Tag: Ragusa

  • Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    Alla scoperta del Castello di Donnafugata

    I beneficiari del progetto SAI “Biscari” in visita al maniero ottocentesco

    Essere parte di un progetto territoriale della rete SAI vuol dire soprattutto conoscere il luogo in cui ci si trova. Per questo il progetto “Biscari” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, ha organizzato una gita al Castello di Donnafugata.

    Luogo di indubbio fascino e di storia, il Castello è stato meta di una escursione con i ragazzi. “Durante le lezioni di Italiano – spiega Turi La Cognata, responsabile del progetto – abbiamo svolto un percorso preparatorio per descrivere cosa avremmo visto. Il nostro obiettivo, ovviamente, è quello di favorire la conoscenza del nostro territorio anche attraverso i beni culturali che qui sono presenti”.

    Il maniero, storica dimora ottocentesca, ospita un Museo del Costume. “Per i ragazzi – afferma @Barbara Criscione , assistente sociale – è stato davvero curioso confrontarsi con gli abiti storici. Giovani bengalesi, maliani, tunisini e libici Hanno mostrato un grande interesse per la storia di questi costumi e per i vari modelli esposti”.

    Il grande giardino del Castello ospita un intricato labirinto delimitato da muri. “A un certo punto del percorso – spiegano Turi e Barbara – si sono invertiti i ruoli: noi ci siamo persi e i ragazzi più intraprendenti si sono arrampicati sui muri per indicarci la strada d’uscita. E’ stata davvero una bella lezione di fiducia reciproca, oltre che un momento molto divertente”.

    “E’ davvero importante – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – qualificare il tempo libero dei nostri beneficiari. Farlo attraverso la scoperta delle nostre ricchezze ha un grande valore: incoraggia questi ragazzi a rispettare i nostri luoghi e contribuisce a far amare loro il territorio dove vivono. Presupposti necessari per pensare un futuro di vita e di lavoro”.

  • Graduatoria progetto “Nuove radici”

    Graduatoria progetto “Nuove radici”

    Si è conclusa la prima fase del progetto “Nuove Radici: coltiviamo diritti” con la definizione della graduatoria dei beneficiari ammessi. Nelle scorse settimane abbiamo incontrato più di 90 persone, coinvolto diverse realtà del territorio (sindacati, cooperative, amministrazioni locali, enti del terzo settore), costruendo una rete di relazioni in grado di raggiungere un duplice obiettivo: facilitare l’individuazione dei potenziali beneficiari del progetto e porre al centro del dibattito le attività progettuali stesse come tassello fondamentale dei processi di inclusione socio-lavorativa sul territorio. 

    Oggi, a seguito di un faticoso lavoro condotto con i partner del progetto Oxfam Intercultura e la cooperativa Terre Senza Frontiere, pubblichiamo la graduatoria definitiva dei beneficiari ammessi al progetto. Le persone ammesse parteciperanno alle attività di formazione, generale e specifica, previste con l’obiettivo di creare 2 cooperative agricole.

    Graduatoria-definitiva-beneficiari-ammessi

    “Nuove Radici: coltiviamo diritti” prosegue, così, il suo cammino verso la costruzione condivisa di opportunità di emancipazione attraverso il lavoro. 

  • “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    “Artinsieme” per scoprire la bellezza che unisce i popoli

