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  • Siglato protocollo d’intesa tra la Fondazione San Giovanni Battista e il GAS Mazzarelli

    Siglato protocollo d’intesa tra la Fondazione San Giovanni Battista e il GAS Mazzarelli

    La Fondazione San Giovanni Battista e il “Gruppo di Acquisto Solidale Mazzarelli” hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa che segna l’inizio di una collaborazione orientata all’inclusione sociale, alla sostenibilità ambientale e alla promozione di filiere etiche e locali.

    L’accordo è stato firmato dal presidente della Fondazione, Renato Meli, e dalla presidente del GAS Mazzarelli, Paola Nigito, che hanno condiviso la volontà di costruire sinergie tra due realtà da tempo impegnate sul territorio in progetti a forte impatto sociale ed ecologico.

    La Fondazione San Giovanni Battista opera da anni nel settore dell’accoglienza e dell’inclusione sociale, gestendo centri per richiedenti asilo e rifugiati e promuovendo iniziative educative contro la povertà educativa, in particolare nelle scuole. Attraverso i progetti di Servizio Civile Universale, offre inoltre opportunità di crescita personale e professionale ai giovani volontari.

    Il GAS Mazzarelli è un’associazione che riunisce produttori e consumatori, promuovendo modelli di economia solidale, agricoltura sostenibile e rigenerativa. È attivo nello sviluppo di sistemi di food forest, con l’obiettivo di creare ecosistemi produttivi che integrano biodiversità, tutela ambientale e innovazione agricola.

    L’intesa mira a sviluppare iniziative congiunte che favoriscano l’incontro tra culture, l’inclusione sociale e la diffusione di una cultura della sostenibilità. Tra gli obiettivi principali:

    promuovere percorsi formativi e laboratori pratici per i beneficiari dei centri di accoglienza, finalizzati all’inserimento lavorativo nel settore agricolo e forestale;
    realizzare progetti educativi per minori, centrati su educazione ambientale, cittadinanza attiva e contrasto alla povertà educativa;
    collaborare su progetti finanziabili a livello regionale, nazionale ed europeo.
    “Con il GAS Mazzarelli – ha dichiarato Renato Meli – condividiamo valori profondi: la sostenibilità, l’inclusione e la creazione di opportunità per chi vive in condizioni di fragilità. Crediamo molto nel potenziale formativo e inclusivo dell’agricoltura rigenerativa e della food forest”.
    “Siamo felici di avviare questa collaborazione – ha aggiunto Paola Nigito – che ci permetterà di unire le nostre esperienze per costruire comunità più coese, inclusive e sostenibili”.

    Fondazione e GAS lavoreranno insieme per l’organizzazione di eventi, seminari e attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, con l’auspicio di generare un impatto duraturo sul territorio.

  • Il nostro Precetto pasquale nel segno della resurrezione

    Il nostro Precetto pasquale nel segno della resurrezione

    La grande famiglia della Fondazione San Giovanni Battista ha celebrato il precetto Pasquale nella chiesa del Monastero di Santa Teresa di Gesù.

    A concelebrare l’Eucarestia il vicario generale, monsignor Roberto Asta con Andrea Pomillo, assistente spirituale della Fondazione. Presente il diacono permanente Giovanni Agostini. “La grazia che chiediamo al Signore – ha ricordato padre Asta – è quella di essere coinvolti con amore nel servizio che siamo chiamati ad offrire ai nostri fratelli. Il nostro agire deve essere animato dall’amore, dalla capacità di offrire non tanto beni materiali, quanto sincera amicizia ed attenzione”.

    Al termine della celebrazione, il presidente Renato Meli ha proposto la sua riflessione sul periodo pasquale.

    “La Pasqua che ci accingiamo a vivere – ha ricordato –  dovrebbe essere un invito profondo al rinnovamento. In un mondo che vive d’angoscia, di soprusi, che corre veloce, questa ricorrenza porta con sé il messaggio universale della speranza che risorge. Dovrebbe essere un momento per fermarsi, riflettere e lasciarsi toccare dalla possibilità di un nuovo inizio, dentro di noi, nelle nostre relazioni, nella società.

    In questo tempo in cui è facile cedere al cinismo o all’indifferenza, la Pasqua ci ricorda che la trasformazione è possibile. Ogni gesto di pace, ogni atto di perdono, ogni scelta di amore ha il potere di cambiare il mondo, cominciando da noi stessi.

