che non conoscevamo. Rappresenta una grande gioia il fatto che i nostri lavori verranno pubblicati e conosciuti da tanti giovanissimi lettori”.[/vc_column_text][nd_options_spacer nd_options_height=”10″][vc_facebook][nd_options_spacer nd_options_height=”10″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_gallery interval=”3″ images=”1578,1577″][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][vc_column width=”1/4″][/vc_column][/vc_row]