    L’arte unisce il mondo, mentre le guerre lo dividono. Ecco perché scoprire il patrimonio artistico di un popolo può rappresentare un ponte per favorire l’incontro tra culture diverse e alimentare un cultura di pace. Quando poi a narrare le opere di un luogo è un migrante che da questo luogo è stato costretto a scappare, la vicenda assume un valore ancora più alto.
    Così Sadi dal Bangaldesh, Osama dalla Tunisia, Lami dall’Egitto e Kelvin dalla Nigeria hanno vissuto un giorno speciale. Ospiti del progetto SAI “Farsi prossimo” del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, i ragazzi hanno incontrato gli studenti dell’Istituto comprensivo “Crispi” di Ragusa.
    Occasione di questa giornata, la chiusura del progetto PON “Capiamo l’altro – Artinsieme” promosso dalla scuola. I giovani studenti delle classi primarie e secondarie sono stati accolti dal responsabile del progetto, Enrico Mallia che ha spiegato loro il sistema di accoglienza. Dunque, nell’aula studio, i partecipanti hanno assistito alla lezione tenuta dai rifugiati che hanno narrato dell’arte presente nei loro luoghi di origine. L’arte contemporanea che descrive le rivolte studentesche in Bangladesh, il Teatro romano in Tunisia che può ospitare 35 mila persone, il monastero di Santa Caterina in Egitto e le teste di Ife che si trovano in Nigeria. Un viaggio che ha permesso di ricucire distanze, di fare riappropriare i migranti di parte del loro patrimonio culturale, di potersi raccontare ed essere protagonisti di un momento di formazione reciproca. Con l’aiuto dell’insegante di Italiano Valerio Santamaria e con la mediazione di Clara Rollo, esperta della lingua dei segni, i relatori hanno superato ogni difficoltà facendo giungere un messaggio chiaro: ogni luogo racchiude storia e bellezza.  Al termine della mattinata, dopo un momento di laboratorio dedicato alla creazione di bracciali seguito dall’educatrice Clara Sgarioto, un gelato e una merenda condivisa in giardino hanno suggellato un momento di gioia e di pace.  
    “L’obiettivo di questo PON – spiegano le docenti Biagia Accetta e Mirella Gurrieri – è proprio l’inclusione. anche se ci rivolgiamo a bambini ancora piccoli siamo certi che abbiamo permesso loro di vivere una giornata altamente formativa”.
    “Siamo sempre aperti a questo genere di esperienze ed incontri – aggiunge Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – perché la sensibilizzazione del territorio, partendo proprio dalle scuole, è parte della nostra missione”.

  • Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    Artisti per la solidarietà, consegnate oggi le somme raccolte dal Club Lions Ragusa Host alla Fondazione San Giovanni Battista

    “Sono tante le povertà da alleviare. Tante le persone alle quali occorre dare sostegno. Siamo grati al Club Lions Ragusa Host e a tutti gli artisti che hanno voluto donare le loro opere a scopo benefico”. 

    Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha accolto il frutto della campagna di solidarietà promossa appunto dal Club Lions Ragusa Host nell’ambito dell’area Service “Proteggere le persone vulnerabili – I Lions per le persone fragili”. Otto artisti iblei hanno donato il frutto della loro creatività per un aiuto concreto verso le persone bisognose.

    Oggi il presidente del club service Ignazio Caloggero ha consegnato i proventi della mostra affinché siano devoluti in beneficenza. 

    “Attraverso queste iniziative – prosegue Renato Meli – i club service centrano il cuore della loro autentica ragion d’essere. Ringraziamo il Club Lions di Ragusa perché ci consente di avere un po’ di forza in più per arginare povertà economiche, sociali, sanitarie ed educative”. 

    “Siamo felici di avere dato corpo a questa iniziativa – spiega il presidente Ignazio Caloggero – perché ci permette di renderci utili. Sono inoltre contenti perché questa iniziativa ha permesso a molti artisti di mettere in mostra il loro talento e la loro generosità”. 

  • Avvio del Servizio civile universale

    Avvio del Servizio civile universale

    EsserCi: Conoscere, Custodire, Colorare. Quattro verbi per dare il via e la via al nuovo anno di Servizio civile Universale dei giovani impegnati in quattro progetti pensati dalla Fondazione San Giovanni Battista. Un cammino che prende il via nelle differenti sedi dei vari progetti giorno 28 giugno. Un momento sancito dalla firma del contratto che legherà i ragazzi alla Fondazione per l’anno di volontariato.