    Nel caos quotidiano, tra stress, delusioni e fratture interiori, la Pasqua ci invita a un passaggio, ad un attraversamento interiore, ad una trasformazione.

    Non si tratta solo di credere nella Resurrezione di Cristo, ma di riconoscere la possibilità di risorgere noi stessi dalle nostre cadute, dalle ferite emotive, dalla stanchezza dell’anima. È l’occasione per fare spazio a qualcosa di nuovo, più autentico, più vero.

    La Pasqua ci esorta al perdono, non come atto debole, ma come forza che rompe il ciclo dell’odio.

    In un’epoca in cui il rancore si alimenta anche nei social e i conflitti sembrano moltiplicarsi, scegliere il perdono diventa un atto rivoluzionario.

    Riconciliarsi con l’altro, ma anche con se stessi, è un cammino difficile ma liberante.

    In questi tempi segnati da crisi globali, antropologiche, ambientali, politiche, economiche, la Pasqua può diventare una voce contro la rassegnazione. Il simbolo della pietra che rotola via dal sepolcro rappresenta una porta che si apre: l’idea che, anche quando tutto sembra finito, qualcosa può ancora nascere. È una chiamata all’impegno attivo per un mondo più giusto, più umano.

    Infine, la Pasqua è un inno alla vita che vince sulla morte. Questo non è solo un concetto religioso, ma anche una prospettiva etica e culturale: dobbiamo imparare a custodire la vita, a rispettarla in tutte le sue forme umane, animali, naturali.

    È un appello a vivere con gratitudine, con consapevolezza, con responsabilità.

    Oltre al messaggio del nostro Vescovo per questa Quaresima che vi invito a leggere, se non l’avete già fatto, desidero riprendere quanto scrive Papa Francesco nella “Spes non confundit“:

    “Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure…La comunità cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei più deboli”.

    E, come diceva don Tonino Bello, le stigmate lasciate dai chiodi nelle mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo!

    In questo senso, la Pasqua non sarà solo una ricorrenza del calendario, ma un’occasione per guardarsi dentro e intorno, e decidere, ogni volta, se e come vogliamo rinascere. Santa Pasqua a voi e ai vostri cari”.

    Un momento di lieta convivialità ha concluso la serata. Grazie all’ospitalità di don Giuseppe Burrafato, ci siamo ritrovati nei saloni parrocchiali della Cattedrale di San Giovanni Battista per condividere un rinfresco e rompere un uovo di cioccolato condividendo così frammenti di dolcezza.

