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  • Graduatorie bando Servizio civile nazionale 2018

    Graduatorie bando Servizio civile nazionale 2018

    La Fondazione  rende noto ai candidati del Progetti di Servizio Civile “Marhaban”, “Passo Passo”, “Tra culto e cultura” che sono state pubblicate le graduatorie provvisorie, divise per sede di destinazione, e l’elenco degli non idonei/ esclusi per non avere completato le selezioni.

    GRADUATORIA AMMESSI PROGETTO “PASSO PASSO”

    GRADUATORIA AMMESSI “TRA CULTO E CULTURA”

    GRADUATORIE-AMMESSI POSTI-RISERVATI FAMI “TRA CULTO E CULTURA”

    GRADUATORIA AMMESSI PROGETTI MARHABAN

    ELENCO NON IDONEI / ESCLUSI PROGETTO “PASSO PASSO”

    ELENCO NON IDONEI ESCLUSI PROGETTO “TRA CULTO E CULTURA”

    ELENCO NON IDONEI / ESCLUSI PROGETTO “MARHABAN”

    L’approvazione definitiva è successiva alle verifiche di competenza dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.

    L’Ufficio servizio civile della Fondazione è  a disposizione per informazioni ed ulteriori chiarimenti dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:00 nella sede della Fondazione e telefonicamente al 3665878658.

     

  • Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    Un saluto pieno di gratitudine ai volontari del servizio civile 2017

    “Grazie di cuore ad ognuno di voi. Vi auguriamo di non perdere mai la voglia di essere ciò che siete stati per noi in quest’ultimo anno: dei ragazzi meravigliosi”. Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista ha salutato i volontari del Servizio civile universale che hanno chiuso la loro esperienza in tre differenti progetti.
    “Da domani – ha proseguito il presidente –  inizia un altro capitolo della vostra esperienza di vita. In qualunque ambito vi troverete sappiate che la Diocesi di Ragusa e la nostra Fondazione vi saranno sempre vicine con percorsi di accompagnamento al lavoro previsti dal progetto Policoro. Cercate di collaborare riconoscendo negli altri un valore e non un rivale. Non perdete quanto di buono avete imparato, custodite nel cuore tutti i piccoli doni che avete ricevuto perché sono questi, spesso, a dare sostanza alla vita”. 
    Nelle parole dei volontari si trova il senso di un percorso complesso ma anche ricco di soddisfazioni.  Parole che raccontano di gratitudine, generosità, crescita umana e professionale.
    “In questo anno – racconta Clarissa, impegnata nel progetto Tra culto e cultura – mi sono sentita parte di una grande famiglia. Credo che mi mancherò tutto di questa esperienza”. 
    “Nel corso della mio anno di servizio – aggiunge Anastasia, del progetto Passo passo – mi sono sempre sentita al posto giusto nel momento giusto della mia vita”.
    “Questa avventura – sottolinea Giovanni Massari, dal progetto  Marhaban –  ci ha dato gli strumenti adatti per essere missionari di pace e tolleranza”.
    A giorni verranno rese note le graduatorie per il nuovo bando di Servizio Civile universale.

  • Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Progetto “Green zone”, immigrati volontari a servizio del territorio che li ospita

    Libero Consorzio e Fondazione San Giovanni Battista promuovono un percorso di inclusione sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale

     “Green zone” è il nome del progetto di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa.

    Il dirigente del Libero Consorzio, Raffaele Falconieri e il presidente della Fondazione, Renato Meli, hanno siglato il protocollo di intesa che darà l’avvio al progetto.

    “La fondazione –  dichiara Meli – opera nel settore  dell’accoglienza da oltre 15 anni. Da tre anni proponiamo percorsi di volontariato e cittadinanza attiva per favorire processi di integrazione efficaci e stabili tra migranti e cittadini presenti sul territorio. Un modo per prevenire fenomeni di discriminazione sempre più ricorrenti. La cura del verde pubblico, la pulizia di spazi comuni sono azioni che hanno l’obiettivo di favorire la costruzione di un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti di centri di accoglienza, al servizio del territorio di riferimento”.

    “Il progetto di volontariato – conferma Falconieri – va a vantaggio della collettività, dà un segno tangibile di impegno e volontà di partecipazione delle persone accolte sul nostro territorio. Il valore di tali attività è immediatamente legato non solo all’impiego del tempo in maniera costruttiva, ma anche alla possibilità di apprendere nuove competenze”.

    “Inoltre – aggiungono i firmatari del protocollo di intesa – il prendersi cura di spazi in stato di abbandono e degrado e di persone ha importanti valenze simboliche e l’intento palese di scalfire la diffidenza e l’indifferenza che talvolta separano i due mondi, mettendo in diretta connessione le strutture di accoglienza e la città con i suoi abitanti. Infine, l’accudimento di aree locali di uso comune, costituisce concreto strumento di cittadinanza attiva e consapevole per i migranti, nonché fonte di sensibilizzazione per la cittadinanza tutta.