    “Nel nostro impegno – specifica Renato Meli , presidente della Fondazione – dobbiamo andare oltre le regole ed i formalismi previsti dai contratti. Prima di tutto, infatti, deve esservi la volontà di creare una relazione autentica e consapevole tra di noi e con le persone per le quali andremo a prestare il nostro servizio. Vi invito a costruire da subito un rapporto di fiducia con i vostri responsabili di progetto. Da questa fiducia, non a caso, scaturirà la libertà di lavorare insieme e rendere significativo questo vostro anno, qualunque sia l’obiettivo fissato dal vostro percorso. Vi ricordo che il Servizio civile universale vuole essere anzi tutto un modo per essere utili alla nostra Patria nelle sue realtà territoriali”.

    La lettura condivisa del contratto è il punto di partenza. Il percorso quotidiano di ogni giorno sarà al tempo stesso la via da percorrere e la meta da raggiungere.

    I 4 progetti che partono in questi giorni riguardano settori di grande rilevanza sociale: dall’aiuto ai portatori di handicap (La trottola) all’accoglienza ai migranti (Avrò cura di te), da una attenzione per i percorsi educativi (Pedibus) ai valori culturali da sviluppare “Bello appare il mondo).

  • Nel segno di Giorgio La Pira la Giornata del migrante e del rifugiato

    Nel segno di Giorgio La Pira la Giornata del migrante e del rifugiato

    Un intenso concerto del maestro Rino Farruggio ha ripercorso le orme del grande uomo di origini siciliane, testimone del Vangelo

    “Giorgio La Pira non ha conosciuto direttamente il fenomeno delle migrazioni  come lo stiamo vivendo in questi anni, ma sono sicuro che se fosse ancora tra noi, i rifugiati sarebbero tra le persone alle quali lui volgerebbe le sue premure, rimanendo, come sempre, al fianco dei più deboli”.
    Con queste parole Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha presentato nel giardino del Vescovado la serata “Giorgio La Pira mi abita il futuro”. Un progetto musicale a cura del maestro sacerdote Rino Farruggio. Un’anteprima nazionale inserita all’interno delle manifestazioni per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato promosse dalla Fondazione. “Quella di Giorgio La Pira – aggiunge il presidente – è la storia di un sindaco, di un mistico, di un profeta, di un professore, di un francescano  secolare. Ma la definizione migliore è senza dubbio quella che lui stesso ha dato di sé dicendo di volere essere ricordato come un ‘Testimone del Vangelo’. Ringrazio don Rino, a nome di tutta la Fondazione, per averci fatto dono di questa speciale occasione”. 

    “Guardiamo ad un uomo di Dio – afferma il vescovo monsignor Giuseppe La Placa – ad un profeta della pace. Lui era un uomo che in tutte le sue attività metteva innanzi la prospettiva del Vangelo. Oggi, attraverso il lavoro di don Rino Farruggio andiamo con il cuore e la memoria ad un uomo che deve esserci da ispirazione”. 

    Rino Farruggio, accompagnato dai maestri Mario Vicari, Mariano Perrella e Marcello Salvatori, fa originale memoria del venerabile La Pira interpretando canzoni e seguendo un copione a braccio. I momenti del recital approfondiscono e mettono in luce quanto la ricerca storica non pretende di far emergere: i riferimenti teologici, i tragitti spirituali, l’originalissima testimonianza dal valore testamentario di radicale profezia, la gratuità, il nascondimento”.

    Fra i brani spicca una intensa “Migrantes” il cui testo riprende in lingua siciliana il distacco dalla propria terra verso un nuova vita. Impossibile non pensare ai migranti di oggi costretti ad un distacco altrettanto forte e doloroso dalla terra di origine. Il canto dialettale, assurge così ad un valore ancestrale, universale, per dare voce ai tanti che attraversano cieli, terre e mari in cerca di un futuro migliore.  

  • Nuove radici, coltiviamo diritti

    Nuove radici, coltiviamo diritti

    Presentato in conferenza stampa il progetto di contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura pensato da Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, “Oxfam intercultura” e “Terre senza frontiere”.

    “Lo sfruttamento nei luoghi di lavoro è un furto ai danni dell’anima di coloro che subiscono questa ingiustizia. E’ un furto che priva della dignità, del tempo e non solo del giusto guadagno economico”.