  • La nostra voce per i diritti dei migranti

    La nostra voce per i diritti dei migranti

    Siamo felici e grati per essere stati coinvolti in “VOCI”, il festival sui diritti promosso dal Comune di Ragusa – Assessorato alle Pari Opportunità, in collaborazione con la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e con il contributo dell’UNAR. La Fondazione, insieme con “Caritas” ,”Terre des Hommes” e “Proxima” ha portato la sua testimonianza sul tema dei diritti negati ai migranti.
    “Lavoriamo in questo ambito – ha raccontato Renato Meli, presidente della Fondazione – da prima che nascesse il Piano nazionale asilo nel 2001. Il nostro impegno è da sempre volto all’inclusione dei cittadini stranieri e, dunque, siamo attentissimi al tema dei diritti da riconoscere e da rispettare. Il nostro obiettivo è rendere i nostri ospiti da subito cittadini attivi del luogo che li ospita, in particolare facendo attenzione al tema della conoscenza linguistica, del lavoro buono e della concreta possibilità di avere a disposizione una casa”.
    A tal proposito ricordiamo il progetto sperimentale “Qualiforma” che ha formato oltre ottanta persone nel settore della ristorazione. “Ci siamo chiesti – prosegue Meli – quale fosse il bisogno reale delle imprese del territorio ed è emersa la necessità di mano d’opera in questo ambito. Ebbene tutti i corsisti hanno ottenuto una certificazione europea delle loro competenze e, soprattutto, hanno trovato un impiego regolare”.
    Nel corso della meritevole iniziativa si è cercato di proporre idee per garantire sempre i diritti ai migranti. Nonostante l’impegno e i risultati, infatti, permangono criticità strutturali che rendono difficile il pieno esercizio dei diritti.
    “Innanzi tutto – precisa Renato Meli – pensiamo all’idea del “Dare spazio”: per l’accesso all’abitare occorre superare la diffidenza dei locatori. L’assenza di garanzie e i pregiudizi ostacolano l’inclusione abitativa, anche quando sono previsti contributi economici. Il diritto all’abitare si scontra contro muri burocratici e sociali. Il diritto all’abitare è familiarizzare con un luogo, creare legami, percorsi, in base alle proprie possibilità.
    Dunque “Dare diritti” perché spesso in tema di lavoro assistiamo alla mancanza di riconoscimento delle competenze. In vari settori permangono difficoltà linguistiche e registriamo una carenza di servizi per l’infanzia che limita la possibilità di occupazione delle madri.
    Infine dobbiamo “Dare attenzione”, ovvero creare un reale sostegno alla genitorialità che superi la differenza culturale nei modelli educativi e l’assenza di strumenti di supporto che rendono complesso il ruolo genitoriale. L’esperienza dei nostri progetti racconta una verità semplice: i diritti non si garantiscono solo con le norme, ma con le relazioni, il tempo, la fiducia.
    Per questo dobbiamo rafforzare la rete territoriale e investire in servizi di cura per l’infanzia per liberare il potenziale delle donne, promuovere la formazione professionale accessibile e mirata, superare la logica emergenziale dell’accoglienza. Dobbiamo costruire percorsi di lungo periodo fondati sull’autonomia e la partecipazione e creare percorsi educativi accessibili per i rifugiati.
    Accogliere significa camminare insieme. Significa restituire alle persone la possibilità di costruire un futuro, di rimettere insieme i pezzi della propria storia, di sentirsi parte attiva della comunità. Accogliere non è solo avere un posto dove stare ma è una parte del processo di inclusione che richiede ascolto e creatività. I progetti della Fondazione San Giovanni Battista sono esempi concreti di come l’accoglienza possa essere un processo educativo, trasformativo e generativo per chi accoglie e per chi è accolto. Ma serve una responsabilità collettiva. Perché i diritti, per essere veri, devono essere condivisi, sostenuti, protetti ogni giorno. Serve un approccio alla migrazione consapevole e incentrato sui diritti umani”.
    “Un punto da migliorare – ha concluso il presidente Meli – riguarda la dotazione di mediatori linguistici e culturali che dovrebbero essere a disposizione nei vari enti pubblici. La rete territoriale è oggi di buon livello, ma mi auguro che il tema dell’inclusione dei migranti possa entrare a far parte dei prossimi piani di zona distrettuali in quanto tema di grande importanza e attualità”.

  • Anche Ragusa celebra la Giornata nazionale di ascolto dei minori

    Anche Ragusa celebra la Giornata nazionale di ascolto dei minori

    “Silenzio e umiltà, queste le due parole più importanti per aprirci all’ascolto dei minori”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha aperto il pomeriggio dedicato appunto alla prima “Giornata nazionale di ascolto dei minori” che si è svolta a Ragusa. “I bambini e i ragazzi – ha proseguito Meli – sono portatori di sogni e di bisogni che spesso noi adulti neanche immaginiamo. Eppure comprenderli è fondamentale per capire il mondo e la società in cui viviamo. Per questo la Fondazione si spende da anni in progetti specifici per arginare la povertà sociale. Oltre alla gestione di alcuni Asili, abbiamo da poco avviato “A scuola di futuro”, un progetto contro la dispersione scolastica finanziato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Con “Sprigiona il tuo cuore” intendiamo, invece, lavorare a servizio dei figli di persone detenute. Con “Give me five”, ancora, vogliamo garantire il diritto ad un’educazione di qualità e il contrasto alla povertà sociale e discriminazione di genere. Puntiamo, dunque a costruire una comunità educante”.

    In questo spirito di apertura e collaborazione si inserisce l’organizzazione di questa giornata pensata e realizzata al Centro commerciale culturale con “Terre des Hommes”, grazie al supporto del Comune di Ragusa e capace di coinvolgere le scuole iblee e varie realtà del Terzo settore.