    Attraverso attività come quella proposta, si può contribuire a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso”.

    I volontari svolgeranno attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado (strade provinciali), manutenzione di strutture pubbliche (scuole). Potranno essere inoltre assegnati loro compiti di vigilanza e gestione delle aree di pertinenza esterne agli edifici scolastici, nonché, in presenza del personale già in servizio presso gli enti locali, potranno essere adibiti al presidio e sorveglianza degli attraversamenti pedonali in concomitanza con le fasi di accesso ed uscita dalla scuola da parte degli studenti.

    Si prevede a tal fine il coinvolgimento di migranti guidati da un coordinatore della Fondazione San Giovanni Battista e da eventuali referenti di settore designati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

    Tutte le attività prevedono un percorso di formazione e verranno svolte all’interno del territorio provinciale, con particolare riferimento alle città di Comiso e Ragusa.

    Saranno impiegati complessivamente 9 richiedenti o titolari di Protezione internazionale o umanitaria, residenti presso centri SPRAR “Biscari” e “Farsi Prossimo” della Fondazione San Giovanni Battista siti a Ragusa e Comiso.

    Il periodo di realizzazione delle attività va da metà ottobre a dicembre 2018 e da Febbraio a Dicembre 2019.

  • Orientamento al Servizio Civile Universale

    Orientamento al Servizio Civile Universale

    Una mattinata ricca di informazioni. Una importante occasione di conoscenza e confronto. Si è svolto in un clima costruttivo l’incontro di orientamento pensato dalla Fondazione San Giovanni Battista per presentare i tre progetti di Servizio civile universale pensati in collaborazione con la Diocesi di Ragusa.
    Sono 70 i posti disponibili per altrettanti giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni all’interno dei progetti “Tra culto e cultura”, “Passo Passo” e “Marhaban”.
    “In passato – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – il servizio civile era considerato una specie di punizione per i giovani che si rifiutavano di svolgere la leva militare. Nonostante ciò costituiva per noi un modo per servire il nostro territorio attraverso strumenti pacifici. Oggi il servizio civile rappresenta una importante occasione di crescita e di consapevolezza. Un anno di impegno che può davvero cambiare la vita”.
    A spiegarne le ragioni sono i ragazzi stessi impegnati in questi percorsi già da 10 mesi. In ognuna delle testimonianze emerge la gioia di star vivendo una esperienza straordinaria”.
    Roberta è impegnata nel progetto di educazione al patrimonio artistico e culturale nei beni della Diocesi di Ragusa chiamato “Tra culto e cultura”. “Siate dei protagonisti attivi – spiega Roberta ai giovani aspiranti – e non sottovalutate i momenti formativi che vi permetteranno di conoscere meglio le vostre attitudini”.
    Giulio, rappresentante regionale del Servizio civile Universale, racconta di come il progetto “Passo passo”, rivolto al disagio giovanile e all’animazione socio-educativa, possa essere stimolante. “Provate anche voi – afferma – a sperimentare un anno che cambia la vita. Imparate ad ascoltare i bambini e sarete punti di riferimento per tante famiglie”.
    Zora ed Enrico, infine, operano al fianco delle equipe dei progetti di accoglienza SPRAR. “Il nostro compito – sottolineano è favorire l’integrazione, ma è importante dire che alla fine di questa esperienza sarà più quello che si riceve che non quello che si offre”.

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/227519124782470/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/2137196739852179/

    https://www.facebook.com/FondazioneSGB/videos/281066106059995/

    I progetti prevedono un impegno di 30 ore settimanali a partire da fine anno con scadenza delle domande il 28 settembre e presentazione tramite apposita modulistica a mano, via pec o raccomandata. Ai giovani verrà corrisposto un compenso di 433,88€ mensili e spettano permessi, malattie, assicurazione ed eventuali spese di trasferta.
    La selezione, che avrà luogo al termine della consegna delle domande, valuterà positivamente chi ha già una esperienza o conoscenza del settore, oltre ad una passione e un interesse per le attività di progetto.
    Ricordiamo che per informazioni è possibile rivolgersi all’info-point del Servizio Civile Universale della Fondazione in Via Ungaretti 11 o partecipare all’incontro informativo in programma il 13 settembre alle ore 10 nella sede della Fondazione in Via Roma 109 (terzo piano)