    Con queste parole il vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, ha esordito nella sua presentazione del progetto di agricoltura sostenibile “Nuove radici” in contrada Magnì a Ragusa. Una conferenza stampa alla quale erano presenti il prefetto di Ragusa Giuseppe Ranieri, Giusy Agnello Questore di Ragusa, il presidente della Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, Renato Meli, in qualità di ente capofila, Salvatore Maio di “Oxfam intercultura”, Giovanni Di Natale Sindaco di Acate, Maria Rita Annunziata Schembari Sindaco di Comiso, Giuseppe Cassì Sindaco di Ragusa, Francesco Aiello Sindaco di Vittoria e, in collegamento video Michela Bongiorno, Dirigente dell’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana.

    “Sono lieto – ha proseguito il vescovo – che questo progetto si realizzi in un luogo recuperato e ristrutturato proprio grazie a percorsi formativi simili a questo che si andrà a realizzare. Siamo lieti di mettere a disposizione questa struttura e i terreni della Diocesi per questa iniziativa. Per noi credenti il lavoro rappresenta la nostra cooperazione nel realizzare il progetto di Dio. Per questo motivo va sempre rispettato”.

    “Nuove radici” è un progetto che si propone di avviare al lavoro imprenditoriale cittadini stranieri già residenti in Italia ed emergenti da situazioni di sfruttamento lavorativo.

    “Non credo tanto nei progetti in quanto tali – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – quanto nei processi che possono innescare nel tempo dei reali cambiamenti proficui per il territorio. Il tema del lavoro è un tema che tocca strutturalmente la nostra nazione. Noi, per quel che ci compete, ci stiamo impegnando affinché i diritti dei lavoratori siano rispettati secondo quanto dettano sia le leggi costituzionali sia la dottrina sociale della Chiesa. Con “Nuove radici” vedremo nascere due start up che i nostri formatori accompagneranno nelle varie fasi del percorso. Emergere dal lavoro nero, infatti, non è sufficiente se non siamo capaci di offrire a queste persone una alternativa valida per la sussistenza. Sono lieto della presenza e della partecipazione delle istituzioni e delle associazioni, di OIM, di Emergency, e di tutti coloro che a vario titolo sono intervenuti perché sono certo che qualunque risultato positivo lo si raggiungerà solo camminando insieme. È nostro desiderio, oltre che dovere, dare il massimo affinché questo progetto porti frutti duraturi”.

    Il progetto che avrà una durata di 6 mesi prevede attività di orientamento e formazione degli utenti, con il fine ultimo di sviluppare in loro progettualità e autonomia verso l’autoimprenditorialità: azioni mirate per esplorare percorsi realisticamente percorribili di cooperazione e dialogo tra i diversi soggetti nel territorio, con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità e la sostenibilità economica di soluzioni alternative al lavoro irregolare.

    “Mettiamo insieme i vari progetti del territorio ragusano – ricorda il prefetto Giuseppe Ranieri – e stiamo attenti nel verificare il loro funzionamento in modo che da ognuno di essi possano discendere ulteriori buone prassi”.

    “Lavorare per evitare l’emarginazione sociale – sottolinea il questore Giusy Agnello – vuol dire fare prevenzione ed educare al rispetto delle regole”.

    “Vogliamo coinvolgere le persone – aggiunge Michela Bongiorno, Dirigente dell’Ufficio Speciale Immigrazione della Regione Siciliana – per evitare lo spopolamento delle nostre zone rurali e per avviare al lavoro uomini e donne che ne hanno le giuste capacità”.

    “E’ interesse di tutte le istituzioni – avverte il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì – che si possa attuare una reale integrazione tra persone di culture diverse. Questi progetti rappresentano una risposta concreta che può innescare dei circuiti virtuosi a vantaggio di tutta la comunità”.

    “Lo sfruttamento del lavoro va oltre le campagne – afferma Francesco Aiello, sindaco di Vittoria – ed è un problema strutturale italiano. Piantare nuove radici vuol dire sradicare quelle vecchie: aiutare le imprese virtuose e punire quelle scorrette”.