    “Per ascoltare i minori – ha aggiunto Valentina Gulino di Terre des Hommes – dobbiamo andare all’essenza. Spesso il loro messaggio si nasconde nel silenzio, nelle azioni. Per questo occorre mettere in atto un ascolto profondo che porti la promessa di accogliere le loro istanze e la responsabilità rispetto a ciò che abbiamo ascoltato”.

    “Per noi – sottolinea Chiara Facello della Fondazione San Giovanni Battista – era fondamentale che la giornata di oggi fosse un atto collettivo che esprimesse tutte le potenzialità del nostro territorio. È stato bello che anche imprese del mondo profit come “Delicatessen” abbiano dato il loro contributo per la buona riuscita di questo evento. Come Fondazione siamo promotori di progetti che sperimentano l’affiancamento didattico sia in aula che nelle ore pomeridiane affinché si possa rendere davvero la scuola un luogo non di esperienza ma di educazione trasformativa”.

    La prima “Giornata nazionale dell’ascolto dei minori” ha visto al mattino la partecipazione di alcune classi scolastiche impegnate in laboratori ludici pensati per focalizzare l’idea di futuro che hanno i bambini. Individuare dunque quali i loro sogni, quali le loro aspettative. 

    Nel pomeriggio, invece, due panel hanno scandagliato il tema dell’ascolto secondo varie prospettive. Ascoltare per educare, ascoltare per curare e guarire, ascoltare per comunicare e proteggere.

    Agli incontri hanno partecipato Elvira Adamo e Catia Pasta, assessori ai Servizi Sociali e alla Pubblica istruzione del Comune di Ragusa. 

  • Giornata nazionale dell’ascolto dei minori

    Giornata nazionale dell’ascolto dei minori

    Anche Ragusa celebra il 9 aprile al Centro commerciale culturale per valorizzare il tema dell’ascolto  

    A Ragusa la Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Terre des Hommes organizza un evento speciale dedicato all’ascolto autentico dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze.

    Si tratta della prima “Giornata nazionale dell’ascolto dei minori”. La giornata, istituita dal Governo ha l’intento di informare e di sensibilizzare sul tema dell’ascolto della persona minore di età, quale presupposto fondamentale per dare concreta attuazione ai suoi diritti.

    L’appuntamento ragusano è per le ore 17 del 9 aprile al Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” di via Matteotti 61.

    “Si tratta – specifica Renato Meli, presidente della Fondazione – di un’occasione preziosa per riflettere insieme sull’importanza dell’ascolto come strumento per educare, crescere, curare, comunicare e proteggere.

    Abbiamo pensato a due momenti tematici con testimonianze, esperienze e buone pratiche da parte di enti e associazioni. Siamo concordi nel credere che affinché il diritto all’ascolto sia garantito si debba mettere in atto un lavoro di insieme”.

    Il primo momento sul tema “Ascolto per educare e crescere” vede la partecipazione del Centro Sportivo Italiano, della Cooperativa La Favoletta, della Cooperativa L’Arca e della Fondazione San Giovanni Battista.

    Il secondo panel, invece, prevede riflessioni su “Ascolto per curare e guarire” con Jolanda Bedriu, su “Ascolto per comunicare” con la rete dei genitori “Aspettando lo smartphone Ragusa” e su “Ascolto per proteggere” con Terre des Homme e Save The Cildren.   

    La partecipazione all’evento è gratuita ed aperta a tutta la cittadinanza.

  • BANDO DI SERVIZIO CIVILE 2024 CALENDARI COLLOQUI DI SELEZIONE

    BANDO DI SERVIZIO CIVILE 2024 CALENDARI COLLOQUI DI SELEZIONE

    Si pubblicano i calendari di selezione per i candidati volontari che hanno presentato domanda al bando di Servizio Civile Universale 2024 entro il 27/02/2025 per i progetti presentati dall’ente titolare Fondazione San Giovanni Battista. Ogni candidato/a dovrà presentarsi, munito di documento di riconoscimento e tessera sanitaria, nella sede sopra indicata in base al giorno e all’orario comunicato nel calendario che segue; eventuali modifiche saranno comunicate tramite e-mail e recapito telefonico presenti all’interno delle domande di selezione.

    Si ricorda che “La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione e il/la candidato/a che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenta al colloquio nei giorni stabiliti senza giustificato motivo, è escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura”.