  • A Torre di Canicarao il Grest incontra i migranti

    A Torre di Canicarao il Grest incontra i migranti

    È una collaborazione nata nel mese di maggio quella tra il progetto SPRAR “Accoglienza Casmenea” del Comune di Comiso, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ed il Vicariato Foraneo di Comiso. Un lavoro comune che ha dato i suoi frutti all’interno del Gruppo Estivo o Grande Estate, meglio conosciuto come “Grest”.
    Il Grest è un’esperienza che si svolge nel periodo estivo, è un momento di crescita rivolto ai ragazzi e ai bambini fino ai tredici anni che, insieme ai sacerdoti e a un gruppo di animatori, promuove un’esperienza significativa di vita.
    “Il lavoro che svolge da anni la Fondazione San Giovanni Battista – dichiara il presidente Renato Meli – può apparire oggi in controtendenza. Ma siamo convinti che operare al servizio di una comunità interculturale partendo dalle giovani generazioni sia un metodo vincente per generare una società di pace e di ricchezza. Siamo felici di avere avviato questa collaborazione e confermiamo la nostra intenzione di essere uno strumento utile per la nostra Chiesa che vuole aprire le braccia verso chi ha bisogno. E oggi l’impegno in questa direzione si moltiplica ancor di più: il Paese sta conoscendo una virulenza nei rapporti sperimentata solo poche volte nella storia della nostra Repubblica, sembrano incrinarsi i rapporti umani anche tra gli stessi italiani e questa è una deriva che ci preoccupa molto”.
    “Quest’anno – spiega Alessandro Guastella, coordinatore del Progetto Accoglienza Casmenea – abbiamo proposto a due beneficiari di mettersi al servizio del prossimo, infatti hanno frequentato un corso di formazione per animatori Grest che ha permesso loro di partecipare, in qualità di Animatori, alle attività realizzate a servizio della città. Moustapha e Yaya sono stati molto felici dell’opportunità ricevuta; hanno costruito nuove relazioni con i loro coetanei e approfondito la conoscenza del territorio grazie alle attività promosse dallo staff Grest”.
    Moustapha racconta della sua gioia immensa nel corso della giornata organizzata all’Acquapark dove per la prima volta, ha davvero sperimentato momenti di piena spensieratezza.
    Yaya, dal canto suo, riferisce di sentirsi molto fortunato di aver vissuto questa esperienza, di aver instaurato legami con gli altri giovani partecipanti e soprattutto di aver intrapreso relazioni con i bambini più piccoli. “É stato bellissimo – sottolinea – sentire i bambini chiamarmi per nome, abbracciarmi, e piangere per me, come hanno fatto alla serata conclusiva del Grest”.
    L’equipe del progetto SPRAR ha ospitato i circa 480 giovani del Grest (dai 6 anni in su), per alcune settimane, all’interno della struttura “Torre di Canicarao”. “E stata – spiegano i membri dell’equipe – un’esperienza proficua volta a favorire i processi d’integrazione attraverso situazioni ludico-ricreative, creative e di gruppo, stimolando anche la sensibilità dei beneficiari nei confronti dei grestini. Particolare attenzione è stata data alla socializzazione, al fine di favorire i processi di integrazione col/nel territorio e la promozione di un maggiore senso di appartenenza ad esso e agli abitanti. Siamo grati al vicario Foraneo don Salvatore Bertino e al responsabile del Grest, don Giuseppe Iacono”.

  • Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    Volontari e testimoni alle frontiere dell’accoglienza

    “L’augurio che rivolgo ai volontari europei ed extra europei  che hanno scelto i nostri centri di accoglienza è di potere arricchire il loro bagaglio di conoscenze e di relazioni umane”. Con queste parole il presidente della Fondazione San Giovanni Battista Renato Meli ha salutato il gruppo di volontari provenienti da 4 nazionalità diverse che saranno impegnati per tre settimane in due centri SPRAR gestiti dalla Fondazione.
    “Siete sempre i benvenuti – conferma Meli – e lo siete non solo nelle parole ma nei fatti. Crediamo con fermezza che costruire reti, abbattere le distanze sia un valore impagabile per chi opera nel settore sociale e dell’accoglienza ai migranti. Credo sia un bene che alcune cittadini europei ed extra europei possano avere modo di osservare da vicino il nostro modello di integrazione”.
    Ed è proprio questo desiderio di conoscenza che ha spinto i 4 ragazzi a donare il proprio tempo ed il proprio talento in questa operazione di volontariato coordinata dalla rete CVX dei Gesuiti.
    “Questo – spiega Eleonora Milazzo, coordinatrice del gruppo e volontaria – è il quarto anno che proponiamo l’esperienza di vivere a fianco dei rifugiati in provincia di Ragusa. Sono essi stessi i primi testimoni e promotori del progetto di volontariato pensato dalla Cvx. Credo che il nostro aiuto possa essere non tanto quello operativo nelle tre settimane di impegno, quanto quello di raccontare ad altri e in luoghi differenti il senso di questa nostra avventura. Portiamo a casa una nuova consapevolezza che condividiamo con i familiari, gli amici e con tante altre persone”.
    Maria Mihalikova viene dalla Slovacchia; Francisca Santos dal Portogallo; John Mayer dagli Stati Uniti. “Ci accomuna – spiegano – l’interesse a toccare con mano un fenomeno del quale sentiamo spesso parlare dai media”.
    “Al termine di questo percorso – conclude chiara Facello, referente per la Fondazione San Giovanni – vorremmo programmare momenti di incontro e di scambio sia a livello locale che internazionale”.

  • Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Con i Radiodervish risuona il mondo tra le dita

    Avere il mondo tra le dita e lasciarlo risuonare. Far sì che quei suoni, quelle parole diventino arte, speranza, sorriso e realtà. La piazza di Ragusa Ibla è colma di persone giunte da ogni parte della Sicilia e da alcune regioni di Italia. Tutti presenti per celebrare nel segno della creatività la Giornata internazionale del Rifugiato. Un progetto curato a Ragusa dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con Caritas, Migrantes, Servizio Centrale SPRAR e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

    https://www.insiemeragusa.it/2018/06/29/storie-musica-alla-giornata-internazionale-del-rifugiato/
    Due i momenti focali dell’evento:
    La presentazione del libro “Il mondo tra le dita” ha aperto la serata. “Si tratta di un progetto al quale teniamo molto – ha spiegato Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – e che è riuscito a far produrre oltre cento racconti a vari ragazzi richiedenti o titolari di protezione internazionale presenti nei progetti della rete nazionale SPRAR. Una giuria ha selezionato 13 racconti che noi stessi abbiamo deciso di pubblicare inaugurando una nostra casa editrice. La presenza dei richiedenti asilo e dei migranti costituisce soprattutto un’occasione di crescita e di ricchezza per la società accogliente. È ciò che vogliamo dimostrare attraverso eventi pubblici, ma anche con il lavoro serio e coscienzioso dei nostri tanti generosissimi operatori che quotidianamente lavorano nei nostri centri”.
    Il volume è illustrato da immagini prodotte da alcuni studenti del Liceo Artistico “Ferraris” di Ragusa che hanno preso parte ad un progetto di alternanza scuola lavoro. “Siamo felicissimi – ha detto la dirigente scolastica Giovanna Piccitto – perché i nostri ragazzi hanno potuto svolgere un’esperienza formativa di alto livello entrando in relazione diretta con il mondo dei migranti”.
    La prefazione al libro ha una firma di prestigio. È stata infatti curata dal poeta e scrittore Davide Rondoni. “Questo libro – spiega – rappresenta un caso unico e prezioso. Per la prima volta non si parla di migranti ma sono essi stessi a parlare attraverso la voce delle favole e dell’arte. Credo che, al netto di ogni considerazione politica, sia il sentimento di amicizia la chiave che possa aprire le porte ad una accoglienza reciproca e costruttiva”.
    Sul palco si sono succeduti i premiati del concorso. Menzione particolare per il racconto scritto da Momo dello SPRAR di Gubbio dal titolo “L’eredità di Sabally” che ha vinto il primo premio.
    Dunque spazio alla grande musica d’autore con le note dei Radiodervish. Un ritorno in Sicilia per presentare in anteprima nazionale il nuovo cd “Il Sangre e il Sal”. Trasformare la vita in note, bussare alle porte del cuore, narrare storie vere, fiabesche ma sempre sublimate in arte.
    Il percorso disegnato da Nabil Salameh, Michele Lobaccaro e Alessandro Pipino è speziato di oriente, incrocia stili e linguaggi diversi. Dall’arabo all’italiano, passando per la lingua franca dei porti del Mediterraneo, il Sabir, che caratterizza alcune nuove composizioni del gruppo italo palestinese. Il pubblico ascolta con devota partecipazione. La voce di Nabil è essa stessa un viaggio, una vibrazione di luce. Le strutture sonore poggiano sulle solide spalle di Michele Lobacccaro, polistrumentista di pregio e sulle magie di Alessandro Pipino che alterna le proprie dita tra tastiere e fisarmonica.
    Tra classici e nuovi brani il concerto, compreso dei rituali bis, scorre come un balsamo che incanta la piazza regalando a Ragusa un momento culturale di assoluto rilievo.
    “Ringraziamo la Fondazione San Giovanni Battista – sottolinea Michele Lobaccaro a nome dei Radiodervish – non solo per averci invitato, ma soprattutto per il grande lavoro che ogni giorno svolge a favore di persone, esseri umani in cerca di una concreta speranza di futuro”.
    Il concerto e la presentazione del libro rientrano nella campagna “WithRefugees” voluta dall’Unhcr. “Siamo lieti di essere qui a Ragusa – conferma Marco Rotunno – ad assistere ad una festa perché ciò dimostra che la presenza dei rifugiati non deve e non può, a ragion veduta, rappresentare motivo di paura e discriminazione”.