    Sul titolo del progetto si sofferma anche Maria Rita Annunziata Schembari Sindaco di Comiso: “Ottima idea è recuperare la nostra tradizione contadina e tutelare gli stranieri nel piantare nuove radici qui da noi”.

    Giovanni Di Natale, primo cittadino di Acate ricorda come un piccolo paese possa avere grandi problemi legati allo sfruttamento del lavoro. “Anche in contesto problematico, tuttavia, non mancano segnali di speranza, ci sono sul territorio esperienze di servizio valide e soprattutto imprenditori che riconoscono i diritti dei lavoratori. Verifichiamo che qualche passo avanti si sta compiendo”.

    Il progetto viene portato avanti da una partnership composta dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, “Oxfam intercultura” e “Terre senza frontiere”.

    “Questo progetto lancia molte sfide – ricorda Salvatore Maio di “Oxfam intercultura” – perché punta a superare le logiche assistenziali a vantaggio della creazione di uno reale spirito imprenditoriale”.

    “Nuove radici – conclude Chiara Facello, progettista della Fondazione – vuole arrivare, appunto, alle radici di un problema grave quale è il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, per piantare un nuovo albero capace di dare buoni e duraturi frutti”.

    L’attività è finanziata dalla Regione Siciliana, Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Ufficio Speciale Immigrazione nell’ambito del Progetto P.I.U. Su.Pr.Eme. (Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento), e co-finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione e dall’Unione Europea, PON Inclusione Fondo Sociale Europeo 2014-2020.

  • Artisti per la solidarietà

    Artisti per la solidarietà

    Una collettiva d’arte promossa dal Lions Club di Ragusa per sostenere le attività della Fondazione San Giovanni Battista

    “Artisti per la Solidarietà” questo il titolo della collettiva d’arte che è stata inaugurata giorno 11 giugno 2022, al Centro Commerciale Culturale di via Giacomo Matteotti. Una iniziativa promossa dal Club Lions Ragusa Host nell’ambito dell’area Service “Proteggere le persone vulnerabili – I Lions per le persone fragili”Otto artisti iblei hanno donato il frutto della loro creatività per un aiuto concreto verso le persone bisognose. I proventi della mostra saranno infatti devoluti in beneficenza. L’intero ricavato dalla raccolta fondi sarà consegnato alla Fondazione San Giovanni Battista della Diocesi di Ragusa che da oltre trent’anni promuove attività di sostegno a persone con ogni tipo di disagio. “Ringraziamo di cuore Il Presidente Lions dell’Anno Sociale 2021-2022, Ignazio Caloggero – afferma Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – per aver pensato alle nostre attività di sostegno ai bisognosi. Siamo grati agli artisti che hanno anch’essi dimostrato che l’arte è sempre una via privilegiata per fare crescere la comunità. Non sappiamo quanto sarà raccolto ma è encomiabile il Club service per aver pensato alla Fondazione come Ente dedito ai bisogni di chi è meno fortunato. Tutti potranno contribuire, con una piccola donazione, a dare forza alla speranza”.Sara possibile visitare la mostra fino al 19 giugno.

    https://www.lionsragusa.it/collettiva-darte-al-centro…/

  • Welcome day al progetto SAI “Famiglia amica”

    Welcome day al progetto SAI “Famiglia amica”