    Ogni candidato dovrà svolgere un unico colloquio, tenuto dai selettori accreditati al Servizio Civile Universale secondo il sistema di selezione visionabile nelle schede sintetiche di progetto.

    I candidati che concorrono per i posti riservati a Giovani con Minori Opportunità (GMO) dovranno consegnare copia della certificazione ISEE in corso di validità alla data di presentazione del colloquio.

    Il dettaglio delle convocazioni è pubblicato ai seguenti link divisi per progetto:

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-ACCOGLIERE

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-SOGNARE

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-ACCOMPAGNARE

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-RISCOPRIRE

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-STUPIRSI

    CALENDARIO-COLLOQUI_A-BRACCIA-APERTE-PER-CRESCERE

  • Ricomincio da me

    Ricomincio da me

    La Fondazione San Giovanni Battista è tra i partner del progetto “Ricomincio da me” presentato presso la Sala Giunta del Comune di Ragusa.

    Il progetto rientra nell’ambito dell’Avviso LINK! “Connettiamo i giovani al futuro”, con il contributo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della presidenza del Consiglio dei ministri e dell’Anci – fondo per le Politiche Giovanili anni 2020 – 2021.

    “Ricomincio da me” prevede diverse iniziative, eventi e laboratori rivolti soprattutto ai giovanissimi e non solo – con in programma anche delle masterclass per valorizzare e incrementare le proprie capacità e competenze – e la riqualificazione dell’Informagiovani Comunale.

    Alla Fondazione San Giovanni Battista è stata affidata la parte relativa alla ricerca sociale attraverso la somministrazione di un’intervista rivolta al target specifico del progetto.

    “In questa fase – specifica Renato Meli, presidente della Fondazione – i dati sono ancora parziali. Quello che possiamo dire è che, finora, si registra, in linea con i dati ufficiali, un calo percentuale dei giovani che non studiano e non ricercano un impiego. Occorre ribadire che è ancora presto per dare interpretazioni definitive. Di sicuro le risposte che abbiamo già ottenuto ci dicono che non necessariamente ad una maggiore povertà sociale ed economica corrisponde una situazione di inattività. È nostra intenzione non fermarci ad una indagine quantitativa, che per altro non ha seguito i criteri canonici della ricerca, ma vogliamo attraverso interviste più specifiche, toccare aspetti qualitativi che possano restituirci dati più interessanti per l’obiettivo che ci siamo posti. Senza dubbio il nostro lavoro permette al progetto di ricercare persone interessate a poter essere coinvolte nelle fasi successive del percorso”.

    Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco Peppe Cassì, gli assessori Elvira Adamo, politiche sociali, Simone Digrandi, politiche giovanili, Catia Pasta, istruzione, e i partner del progetto di cui il Comune è capofila: L’Argent A.P.S. E.T.S., Cooperativa Sociale Proxima A.r.l., Ass. ItaliaCamp, Logos Società Cooperativa.

  • Prorogata la scadenza per la presentazione delle domande del bando di Servizio Civile Universale

    Prorogata la scadenza per la presentazione delle domande del bando di Servizio Civile Universale

    Prorogata la scadenza per la presentazione delle domande del bando di Servizio Civile Universale

    Sarà il 27 febbraio 2025, alle 14, la nuova data utile per la presentazione delle domande di partecipazione al bando per accedere al Servizio Civile Universale.

    Ulteriori informazioni su
    https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/news/2025/2/proroga-bando-ordinario/

  • Incontro per presentare i progetti di Servizio civile universale

    Incontro per presentare i progetti di Servizio civile universale

    Il 29 gennaio alle 17 presso il saloncino del vescovado in via Roma 109, la Fondazione San Giovanni Battista organizza un incontro informativo sul Servizio Civile Universale. L’appuntamento è rivolto ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni che hanno voglia di scommettere su un percorso di crescita umana e professionale.  

    La Fondazione presenta 6 diversi progetti per un totale di 187 posti disponibili. I territori coinvolti sono Ragusa, Modica, Vittoria, Comiso, Monterosso, Giarratana, Chiaramonte Gulfi e Scicli. 