    Quando è il cuore a dettare la via, non è possibile distinguere chi dona da chi riceve, Chi offre e chi accoglie. Così la splendida torta che Ivana offre al nostro presidente Renato Meli ha il valore del simbolo, di questo scambio che sfuma i confini e disegna il senso del nostro lavoro. Il primo “Welcome Day” della Fondazione San Giovanni Battista è stato celebrato nel progetto SAI Famiglia Amica. Un momento per festeggiare la fine dell’anno scolastico con gli alunni della classe III B della Scuola “Schininà” di Ragusa. Scuola che ospita Irene ed Elisabetta, due ragazze ucraine che hanno condiviso con i compagni gli ultimi mesi di scuola. Mesi pieni di emozioni. Le stesse che si sono manifestate negli abbracci, nelle parole e nelle frasi che i compagni hanno voluto dedicare alle loro nuove amiche e alla loro famiglia.
    “La scuola – conferma Renato Meli – è il luogo privilegiato per costruire un mondo di pace. Le nostre ragazze e le loro famiglie hanno trovato in noi, negli insegnanti e nei compagni di classe un motivo di serenità a fronte della situazione drammatica che vive il popolo ucraino”.
    La festa di fine anno ha convolto genitori, operatori del progetto e i beneficiari. “Per noi – conclude Meli – non esiste un’accoglienza diversa a seconda delle persone. Per noi tutti, da qualunque parte del mondo provengano, meritano la stessa attenzione e lo stesso livello di professionalità”.
    Ai ragazzi della III B il compito di allietare la mattinata con canti e prove musicali. A loro e a tutti gli studenti l’augurio di una felice conclusione di anno scolastico, di buone vacanze e, per chi dovrà, di un fortunato esame!

  • “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    “Welcome day” e Giornata del rifugiato 2022

    Dal 10 al 23 giugno cinque giornate di incontri e il recital dedicato a Giorgio La Pira

    *Welcome day*, questo il titolo delle giornate pensate dalla Fondazione San Giovanni Battista in occasione di giugno, mese dedicato ai Rifugiati. “Abbiamo deciso di chiamare “Welcome day” queste giornate speciali – sottolinea Renato Meli, presidente della Fondazione – per dire che i luoghi dove operiamo sono sempre aperti alla comunità e che, in un giorno speciale, invitiamo e diamo il benvenuto agli ospiti che verranno a casa nostra, nelle nostre strutture di accoglienza e integrazione. Siamo lieti di avere coinvolto, scuole, ragazzi, istituzioni e, soprattutto, le persone per le quali lavoriamo ogni giorno con impegno e passione”.

    Si comincia domani, 10 giugno alle ore 8, con una festa di fine anno scolastico presso il progetto SAI “Famiglia Amica” con la partecipazione di una classe III della scuola “Schininà” nella quale studiano 2 ragazze provenienti dall’Ucraina. Previsti momenti di musica e un rinfresco offerto a tutti i partecipanti.

    “Il futuro è nelle mie, nelle tue e nelle nostre mani” è tema del secondo appuntamento di giorno 17 giugno al CAS “Borgo la croce”. Dalle ore 11 alle 15 con aperitivo multi etnico, laboratorio artistico e torneo di ping pong.

    Giorno 20 giugno il progetto “Accoglienza Casmenea” a Comiso dà appuntamento alle 18 presso la sede di via Giovanni Pascoli, 54. Obiettivo della giornata è creare un momento di scambio esperienziale tra datori di lavoro e dipendenti e far visitare la struttura.

    I progetti SAI “Farsi prossimo” e “Biscari” con sede in via Carducci, 214 celebrano il “Welcome day” il 21 giugno con “I colori dell’accoglienza” dalle 17 alle 20. All’ingresso viene ospitata una esposizione dedicata al ventennale della rete nazionale di accoglienza integrata. Nel corso del pomeriggio, si tiene un laboratorio di braccialetti, un torneo ping pong e, in chiusura, una aperitivo da condividere con tutti i partecipanti.

    Il 23 giugno, infine, sarà la volta di un momento di riflessione musicale su una grande figura storica politica: Giorgio La Pira, non a caso definito un profeta del mediterraneo. Ad omaggiarlo sarà Rino Farruggio, sacerdote, cantante ed autore, che presenterà il suo nuovo album “Giorgio La Pira mi abita il futuro”. Per la realizzazione di quest’opera Rino Farruggio si è avvalso degli arrangiamenti del Maestro Pericle Odierna, noto compositore di colonne sonore cinematografiche”. Il concerto, a partire dalle ore 21, si svolge all’interno del Giardino del Vescovado in via Roma 109 a Ragusa.

    Gli appuntamenti sono aperti a tutti con ingresso libero.