    “Abbiamo racchiuso questi percorsi di volontariato – racconta Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – sotto il titolo di “A braccia aperte” perché questo è l’atteggiamento che abbiamo noi nei confronti dei nostri ragazzi e, soprattutto, perché è quello che vorremmo che loro attuassero nel corso del loro servizio alle persone. I n questo incontro di giorno 29 i ragazzi potranno avere ogni chiarimento riguardo le nostre proposte e le modalità di svolgimento dei progetti. Avranno anche modo di confrontarsi con i ragazzi che attualmente stanno svolgendo con noi il servizio civile universale. L’invito che rivolgiamo ai giovani è di non perdere questa occasione e di venire a scoprire come possono contribuire alla crescita della comunità e di loro stessi”.

  • Sprigiona il tuo cuore

    Sprigiona il tuo cuore

    Presentato il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

    Un grande sistema di rete tra enti e associazione per un progetto che riguarda il mondo delle carceri e intende sviluppare azioni di contrasto ai traumi della separazione di minori dai loro genitori in stato di detenzione.

    Si intitola “Sprigiona il tuo cuore”, il progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che vede la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa tra i partner.

    Capofila del progetto è la Fondazione Val di Noto coadiuvata da una rete di enti del terzo settore quali associazione culturale “Le interferenze”, la cooperativa sociale “Il sorriso”, “Heart4Children”, la società cooperativa “L’Arcolaio” e l’impresa sociale “Passwork”.

    Sono partner del progetto le case circondariali di Siracusa e Augusta, gli uffici locali di Esecuzione penale esterna di Siracusa e Ragusa, i Comuni di Siracusa, Ragusa, Priolo e Augusta.

    Sprigiona il tuo cuore è stato presentato alla stampa questa mattina presso il Centro commerciale culturale di Ragusa.  

    “Per noi – ha sottolineato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – questo è un progetto molto importante. Essere giunti al suo avvio è una meta che ci dà gioia, ma dobbiamo tenere a mente l’obiettivo finale di questo percorso: vogliamo e dobbiamo impegnarci per costruire un modello di buone prassi che aiuti tutte le persone coinvolte a vario titolo in un percorso di detenzione nel trovare possibilità concrete di reinserimento sociale. Per fare questo occorre sensibilizzare la comunità dove vivono i familiari dei detenuti e i detenuti stessi. È un dato positivo che oggi ci sia una rete di progetto che si mette all’opera per creare una comunità che recupera e che include tutti. Ricordo, infatti, che il tema dell’inclusione, non riguarda solo e sempre gli stranieri, ma anche nostri connazionali che vivono oggettive condizioni di difficoltà”.

    “Il progetto – spiega Gianni Saraceno, coordinatore di Sprigiona il tuo cuore – si pone l’obiettivo di promuovere l’interesse superiore del minore e del diritto alla relazione con il genitore recluso, o in misura alternativa alla detenzione, innescando processi a supporto di un cambiamento positivo connesso all’incremento delle opportunità in termini sia di tempo sia di qualità della relazione genitore-figlio, con ricadute positive sulla crescita sana del minore, sulla capacità genitoriale e sulla rete a supporto della relazione”.

    “Questo progetto – aggiunge don Giovanni Donzello della Fondazione Val di Noto – è rivolto sia ai figli dei detenuti sia gli enti coinvolti affinché si metta al centro non il reo o il reato, ma la relazione”.

    “I nostri uffici – avverte Elvira Adamo, assessora ai Servizi sociali del Comune di Ragusa – hanno una attenzione particolare per le famiglie dei detenuti. È un bene che si sia creata questa collaborazione tra enti pubblici e privati per cercare di offrire opportunità a tanti minori e decostruire lo stigma che colpisce i familiari di chi sconta una pena detentiva”.

    Rosaria Ruggeri, direttrice UEPE di Ragusa conclude: “La sfida di questo progetto è di interrompere la trasmissione generazionale della povertà affettiva, educativa ed economica che tocca in sorte ai giovani figli di carcerati”.

    Durante lo svolgimento dell’intero progetto, che avrà durata triennale, si prevede la realizzazione di azioni educative quali attività privilegiate per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e spazi entro i quali sperimentare la dimensione ludica, emotiva e familiare di ogni beneficiario di progetto. Saranno attivati cantieri educativi, percorsi di risocializzazione, laboratori di Mandala, di vela e di Lego e la partecipazione alle “Feste Archimedee”.